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<title>Donna Moderna - Maternità e lavoro</title><link>http://www.donnamoderna.com/mamme/maternita-e-lavoro</link>
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	<title>Donna Moderna - Maternità e lavoro</title>
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    <title>Mobbing e maternità, come difendersi</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mobbing]]></category><category><![CDATA[ maternità]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><ame:pubDate>Mar, 07 Feb 2012 21:05:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Il mobbing sul posto di lavoro è un fenomeno molto diffuso tra le donne: le più colpite sono le mamme che rientrano al lavoro dopo l’assenza per maternità.Per capire qualcosa di più abbiamo intervistato l’avvocato Alessandro Manno, esperto in diritto del lavoro e della previdenza sociale, con una bella esperienza in cause di mobbing.Avvocato Manno, cosa si intende per “mobbing”?Il fenomeno del mobbing può avere diverse sfaccettature: demansionamento, privazione di mansioni, ed altre figure che possono incidere sulla persona ma che possono avere un intento demobizzante oppure no. &nbsp;L’intento del mobbing è quello di “escludere” la persona. Il termine è di origine etologica: in origine si usava per indicare gli animali che vengono esclusi dal gruppo di appartenenza. Quando il mobbing si verifica nel lavoro, che è un aspetto molto importante nella vita di ciascuno di noi, ha delle ripercussioni molto pesanti sulla persona. L’art. 2087 del c.c. dice che il datore deve tutelare anche la personalità morale. I fenomeni di mobbing si possono verificare sia a livello verticale che orizzontale, tra colleghi di pari livello che pongono in essere atti di vessazione, scherno, esclusione e quelli verticali, in cui l’azienda è attrice. Purtroppo i fenomeni di mobbing sono premeditati per far cedere il destinatario e farlo dimettere.E’ vero che i fenomeni di mobbing molto spesso colpiscono le donne che rientrano al lavoro dopo la maternità?Sì. Purtroppo il mobbing è un fenomeno che capita, a tutti i livelli, molto spesso in coincidenza con la maternità. Dalla mia esperienza, peraltro, le aziende non si fermano nemmeno dinnanzi ai livelli alti. Gli strumenti in genere sono questi: come una donna torna al lavoro dopo la maternità le vengono affidate nuove mansioni, anche se prima era brava in quello che faceva. Questo è disorientante. La donna subisce un senso netto di cambiamento di prospettiva e non si sente in linea con l’attività lavorativa. Ai livelli più alti, un altro sistema è quello di rilasciare valutazioni negative, in questo modo ti affossano e ti fanno capire che non si cresce più. Avvilisce le donne. Non è facile replicare a queste valutazioni. Ciò che ha maggior impatto sulla donna è il senso di un ambiente ostile che manda chiari segnali di scarse possibilità di sopravvivenza. Il messaggio è : “non sei gradita” e non è bello sentirselo dire. Tutto è finalizzato a far dare le dimissioni.Cosa si può fare ?Purtroppo quando i fenomeni di mobbing coincidono con il rientro dalla maternità le clienti si sentono con le gambe tagliate, perdono capacità di reazione. E’ un meccanismo perverso, si deprimono molto perché, in fondo, si sentono colpevoli. La reattività è ridotta a zero. Molte non vanno dall’avvocato, non chiedono aiuto. Bisogna reagire, affilare &nbsp;i denti. Il meccanismo è perverso: più vieni “mobbizzata”, &nbsp;più reagire diventa difficile. Consiglio di parlarne con chi può aiutare: in famiglia, con un avvocato, trovare un valido sostegno per uscirne, dare una &nbsp;forma al disagio. Il contesto normativo ha gli strumenti che consentono di tutelare la donna ma la sensazione è che le donne non abbiano il coraggio di reagire. Spesso donne di talento cedono, danno le dimissioni e si rifugiano nella famiglia ma poi si sentono perse.Avvocato Manno, per quale ragione molte aziende “colpiscono” le donne che rientrano al lavoro dopo la maternità? E’ oggettivo che per molte aziende è più importante la quantità che la qualità della vita lavorativa. La presenza fisica è considerata più importante della capacità che le donne sviluppano di produrre lavoro di qualità con assenze fisiologiche per malattia del figlio. E’ un limite dell’impostazione produttiva delle aziende. Però il valore sociale della maternità andrebbe capito e sostenuto.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Tagesmutter, una guida completa</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[lavoro]]></category><category><![CDATA[ maternità]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><ame:pubDate>Sab, 21 Gen 2012 20:53:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/maternita-e-lavoro2/tagemuter/essere-una-tagesmutter/67630257-2-ita-IT/Essere-una-TAGESMUTTER_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Una guida completa su come diventare tagesmutter, ovvero essere mamme e lavorare, occupandosi di bambini da 0 a 36 mesi.