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<title>Donna Moderna - Bambini</title><link>http://www.donnamoderna.com/Bambini</link>
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	<title>Donna Moderna - Bambini</title>
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    <title>Separazione: un aiuto per i figli </title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[separazione]]></category><category><![CDATA[ famiglia/figli]]></category><category><![CDATA[ genitori]]></category><ame:pubDate>Gio, 09 Feb 2012 10:40:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Separazione. Si sa che quando due genitori si separano quelli che soffrono di più sono i figli. Spesso è difficile sapere cosa fare e come aiutarli a vivere meglio questo difficile momento della vita.Per aiutare i “figli” – a Bolzano - su iniziativa della Azienda Servizi Sociali e di una giovane dottoressa, Silvia Vidale, mediatrice familiare, sono nati i “gruppi di parola”.In caso di separazione o divorzio dei genitori, i gruppi di parola possono essere il luogo in cui bambini, di età compresa tra i 6 e i 10 anni, i cui genitori si stanno separando, oppure sono già separati o divorziati, possono scambiare le loro esperienze e sentirsi sostenuti, coordinati da una mediatrice specializzata.La Dottoressa Vidale ci ha spiegato che spesso i figli sono preoccupati della separazione dei loro genitori, non sanno come esprimere la loro tristezza, la collera, i dubbi o le difficoltà che incontrano davanti alla separazione di mamma e papà, non sanno con chi parlarne...Partecipare al gruppo di parola permette ai bambini ed ai ragazzi di esprimere ciò che vivono, attraverso la parola, il disegno, i giochi di ruolo, la scrittura, avere delle informazioni, porre delle domande, mettere parola su sentimenti, inquietudini, paure, trovare un sostegno e uno scambio tra coetanei, trovare dei modi per riuscire a dialogare meglio con mamma e papà e vivere meglio i cambiamenti che attraversano la riorganizzazione familiare, il passaggio da un genitore all'altro...I gruppi di parola prevedono quattro incontri, di due ore ciascuno, nell'arco di un mese con cadenza settimanale.Ai primi tre incontri partecipano solo i bambini. Il quarto incontro è diviso in due momenti: la prima ora con i bambini e la seconda anche con la presenza di mamma e papà per uno scambio tra genitori e figli. Al termine del percorso i genitori potranno richiedere e concordare un incontro di restituzione con la conduttrice del Gruppo di Parola.I gruppi di parola sono completamente gratuiti.Per informazioni : http://www.sozialbetrieb.bz.it]]></description>  </item>  <item>
    <title>Costumi di Carnevale per i bambini: idee semplici e facili da realizzare, divertenti e a piccoli prezzi </title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[carnevale]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ feste]]></category><ame:pubDate>Gio, 09 Feb 2012 10:20:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/carnevale/costumi-di-carnevale-per-i-bambini-l-ape/67707445-2-ita-IT/Costumi-di-carnevale-per-i-bambini-l-ape_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Costumi di carnevale per i bambini, facili da realizzare, divertenti, a piccoli prezzi]]></description>  </item>  <item>
    <title>Vaccino antinfluenzale, i pro e i contro</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ vaccinazione]]></category><category><![CDATA[ influenza]]></category><ame:pubDate>Sab, 04 Feb 2012 14:12:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Sul vaccino antinfluenzale se ne sentono molte. C’è chi dice che tutti lo dovrebbero fare e chi dice che va fatto solo in certi casi. Le mamme italiane come abbiamo visto lo fanno solo se consigliate dal medico di famiglia.Ma cosa è meglio per i nostri figli?Per capire qualcosa di più, abbiamo intervistato il Prof. Alberto Tozzi, responsabile scientifico per la comunicazione della Società Italiana di Pediatria e coordinatore dell'area di ricerca di Malattie multifattoriali e fenotipi complessi dell'Ospedale Bambino Gesù.Prof. Tozzi, il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i bambini o solo per alcuni?Le indicazioni per il vaccino influenzale sono diverse in Europa rispetto agli Stati Uniti. In quest’ultimo Paese, infatti, esiste l’indicazione di vaccinare tutti i bambini, sani e malati. Da noi la strategia è di vaccinare solo quelli a rischio, cioè quelli che, a causa di una malattia di base, possono sviluppare più frequentemente e in modo più grave alcune complicazioni. Il nostro Ministero della Salute raccomanda e offre gratuitamente ogni anno ai bambini e agli adulti con malattie come la fibrosi cistica, le immunodeficienze, il diabete, le malattie cardiache, quelle del sistema nervoso centrale, quelle renali, ed altre. Ciò non toglie che ogni bambino, compresi quelli sani, possa ricorrere alla vaccinazione a partire dall’età di 6 mesi per proteggersi dall’influenza. Nonostante lo scarso ricorso alla vaccinazione influenzale nel bambino in Italia, secondo uno studio condotto dalla Società Italiana di Pediatria, il 54% delle mamme vaccinerebbe i propri figli se fosse consigliata in questo senso dal pediatra.Professore, non è meglio per un bambino, prendersi un’influenza e rafforzare così le sue difese immunitarie, piuttosto che ricorrere ad un vaccino?La vaccinazione influenzale, come le altre vaccinazioni, ha lo scopo di indurre la stessa risposta che si otterrebbe contraendo la malattia naturale senza però avere la malattia. Da questo punto di vista le difese immunitarie del bambino si rafforzano anche con la vaccinazione. La decisione di offrire qualsiasi vaccinazione su larga scala si basa si basa sulla valutazione dei rischi associati alla malattia da prevenire. Quando quest’ultima è grave o molto frequente la vaccinazione rappresenta un evidente vantaggio. Un ulteriore fattore per la decisione è rappresentato dal costo per il Sistema Sanitario. I dati dello studio di cui parlavamo prima indicano che i bambini che hanno avuto un episodio definito come influenza, in 2 casi su 100 sono stati ricoverati in ospedale ed in quasi tutti i casi hanno dovuto assumere medicinali. Inoltre nel 63% dei casi, almeno uno dei due genitori si è dovuto assentare dal lavoro.Se una mamma decidesse di fare il vaccino al suo bambino entro quando dovrebbe farlo? Per quando è previsto il picco influenzale?La vaccinazione influenzale stagionale può essere fatta a partire dal mese di ottobre, salvo situazioni particolari come quando abbiamo avuto a che fare con l’influenza pandemica. La vaccinazione può essere fatta anche nei periodi successivi, comunque prima che arrivi il picco influenzale. Mentre parliamo siamo in piena epidemia influenzale. Come sempre il numero più alto di casi si osserva nei bambini da 0 a 4 anni e l’andamento è simile a quello osservato nella scorsa stagione.]]></description>  </item>  <item>
    <title>L’Omeopatia e i bambini </title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ influenza]]></category><category><![CDATA[ malattie]]></category><ame:pubDate>Mer, 01 Feb 2012 14:59:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Spesso le mamme cercano un approccio il più possibile naturale alle malattie e ai disturbi dei loro bambini, che si tratti di febbre, tosse, influenza, mal di stomaco o allergia. Spesso – alcune volte con molta convinzione, altre con qualche dubbio e incertezza - approdano all’omeopatia.Cos’è però l’omeopatia, come funziona? E’ un rimedio sicuro ed efficace per i bambini?Intanto, l’omeopatia è la più famosa tra tutte le medicine naturali. Letteralmente omeopatia significa “simile alla malattia” perché, per curare la malattia, l’omeopatia utilizza delle sostanze che provocano nella persona sintomi simili a quelli della malattia che si intende curare.L’omeopatia si contrappone alla medicina tradizionale definita invece “allopatia”, ovvero “contraria alla malattia”, perché utilizza i farmaci allo scopo di sopprimere i sintomi della malattia.L’omeopatia si fonda su tre principi essenziali: curare il malato con le stesse sostanze che creano la malattia, l’assunzione in dosi molto diluite di quelle sostanze, l’individuazione del “tipo sensibile” in cui rientra la persona da curare: si ritiene infatti che certe tipologie di persone rispondano meglio di altre a determinati rimedi.L’omeopatia è un tipo di terapia che si adatta molto bene ai bambini e che spesso risulta molto efficace. Sicuramente non è tossica ed è priva di effetti collaterali.E’ poi importante sapere che l’omeopatia può essere anche associata alla medicina tradizionale. Un bravo omeopata infatti, se verifica che dopo alcuni giorni di cura un bambino non migliora, sarà lui stesso a proporre un rimedio tradizionale.
