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<title>Donna Moderna - Gravidanza</title><link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza</link>
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	<title>Donna Moderna - Gravidanza</title>
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    <title>Belle con il pancione: a cominciare dai capelli </title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[hair stylist]]></category><category><![CDATA[ bellezza]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><ame:pubDate>Ven, 10 Feb 2012 22:18:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/bambini2/adolescenti-e-make-up/i-consigli-della-nostra-hair-stylist/67711429-2-ita-IT/I-consigli-della-nostra-hair-stylist_dm4ar-v.jpg" alt="Gravidanza" /><br />Bellissime con il pancione: a cominciare dai capelli, con i consigli della nostra hair stylist]]></description>  </item>  <item>
    <title>Allattare al seno, in pubblico</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[allattamento]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><ame:pubDate>Lun, 06 Feb 2012 21:33:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Allattare al seno, nei luoghi pubblici o semplicemente in compagnia, è ancora un argomento un po’ tabù.Vedere una mamma che allatta, seduta al tavolo di un ristorante, mentre cena in compagnia di un gruppo di amici, o mentre beve un aperitivo con le amiche, suscita ogni tanto commenti poco graditi o sguardi imbarazzati.Qualcuno è d’accordo - e magari si avvicina e contempla il pupo (e il seno) – qualcuno, invece, ancora si scandalizza perché allattare è una cosa di donne, da fare solo tra mamme. &nbsp;Eppure, allattare in pubblico, per la mamma ed il bambino spesso è proprio una necessità.L’allattamento al seno, infatti, non ha degli orari fissi e non ha un numero predefinito di poppate nell’arco della giornata: la durata e la quantità delle poppate dipendono dall’appetito e dalle caratteristiche di ciascun bambino. Questo significa che i momenti liberi tra un poppata e l’altra possono essere di tempo variabile e le poppate possono essere una volta ogni tre ore, una volta ogni due ore, un volta ogni quattro ore: dipende dal bambino e dal momento.Le mamme così non sono in grado di programmare l’allattamento al minuto e sapere esattamente dove saranno quando il bambino avrà fame.Insomma, le mamme che allattano non hanno molta scelta: o restano in casa per tutta la durata dell’allattamento per evitare di allattare in pubblico oppure vanno in giro - libere e felici - e allattano il loro bambino dove capita: al ristorante, nei bar, al supermercato, nei negozi, dal medico, negli uffici pubblici…con tutta la discrezione del caso, inutile dirlo.Tu cosa ne pensi? Dì la tua e partecipa al nostro sondaggio]]></description>  </item>  <item>
    <title>Parto in acqua: il racconto di una mamma</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[parto in acqua]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><ame:pubDate>Ven, 03 Feb 2012 15:29:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />La dottoressa Valentina Ciardelli, mamma e ginecologo presso l’Ospedale Bentivoglio di Bologna, ci ha raccontato la sua esperienza di parto in acqua.“Partorire la mia ultima bambina in acqua nella struttura dove lavoro da 8 anni è stata una esperienza speciale! Il mio corpo ha &nbsp;direttamente verificato quello che la letteratura aveva dimostrato. Ricordo l’abbandono, il contenimento, il sollievo, il calore, la &nbsp;concentrazione, il silenzio e finalmente…la vita! Si è fatta strada dolcemente, nonostante i suoi 4 chili non ha lasciato ferite. Ricordo la leggerezza di quel corpicino cullato dall’acqua, il grido di gioia del papà, delle mie compagne di strada e il suo sguardo curioso e &nbsp;tranquillo. Ricordo di non averne udito il pianto. Siamo rimaste immerse a lungo dopo la sua nascita! Acqua dentro, acqua fuori: di nuovo solo acqua tra noi, e il cordone continuava ad unirci. Privilegio assoluto il potersi ritrovare dopo nove mesi, senza fretta, per iniziare a conoscersi e a riconoscersi. E ancora l’abbraccio caldo dell’acqua che ci avvolgeva assieme!”Nell’Ospedale di Bentivoglio, in provincia di Bologna, nascono circa 1000 bambini ogni anno; i parti in acqua si praticano dal 2008.Dall’Ospedale ci dicono che:&quot; negli ultimi 3 anni, sono nati in acqua oltre 100 neonati, mentre più di 150 donne ogni anno ha sfruttato il potenziale analgesico dell’immersione in acqua in varie &nbsp;fasi del travaglio. L’immersione in acqua &nbsp;è stata apprezzata, oltre che dalle future mamme, anche dai professionisti del punti nascita &nbsp;come &nbsp;efficace strumento per il contenimento non farmacologico del dolore in travaglio&quot;.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Il parto in acqua, una soddisfazione per mamma e bambino</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[parto in acqua]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><ame:pubDate>Ven, 03 Feb 2012 15:07:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />La Dottoressa Valentina Ciardelli, ostetrica ginecologa presso l’Ospedale di Bentivoglio, in provincia di Bologna, da anni fa nascere i bambini in acqua, in equipe con la Dott.ssa Marcella Falcieri e l’ostetrica Alessandra Ravagnani. Ha risposto alle nostre domande sul parto in acqua.
Dottoressa Ciardelli, perché preferire il parto in acqua rispetto ad un parto tradizionale?Non credo, almeno da parte di noi sanitari, &nbsp;si debba parlare di preferire. L’obiettivo del nostro lavoro, come ci ricorda l’OMS, è di arrivare ad una madre e un bambino sano. In questo però rientra anche l’ascolto del desiderio della donna e delle sue preferenze. Gli effetti benefici dell’immersione in acqua calda nel periodo dilatante del travaglio fisiologico sono &nbsp;numerosi e documentati da metanalisi di studi randomizzati e controllati: &nbsp;riduzione nella richiesta di farmaci analgesici e di ricorso all’analgesia epidurale, maggiore soddisfazione materna in assenza di rischi per mamma e bambino. E sappiamo bene che, a parità di esiti, il vissuto di parto ha conseguenze importanti sul bonding madre bambino e sull’allattamento al seno.
Il parto in acqua è indicato per tutte le donne e tutte le gravidanze o ci sono delle controindicazioni? Il parto in acqua è indicato per tutte le donne con &nbsp;gravidanze a basso rischio. Più in generale , per citare alcuni esempi, possiamo dire che non sono ammesse al travaglio in acqua le donne che hanno avuto un pregresso taglio cesareo o una pregressa miomectomia, così come tutte le donne con ipertensione o diabete o con febbre o rottura delle membrane da oltre 18 ore, in pratica in tutte quelle situazioni in cui si necessita di una cardiotocografia in continuo durante il travaglio.
Come funziona il parto in acqua? Quando si entra in acqua? Anche il travaglio avviene in acqua?A travaglio ben avviato (contrazioni regolari e valide, collo uterino scomparso e dilatazione di almeno 3 cm) la donna con gravidanza fisiologica che lo desidera, può immergersi in vasca. L’acqua deve essere ad una temperatura di circa 37° e coprire completamente l’addome se in posizione supina o semiseduta. La donna ha in acqua ampia libertà di movimento, sceglie le posizioni che più la aiutano e riesce spesso ad abbandonarsi galleggiando tra una contrazione e l’altra. Come raccomandato, l’ostetrica &nbsp;in ginocchio al bordo vasca, ausculta regolarmente il battito fetale con un SONICAID acquatico e, se lo ritiene, può effettuare l’esplorazione vaginale con appositi guanti. In assenza di controindicazioni, la donna può quindi decidere se rimanere immersa anche durante la fase espulsiva ed effettuare un parto in acqua, oppure uscire prima. Se il parto avviene in acqua l’unica accortezza è quella di evitare la fuoriuscita dall’acqua delle parti fetali fino a che l’intero corpicino non sia stato espulso; questo per evitare che il contatto con l’aria possa bloccare il diving reflex e indurre un atto respiratorio intempestivo. A parto avvenuto è importante mantenere il neonato immerso sul corpo della mamma per evitare che si raffreddi e bagnargli regolarmente la testina (sempre per evitare dispersione di calore). Non è ancora chiara l’indicazione in letteratura sulla modalità secondamento. Nel dubbio di non riuscire a valutare l’entità della perdita ematica alla fuoriuscita della placenta, si può optare per secondare fuori dalla vasca, all’asciutto.
Il papà può partecipare al parto in acqua? La mamma può avere accanto il marito, un familiare o comunque una persona di sua fiducia per tutta la durata del travaglio e durante il parto.
Ci sono rischi per il nascituro con un parto in acqua? Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che il parto in acqua non aumenta il numero di ricoveri in terapia intensiva neonatale, non aumenta il rischio di infezioni neonatali e non aumenta la necessità di rianimazione neonatale (Cochrane review 2007; Royal College of Obstet &amp; Gynaec./Midwives 2006)
Si fa comunque un’anestesia nel corso del parto in acqua ? No, numerosi studi hanno evidenziato che l’immersione in acqua riduce la richiesta di analgesia epidurale; inoltre le mamme che scelgono di fare il travaglio in analgesia non si possono immergere in vasca. Succede anche frequentemente che alcune mamme orientate verso l’analgesia una volta entrate in acqua non ne hanno fatto poi ricorso.
Come si possono trovare delle strutture attrezzate per il parto in acqua?Esistono molti siti internet che danno informazioni sulle tipologie di assistenza al parto offerte &nbsp;dai singoli ospedali tra cui www.partoinacqua.it]]></description>  </item>  <item>
    <title>Parto in casa: parto naturale</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ parto]]></category><ame:pubDate>Lun, 30 Gen 2012 14:53:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Il parto naturale per eccellenza, ai tempi delle nostre nonne, era il parto in casa.
Ormai, è un abitudine persa. Il parto viene sempre più “ospedalizzato” e “medicalizzato”. Eppure il parto è un evento naturale.“L'ospedalizzazione e soprattutto la medicalizzazione del processo parto-nascita rende sempre più difficile &nbsp;“mettere al mondo” un bambino in modo “spontaneo”, ci ha spiegato Marta Campiotti, ostetrica, Presidente dell'Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a domicilio e direttrice della Casa maternità Montallegro, situata in provincia di Varese ci ha spiegato la ragione.In Italia il numero dei parti in casa è ridottissimo. Circa il 15% delle donne incinte vorrebbero fare un parto in casa ma si fermano nel corso della gravidanza perché non incontrano persone informate che le assistono e le sostengono in questa scelta.Attenzione però, il parto in casa non è possibile per tutte le donne. Solo le donne che conducono una gravidanza c.d. “a basso rischio”, possono fare un parto in casa in tutta sicurezza. In questi casi infatti, la probabilità che avvenga un emergenza è estremamente rara ed è sovrapponibile ad altri eventi di vita (ad esempio un viaggio, ecc.).Per valutare se una donna è in condizioni di affrontare un parto in casa, è necessario che arrivi al termine della gravidanza in buona salute (pressione normale, anemia fisiologica), che il bambino sia cresciuto bene e sia in presentazione cefalica, inoltre, il travaglio deve iniziare spontaneamente.
Anche il parto in casa può presentare comunque delle esigenze particolari. Per questa ragione, le ostetriche dell’Associazione Nazionale Ostetriche a domicilio hanno deciso che sono sempre presenti in due al parto in casa o in casa maternità e devono avere la possibilità di andare in &nbsp;Ospedale, se questo si rende necessario, in pochissimo tempo. Il 90 per cento dei trasferimenti avviene in tutta tranquillità, con la propria macchina, solo perché c’è un &nbsp;problema che non può essere risolto a domicilio. Nei rarissimi casi di emergenza l’ostetrica domiciliare ha gli strumenti e le capacità per intervenire nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Il parto in casa è rimborsato dalla A.S.L. in alcune regioni d’Italia: Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, provincia di Trento.Per chi fosse interessato, il consiglio è di parlarne con la propria ostetrica e contattare l’Associazione Nazionale Ostetriche a domicilio.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Parto cesareo? Solo se necessario</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ parto cesareo]]></category><ame:pubDate>Ven, 27 Gen 2012 10:42:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Nascere dovrebbe essere, il più possibile un evento naturale. Eppure, lo è sempre di meno.In Italia, il ricorso al parto cesareo è nettamente superiore alle raccomandazioni dell’OMS.Le statistiche parlano di un eccesso di ricorso al parto cesareo in Italia, soprattutto al Sud che, negli ultimi anni ha raggiunto quota 38% di tutti i parti, superando i valori degli altri paesi europei che si attestano intorno al 20-25% .L’ Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda di eseguire solo un parto su sette con taglio cesareo, ovvero il 15% dei parti: è stato riconosciuto che questa è la soglia di garanzia del massimo beneficio per la salute di mamma e bambino. &nbsp;Oltre, il beneficio si riduce e il rischio aumenta.
In linea generale, Secondo le indicazioni dell’OMS il parto cesareo è raccomandato solo quando ricorrono alcuni presupposti - che devono essere valutati di volta in volta dal medico - come, ad esempio, alcuni casi (non tutti) di presentazione podalica &nbsp;del feto, alcuni casi (non tutti) di gravidanza gemellare, di malattie trasmissibili al feto come l’ HIV, l’Herpes o l’epatite A, B, o C, o ancora di nascita pretermine o placenta previa ed alcune situazioni di emergenza. Insomma, in circostanze bene circoscritte. &nbsp; Invece, il ricorso eccessivo al parto con taglio cesareo pare sia dovuto a ragioni di vario tipo ma tutte indipendenti dalle condizioni di necessità clinica.
Si tratterebbe, secondo i dati dell’ Istituto Superiore di Sanità, &nbsp;nella maggioranza dei casi di carenze strutturali e organizzative, di una difficoltà del personale sanitario nel gestire il parto fisiologico, per cui il parto cesareo è visto quasi come una pratica difensiva da parte del medico. 
Non solo, un’altra ragione è che c’è una tendenza tra le persone ad assimilare il parto cesareo ad una modalità “normale” e ordinaria di nascita. Si dimentica spesso, invece, &nbsp;che il parto cesareo è un vero e proprio intervento chirurgico e non è privo di rischi. &nbsp;Spesso viene praticato senza che sia effettivamente necessario. Eppure, il parto cesareo dovrebbe essere una scelta consapevole di ogni mamma. Non una scelta subita.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Allattamento dopo un parto cesareo</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[allattamento]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ parto cesareo]]></category><ame:pubDate>Mer, 18 Gen 2012 15:45:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/gravidanza2/allattamento-dopo-un-parto-cesareo/allattamento-e-parto-cesareo/67608797-1-ita-IT/Allattamento-e-parto-cesareo_dm4ar-v.jpg" alt="Gravidanza" /><br />L’allattamento è il miglior nutrimento per il neonato. Come comportarsi in caso di nascita con parto cesareo? Come risolvere i problemi più frequenti per la mamma?]]></description>  </item>  <item>
    <title>Allattare al seno, sì, no, però...</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[allattamento]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 12:39:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/gravidanza2/allattare-al-seno/allattare-al-seno-fa-bene-alla-mamma-ed-al-bambino/67528947-1-ita-IT/ALLATTARE-al-SENO-fa-BENE-alla-MAMMA-ed-al-BAMBINO_dm4ar-v.jpg" alt="Gravidanza" /><br />Allattare al seno fa bene a mamma e bambino. Eppure tante mamme desistono, per timori e difficoltà che, con un po’ d’informazione possono essere facilmente superati.]]></description>  </item>  <item>
    <title>La procreazione medicalmente assistita 2</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza/pma-massimo-bertoli-mantova2</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ genitori]]></category><ame:pubDate>Mar, 20 Dic 2011 10:33:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Dottor Bertoli, a chi è consigliata la &nbsp;Procreazione Medicalmente Assistita?Ad una coppia di circa trent’anni, trenta due (che ormai è diventata l’età media del primo parto), dopo un anno di rapporti sessuali finalizzati alla procreazione ma non andati a buon fine, io consiglierei di chiedere qualche informazione e fare qualche accertamento per verificare se c’è una causa o invece quella coppia ha solo bisogno di un tempo più lungo della media per procreare. E’ vero che, con la PMA, anche donne di età avanzata possono realizzare il sogno di una gravidanza?Assolutamente no. Quel che la gente non sa è che l’infertilità non è aumentata, il problema è che si fanno i figli in età più avanzata. Molte pazienti pensano di by-passare il problema dell’età ricorrendo alla PMA, ma non è così. Chi detta l’entità del successo in un rapporto sessuale è l’età della donna. Più l’età va avanti, più si riducono i tassi di successo. Una donna di trenta’anni, ha una percentuale del 30% di possibilità che un rapporto finalizzato alla procreazione vada a buon fine, una di quaranta solo il 10-15%...La possibilità di una gravidanza con un buon esito, attraverso la PMA, qualunque tecnica adottiamo, in una donna di quarantacinque anni è dell’1%. Alcune donne dello star system sono riuscite ad avere una gravidanza in età molto avanzata forse ricorrendo all’utilizzo di ovociti di altre donne (ovodonazione). Da noi è vietato, ma è praticabile nella maggioranza dei paesi europei. Quali sono i rischi della PMA? Gli studi che sono stati fatti su bambini nati con la PMA ci consentono di stare tranquilli, anche se dovremmo avere più numeri. Per quel che riguarda lo sviluppo cognitivo i risultati confermano che questi bambini hanno il medesimo sviluppo degli altri. Del resto, le tecnologie di PMA by-passano gli ostacoli ma non alterano le cellule, si ripete esattamente quello che succede in natura.Spesso si sente parlare della sindrome da iper stimolazione ovarica: raramente in procedure a bassa tecnologia si verifica. Nelle pazienti che si affidano alla fecondazione in vitro a volte ci può essere una super-produzione di ovociti che incide dal 3 all’8%. E’ però di grado lieve o moderato nella maggioranza dei casi, per cui una paziente dovrà restare a casa al riposo e il centro farà un