Ci si può fidare dell’omeopatia? Diciamo che ci si può fidare soprattutto di un bravo omeopata, che deve essere un medico formato prima con la medicina tradizionale – rigorosamente laureato e specializzato in medicina - e poi, per scelta diventato omeopata. Partecipa al nostro sondaggio sull’omeopatia]]></description>  </item>  <item>
    <title>Favole per bambini: come nasce una favola per bambini? </title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ educazione]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><ame:pubDate>Mar, 31 Gen 2012 15:16:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/favole-per-bambini/favole-per-bambini/67686061-1-ita-IT/Favole-per-bambini_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Favole per bambini: un’intervista a Francesca Salucci, l’autrice di “Viola e la balena”]]></description>  </item>  <item>
    <title>Minibasket: il basket dei bambini</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ sport]]></category><category><![CDATA[ divertimento]]></category><ame:pubDate>Sab, 28 Gen 2012 06:09:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/mini-basket/minibasket-dai-cinque-anni/67671603-1-ita-IT/Minibasket-dai-cinque-anni_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Minibasket, il basket dedicato ai bambini]]></description>  </item>  <item>
    <title>Lo strudel di mele</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ dolci]]></category><category><![CDATA[ cucina]]></category><ame:pubDate>Gio, 26 Gen 2012 07:38:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Ingredienti:
- 1 rotolo di pasta sfoglia (preferibilmente di quelle della marca del supermercato che si gonfiano meno e per questo dolce è meglio)
- 3 mele tagliate a fettine sottili
- uvetta: una manciata
- pinoli: una manciata
- pan grattato: una manciata
- cannella: un cucchiaiono ma anche di più se il sapore piace 
- zucchero di canna: un paio di cucchiai 
- un po' di burro fuso
Come accompagnamento: gelato alla crema, o panna montata. 
Grembiuli per tutti! Si va in cucina a preparare un dolce facilissimo, squisito e di grande effetto. 
Disporre tutti gli ingredienti sul tavolo di lavoro (è molto più comodo che mettersi a cercarli per la cucina mentre si prepara)
Per prima cosa srolotare la pasta sfoglia e assottigliarla con il mattarello. 
Poi, usando la sua stessa carta, appoggiarla sulla teglia che andrà in forno (quelle nere piatte classifiche che si trovano in tutti i forni sono perfette). &nbsp;
Sbucciare e tagliare le mele a fettine sottili.
E ora si riempie: 
Distribuire le mele per lungo al centro della pasta sfoglia, facendo attenzione a lasciare un buon bordo libero da entrambi i lati lunghi e un po' anche dai lati corti
Distribuire il pangrattato sopra la mele
Aggiungere l'uvetta, i pinoli, la cannella e lo zucchero di canna 
Ora con un po' di attenzione per evitare che si rompa, racchiudere il ripieno dentro la pasta (sollevando i bordi laterali rimasti liberi)
Infine con un pennello da cucina, spennellare la superficie della pasta con il burro fuso (operazione che divertirà moltissimo i bimbi). 
E ora in forno: Preriscaldare il forno a 180° e lasciare cuocere per 35 minuti.
Tirare fuori e servire, se si vuole cosparso di zucchero a velo e/o accompagnato dal gelato o dalla panna montata.Lo strudel di mele è buono anche freddo ma caldo o tiepido da il meglio di sè.]]></description>  </item>  <item>
    <title>La ricetta dei bignè, da fare con i tuoi bambini </title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[dolci]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><ame:pubDate>Ven, 20 Gen 2012 16:16:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Ingredienti per 4 persone:
50 gr di burro
75 gr di farina
30 grammi di zucchero in grani o a velo
2 uova
20 cl di acqua
1 pizzico di sale
crema pasticciera o al cioccolato per la farcitura
Dopo aver acceso il forno, per portarlo alla temperatura di 180°, potete cominciare la preparazione dei bignè. Armatevi di grembiuli e grembiulini per tutti e via. Fate fondere il burro, insieme con l’acqua a fuoco lento, in un pentolino con un fondo un po’ spesso, per evitare che si bruci. 
Una volta che il burro è fuso, toglietelo dal fuoco prima che inizi a bollire. Aggiungete la farina setacciata, mescolando lentamente con un cucchiaio di legno, fintanto che si sarà formata una bella palla, consistente ma elastica. Senza smettere di mescolare, aggiungete le due uova ed il sale. Continuate a mescolare finché la pasta non sarà liscia e soda.
Adesso arriva la parte adattissima ai bambini che dimostreranno di essere dei grandi cuochi: dovete formare, con l’aiuto di un cucchiaino, delle palline piccole, da mettere sulla teglia, distanziate l’una dall’altra di un paio di centimetri per evitare che si attacchino nel corso della cottura. Mettete poi la teglia nel forno già caldo. Attenzione che le palline siano piccole e tutte di dimensione simili!Mettete nel forno, e dopo circa 15 minuti i bignè saranno pronti. Se volete, li potete farcire con la crema al cioccolato o con la crema pasticciera, altrimenti sono buonissimi anche così: ricoperti con lo zucchero a velo o in grani.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Giocare a calcio</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ sport]]></category><ame:pubDate>Ven, 20 Gen 2012 15:50:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Il calcio piace a tutti i bambini. E’ divertente, dinamico e di squadra.A che età è bene cominciare a giocare a calcio? Dove trovare dei buoni centri per la formazione sportiva dei bambini? E chi aspira a diventare un famoso giocatore ? Va bene anche per le bambine?