monitoraggio. Il vero problema riguarda l’1,8% delle pazienti che devono essere ricoverate. Si tratta però di un fenomeno abbastanza raro, era più frequente alcuni anni fa in quanto le stimolazioni a cui venivano sottoposte le pazienti erano più aggressive, oggi essendo migliorata la tecnologia a disposizione non abbiamo più la necessità di avere grandi quantità di ovociti, perche anche con un numero minore otteniamo gli stessi risultati.Dottor Bertoli, come si individua un buon centro per la &nbsp;PMA? Se quando si arriva in un centro, alla prima domanda che solitamente le coppie fanno, ovvero quali sono le probabilità di successo di una gravidanza con la PMA, si risponde menzionando i dati dei registri europei, americani etc., in funzione della età della paziente. Così facendo non si creano false aspettative nelle coppie, riportando la reale efficacia di queste procedure a mio avviso qualifica una equipe e un centro: noi infatti non “creiamo assolutamente nulla”, mimiamo solamente ciò che avviene in natura cercando di aggirare gli ostacoli che si frappongo nel processo riproduttivo umano. &nbsp;Poi la componente della fiducia che si instaura tra medico e paziente è molto importante per potere alleviare lo stress psicologico &nbsp;che queste procedure possono a volte comportare.Continuiamo a parlarne nella Community di Donna Moderna]]></description>  </item>  <item>
    <title>La procreazione medicalmente assistita</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Mar, 20 Dic 2011 10:27:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Cos’è e a chi serve la PMA o procreazione medicalmente assistita ? Quali sono i &nbsp;rischi? Abbiamo intervistato il Dottor Massimo Bertoli, Direttore del centro di PMA di terzo livello dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova, per capirne qualcosa di più. Dottor Bertoli, innanzitutto, cosa si intende per procreazione medicalmente assistita (o PMA)? La procreazione medicalmente assistita (o PMA) è – di fatto – una tecnologia messa in atto per ovviare a cause di infertilità: il compito è proprio quello di “by-passare” le cause di infertilità. All’interno della PMA sono comprese diverse procedure, dalle più semplici alle più complesse, comunque tutte volte a favorire l’insorgenza di una gravidanza. Si va dalle tecniche dell’induzione dell’ovulazione a l’inseminazione intrauterina fino alle tecniche di fecondazione in vitro. La scelta &nbsp;di eseguire una tecnica rispetto ad un'altra è in funzione dalla diagnosi che emerge dopo avere svolto gli esami inerenti l’apparato riproduttivo sia maschile che femminile. La PMA è una scienza molto giovane che nasce di fatto nel 1978 quando Robert Edwards, premio Nobel per la medicina nel 2010, mise a punto la tecnica di fecondazione in vitro che portò alla nascita della prima bambina “in provetta” al mondo, Louise Joy Brown. Oggi i bambini nati nel mondo con queste procedure si stima siano circa 4.500.000 e rappresentano il 2-3% di tutti i nati nei paesi industrializzati. &nbsp; &nbsp;In cosa consistono le diverse tecniche?Ci sono molte tecniche di PMA, quella di cui ci occupiamo noi prevalentemente - come centro di terzo livello (i centri di PMA si distinguono in centri di primo, secondo e terzo livello in base al tipo di tecnologia presente n.d.r.) – rientrano nel campo della fecondazione in vitro o FIVET (mediante procedura standard o mediante Inizione Intracitoplasmatica dello spermatozoo ICSI). Queste tecniche consistono nel fare fecondare gameti maschili e femminili al di fuori dell’organismo materno. Generalmente sono indicate quando è presente un quadro di sterilità maschile severo o quando siamo di fronte ad una sterilità femminile da occlusione tubarica bilaterale .Invece, per una coppia con cause sterilità, sia essa di origine maschile o femminile, &nbsp;di entità medio-lieve, le tecniche tendono &nbsp;a semplificarsi. In genere si attuano tecniche che favoriscono il processo di fecondazione in vivo (cioè all’interno dell’ organismo materno). Queste tecniche si basano su un’ induzione multipla all’ovulazione molto modesta (non si portano a maturazione mai più di tre follicoli il che, tradotto, significa che matureranno al massimo due o tre ovociti) dopo di che, si induce l’ovulazione e, a seguire entro 36 ore, si trasferisce il liquido seminale, previa sua capacitazione in laboratorio, &nbsp;sul &nbsp;fondo dell’utero, cosi facendo si fa in modo di fare arrivare più spermatozoi e più ovociti nella porzione ampollare della tuba, luogo deputato al processo di fecondazione in vivo, &nbsp;pertanto &nbsp;si aumentano le possibilità che i gameti s’incontrino.Continuiamo a parlarne nella Community di Donna Moderna ]]></description>  </item>  <item>
    <title>Nove mesi con il pancione: idillio o fatica?</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza/come-hai-vissuto-la-gravidanza</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><ame:pubDate>Ven, 16 Dic 2011 12:56:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Si sa, ogni donna vive a modo suo la gravidanza: ci sono donne con il pancione che sorridono da mattina a sera e parlano dei nove mesi come di uno stato di grazia. Ad alcune capita di non sentirsi mai più così bene nel corso della loro vita e raccontano di essersi sentite piene di forza e di energia. Forse più smemorate del solito e un po’ distratte ma sempre allegre.Altre donne, invece, raccontano di un faticosissimo periodo durato nove mesi, costellato da uno stato di stanchezza perenne - vomiti, nausee, bruciori di stomaco e malesseri di vario genere - che si è finalmente concluso con la meravigliosa nascita di un bambino.Il modo di vivere il pancione – in un gravidanza senza complicazioni - dipende da tanti fattori, sia di ordine fisico che di ordine psicologico. L’educazione ricevuta, l’ambiente in cui si è vissute, il messaggio che sulla gravidanza è stato trasmesso dalla mamma, dalla nonna e dalle altre figure di riferimento, sia femminili che maschili, sono tutti elementi che incidono molto sul modo che una donna ha di vivere questa nuova condizione.A questo bagaglio, che ogni donna si porta sulle spalle, si aggiungono tutti i cambiamenti fisici ed ormonali che, anche in una gravidanza con un decorso del tutto fisiologico, possono comunque risultare un po’ faticosi.E poi c’è Lui: ci sono compagni entusiasti che vivono la gravidanza della loro donna in modo gioioso e partecipe, facendola sentire sempre coccolata ed amata, contribuendo così al suo benessere. Altri invece, sotto, sotto, soffrono un po’, si sentono già trascurati, un po’ messi da parte e la vita della coppia, ne risente un po’.Insomma, si pensa sempre che la gravidanza sia solo uno stato idilliaco. Non è così per tutte. A voi come è andata? Come avete vissuto i nove mesi? Ne parliamo tutte insieme nella community di Donna Moderna.]]></description>  </item>  <item>
    <title>I sintomi della gravidanza e qualche rimedio</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><ame:pubDate>Lun, 28 Nov 2011 17:22:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/gravidanza2/i-sintomi-della-gravidanza/malditesta-e-sintomi-premestruali/67425549-2-ita-IT/Malditesta-e-sintomi-premestruali_dm4ar-v.jpg" alt="Gravidanza" /><br />Non siete ancora sicure di essere incinta, eppure, qualcosa vi dice che dentro di voi una creatura si sta formando. I sintomi di una gravidanza appena iniziata spesso si confondono con quelli premestruali.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Mamma e baby yoga</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mamma]]></category><category><![CDATA[ yoga]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Ven, 18 Nov 2011 17:31:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Nei primi, faticosi, mesi dopo la nascita del proprio bambino, una donna si sente spesso molto sola, sente il bisogno di tornare, poco alla volta, padrona del suo corpo ma raramente riesce a farlo perché il tempo è poco e i neonati hanno un bisogno costante di accudimento.Manuela Cellini, insegnante Hata Yoga della FIY e mamma di due bambini, ha dato il via a Roma ad un corso straordinario: MAMMA e BABY YOGA , dedicato alle neo mamme (a partire dalla sesta settimana dopo la data del parto) e ai loro bambini, fino a 1 anno di età.Manuela ci ha spiegato che le classi di Mamma e Baby Yoga vogliono suggerire un modo speciale di passare del tempo con i propri piccoli: una &quot;pausa nel presente&quot;, per vivere intensamente e con sempre maggiore consapevolezza il rapporto con il proprio bambino, per stabilire un legame di amore, di profonda fiducia corporea e di comunicazione intensa.Una parte della classe è dedicata alle posizioni (asana) per la mamma, tutte mirate a rafforzare i muscoli della schiena, delle gambe e delle braccia, a sciogliere tensioni accumulate e a riportare in equilibrio l'assetto posturale. La mamma tiene sempre il suo bambino in braccio o accanto a se a terra (...a meno che non dorma: in quel caso si godrà i vari movimenti sola).I movimenti proposti alla mamma stimolano dolcemente tutte le fasce muscolari che hanno maggiormente subito gli effetti della gravidanza come la muscolatura del pavimento pelvico e viene dedicata una particolare attenzione ad alleviare le tensioni che subiscono schiena, spalle e cervicali in questi primi tempi di allattamento del neonato.Un certo tempo viene dedicato completamente ai bambini, al massaggio, a dolci movimenti delle articolazioni, alle posizioni che rafforzano la colonna vertebrale, alle vocalizzazioni e ai canti.I bambini vengono coinvolti nelle pratiche a seconda dell'età e traggono anche loro beneficio dai movimenti armoniosi che compiono insieme alla mamma.Per un buono sviluppo celebrale di un neonato è di fondamentale importanza una buona comunicazione fisica ed emotiva con la mamma.Ogni corpo ed ogni gravidanza è a se quindi se alcuni esercizi risultano troppo scomodi è meglio aspettare qualche giorno o qualche settimana... l'importante è rispettare i propri limiti, riposarsi di tanto in tanto distendendosi, tenere il bimbo sempre con entrambe le mani e se è troppo faticoso metterlo a terra.Lo yoga con il proprio bambino è un'esperienza meravigliosa e unica il consiglio che Manuela dà alle mamme è di fare in modo che diventi un rituale, ai bambini piacciono i rituali e vi si abituano subito!Il 25 novembre a Roma, in via Vincenzo Monti 8b, alle 11, un incontro da non mancare, una classe aperta di MAMMA E BABY YOGA, alla presenza di un’ostetrica specializzata.]]></description>  </item>  <item>