Il settore giovanile della Federazione Italiana Giuoco Calcio organizza e promuove l’attività calcistica dei bambini e dei ragazzi tra i 5 e i 16 anni, avvalendosi delle scuole calcio riconosciute e di tante strutture periferiche. L’attività viene suddivisa un tre fasi: attività base, riservata ai bambini tra i cinque e i dodici anni, quella agonistica, per i ragazzi dai dodici ai sedici anni e, infine, quella scolastica. E’ adatto sia ai maschi che alla femmine, non c’è bisogno di dirlo.Il consiglio, per iniziare, è quello di rivolgersi alla più vicina scuola di calcio riconosciuta dalla FIGC – settore giovanile, iscrivere vostro figlio e cominciare a giocare. Tra partite, allenamenti e tornei, i bambini scopriranno se il calcio è lo sport che fa per loro. Se sono particolarmente dotati e capaci, verranno indirizzati naturalmente verso l’agonismo dall’allenatore.Una sola accortezza: il calcio è uno sport che può essere cominciato da giovanissimi, già a partire dai cinque anni ma gli esperti consigliano di affiancarlo – soprattutto nei primi tempi - ad uno sport “completo”, come il nuoto, in modo da favorire uno sviluppo armonioso dell’intera struttura ossea e muscolare del bambino.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Vaccinazione anti-influenzale, cosa dicono le mamme</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[influenza]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Mer, 18 Gen 2012 14:28:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Le mamme italiane sono favorevoli alla vaccinazione antinfluenzale dei propri bambini, se consigliate in questo senso dal Pediatra di famiglia.La Società Italiana di Pediatria (SIP) alla fine della &nbsp;scorsa stagione influenzale (marzo-aprile 2011), ha promosso un’indagine &nbsp;on-line, volta a sondare l’opinione delle mamme italiane con figli di &nbsp;età inferiore ai 14 anni, sulla percezione dei rischi associati &nbsp;all’influenza per la salute dei propri bambini e sull’opportunità di &nbsp;ricorrere al vaccino antinfluenzale per proteggerli da questi rischi.L'indagine, in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica Vaccine , ha raccolto un totale di 1515 risposte.Le mamme confermano che l’influenza ha un forte impatto sulla salute del bambino, ma anche sull’intera famiglia.Quasi 9 bambini su 10 infatti, hanno assunto dei farmaci in conseguenza &nbsp;dell’influenza, mentre in 2 casi su 100 è stato necessario addirittura &nbsp;il ricovero in ospedale. Anche l’impatto sulla famiglia è importante: tra le principali &nbsp;conseguenze che l’influenza provoca sulla famiglia c’è l’assenza dei &nbsp;genitori dal posto di lavoro.Nel 63% dei casi di “influenza”, infatti, &nbsp;almeno uno dei due genitori si è dovuto assentare dal lavoro, per &nbsp;prendersi cura del figlio.I dati di sorveglianza dell’influenza indicano per questa stagione un &nbsp;andamento simile a quello dell’anno scorso, in cui sono stati registrati &nbsp;270 casi per 1000 bambini nella fascia di età 0-4 anni e 211 casi per 1000 bambini nella fascia di età 5-14 anni.E’ noto che &nbsp;l’incidenza più elevata dell’influenza si registra nella fascia di età &nbsp;compresa tra 0 e14 anni.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Separarsi e divorziare con la pratica collaborativa</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[divorzio]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ papà]]></category><category><![CDATA[ famiglia]]></category><ame:pubDate>Sab, 14 Gen 2012 19:08:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Separarsi e divorziare riducendo tempi, costi, stress e risolvendo i conflitti, oggi è possibile, grazie alla pratica collaborativa.Abbiamo intervistato per voi, &nbsp;l’Avvocato Corinna Marzi, esperta in diritto della famiglia e dei minori, e membro dell’IICL (Istituto Italiano di diritto Collaborativo), per capirne qualcosa di più.
Avvocato Marzi, cos’è la pratica collaborativa e in cosa consiste?
La pratica collaborativa è una alternativa extra giudiziaria al processo di separazione, divorzio o di affidamento e mantenimento dei figli naturali per limitare lo stress, i costi e l'imprevedibilità tipica della soluzione giurisdizionale. Si tratta di un procedimento multidisciplinare che vede l’interazione contemporanea (se necessaria) di avvocati, psicologi e commercialisti tutti uniti nella ricerca delle migliori soluzioni per la coppia che intende porre fine alla propria unione coniugale (o di fatto quando vi sono figli).
Alcuni potranno dire che in ciò non vi è nulla di nuovo perché tutti gli avvocati che hanno sviluppato una maggiore attenzione e sensibilità ai problemi connessi alla separazione della coppia, cercano di perseguire in via preventiva un tentativo di risoluzione consensuale della separazione/divorzio. In realtà, il diritto collaborativo rappresenta un passaggio più evoluto perché mira a risolvere i conflitti familiari in uno spazio protetto attraverso il sostegno di professionisti delle varie aree di competenza.
In ogni &quot;caso&quot; collaborativo ciascuna Parte è rappresentata dal proprio Avvocato di fiducia. Lavorando insieme nelle sessioni congiunte le parti, i loro Avvocati e i Consulenti Tecnici (psicologi e/o esperti infantili e/o commercialisti) cercano di identificare i bisogni e gli interessi di ciascun membro della famiglia e nello stesso tempo le aree su cui non vi è accordo.L'equipe collaborativa assisterà le parti usando strategie di &quot;problem solving&quot; per ridurre o eliminare le aree di disaccordo, allo scopo di pervenire ad una soluzione del problema mirata alle esigenze del singolo membro della famiglia. La pratica collaborativa portata a compimento con successo culmina nella redazione di un ricorso congiunto da presentare in Tribunale per l’omologa contenente le decisioni prese in condivisione nell’ambito del procedimento stragiudiziale.
E’ un percorso attuabile anche in presenza di coppie con una forte conflittualità?La pratica collaborativa è indicata anche in questi casi perché una delle peculiarità del procedimento consiste proprio nella partecipazione agli incontri di un professionista dell’area psicologica che, in caso di conflitto, può intervenire al fine di dirimere i diversi punti controversi. Spesso si tratta solo di aprire nuovamente un canale di comunicazione ormai chiuso da tempo per le ragioni più diverse. Non è, invece, indicata la pratica collaborativa in tutti i casi in cui vi sia un effettivo sospetto di violenza fisica tra le parti o nei confronti dei figli.
Quali sono i vantaggi per i genitori in crisi e per i figli, rispetto ad un percorso tradizionale?L’indubbio vantaggio sta nel fatto che il processo collaborativo, avvenendo al di fuori dei Tribunali negli studi degli avvocati “collaborativi”, ha una durata limitatissima (qualche mese, rispetto ad un giudizio in Tribunale che dura circa 4/5 anni). Altro vantaggio è la possibilità di trovare soluzioni condivise tra diversi professionisti esperti della materia e le parti stesse che un Tribunale, anche volendo, non potrebbe mai nemmeno proporre. Ad esempio per quello che attiene la casa coniugale l’unica possibilità per il Tribunale investito della separazione o del divorzio, ma anche dell’affidamento e mantenimento dei figli naturali, sarebbe quella di assegnarla ad uno o all’altro coniuge. Nel processo collaborativo, invece, ampie e diversificate sono le possibilità alternative che possono nascere ed essere decise in condivisione come ad esempio la divisione della casa, la vendita con contestuale acquisto di due distinte abitazioni ecc.. Regola fondamentale del processo collaborativo è il rispetto tra le parti e la conseguente mancanza di aggressione reciproca verbale, psicologica o fisica, pena l’interruzione della pratica collaborativa. Ne consegue che i coniugi o le coppie di fatto per tutto il processo collaborativo sono obbligati ad avere un contegno reciproco civile e contenuto a tutto vantaggio dei figli che non dovranno subire la “guerra dei Roses” dentro casa per anni. Non da sottovalutare, poi, è la circostanza che questo tipo di procedimento implica una grandissima assunzione di responsabilità delle parti nelle decisioni per il futuro della propria famiglia e dei figli. Questa non è quasi mai presente nei metodi alternativi quali la separazione consensuale tradizionale (basata sulla capacità negoziale degli avvocati ai quali le parti delegano al 100% le scelte per il futuro della loro famiglia) o addirittura la separazione giudiziale (basata sulla delega totale delle anzidette scelte alla decisione di un Giudice, che non potrà mai conoscere in modo approfondito le reali vicende famigliari come i protagonisti stessi).
Come si trova un avvocato che si occupa di separazioni e divorzi rispettando il percorso della pratica collaborativa?Tutti gli avvocati, gli psicologi ed i commercialisti formati in diritto collaborativo possono essere reperiti in Internet sul sito dell’Istituto Italiano di Collaborative Law (www.iicl.it) alla pagina “trova un professionista”. Vi sono anche altre associazioni che formano professionisti a tale scopo, e che pure curano un elenco di avvocati e psicologi collaborativi. Non siamo pochi professionisti esperti in questa pratica, ma l’auspicio è quello di avere sempre più avvocati, psicologi e commercialisti formati ed in grado di praticare questo tipo di processo. Si tratta di un gruppo aperto a chiunque voglia arricchire la propria capacità e professionalità con l’acquisizione di un ulteriore strumento da porre a servizio del proprio cliente e delle sue esigenze.
 E’ molto costoso?Il costo dipende molto dalla complessità della vicenda familiare e dalla conseguente necessità di coinvolgere nel processo collaborativo i diversi professionisti, nonché dal grado di disponibilità dei coniugi stessi nei confronti delle possibili soluzioni proposte. Sicuramente il procedimento collaborativo costa molto meno di un processo giudiziale. Quest’ultimo ha la grande pecca di avere oltre alla logorante durata un costo di &nbsp;avvocati, di consulenti tecnici e di consulenti di parte coinvolti sicuramente più oneroso e non immediatamente quantificabile. Rispetto ad una separazione consensuale tradizionale potrebbe, invece, in un primo momento, apparire economicamente più onerosa. In realtà i benefici che se ne traggono sono sicuramente riscontrabili nel lungo periodo sia nella sfera economica come in quella personale. Le decisioni responsabilmente prese nell’ambito collaborativo, infatti, &nbsp;risultano durevoli nel tempo, quindi meno esposte al pericolo di modifiche future in sede giudiziale. L’esito prodotto dalla consapevole negoziazione nella pratica collaborativa si traduce in una sensazione avvertita dalle parti come “win-win”(vincitore-vincitore), anzichè come “win-looser”(vincitore- vinto) altrimenti riscontrabile all’esito di una separazione giudiziale o all’esito di una consensuale tradizionale non sufficientemente approfondita. &nbsp; &nbsp;]]></description>  </item>  <item>
    <title>Scambiare i vestiti dei bambini </title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mamme]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ vestitini]]></category><ame:pubDate>Ven, 13 Gen 2012 21:29:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Chi di noi non ha in casa, negli armadi, in cantina, in un mini soppalco o a casa dei nonni, vestiti dei figli che ormai sono fuori misura, carrozzine che non si usano più, ovetti per la macchina ormai inutili, culle che non servono e invece, magari, sta cercando di comprare un lettino da bimbi senza spendere una fortuna, una tuta da sci senza lasciare lo stipendio, o semplicemente un piumino caldo ma bello? 
L’ennesima chiacchierata tra mamme che si lamentavano di avere la casa stracolma di cose inutili: una desiderosa di comprare un apparecchio per la pappa ad un prezzo ragionevole, un’altra che si lamentava della quantità eccessiva di giocattoli della propria bambina, un’altra ancora a cui si era rotto il tiralatte manuale e ne voleva acquistare uno elettrico ma da usare solo per pochi mesi e… è subito nata l’idea: organizzare un mercatino di scambio di giocattoli, vestiti, oggetti tra mamme, per i bimbi e le mamme. Si comincia tra poche mamme e poi via, via la rete si allarga.
Del resto gli americani lo fanno orami da tempo immemore in una forma più rustica ma sempre efficace: prima di un trasloco o quando serve, fanno il famoso yard garage, aprono il loro garage e mettendo in vendita ad amici, vicini, conoscenti o semplice passanti quello che a loro non serve più.
Allora, alla faccia della crisi, liberiamoci di tutto ciò che non ci serve più, e cerchiamo di trovare ciò di cui abbiamo bisogno, spendendo poco ma comprando bene. 
Perché il mercatino funzioni, basta rispettare poche ma semplici regole ed il gioco è fatto. &nbsp;Numero uno: chiunque può scambiare ciò che ha in casa purché sia in buone condizioni e, rigorosamente, pulito! Numero due: le foto degli oggetti da scambiare devono essere ben visibili, così come la descrizione dell’oggetto deve essere semplice e chiara. 
Ad ogni oggetto, deve essere riconosciuto un valore, espresso in sorrisi, o qualunque altro simbolo, secondo alcune regole chiare, trasparenti, uguali per tutti (ad esempio, un body in buono stato vale un sorriso, un passeggino leggero, 30 sorrisi..): se ne occuperà la responsabile degli scambi.Il mercatino avrà inizio con una e-mail da inviare alle più care amiche contenente l’invito a partecipare al mercatino e la spiegazione del suo funzionamento: ognuno potrà inviare una e-mail con foto e descrizione degli oggetti da scambiare, da vendere ed acquistare e poi… via con gli scambi...Che ne dite?]]></description>  </item>  <item>
    <title>Fare sport fa bene</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[sport]]></category><category><![CDATA[ adolescenti]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Ven, 13 Gen 2012 21:20:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Ai ragazzi fa bene fare sport, qualunque esso sia. E’ un modo per rafforzare il fisico ma crescere anche nell’intelligenza, imparare ad affrontare le difficoltà e risolverle al meglio. Insomma, come si dice, lo sport è maestro di vita e gli esperti raccomandano che i bambini in età scolastica svolgano attività fisica con una certa regolarità.
A quale genitore, però, non è mai capitato di trovarsi all’improvviso dinnanzi a “crisi sportive” dei propri figli e di non sapere cosa fare? &nbsp;
Succede spesso che, all’improvviso, nel corso dell’anno un ragazzo dichiari di voler abbandonare lo sport a cui partecipa da tempo, oppure, sia affranto perché non riesce a partecipare alle partite della sua squadra come vorrebbe e resta spesso in panchina, o ancora non ne vuole più sapere di fare qualunque attività sportiva, giocare a calcio o a basket.
Per i genitori, spesso, non è evidente capire cosa è meglio fare, come indirizzarli al meglio, come incoraggiarli, come capire quale è l’approccio giusto con i ragazzi, di fronte alle principali difficoltà che possono incontrare. 
Dall’ Associazione dei Pediatri Americani, AAP (American Academy of Pediatrics) arriva un vademecum con piccoli, ma preziosi, consigli su come comportarsi di fronte alle varie crisi sportive dei ragazzi: ne abbiamo scelto qualcuno, da condividere insieme. 
Nel caso in cui un bambino manifesti di voler abbandonare un’attività, la cosa principale da fare è capire perché la vuole lasciare: bisogna parlare con lui, discutere insieme sulle ragioni che lo spingono in questa direzione e poi decidere insieme la cosa migliore da fare. 