    <title>L’epidurale: si oppure no?</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ epidurale]]></category><category><![CDATA[ parto]]></category><ame:pubDate>Ven, 11 Nov 2011 15:41:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Abbiamo rivolto qualche domanda alla Dottoressa Elena Campanale, Dirigente medico Unità operativa di Anestesia e Rianimazione presso l’ Ospedale S.Pietro Fatebenefratelli - Roma per capire un po’ meglio che cos’è e come funziona la famosa “epidurale” nel parto naturale.Dottoressa Campanale, “l’epidurale” è – nel parto naturale – la forma di anestesia più nota, in cosa consiste?La parto analgesia epidurale (o peridurale) è una tecnica oggi ampiamente conosciuta e praticata. Essa consiste nella somministrazione di farmaci anestetici locali ed oppioidi (per intenderci “parenti” della morfina) attraverso un sottile cateterino nello spazio epidurale. Tale spazio si trova all’interno del canale vertebrale e viene raggiunto mediante un ago speciale (ago di Tuohy) introdotto normalmente tra la terza e la quarta vertebra lombare.Tutta la procedura dura pochi minuti e grazie all’anestesia locale risulta davvero poco fastidiosa per la partoriente. Dottoressa, quali sono i vantaggi di questa forma di anestesia?Il beneficio per la gestante, che si manifesta dopo una decina di minuti dalla prima somministrazione del farmaco, è in genere evidente: scompare il dolore associato alle contrazioni uterine mentre rimane immodificata la possibilità di muoversi, assumere la posizione più congeniale e partecipare attivamente al travaglio. Il beneficio è ampiamente dimostrato anche per il feto: assenza di dolore significa meno “ormoni dello stress” in circolo e quindi migliore afflusso di sangue ossigenato all’unità utero placentare senza contare che, nel caso in cui si debba ricorrere per motivi ostetrici al taglio cesareo, soprattutto se urgente, la presenza del cateterino epidurale risulta estremamente vantaggiosa e consente di evitare il ricorso all’anestesia generale che secondo quanto emerge da numerosi studi internazionali risulta più rischiosa nella paziente ostetrica.Ci sono rischi o possibili complicanze dell’epidurale sulla mamma e sul bambino? Come per ogni atto medico anche per la peridurale, pur se praticata da anestesisti esperti e prudenti, non si può parlare di “rischio zero”. Ad oggi però va detto che la complicanza più frequente, con un’incidenza inferiore all’1%, è la cefalea (mal di testa) dovuta all’accidentale puntura della dura madre (la dura madre è la membrana più esterna del rivestimento del midollo spinale). Tale complicanza non compromette in ogni caso la possibilità di godere della parto-analgesia e soprattutto non ha conseguenze a lungo termine né per la madre né tanto meno per il feto.Altre complicanze più gravi (emorragiche e/o infettive) vengono di norma illustrate alla gestante durante il colloquio preliminare con l’anestesista ma hanno comunque un’incidenza bassissima, soprattutto se si ha l’accortezza di evitare la peridurale ogni qual volta vi siano condizioni di ipocoagulabilità del sangue. Di qui l’importanza di effettuare sempre una visita con l’anestesista che valuterà attentamente il singolo caso controllando gli esami ematici (emocromo e prove di coagulazione) e le eventuali terapie in corso. L’analisi delle principali casistiche mondiali ha dimostrato che un’epidurale ben condotta nei tempi e nelle modalità (tecnica e concentrazione dei farmaci) non determina un’ aumentata incidenza di parti operativi (con utilizzo di ventosa o altri presidi) e di tagli cesarei e non ha alcun effetto collaterale sul feto.In tutti gli ospedali italiani viene praticata l’epidurale?Nonostante il tentativo nel 2008 di inserire la parto-analgesia perdurale nei LEA (livelli essenziali di assistenza) ancora oggi in Italia meno di un terzo degli ospedali garantiscono un servizio di parto-analgesia gratuito 24 ore su 24 laddove invece questa tecnica è ampiamente diffusa nei paesi anglosassoni.Quanto è importante avere un buon rapporto con il proprio anestesista? Può essere importante conoscerlo prima del parto?La figura dell’anestesista ha un’importanza rilevante nel travaglio di parto, non solo per le sue competenze puramente tecniche e per la capacità di collaborare con il ginecologo e l’ostetrica in caso di urgenze materno-fetali, ma anche per il rapporto umano profondo che si instaura con la paziente durante un’esperienza così intensa e unica come il parto. Conoscere prima l’anestesista che ci seguirà può contribuire a ridurre l’ansia e a sciogliere ogni dubbio riguardo alle tecniche che potranno essere messe in atto per rendere l’esperienza del parto il più piacevole possibile.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Non ho voglia di fare l’amore, perché?</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[sesso]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ papà]]></category><ame:pubDate>Ven, 04 Nov 2011 11:35:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Fare l’amore con il proprio compagno. Sempre, anche con il pancione. E’ possibile, fa bene? &nbsp;Da alcuni sondaggi risulta che quasi la metà delle coppie italiane, in questa fase della vita, smette di fare l’amore. Eppure, il sesso è un ingrediente indispensabile per il benessere della coppia anche nella fase della gravidanza.Su questo tema, abbiamo intervistato per voi il Professor Roberto Pani, Psicologo Clinico, Psicoterapeuta Psicoanalitico a Bologna. Professore, è noto che molte coppie, nel corso della gravidanza, sospendono o smettono definitivamente di fare l’amore. Succede anche se la gravidanza ha un decorso naturale e il ginecologo non ha prescritto alcuna restrizione. Spesso sono gli uomini a rifiutare le compagne, spesso sono le donne a rifiutare i loro compagni, come mai? Cosa scatta nella testa degli uni e degli altri? Può essere la spia che qualcosa non funziona? In qualche modo è vero. Bisogna innanzitutto considerare che qualche sospensione dei rapporti sessuali potrebbe in alcuni casi considerarsi normale: nel senso che si tratterebbe di un'astensione &nbsp;comunque transitoria. Anche l’apparato genitale femminile potrebbe non favorire la sessualità (secchezza, ispessimento del tessuto), l’ ingrossamento del corpo femminile, inadatto per suscitare desiderio provvisoriamente per alcuni uomini, etc…Se, però, la situazione continua e alcune coppie sentono la gravidanza come uno scopo biologico - e spesso desiderato più dalla donna che dall’uomo - una volta che lo scopo è stato raggiunto si esclude l’idea di avere un rapporto sessuale.Alcune donne si sono sposate per quasi solo questo motivo, solo con l’idea di “sistemarsi”, la passione verso il marito non è mai stato il loro forte, forse non rendendosene conto all’inizio del rapporto con il futuro marito.Altri uomini pensavano sin dall’inizio, sempre non consapevolmente, alla loro compagna in termini di immagine, come ad una futura madre, anche per se stessi, oltre che per il loro eventuale bambino/o bambina che sarebbe nato/a.La donna non attratta dalla passionalità si rifiuta di aver rapporti e si scusa rimandando a dopo il parto, ma anche allora il rapporto sessuale non riprende.L’uomo vede nella donna solo un atteggiamento fortemente materno e questo non si abbina alla sessualità, anche perché il corpo femminile può modificarsi nelle eccessivamente forme. Ciò detto, tuttavia, la donna incinta può non piacere all’uomo. Al contrario, per alcuni uomini, la donna con la pancia può essere fonte di attrazione: è come se da un lato questi compagni dovessero trasgredire a una regola sacrale della maternità e sembra a loro assai più eccitante nel senso che colgono una maggiore femminilità che si manifesta, proprio quella che si evidenzia con la gravidanza, con la pancia che esprime sensualità. In effetti, la donna incinta spesso è vissuta più bella del solito …E’ ben noto che fare l’amore è una delle componenti che nutrono il benessere della coppia. Smettere di farlo in gravidanza – in assenza di una specifica prescrizione medica per ragioni legate alla gravidanza stessa - può essere dannoso per la vita della coppia?Se la gravidanza non è a rischio, i rapporti sessuali possono avvenire senza particolari precauzioni. Certamente la rinuncia o astinenza o scarsa sessualità eventualmente, e quando avviene forzatamente, alimenta il ritorno all’epoca infantile, quando la mamma appare al bambino, solo eventualmente protettiva e devota. L’eccitazione della donna, quindi viene meno e lei si trasforma interamente in mamma. L’uomo diventa solo un babbo o un bambino che vede la compagna solo come mamma di entrambi, il bambino e se stesso.Tutto ciò potrebbe rovinare il rapporto specialmente per il futuro quando il bambino diventa grande e il rapporto di coppia non ritrova la sua dimensione di coppia.È questo il periodo delle amanti …Cosa consiglia ad una coppia in difficoltà: un marito che si sente rifiutato dalla moglie incinta e ad una moglie che si sente rifiutata dal marito, che forse la vede ormai, solo, come madre e non più come donna? Di parlarne, di comprenderla nel suo bisogno materno, ma di essere tanto dolce quanto di proporre dei comportamenti più seduttivi per farle sentire la femminilità di donna adulta, di sedurla, ricominciando dall’inizio, di non dare per scontato nulla e di aver iniziative romantiche che sono andate perdute: in altre parole di riconquistarla da uomo che escogita soluzioni allettanti.Che benefici ha - in una gravidanza con un decorso fisiologico - fare l’amore con il proprio compagno? Fa sentire la donna più amata, più desiderata, più eccitata e le endorfine liberate (neurotrasmettitori ormonici) aumentano e circolano di più, incrementando il benessere fisico e psichico. Ciò giova anche al feto che non è così neutro di fronte al benessere fisico e psichico della madre. Inoltre unisce la coppia maggiormente e ciò beneficia i genitori nel futuro che non saranno solo genitori, ma anche complici nella vita adulta.]]></description>  </item>  <item>
    <title>TRI-TEST e TRANSLUCENZA NUCALE, cosa sono?</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ neonati]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><category><![CDATA[ esami prenatali]]></category><ame:pubDate>Ven, 28 Ott 2011 18:01:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta delle indagini prenatali in gravidanza, in compagnia del Dott. Antonio Novelli, Coordinatore Nazionale del Gruppo di Lavoro di Citogenetica SIGU (Società Italiana di Genetica Umana), per parlare di tri-test, bi-test e translucenza nucale.Dott. Novelli, in cosa consistono il tri-test, il bi-test e la translucenza nucale spesso consigliati in gravidanza? Sono dei test di screening. Da un punto di vista pratico consistono in un'ecografia, che valuta alcuni aspetti del feto (come la translucenza nucale, che non è altro che la misurazione ecografica dello spessore della cute sulla nuca del bimbo) ed un prelievo di sangue della mamma.Lo screening biochimico della gravidanza consiste in una serie di analisi che si eseguono sul sangue materno nel primo o nel secondo trimestre. Queste analisi permettono di stabilire, solo su base probabilistica, il rischio di patologie cromosomiche come (trisomia 21,13 e 18). Il &nbsp;test viene eseguito idealmente sulle donne a basso rischio (età inferiore a 35 anni). Così ad esempio, in una mamma di 25 anni, con un rischio a priori di 1:1500, il test può fornire un risultato tranquillizzante, in quanto il risultato si avvicina a quello atteso teoricamente, oppure evidenzia un risultato francamente patologico – ad esempio 1:250 - che giustifica la verifica del sospetto attraverso l’amniocentesi e/o villocentesi.  Si dice comunemente che, rispetto ad amniocentesi e villocentesi, questi siano esami meno invasivi, è vero? Si, sono esami che non comportano alcun rischio per il bimbo e per la mamma (che deve fare solo un prelievo di sangue) Quali patologie si possono diagnosticare grazie a questi esami?Non sono test di diagnosi, ma di screening. Servono quindi a valutare un rischio, e non ad escludere una malattia. Non forniscono quindi una certezza diagnostica ma contribuiscono, insieme all’età materna, alla stima del ri­schio di avere un feto affetto da trisomia 21 (sindrome di Down), trisomia 13 e trisomia 18. In che fase della gravidanza possono essere effettuati? Nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza Esistono rischi per il feto e per la mamma?No, come dicevo prima, non sono test invasivi.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Cosa è, e a cosa serve, la villocentesi </title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza/villocentesi-gravidanza</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ amniocentesi]]></category><category><![CDATA[ esami prenatali]]></category><ame:pubDate>Mar, 25 Ott 2011 18:04:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Il Dott. Antonio Novelli, Coordinatore Nazionale del Gruppo di Lavoro di Citogenetica SIGU (Società Italiana di Genetica Umana) ci ha già chiarito molte cose sull’amniocentesi. Oggi parliamo con lui della villocentesi.Dott. Novelli, cos’è la villocentesi e in cosa consiste?La villocentesi consiste nel prelievo per via transaddominale dei villi coriali, che costituiscono la parte embrionale della placenta.In che fase della gravidanza può essere effettuata?Tra l’11ª e la 12ª settimana di gravidanza permettendo di anticipare la diagnosi al I° trimestre di gestazione. E’ un esame invasivo?Si, come l'amniocentesi comporta un rischio di aborto spontaneo, sovrapponibile, o poco più, all’amniocentesi.Quali vantaggi e svantaggi presenta rispetto all’amniocentesi?La villo centesi viene eseguita più precocemente, quindi anche se i tempi di risposta definitiva sono simili, si ha una diagnosi più precoce durante la gravidanza, rispetto all'amniocentesi. Che patologie del bambino è in grado di individuare?La villocentesi è in gradi di individuare le medesime patologie identificabili mediante amniocentesi. Può quindi evidenziare la presenza di anomalie e riarrangiamenti cromosomici visibili al microscopio. &nbsp;E’ il tessuto di elezione per patologie genetiche come la Talassemia, la Fibrosi cistica, la Distrofia muscolare X fragile, la sordità congenita etc. A chi e’ rivolta la villocentesi?Come per l’amniocentesi, le indicazioni possono essere:1) Donne di età uguale o superiore a 35 anni: il rischio di sindrome di Down e di altre anomalie cromosomiche aumenta infatti progressivamente con l’età materna (a 25 anni 1:1500; a 30 anni, 1:800; a 35 anni, 1:300; a 38 anni, 1:180; a 40 anni, 1:100; a 45, 1:30).2) Donne a potenziale rischio di patologia cromosomica, in particolare sindrome di Down, in base al risultato di una ecografia, che riveli, ad esempio, una anomala translucenza nucale (distensione della cute nella regione della nuca) o un’altra alterazione spesso associata ad una anomalia dei cromosomi.3) Donne che hanno avuto un problema genetico in una precedente gravidanza.4) Coppie che hanno avuto un neonato con sindrome di Down o che hanno una storia familiare positiva per malattie genetiche.5) Donne nelle quali lo screening biochimico della gravidanza (triplo-test o simili *) riveli un rischio di patologia cromosomica significativamente superiore rispetto a quello atteso in base all’età della donna.6) Prevalentemente però è indicata per le donne a rischio per aumentata malattia genetica mendeliana (ovvero: Talassemia, Fibrosi cistica, Distrofia muscolare Xfragile, sordità congenita etc.) Consiglia di fare queste indagini in centri particolari? E’ opportuno effettuare queste analisi in centri specializzati per prelievo ed analisi.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Oggi parliamo di amniocentesi</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[amniocentesi]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ esami prenatali]]></category><ame:pubDate>Mar, 18 Ott 2011 19:54:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Per capire qualcosa di più sull’amniocentesi, abbiamo intervistato il Dott. Antonio Novelli, Coordinatore Nazionale del Gruppo di Lavoro di Citogenetica SIGU (Società Italiana di Genetica Umana).Professor Novelli, in cosa consiste l’amniocentesi?L’esame consiste nel prelievo di una piccola quantità del liquido amniotico che avvolge il feto. Questo liquido contiene cellule (amniociti), che provengono direttamente dal feto e che possono essere analizzate in laboratorio.Prima di effettuare il test, si esegue un esame ecografico, per stabilire la datazione della gravidanza e definire la posizione del feto e della placenta. Di solito, per eseguire questa indagine, non è necessario che la madre mantenga la vescica piena.La cute sovrastante l’area dell’utero viene pulita con una soluzione antisettica. Successivamente, si introduce nell’utero un ago sottile e si preleva con una siringa un campione del liquido amniotico. Il campione viene poi inviato al laboratorio diagnostico. Durante il prelievo viene monitorata continuamente la posizione del feto e dell’ago. In rari casi, l’ostetrico non è in grado di acquisire una quantità sufficiente di liquido amniotico