Se un bambino dichiara di non voler fare sport, è bene indirizzarlo con dolcezza verso l’attività a lui più adatta. E’ molto importante infatti che i bambini svolgano almeno un po’ di attività fisica nel corso della giornata anche per concentrarsi meglio nello studio: se i bambini non si sfogano e liberano con lo sport non riescono nemmeno a concentrarsi nel modo migliore nello studio. Lo sport poi serve a formare e rafforzare l’autostima nei bambini: trovarla nello sport significa poi portarla in tutti gli altro settori della vita. Altre volte, i bambini trovano la loro attività fisica troppo stressante e i genitori non sanno bene come comportarsi. Aiutarli, significa ridurre al minimo la componente di stress: far capire ai bambini e ai ragazzi loro che fare sport deve essere innanzitutto una cosa bella e divertente, che non saranno giudicati per i loro insuccessi; quando perdono o non riescono a fare goal, o canestro vanno incoraggiati e rassicurati sul fatto che non devono vincere a tutti i costi, ma che l’importante è cercare di dare il meglio di sé. E’ poi importante e preziosa la figura dell’allenatore che dovrebbe costituire sempre un riferimento con cui parlare in caso di difficoltà, piccole o grandi.]]></description>  </item>  <item>
    <title>I papà più sexy</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[papà]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><category><![CDATA[ famiglia/figli]]></category><ame:pubDate>Gio, 12 Gen 2012 00:09:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/sexy-papa/brad-pitt/67549134-2-ita-IT/Brad-Pitt_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Ci sono uomini belli e famosi che sono anche papà…ecco i più affascinanti]]></description>  </item>  <item>
    <title>Una caccia al tesoro indimenticabile</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[giochi]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 13:05:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/caccia-al-tesoro/all-aria-aperta/67529683-2-ita-IT/All-aria-aperta_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Scopri con noi i segreti per organizzare una caccia al tesoro indimenticabile. La caccia al tesoro è un gioco senza tempo, che piace sempre, a tutte le età. Si presta ad infinite varianti per livello di difficoltà, tema della caccia e durata.]]></description>  </item>  <item>
    <title>La calza della Befana</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[befana]]></category><category><![CDATA[ giochi]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 12:31:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Mancano pochi giorni ad una delle feste più amate dai bambini, perché non preparare insieme a loro la calza della Befana? Seguite passo, passo i nostri consigli per una calza semplice da realizzare, ma di grande effetto.Noi vi consigliamo, per ogni calza: due quadrati di panno feltro rosso di circa 60 cm per 60; &nbsp;un paio di forbici da stoffa, un filo di cotone blu, viola o verde; un ago spesso, adatto al feltro ed al cotone per cucire; un ditale; un pennarello per scrivere sulla stoffa.Per decorare la calza, vi serviranno dei nastrini di stoffa colorata; dei bottoni vecchi; dei ritagli di stoffa dalle forme più varie, dei fili di vecchia lana colorata. In alternativa, dei pennarelli da stoffa per personalizzare le calze di ogni bambino con disegni colorati ed unici.Per prima cosa, disegnate con un pennarello la sagoma di una grande calza su tutti e due i lembi di stoffa e poi ritagliate il profilo del disegno. Attenzione a disegnare una sagoma sufficientemente grande!Sovrapponete poi, le due sagome ritagliate e unitele con l’ago ed il filo di lana, cucendo le estremità, ma lasciando libera l’apertura in alto, che userete per infilare le caramelle e i dolciumi...Una volta cucita la calza, se volete potete ripiegare su se stessi due lembi superiori dell’apertura.Ora non resta che decorarla. Potete preparare con i bambini dei fiocchetti che fisserete con l’ago ma vanno bene anche bottoni vecchi da cucire qua e là o ritagli di stoffa di qualunque colore.Una volta pronta la calza, la sera del cinque gennaio, basterà farla appendere ai bambini, vicino al camino – se lo avete – oppure ai piedi di una finestra.Non vi resta che trasformarvi in dolci Befane nottetempo e riempire le calze di ogni leccornia. Come per magia, la mattina dopo i bambini troveranno le calze che hanno preparato piene di dolci e caramelle…]]></description>  </item>  <item>
    <title>Tra suocera e nuora, non mettere il dito</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[suocera]]></category><category><![CDATA[ matrimoni]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 12:24:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Alzi la mano chi non ha mai avuto un piccolo, piccolissimo, diverbio con la propria suocera. Oppure ha pensato, anche solo per un momento, di non farcela più: o Lei o Voi. Se appartenete alla fortunata, e rara, categoria di nuore dotate di una suocera con i fiocchi (vostra suocera è quella che più vi rispetta e sostiene nella famiglia, senza il suo sostegno il vostro menage precipiterebbe in men che non si dica) questo articolo non fa per voi.Diversamente, continuate pure a leggere.Nell’immaginario comune la suocera è colei che mette sempre bocca nella vita di coppia, critica la nuora (o il genero) perché non sa fare “bene”, non cucina le cose bene come fa lei, non educa i nipoti come solo lei saprebbe fare, non ascolta i suoi preziosissimi consigli. Insomma, quel tipo di suocera da immaginario collettivo non rispetta nessuno, è una presenza invadente e dannosa per l’unità familiare.La realtà non deve essere tanto distante dall’immaginario collettivo se, di recente, la Cassazione ha riconosciuto che la presenza di una suocera invadente può rendere intollerabile la convivenza tra i coniugi e giustificare una separazione con addebito. &nbsp;Il conflitto tra nuore e scuocere è atavico, appartiene alla notte dei tempi. La ragione, forse, è molto semplice: la supremazia per il possesso del (figlio) maschio.Come sopravvivere, senza perdere il sorriso, in caso di suocera invadente?Se appartenete alla fortunata categoria di donne che hanno il marito dalla propria parte - ovvero di donne che sono affiancate da un uomo quasi maturo e non mamma-dipendente - la distanza di sicurezza sarà la vostra arma vincente. Evitate contatti troppo frequenti e ravvicinati e mantenete sempre un atteggiamento di garbo e di rispetto. Vostra suocera è sempre e comunque la mamma di vostro marito e, come tale, va rispettata. Qualunque cosa abbia fatto.Se, invece, appartenete alla sfortunata categoria di mogli che non hanno il marito dalla loro, la strada è ben più difficile ed erta. Decisamente in salita.Regola numero uno: evitate sempre i conflitti aperti, fanno male a tutti e danneggerebbero la vostra immagine. Gli uomini non vogliono problemi e non amano trovarsi in mezzo a due fuochi, men che mai se un fuoco è la mamma e l’altro la moglie: sarebbero costretti a prendere una posizione.Regola numero due: fate buon viso a cattivo gioco. Rimanete ferme nei vostri propositi, non cedete alle provocazioni e, sorriso stampato in volto, andate avanti, dritte alla meta, come farebbe un giocatore di rugby. Senza guardare in faccia a nessuno.Regola numero tre: se potete, cercate un’abitazione a distanza di sicurezza dalla suocera. Evitate le abitazioni contigue, peggio ancora nello stesso edificio o sullo stesso pianerottolo.Regola numero quattro: cercate di ridurre al minimo le occasioni di incontro, e scontro.Regola a monte: prima di sposarvi, cercate di capire con che suocera avrete a che fare, poi deciderete se sposarvi con Lui. Spesso, si sposa l’intero pacchetto. &nbsp; &nbsp;]]></description>  </item>  <item>