al primo prelievo e può essere necessario reinserire l’ago.In che momento della gravidanza può essere effettuata l’amniocentesi?Viene di solito eseguita tra la 16ma e la 18ma settimana di amenorreaQuale patologie del feto è in grado di diagnosticare?Si possono evidenziare sia patologie cromosomiche, come la sindrome di Down, e geniche, come la Fibrosi Cistica. Dipende dalle indicazioni.I risultati dell’analisi di solito danno informazioni solo riguardo il difetto per il quale era stato richiesto il test. Occasionalmente l’analisi può rivelare risultati riguardanti altri difetti, ma non c’è un’analisi generale per evidenziare tutti i difetti genetici. L'analisi dei cromosomi (cariotipo) oltre ad identificare una eventuale trisomia 21 (Sindrome di Down) può rivelare la presenza di altre anomalie cromosomiche, di numero o di struttura, compatibilmente con la risoluzione della tecnica.L'analisi può anche mettere in evidenza delle varianti che non necessariamente hanno conseguenze gravi per il bambino (ad esempio anomalie della struttura dei cromosomi, come delle traslocazioni bilanciate, di cui si può essere portatori sani).Il risultato verrà comunque discusso insieme in sede di consulenza genetica, per capire le eventuali implicazioni per la salute del bimbo o la necessità, in alcuni casi, di eseguire altre indagini di approfondimento per chiarire il significato dell'analisi.Quali rischi comporta per la donna e per il feto ?Anche se non si sa realmente perché accada, circa 1 donna su 200 (0.5%) potrebbe avere un aborto nei giorni successivi al prelievo di liquido amniotico. Non è associata ad altri effetti negativi sul bambino.E’ importante andare in un centro specializzato o “un posto vale l’altro”?È importante rivolgersi ad un centro che sia specializzato sia per il prelievo che per le analisi di laboratorio.A chi e’ consigliato fare l’amniocentesi?
- A donne di età uguale o superiore a 35 anni: il rischio di sindrome di Down e di altre anomalie cromosomiche aumenta infatti progressivamente con l’età materna (a 25 anni 1:1500; a 30 anni, 1:800; a 35 anni, 1:300; a 38 anni, 1:180; a 40 anni, 1:100; a 45, 1:30).
- A donne a potenziale rischio di patologia cromosomica, in particolare sindrome di Down, in base al risultato di una ecografia, che riveli, ad esempio, una anomala translucenza nucale (distensione della cute nella regione della nuca) o un’altra alterazione spesso associata ad una anomalia dei cromosomi.
- A donne che hanno avuto un problema genetico in una precedente gravidanza.
- A coppie che hanno avuto un neonato con sindrome di Down o che hanno una storia familiare positiva per malattie genetiche.- A donne nelle quali lo screening biochimico della gravidanza (triplo-test o simili) riveli un rischio di patologia cromosomica significativamente superiore rispetto a quello atteso in base all’età della donna.]]></description>  </item>  <item>
    <title>L’aumento del peso in gravidanza</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza]]></ame:section>
<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza/aumento-peso-gravidanza</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[peso]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><ame:pubDate>Ven, 14 Ott 2011 12:30:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />L’aumento del peso è spesso una questione delicata nel corso della vita di una donna; acquista poi una importanza particolare nel corso di una gravidanza.Dal concepimento in poi, infatti, la donna deve prestare molta attenzione ad avere un’alimentazione varia e ricca di sostanze nutritive senza però eccedere nell’apporto calorico. Un eccessivo apporto calorico infatti, non si tradurrebbe in alcun modo in benessere per la mamma e per il nascituro, come si credeva nelle generazioni precedenti, ma in un possibile danno sia per la mamma che per il feto. In una condizione ideale, la futura mamma dovrebbe arrivare all’inizio della gravidanza con un peso ottimale in modo da controllare al meglio il successivo aumento.Secondo la tradizione, tutta nostrana, una donna incinta doveva mangiare per due per persone, ovvero per sé e per il bambino. E’ stato accertato tuttavia che la donna non deve mangiare di più di prima ma “meglio di prima”.L’aumento di peso tollerato in gravidanza dipende molto dalla condizione di partenza della donna, se normopeso, o invece sottopeso e sovrappeso. Secondo le raccomandazioni dell’OMS, una donna normopeso dovrebbe mantenersi tra i più nove chili e i più dodici chili, da prendere a partire dal terzo mese di gravidanza; una donna sovrappeso invece dovrebbe mantenersi tra i sette e i nove chili; una sottopeso tra i dodici ed i diciotto chili. E’ ovvio che queste sono indicazioni di massima e che per qualunque dubbio bisogna parlarne al ginecologo di fiducia.Ciò che è importante è acquisire la consapevolezza che il controllo settimanale del proprio peso contribuisce ad avere una gravidanza serena e senza particolari difficoltà. Infatti, un aumento eccessivo di peso può aumentare i rischi di complicazioni come il diabete, l’ipertensione, un parto più complicato, disturbi della circolazione. Per non parlare poi delle difficoltà di ritornare in forma dopo il parto. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;]]></description>  </item>  <item>
    <title>Le ecografie in gravidanza</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[ecografia]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><ame:pubDate>Ven, 07 Ott 2011 16:35:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />L’ecografia è un esame non invasivo, né doloroso o in qualche modo pericoloso, che permette di “guardare” dentro la pancia della futura mamma.Dopo aver cosparso la pancia con un particolare gel, il medico vi poserà un’apposita sonda che emette delle onde sonore a bassa energia, gli ultrasuoni, che attraversano la pancia della mamma, incontrano la placenta ed il feto, e producono un suono. Il suono viene tradotto in un’ immagine che verrà proiettata su uno schermo.Spesso le immagini che si vedono proiettate sullo schermo sono di difficile comprensione per il papà e la mamma che le guardano, ma il medico che si occuperà di voi sarà perfettamente in grado di distinguere i &nbsp;vari organi del feto, il cranio, le manine, il cuore e via dicendo. La funziona dell’ecografia, infatti, è proprio quella di guardare dentro la pancia della futura mamma e verificare che ci sia un corretto accrescimento del feto, in base all’epoca gestazionale, nonché a rilevare alcune eventuali malformazioni. Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le donne che conducono una gravidanza definita “a basso rischio” (ovvero senza particolari problemi di salute della mamma individuati sulla base dell’anamnesi patologica ed ostetrico ginecologica remota ed attuale, come l’obesità o un’età superiore ai quarant’anni) non dovrebbero effettuare più tre ecografie nel corso della gravidanza. In particolare, secondo l’OMS, una prima ecografia andrebbe effettuata nel corso del primo trimestre di gestazione, entro la tredicesima settimana e serve a verificare, tra l’altro, l’età del feto mediante la misurazione della circonferenza cranica, la corretta collocazione della placenta, un’eventuale gravidanza gemellare; una seconda ecografia va effettuata tra la diciannovesima e ventunesima settimana di gestazione (ovvero tra il quarto ed il quinto mese), soprattutto per verificare il pieno e corretto accrescimento del feto, ed una terza ed ultima ecografia nel corso del terzo trimestre.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Yoga in gravidanza</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[yoga]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ maternità]]></category><category><![CDATA[ travaglio]]></category><ame:pubDate>Sab, 24 Set 2011 22:54:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Lo Yoga è consigliato a tutte le donne in gravidanza perché favorisce lo sviluppo di una profonda conoscenza corporea che normalmente si tende a tralasciare ma che proprio in gravidanza è importantissima.Manuela Cellini – insegnante Hata Yoga della FIY, specializzata nell’insegnamento yoga premaman e nell’insegnamento ai bambini – ci ricorda che in gravidanza la donna è avvolta da cambiamenti molto forti e violenti che possono arrecare non pochi disagi di tipo fisico e psicologico. Con la pratica dello Hata Yoga si può raggiungere una conoscenza corporea che facilita l’armonia tra corpo e mente: ascoltando il corpo si arriva alla mente e si rilassano entrambi. La percezione rilassata di tutti i movimenti, attraverso la respirazione yogica (il respiro è lo strumento della conoscenza) consente di far rilassare il corpo e, con lui, la mente. Questo rilassamento aiuta a gestire anche le emozioni negative, ad affrontare le mille paure della gravidanza. Lo sconforto per il mutamento fisico, l’accumulo fisiologico di grasso, soprattutto in questi tempi in cui l’aspetto fisico sembra contare più di ogni cosa, può essere difficile per una donna. Comunicare con il proprio corpo, ed imparare a conoscerlo attraverso lo yoga, permette di affrontare questi mutamenti con maggiore serenità.La pratica dello Hata yoga permette anche di alleviare alcuni disturbi