    <title>Menù di Capodanno con i bimbi</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[capodanno]]></category><category><![CDATA[ famiglia]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ cucina per bambini]]></category><ame:pubDate>Gio, 29 Dic 2011 19:16:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/un-capodanno-tutto-speciale/crostini-morbidi-al-pomodoro/67525867-2-ita-IT/Crostini-morbidi-al-pomodoro_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Un capodanno tutto speciale, con un menù dedicato ai più piccoli. Da preparare insieme a loro.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Il presepio incanta i bambini e i grandi</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><ame:pubDate>Gio, 29 Dic 2011 15:21:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/i-presepi/presepe-realizzato-con-i-fiammiferi-dalla-scuola-f.-ulivi-lazio/67525531-2-ita-IT/Presepe-realizzato-con-i-fiammiferi-dalla-Scuola-F.-Ulivi-Lazio_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Nelle sale del Bramante a piazza del Popolo, a Roma, sono esposti fino all’8 gennaio, 190 presepi, realizzati con i materiali più disparati, dai pop-corn alle perle Swarovski.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Amici</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[amicizia]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ papà]]></category><ame:pubDate>Lun, 26 Dic 2011 18:27:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Intorno ai cinque, sei, anni i bambini cominciano ad avere le prime amicizie “forti” con cui condividono tutta la vita al di fuori di casa. Le ore a scuola, gli allenamenti sportivi, i primi amori, le scoperte della vita. Passano più tempo con loro che con la famiglia. Gli amici diventano, insomma, una parte importantissima della loro crescita e della loro formazione, spesso in grado di orientarli verso una direzione piuttosto che un’altra, o di fargli “scampare” una brutta avventura.Molte amicizie si formano dopo l’asilo, con l’inizio della scuola elementare, e poi, in qualche caso, durano tutta la vita, condividendo con noi gioie e dolori.Con la mia più cara amica ho condiviso tutte le tappe più importanti della vita, belle o brutte che fossero, dall’asilo alla nascita dei miei figli. Da adolescenti, intorno ai sedici anni, abbiamo avuto il permesso straordinario di fare la nostra prima vacanza da sole. La garanzia, per i nostri genitori, era la presenza di una vecchia zia…la vecchia zia si è vista una volta sola per fare la spesa al supermercato ma &nbsp;poi non si è vista più, e la vacanza è stata un sogno. Se adesso dovessi immaginare mia figlia che va in vacanza da sola a sedici anni, vorrei che lo facesse con un’amica così. Abbiamo condiviso risate e sciocchezze, qualche rischio e qualche ubriacatura adolescenziale ma siamo state sempre attente l’una all’altra, pronte a sostenerci e a difenderci dal brutto del mondo.Purtroppo, non succede sempre così e la scoperta del mondo non è sempre dolce. Per noi lo è stato e tanti pericoli forse li abbiamo evitati anche perché eravamo insieme.Le amicizie sono fondamentali per crescere bene. Un buon amico è salutare, ad ogni età. Per i genitori e per i figli. Le esperienze si fanno, ma farle con un buon amico accanto è tutta un’altra cosa.Come fare, allora, se gli amici dei nostri figli proprio non ci piacciono?Gli esperti suggeriscono di non vietare mai la frequentazione degli amici poco graditi perché questo divieto produrrebbe proprio l’effetto opposto. Suggeriscono invece di spiegare ai propri figli quegli aspetti comportamentali che proprio non ci piacciono, perché incompatibili con il nostro modo di vivere, e parlarne insieme. Fare in modo che i bambini e i ragazzi vedano, con i loro occhi, i rischi connessi a certi comportamenti sbagliati dei loro amici: così impareranno a decidere da soli che quei comportamenti per loro non vanno bene.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Basta poco per salvare un bambino</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><category><![CDATA[ papà]]></category><ame:pubDate>Ven, 23 Dic 2011 20:43:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />In Italia, ogni settimana, muore un bambino per soffocamento, causato dall’ingestione di un oggetto.Eppure, basterebbe pochissimo per evitare queste morti.Una persona speciale, Marco Squicciarini, da molti anni dedica tutto il suo tempo libero a diffondere informazioni e ad organizzare corsi, per insegnare a genitori, insegnanti, assistenti all’infanzia e persone comuni, come salvare i bambini dal soffocamento. Bastano pochi gesti, infatti, ed un bambino può essere salvato.Medico dentista, dopo una perdita dolorosa ed improvvisa, il Dott. Squicciarini è “colto da una sorta di smania e dalla sensazione di dover cercare qualcosa”. Incontra la Croce Rossa Italiana, diventa un volontario, passa i primi anni ad occuparsi di malati terminali finché - un giorno della sua vita - incrocia una mamma che ha appena perso suo figlio, morto per soffocamento. Parlando con lei, scopre che la signora ha fatto proprio tutte quelle manovre che non vanno fatte nel caso di ingestione di un oggetto che occlude le vie respiratorie, come mettere il figlio a testa in giù o infilargli un dito in gola. Si rende conto che non c’è nessuna conoscenza delle manovre da fare nel caso di soffocamento. L’ignoranza sul tema, tra le persone comuni, è alle stelle: ogni settimana, in Italia muore un bambino per soffocamento ma la sua morte potrebbe essere evitata, semplicemente facendo le manovre giuste. Manovre alla portata di tutti, non solo di medici o infermieri o esperti. Tutti possono farcela, basta imparare cosa fare.Squicciarini capisce che il bisogno è lì e da quel momento non si ferma più. Diventa Referente nazionale ed internazionale per la CRI delle manovre disostruzione pediatriche ed ha pubblicato da poco “Come salvare i bambini dal soffocamento”: un manuale utile e chiaro, alla portata di tutti, per spiegare come fare e come prevenire.I dati riportati nel manuale sono agghiaccianti: quasi nessuna delle persone che stanno intorno ad un bambino, nel corso della sua giornata – insegnanti, baby-sitter, genitori, nonni - sa cosa fare nel caso di occlusione delle vie respiratorie per ingestione di un oggetto. Eppure, pezzi di mela, pezzi di pera, pezzi di giocattoli, fragole, noccioline ed altro possono essere ingerite da un bambino, andare “di traverso” e decidere della sua sorte. A meno che, accanto a lui, ci sia un adulto in grado di sapere cosa fare e salvargli la vita.Il Dott. Squicciarini organizza corsi gratuiti, o a costo minimo, in ogni singola regione d’Italia. Bastano un’ora di teoria e quattro ore di pratica, alla fine delle quali si diventerà capaci di intervenire nel modo giusto.A gennaio, massimo primi di febbraio, il Dottor Squicciarini lancerà il “Verificatore del Dott. Squicciarini”: il primo oggetto, alla portata di ogni famiglia, che consentirà in meno di 4 secondi, di fare il test di pericolosità ai giochi in casa, per tutelare la salute dei bambini.Per informazioni: www.manovredisostruzionepediatriche.com/ ]]></description>  </item>  <item>
    <title>Oggi facciamo i biscotti di Natale</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[natale-2011]]></category><category><![CDATA[ ricette]]></category><category><![CDATA[ biscotti]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Mer, 21 Dic 2011 17:46:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Un gioco sempre bello e divertente, da fare con i bambini e – perché no? – i ragazzi, è la preparazione dei “biscotti di Natale”.Buoni da mangiare, anticipano il sapore delle feste e mettono addosso tanta allegria.Abbiamo scovato nel baule della Nonna, una ricetta molto, molto golosa.Dovete procurarvi per preparare circa un kg di biscotti: 300 gr. di farina e 100 gr di fecola, 250 gr di burro di ottima qualità (il sapore del burro si sente, anche se cotto!), 200 gr di zucchero in polvere, cinque uova (utilizzerete poi 3 tuorli e due uova intere), 150 gr di mandorle tritate fino a polverizzarle, 2 bustine di zucchero vanigliato, un cucchiaino di cannella (a chi piace!).Armatevi di grembiulini, stampini e mini mattarelli per tutti e… il gioco può cominciare!Versate in una ciotola capiente o, se preferite, su un piano di lavoro ampio, il burro e lo zucchero. Mescolateli fino ad ottenere un composto di colore quasi bianco e, continuando a mescolare, aggiungete la farina, la fecola di patate, le mandorle tritate e poi, lentamente, le uova: prima le due uova intere e poi i due tuorli. Se vi piace la cannella, aggiungete un cucchiaino o due.Una volta amalgamati tutti gli ingredienti, formate una palla che avvolgerete nella pellicola trasparente e farete riposare in frigo per circa due o tre ore.Accendete il forno e regolatelo a 180 gradi, finché si scalda, dividete la palla in tante palline, quanti sono i partecipanti, e distribuite ad ognuno, pallina e mattarello.Stendete la pasta e ritagliate le formine che più vi piacciono.Posate tutti i biscottini in una teglia ricoperta con la carta da forno, spennellate i biscotti con il tuorlo d’uovo sbattuto e infornate per circa 10 minuti. &nbsp;Una volta cotti e raffreddati, spolverizzateli con lo zucchero vanigliato.