fisici, tipici della gravidanza.Spesso, si soffre di acidità o di reflusso a livello gastrico: con la respirazione profonda, il diaframma scende su e giù facendo un massaggio a livello addominale, alleviando o eliminando i disturbi. Allo stesso modo, la respirazione yogica è di grande aiuto per chi soffre di costipazione. Così anche il mal di schiena, che affligge molte donne nel corso della gravidanza, può essere alleviato o superato con alcune posizioni yoga mirate proprio ad alleviare i fastidi lombo sacrali. Anche i fastidi alle gambe, che spesso in gravidanza diventano pesanti, anche a causa della ritenzione idrica possono essere alleviati con ben mille posizioni. E i benefici – assicura Manuela – si sentono subito. &nbsp; &nbsp;Praticare lo yoga nel corso della gravidanza è anche un prezioso aiuto per vivere la fine della gravidanza ed in particolare il travaglio in modo naturale e consapevole.Manuela ci ha spiegato che, in qualche modo, il travaglio può essere considerato uno stato meditativo. Durante il travaglio, la donna dovrebbe essere concentrata su se stessa: più la donna è in grado di isolarsi da ciò che accade intorno a lei, più sarà in grado di vivere in modo naturale e soddisfacente il suo parto. Durante questa fase, il corpo deve essere liberato da ogni possibile contrazione, lasciato andare. Ebbene, la respirazione profonda che si pratica con lo yoga è lo strumento principale per raggiungere questo benessere pisco-fisico.]]></description>  </item>  <item>
    <title>La consulenza genetica prenatale, quando farla?</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[genetica]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ nascita]]></category><ame:pubDate>Mar, 20 Set 2011 11:04:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Cos’è la consulenza genetica prenatale e a cosa serve? Ce lo spiega la Dottoressa Marta Bertoli, Medico genetista UOSD di Genetica Medica - Ospedale San Pietro FBF, Roma. In generale, la Consulenza Genetica è un atto medico che ha lo scopo di informare un paziente a rischio per una malattia genetica, o i suoi familiari, sugli aspetti medici e genetici (diagnosi), sulla probabilità di svilupparla e/o trasmetterla ai propri figli (calcolo del rischio), sul decorso e sulle possibilità di prevenzione e/o di terapia. In gravidanza, può essere richiesta, quindi, in caso di figli o altri parenti affetti da condizioni genetiche o in caso di anomalie ecografiche riscontrate durante la gravidanza, ma anche solo per chiedere informazioni sulle diverse possibilità di eventuali test di screening o di diagnosi prenatale.In cosa consiste la Consulenza Genetica Prenatale?La Consulenza Genetica è un intervento strettamente integrato con la Diagnosi Prenatale e con le indagini di laboratorio che possono essere eseguite in questo contesto. Durante il colloquio di Consulenza Genetica Prenatale, dopo aver raccolto tutte le informazioni cliniche disponibili ed aver ricostruito con la coppia la storia familiare, vengono valutati diversi aspetti:- l'indicazione all'analisi, ovvero: esiste un rischio aumentato rispetto a quello della popolazione generale, che giustifichi un'indagine invasiva?- la tecnica più indicata per ottenere un campione di tessuto fetale per l'analisi (villocentesi, amniocentesi o cordocentesi) ed i rischi ad essa correlati.- l'iter diagnostico più appropriato (il tipo di analisi disponibili, i tempi necessari per la risposta, l'eventuale necessità di approfondimenti sui genitori per comprendere i risultati ottenuti dall'indagine sul feto, la sensibilità e la specificità dell'indagine).Quali accertamenti ulteriori può comportare?In alcuni casi, per chiarire un quadro clinico, possono essere richieste dal medico indagini aggiuntive (analisi del sangue, ecografie, visite specialistiche o altro). In seguito, quando la diagnosi è chiara ed il rischio per la gravidanza della coppia esiste, potrà essere proposta una diagnosi prenatale per indagini mirate sul feto. Gli accertamenti possono richiedere tempo. Quando è possibile, quindi, l'ideale è richiedere una consulenza genetica anche prima di affrontare una eventuale gravidanza, anche per poter discutere con la calma necessaria le possibili scelte correlate alla diagnosi ed al rischio.]]></description>  </item>  <item>
    <title>La prima visita ostetrica</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ ostetriche]]></category><category><![CDATA[ controllo]]></category><category><![CDATA[ ginecologo]]></category><ame:pubDate>Ven, 09 Set 2011 21:43:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />La prima visita ostetrica serve a capire il tuo stato di salute generale e a verificare se sei in condizione di affrontare la gravidanza senza particolari problemi o se, invece, è opportuno da subito prendere alcune precauzioni. In particolare, il ginecologo ti chiederà informazioni sulla tua storia di salute e quella della tua famiglia, per verificare la preesistenza di particolari malattie, come il diabete, forme di anemia, malattie dell’apparato endocrino o di altro tipo. Verificherà poi lui stesso, consigliandoti eventualmente di rivolgerti ad un esperto di fiducia per approfondimenti, i rischi cromosomici o genici.Il ginecologo controllerà poi il tuo peso e ti inviterà a non prendere più di un certo numero di chili, a seconda del tuo peso attuale e della tua struttura fisica, in genere per le donne normopeso, è opportuno non prendere mai più di 9 o 12 chili per tutta la gravidanza. Ti raccomanderà di seguire delle regole base: di mangiare in modo sano e nutriente ma leggero, privilegiando verdure e frutta di stagione, carni bianche e pesce, di evitare alcolici o comunque ridurli al massimo, di evitare il fumo, ridurre o eliminare del tutto il consumo di caffè. Il ginecologo ti prescriverà anche di fare alcune analisi del sangue per identificare il tuo gruppo sanguigno ed il fattore Rh ed altre, volte a controllare se già hai avuto alcune malattie come la rosolia (il rubeo-test), se sei immunizzata contro &nbsp;la toxoplasmosi (il toxo-test), la quantità di emoglobina e di globuli bianchi e rossi nel sangue (emocromo), la quantità di glucosio (glicemia), il funzionamento del fegato (bilirubina e transaminasi), una eventuale carenza di ferro (sideremia e transaminasi) le quantità di ossigeno ed azoto presenti nel sangue (azotemia e creatinemia), nonché le analisi complete delle urine. Il tuo medico verificherà poi con estrema cura la posizione, la dimensione e la consistenza dell’utero, nonché la pressione. Ti consiglierà, secondo le linee guida dell’Oms l’assunzione di acido folico nel corso dei primi tre mesi di gravidanza.La cosa più importante è poi che tu possa sciogliere molti dei dubbi e delle preoccupazioni che assalgono ogni mamma alla sua prima gravidanza: devi poterti sentire libera di domandare qualunque cosa al tuo medico, dai farmaci da assumere allo sport da poter fare, a dubbi sui rapporti sessuali in gravidanza. La scelta del ginecologo è quindi molto importante e deve essere fatta valutando oltre che la sua competenza “tecnica” anche la sua disponibilità ed umanità. &nbsp;]]></description>  </item>  <item>
    <title>La depressione dopo il parto</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[depressione post partum]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><category><![CDATA[ baby blues]]></category><ame:pubDate>Mar, 06 Set 2011 13:19:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Oggi parliamo di un male ben più grave dele baby blues, la depressione post partum che si manifesta dopo tre o quattro settimane dal parto e tende ad accentuare le sue manifestazioni nelle settimane successive.Il Professor Roberto Pani, Professore di Psicologia Clinica presso l’Università di Bologna ci ha spiegato cosa accade nella donna: “una volta che la mamma ha partorito, comincia a sentire la preoccupazione di essere inadeguata e non capace nel portare avanti una crescita sana e che il bambino riveli e - per cosi dire - rispecchi i difetti di lei donna/madre. Inoltre può non sentirsi più bella, non in forma come prima, può sentirsi sola, specialmente se il partner e’ un po’ assente o non di grande supporto. Questa madre non può &nbsp;più sentirsi la figlia di una volta, perché ora è lei una madre, irreversibilmente”.Come intervenire e in quanto tempo si riesce ad uscire dal “tunnel”? Il Professor Pani ci ha spiegato che “normalmente la malattia può durare circa un anno, ma la situazione in qualche caso si potrebbe aggravare poiché alcune insicurezze latenti della donna-madre possono acutizzarsi in concomitanza dell’evento maternità e sommarsi”.Quanto poi ai sintomi tipici che accompagnano la malattia, alcune madri possono soffrire di apatia, disperazione, anoressia, insonnia o ipersonnia stati confusionali, pianto improvviso, disinteresse per il bambino, angoscia di danneggiare il bambino e se stessa, euforia e melanconia in continua oscillazione, aggressività e violenza, sadismo e masochismo. “Inoltre, non sono rari stati psicotici perché i problemi di separazione del parto possono riacutizzare angosce primitive che riguardano aspetti del Sé primitivo, cioè del senso dell’essere completamenti soli e abbandonati e non sentire di farcela a tirare avanti”.