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Snowboard, uno sport di equilibrio</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[sport]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ snowboard]]></category><ame:pubDate>Mar, 20 Dic 2011 09:12:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Letteralmente “tavola da neve”, lo snowboard è uno sport che affascina i bambini ma conquista soprattutto i teenagers. A che età cominciare? Ci vuole una particolare predisposizione fisica? I maestri della Scuola sci &amp; snowboard di Sesto ci hanno spiegato qualcosa di più su questo entusiasmante sport.Abbiamo scoperto che lo snowboard si può iniziare a qualsiasi età, ma è meglio cominciare dopo i cinque anni, quando i bambini hanno acquisito maggiori capacità di coordinamento e sono più disponibili all’ attenzione. “Aver praticato lo sci prima di iniziare lo snowboard è un aiuto, in quanto i bambini così sono già abituati ad avere degli attrezzi che scivolano sotto i loro piedi ma non è un problema se non lo si è fatto prima”, non è indispensabile. Insomma, un baby snowboarder non deve essere stato per forza, prima un provetto sciatore!Come in tutti gli sport, anche nello snowboard ci vuole un minimo di preparazione atletica : se chi lo pratica è un bambino abituato a muoversi e a fare sport con regolarità, non avrà alcuna difficoltà. C’è sicuramente chi è particolarmente predisposto e chi non lo è ma tutti si possono divertire.“La prima fase di apprendimento può essere un po’ traumatica, soprattutto se viene eseguita senza l'ausilio di un maestro competente. Bisogna tenere presente che lo snowboard è uno sport d'equilibrio e anche quando si è un po’ più esperti può succedere di farsi male, specialmente eseguendo delle evoluzioni aeree”. Infine, quanto all’attrezzatura “giusta”, i maestri ci hanno spiegato che “dovrebbe essere composta da: tavola, scarponi, attacchi che non siano reperti di archeologia, casco, protezioni per la schiena. In caso di principianti è meglio avere anche dei parapolsi e paracoccige”.Quanto alla sicurezza, gli snowboarder devono rispettare il codice delle piste che è lo stesso che devono seguire gli sciatori. “Poi sta alle persone saperlo &nbsp;rispettare...”]]></description>  </item>  <item>
    <title>L’importanza di leggere ai bambini</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/mamme/Bambini]]></ame:section>
<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Bambini/l-importanza-di-leggere-ai-bambini</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[libri]]></category><category><![CDATA[ leggere]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><ame:pubDate>Lun, 19 Dic 2011 14:38:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Leggere fa bene, ad ogni età. Leggere insieme ai bambini poi, fa bene, a loro e a noi: è un’abitudine da acquisire sin da piccoli e da continuare nel tempo.Leggendo i bambini sviluppano la fantasia, la capacità di comprensione e di ascolto, imparano vocaboli nuovi che possono memorizzare ed utilizzare poi in altri contesti, sviluppano una relazione più intensa e profonda con chi legge per loro. Non solo, i bambini si identificano nei personaggi che incontrano, nelle storie lette, e questo li aiuta ad elaborare quel che hanno vissuto e stanno vivendo, soprattutto in alcuni momenti di passaggio della loro vita e particolarmente delicati, come l’ambientamento all’asilo, la nascita di un fratellino o la scomparsa dei nonni. Imparano anche a scoprire che in qualche forma ci sono anche nella vita quotidiana i personaggi malefici delle storie e delle favole.Leggere con i bambini va bene sempre, quando sono piccolissimi ma anche quando crescono un po’ e imparano a leggere da soli.Quando i bambini sono molto piccoli, saranno felici di ascoltare una voce, calda e rassicurante, che cambia di tono e di intensità a seconda del personaggio interpretato e vedere il volto del papà o della mamma che mima quel che accade, seguire col ditino le scritte e associare le figure disegnate. Anche quando sono in culla e nel passeggino, i bambini provano un gran piacere ad ascoltare la voce di mamma o papà, che raccontano una storia, e a vedere i genitori che maneggiano grandi libri, pieni di colori e figure.Quando poi i bimbi impareranno a leggere da soli, intorno ai sei anni - anno più, anno meno - sarà comunque bello continuare a farlo insieme a loro. Leggere per loro, ed ascoltarli leggere, in questa fase è molto importante.Gli esperti ricordano che i genitori sono sempre il primo e il più importante insegnante dei bambini e devono quindi restare pazienti quando i bambini imparano a leggere. Inevitabilmente salteranno qualche lettera, o pronunceranno male le parole ma non vanno mai fermati o interpretati, casomai incoraggiati a ripetere, dicendo che non si è capito bene. Ascoltando i genitori invece, i bambini potranno cimentarsi in letture più impegnative a cui ancora non sono in grado di accedere da soli.]]></description>  </item>  <item>
    <title>La buona educazione sulle piste da sci</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ sport]]></category><category><![CDATA[ adolescenti]]></category><ame:pubDate>Ven, 16 Dic 2011 20:32:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />A chi di non è mai capitato - nel bel mezzo di una discesa contemplativa - di vedersi tagliata la strada da un frugolo scatenato e casco-munito, e rischiare così un impatto con un bel pino?Sciare e andare in snowboard è una bellissima avventura ma non bisogna dimenticare la sicurezza. Per evitare che una fantastica vacanza si trasformi in una brutta avventura, è utile insegnare ai piccoli sciatori, bambini e adolescenti, alcune regole di buon comportamento, ispirate alle dieci regole stilate dalla F.I.S. per gestire il “traffico” sulle piste da sci.
Udite, udite, la regola n. 1 è niente meno che il rispetto per gli altri: 
 ogni sciatore deve comportarsi in modo tale da non mettere in pericolo o danneggiare gli altri. Viene poi la padronanza della velocità e del modo di sciare: ogni baby sciatore deve adattare la propria velocità ed il proprio modo di comportarsi alla sua capacità di sciare, al tempo ed al “traffico” che c’è sulle piste. Insomma: vietato partire sparati a uovo, senza guardare chi si ha davanti, di domenica alle undici, in una giornata di sole. Nella scelta del percorso lo sciatore deve scegliere il suo tragitto in modo tale da non mettere in pericolo lo sciatore che ha davanti. In altre parole, se il baby-surfista non segue più mamma e papà deve sempre fare attenzione a chi ha intorno a sé. 
 Poi c’è il sorpasso: si può superare da ogni lato, sia da destra che da sinistra ma sempre con una distanza di sicurezza tale da lasciare allo sciatore che viene sorpassato un sufficiente spazio di movimento. Insomma, anche i piccoli scatenati delle piste devono sorpassare con prudenza. Divieto di fermata: ogni sciatore deve evitare di fermarsi - senza che ne abbia l'assoluto bisogno - in prossimità di strettoie e in punti di scarsa visibilità. Se si cade, bisogna liberare la pista il più presto possibile. Quanto alla risalita: bisogna ingombrare solo il bordo esterno di una pista di discesa; tuttavia, in caso di scarsa visibilità, anche il bordo esterno deve rimanere libero. 