Cosa può fare chi sta vicino ad una persona affetta da depressione post-partum? Il Professor Pani ci ha ribadito che è importante “proprio essere vicino e non svalorizzare la sofferenza che realmente la madre prova”. E’ però anche necessario “correre ai ripari, cioè a cure farmacologiche e psicoterapeutiche. Il più delle volte con una buna cura la situazione dopo un po’ di tempo si normalizza, ma la cura e’ tempestivamente necessaria”. ]]></description>  </item>  <item>
    <title>La tristezza dopo il parto</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza/tristezza-parto-baby-blues</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[depressione post partum]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ baby blues]]></category><ame:pubDate>Dom, 28 Ago 2011 11:07:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Ci si vergogna un po’ a parlarne perché si pensa che alla nascita di un figlio si debbano accompagnare sempre e solo sentimenti positivi, di gioia e di entusiasmo. Si pensa, insomma, che una mamma in salute che ha appena partorito debba solo essere felice e contenta, sempre con un sorriso smagliante da un lato all’altro della bocca. Eppure ad alcuni giorni dal parto, in genere tre o quattro, ad una donna su tre capita di sentirsi triste ed emotivamente in difficoltà. Ci si alza già stanche la mattina con l’impressione di non farcela, spesso è sufficiente sentire parlare di un evento triste, o di una persona cara che non c’è più, per scoppiare improvvisamente in lacrime, magari in compagnia degli amici o dei conoscenti in visita. Cambiare il pannolino può sembrare un compito difficile, l’allattamento un’attività che richiede una specializzazione, ci si sente irritabili. Spesso le donne si vergognano di questo stato e non ne parlano con nessuno. Eppure è tutto normale e fisiologico ed una delle prime cose da fare è proprio parlarne, con il proprio compagno e con il proprio medico di fiducia. Questo stato d’animo, chiamato baby blues, dipende da tanti fattori, primo fra tutti lo sconvolgimento ormonale che si accompagna alla fine della gravidanza ed alla nascita del bambino. E’ uno stato in genere più frequente nelle primipare, che si trovano improvvisamente sole ad affrontare le nuove responsabilità che comporta la crescita di un figlio. Da non confondere con la vera e propria depressione post partum un male ben più grave, che compare ad un mese circa dal parto e per il quale è necessario un preciso intervento medico, i sintomi del baby blues scompaiono spontaneamente nel giro di una settimana circa, quando gli ormoni si stabilizzano. E’ molto importante però condividere quello che si prova, con il proprio compagno ed il proprio medico, senza vergogna, e tutto tornerà dolcemente al suo posto.]]></description>  </item>  <item>
    <title>I libri da avere in gravidanza</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[libri]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ allattamento]]></category><ame:pubDate>Sab, 13 Ago 2011 10:48:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />1. Appena rimaste incinta, tutto quello che ancora non sapete ma volete sapere, lo trovate nel libro di Jordan, “Gravidanza, manuale di istruzioni” (ed. Kowalski), un vero e proprio manuale di istruzioni per capire cosa fare, come farlo e soprattutto perché farlo. Da tenere sul comodino (al posto del Kamasutra, solo per qualche tempo).2. E’ divertente tenere un diario aggiornato dei nove mesi della gravidanza. E’ un tempo lungo che, però, passa molto in fretta e si dimentica in poco tempo. Annotare tutto quel che succede giorno per giorno su un diario bianco o su questo, tutto speciale per donne incinte (Harris C., “Il diario della gravidanza”, ed De Agostini) è divertente e conserva in memoria anche quello che voi dimenticherete!3. C’ è poi un libro utilissimo per le mamme che vogliono allattare (W e M Sears, “Allattamento e svezzamento”, ed. RED.) Spesso, purtroppo, si esce dall’ospedale senza saperne molto e lo sconforto può prendere il sopravvento. Una guida utile per spiegare in modo semplice un evento del tutto naturale, ma che va spiegato.4. Il desiderio di tornare in forma, dopo la gravidanza, colpisce quasi tutte le donne - tranne poche, fortunatissime, donne che non sanno cosa siano i chili di troppo e la cellulite. Un manuale per tornare in forma in modo intelligente Scalvini, Tosco, “In forma dopo la gravidanza”, ed. De Agostini!5. Un “must have” per tutte le mamme. Che siate al primo figlio o al secondo, o addirittura al terzo figlio non importa, un piccolo aiuto per capire cosa succede al vostro bambino può essere sempre utile. Come fossero dei racconti, le storie di tutti i giorni di alcuni bimbi, per evidenziare i famosi &nbsp;“touch point” (Brazelton, “il bambino da 0 a 3 anni”, ed. Rizzoli)6. Esaltato, poi contestato e infine riportato in auge. La versione rivista del noto manuale del Dottor Spock, è un must have per ogni mamma (Spock, “Il bambino da 0 a 3 anni, come si cura e come si alleva”, ed. Vallardi). Da rielaborare, secondo l’esperienza di ciascuna, contiene moltissime informazioni utili. ]]></description>  </item>  <item>
    <title>Sei incinta, chi è il tuo primo confidente? </title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza/test-gravidanza-compagno-mamma-amica</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[test]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ marito]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ amiche]]></category><ame:pubDate>Ven, 29 Lug 2011 23:44:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/sei-incinta-a-chi-l-hai-raccontato/l-ho-detto-alla-mia-mamma/66507669-2-ita-IT/L-ho-detto-alla-mia-mamma_dm4ar-v.jpg" alt="Gravidanza" /><br />Hai appena fatto il test di gravidanza ed è positivo, sei incinta: a chi lo dici per primo? Alla tua mamma, a tua nonna, alla tua amica del cuore, al tuo capo o al tuo “Lui”? E come glielo dici? Per sorridere insieme sotto l’ombrellone, sei profili semi seri di future “mamme moderne”.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Lo stile di vita in gravidanza, le regole base</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ sigarette]]></category><category><![CDATA[ caffè]]></category><category><![CDATA[ acqua]]></category><ame:pubDate>Gio, 28 Lug 2011 14:02:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/lo-stile-di-vita-in-gravidanza/solo-un-brindisi/66500539-2-ita-IT/Solo-un-brindisi_dm4ar-v.jpg" alt="Gravidanza" /><br />Avete appena scoperto di essere incinta, non state nella pelle... conoscete quali sono gli stili di vita da correggere subito e i must have dei prossimi nove mesi?]]></description>  </item>  <item>
    <title>Sai occuparti del tuo “lui” anche con il pancione?</title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[pancione]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ lui]]></category><ame:pubDate>Mer, 27 Lug 2011 11:32:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/anche-con-il-pancione-sai-occuparti-del-tuo-lui/massaggio/66495163-2-ita-IT/Massaggio_dm4ar-v.jpg" alt="Gravidanza" /><br />Lo sapevate che quando una donna resta incinta, spesso si concentra tanto sul bambino in arrivo che si “dimentica” di coccolare il suo compagno? Qualche idea per non trascurare il tuo lui.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Sono incinta e il mio corpo sta cambiando </title><ame:section_name><![CDATA[Gravidanza]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/Gravidanza/corpo-gravidanza-cambiamenti</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[corpo]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ donna]]></category><ame:pubDate>Lun, 25 Lug 2011 13:00:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/il-mio-corpo-cambia/il-mio-seno/66487289-2-ita-IT/Il-mio-seno_dm4ar-v.jpg" alt="Gravidanza" /><br />“Aiuto, il mio corpo si sta trasformando!” Siete incinta e da subito “sentite” che qualcosa dentro di voi sta cambiando, ma &nbsp;- all’esterno - come cambia il vostro corpo? Le principali trasformazioni visibili del tuo corpo in gravidanza.]]></description>  </item></channel>
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