 Molto importante, ma spesso un po’ trascurato è poi il rispetto dei segnali: ogni sciatore deve rispettare le indicazioni dei segnali posti sulle piste di discesa (delimitazione, cartelli con indicazioni). Insomma: vietati i fuori pista non autorizzati. Infine, in caso di incidenti, ognuno ha il dovere di prestare aiuto. Da insegnare ai baby sciatori: se colpite qualcuno, non scappate via. ]]></description>  </item>  <item>
    <title>Natale all’Auditorium per i più piccini</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[natale-2011]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ giochi]]></category><category><![CDATA[ tempo libero]]></category><ame:pubDate>Ven, 16 Dic 2011 09:31:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Con Natale all’Auditorium, al Parco della Musica di Roma, una serie di eventi e spettacoli dedicati ai bambini (ma divertenti anche per gli adulti).All’esterno dell’Auditorium ci saranno, fino all’ 8 gennaio, la Pista del Ghiaccio e la giostra storica.Nelle sale dell’Auditorium invece, i bimbi potranno nutrirsi di musica: potranno ascoltare i canti di Natale della nostra tradizione con La ChiaraStella, un progetto originale di Ambrogio &nbsp;Sparagna, realizzato dalla Fondazione Musica.Ci sarà anche il grande cantastorie, puparo e cuntista siciliano Mimmo Cuticchio: in prima assoluta O a Palermo o all’inferno – ovvero lo sbarco di Garibaldi in Sicilia (dal 27 al 30 dicembre).Il 6 gennaio sarà la volta di Ma Mère L’Oye, Le favole del Re Sole messe in musica da Ravel, un concerto laboratorio dedicato alle più celebri favole di Charles Perrault (Pollicino, La Bella Addormentata, La Bella e la Bestia…), illustrate dalla musica di Maurice Ravel.Per i bambini dai 3 ai 7 anni, fino all’8 gennaio, c’ è un ciclo di incontri Bioarmon Kids di Bruno Oddenino che utilizza la musica e la sinestèsi per sviluppare l’attitudine musicale nei ragazzi.Per i bambini più grandi, dai 6 agli 11 anni, fino all’8 gennaio, in collaborazione con la &nbsp;Scuola di Musica Ciampi, la serie di incontri Ri-creazione musicale: 60 minuti per avvicinare i più piccoli alla grande musica, che, alternando gioco e didattica, permettono ai piccoli allievi di fare i primi passi nel campo dell’ascolto e del linguaggio musicale.Infine, Cartoon Heroes, la super-band, formata da alcuni tra gli artisti più importanti della musica per ragazzi in Italia, invece, presenta un progetto che vede gli autori e gli interpreti originali delle più celebri sigle tv dagli anni Settanta ad oggi, unire i loro &nbsp;repertori per raccontare l’intera storia dei cartoons in Italia, da Mazinga a Ken il guerriero, da Lady Oscar a Hello Kitty. Uno straordinario spettacolo per grandi e piccini.Per info: www.auditorium.org]]></description>  </item>  <item>
    <title>Bimbi sulla neve, in tutta sicurezza </title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[sport]]></category><category><![CDATA[ sicurezza]]></category><category><![CDATA[ neve]]></category><category><![CDATA[ sci]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Gio, 15 Dic 2011 09:48:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/bimbi-sicuri-sulla-neve/la-sicurezza-sulla-neve2/67488110-1-ita-IT/La-sicurezza-sulla-neve_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Caschi, tute allungabili, maschere, sicurezza attiva e passiva: un esperto ci spiega quali sono gli ultimi prodotti pensati per il comfort e la sicurezza dei bambini sulle piste.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Tutti sugli sci</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[sci]]></category><category><![CDATA[ sport]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Mer, 14 Dic 2011 11:41:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/sci/quando-si-comincia/67485188-2-ita-IT/Quando-si-comincia_dm4ar-v.jpg" alt="Bambini" /><br />Elisabeth Egarter, maestra di sci ed insegnante nella Scuola Sci &amp; Snowboard Dolomiti di Sesto, ci fornisce qualche consiglio utile su “bimbi e sci”.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Un fine settimana imperdibile, al gusto di cioccolato</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[cioccolato]]></category><category><![CDATA[ museo]]></category><category><![CDATA[ gite bambini]]></category><ame:pubDate>Lun, 12 Dic 2011 17:37:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Un’iniziativa da non perdere per un week-end veramente speciale, per genitori e bambini.Il 3 e 4 dicembre, a Milano, &nbsp;al Museo della Scienza e della Tecnologia, ci sarà un laboratorio speciale nel corso del quale saranno svelate ai bambini e ai genitori, l’origine, la storia e la composizione del cioccolato.Dopo aver osservato la fava di cacao, si scoprirà la particolare struttura del cioccolato, come si forma la miscela di zucchero, cacao e burro di cacao, e come si crea una perfetta tavoletta che quando si spezza fa “clac” &nbsp;e che si scioglie in bocca.Per gli appassionati, oltre ai laboratori, il week end prevede incontri dedicati con il Maestro Cioccolatiere Perugina, che mostrerà dal vivo la tecnica per la preparazione del cioccolato e il processo delicato del “temperaggio”, rispondendo a tutte le curiosità dei presenti.Il laboratorio si presenta come una cucina “a vista” in cui spiegare e rendere consapevoli bambini e i genitori su alcuni aspetti scientifici, spesso impliciti o poco conosciuti, legati al cibo. L’area e le attività sperimentali proposte mirano a ricreare l’atmosfera di scambio e confronto tipica degli ambienti domestici, in cui si prepara e si consuma il cibo. Sembrerà di stare un po’ a casa propria, e ciascun visitatore potrà realizzare in prima persona gli esperimenti proposti dall’animatore scientifico e dare il proprio contributo alla discussione. ALLA SCOPERTA DEL CIOCCOLATO IN COLLABORAZIONE CON NESTLÉ PERUGINAAttività su prenotazione all’infopoint Sabato 3 dicembre: ore 15.30 sperimentiamo il cioccolato ore 16.30 apprendisti pasticcieriDomenica 4 dicembre: ore 12 sperimentiamo il cioccolato, ore 14 apprendisti pasticcieri, ore 15 sperimentiamo il cioccolato, ore 16 apprendisti pasticcieri a partire da 8 anni | durata 45 minuti | max 25 partecipanti]]></description>  </item>  <item>
    <title>Auto e casa smoke-free, per la salute dei bambini</title><ame:section_name><![CDATA[Bambini]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Bambini/bambini-importanza-di-un-ambiente-smoke-free</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[bambini]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ papà]]></category><category><![CDATA[ fumare]]></category><ame:pubDate>Gio, 08 Dic 2011 14:12:00 +0000</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Dalla AAP (American Academy of Pediatrics ) una importante raccomandazione sull’importanza di un ambiente completamente &nbsp;“smoke-free” per i bambini.Quasi tutti sanno, infatti, che il c.d. “fumo passivo”, ovvero il respirare il fumo di sigarette fumate da altri, fa male a chiunque ed in particolar modo ai bambini. Non tutti però sanno che il fumo resta in un ambiente anche molto tempo dopo che si è fumato. In particolare la &nbsp;AAP precisa che, una volta che il fumo è immesso nell’aria, resta impresso nelle superfici delle stanze e i bambini possono in qualche modo ingerirlo o inalarlo o ammalandosi poi di otiti, bronchiti, polmoniti, o ancora peggio di SIDS. Purtroppo, sostiene l’Associazione dei Pediatri Americani, si pensa che aprire una finestra, mettere l’aria condizionata, fumare in un’altra stanza, sia sufficiente per eliminare gli effetti del fumo passivo, ma non è così.Se siete fumatori, ecco, allora che l’AAP ha stilato alcuni preziosi suggerimenti per avere una casa ed un automobile completamente smoke-free.I consigli sono preziosi: intanto è bene non fumare mai dentro casa: anche se si tengono le porte chiuse, il fumo in qualche modo si diffonde. A questo scopo, è utile far sapere ai propri ospiti che a casa vostra non si fuma ma che – se si desidera fumare una sigaretta - bisogna necessariamente uscire. A questo scopo può essere utile affiggere un simbolo che lo ricordi e creare uno spazio dedicato, per fumare all’aria aperta - dal balcone al terrazzino della cucina - in cui portare anche gli eventuali ospiti fumatori. Per resistere alla tentazione di fumare dentro casa nei giorni di pioggia, può essere di aiuto lasciare un ombrello accanto alla porta di casa. Sarebbe bene anche avere degli abiti dedicati al fumo, da cambiare poi quando si rientra in casa.Non è finita qui. Per il benessere e la salute dei bambini, l’AAP raccomanda di avere anche un automobile smoke-free e, a questo scopo, fornisce alcuni piccoli, ma astuti, suggerimenti per non cadere nella tentazione di fumare in automobile. Così si consiglia di occupare la presa dell’accendino dell’auto con il carica batterie &nbsp;del cellulare, di applicare un adesivo-memo che ricordi che in auto non si fuma, riempire il posa cenere della macchina con monetine, così non si cade nella tentazione di mettere la cenere delle sigarette… &nbsp;]]></description>  </item></channel>
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