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Marte Alexander, mamma campionessa</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[maternità]]></category><category><![CDATA[ sport]]></category><category><![CDATA[ famiglia/figli]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><ame:pubDate>Lun, 16 Gen 2012 21:27:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/maternita-e-lavoro2/marte-alexander-mamma-campionessa/marte-alexander-la-chiamata-in-nazionale/67592515-2-ita-IT/Marte-Alexander-la-chiamata-in-Nazionale_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Un' intervista a Marte Alexander, campionessa di basket, membro della Nazionale italiana di basket e mamma del piccolo Anthony.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Mamme insoddisfatte, forse.</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[maternità]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 13:52:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Le mamme italiane sono soddisfatte?Da una ricerca appena pubblicata dall’Istituto Nazionale di Statistica (“La conciliazione tra lavoro e famiglia”) emerge che solo il 55% delle mamme italiane, di età compresa tra i 25 ed i 54 anni lavora fuori di casa.Tutte le altre, si dedicano alla famiglia, alla cura della casa, dei figli e delle persone anziane.Non solo, più sono i figli, meno le mamme partecipano al mercato del lavoro.Dall’altra parte, i padri italiani, sempre di età compresa tra i 25 e i 54 anni – e genitori di almeno un figlio di quindici anni che coabita - risultano occupati al 90,6%.La differenza, tra mamme e papà, è notevole.Pare indiscutibile che, in Italia, il ruolo di chi fornisce il reddito principale della famiglia spetta ancora al padre mentre la cura della famiglia spetta alle mamme. Nulla di nuovo insomma.La domanda è, però, se le mamme e i papà sono contenti così. Perché, al di là delle statistiche e delle polemiche, quel che conta è che le mamme siano soddisfatte e i papà pure …La risposta sembra “ni”.Gli unici ad apparire mediamente soddisfatti del loro equilibrio famiglia-lavoro sembrano i papà.Per quel che riguarda le mamme, pare che, quasi la metà di quelle (pochissime) che lavorano a tempo pieno, vorrebbero avere più tempo da dedicare alla cura dei figli e della famiglia. Quindi sono parzialmente insoddisfatte.Le più contente sembrano invece le mamme che lavorano “part-time”: paiono abbastanza appagate della loro organizzazione del tempo, senza desiderare di modificarlo, almeno più di tanto. Attenzione, però, la maggior parte di queste mamme non intravede nemmeno la possibilità di aumentare il tempo di lavoro extra-domestico perché i carichi familiari risultano così pesanti che sarebbe impossibile dedicare più tempo al lavoro...Infine, le mamme tra i 35 e 45 anni che non lavorano, con bimbi piccoli di età prescolare o che frequentano la scuola elementare che desidererebbero lavorare se riuscissero a trovare dei sostegni. &nbsp;Il report dell’ISTAT purtroppo non ci dice nulla di nuovo: speriamo solo che per il 2012 qualcuno si occupi un po’ di più di sostenere le donne, che sono mamme ma anche ottime lavoratrici.Nel frattempo, un proposito tutto nostro per l’Anno nuovo: le fatiche e gli ostacoli che il mondo del lavoro propone sono tantissimi, cerchiamo però di mettercela tutta, organizzarci di più, prendere tutto l’aiuto che possiamo e mettere nel mondo del lavoro il nostro femminile, forse solo così riusciremo a conciliare, un giorno, il lavoro con la famiglia.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Che fine ha fatto il matrimonio? </title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mamma]]></category><category><![CDATA[ papà]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 13:16:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Il matrimonio lampo di Sinead O’Connor ha fatto notizia. La cantante irlandese, madre di quattro figli, si è sposata l’otto dicembre a Las Vegas con &nbsp;Barry Herridge, terapista conosciuto on-line tre mesi prima delle nozze. Dopo circa diciotto giorni di matrimonio, i due hanno divorziato.Sembra fantascienza, eppure accade a persone reali.Nel nostro paese i matrimoni-lampo non esistono perché la procedura per separarsi, e poi divorziare, è piuttosto lungo e farraginosa. Però le coppie e le famiglie “scoppiano” sempre più spesso, anche da noi.Da una ricerca dell’Istituto Nazionale di Statistica[1] emerge che le coppie coniugate con i figli, ovvero la classica, tradizionale, famiglia italiana, rappresenta ormai solo una piccola percentuale delle famiglie nostrane. Forse il modello di riferimento è un po’ in crisi.Per effetto delle separazioni e dei divorzi, sempre più frequenti - in Italia negli ultimi anni c’è stato un incremento di circa il 3,4 % delle separazioni e del 7,3% dei divorzi - sono in aumento le nuove “forme familiari”.Così vengono chiamate le “libere unioni”, ovvero le coppie di fatto, i “single non vedovi” ovvero coloro che non sono in coppia per caso o per scelta, ma non per vedovanza e, forse, anche gli inguaribili playboy, “le famiglie ricostituite coniugate” (ovvero le famiglie composte da genitori divorziati e con figli nati dal precedente matrimonio), “le madri sole non vedove” e i “padri soli non vedovi” (single con figli).Aumentano le convivenze prematrimoniali, aumentano i “pendolari della famiglia”, aumentano mamme e papà single. Tutto questo può piacere o no, può essere condivisibile o meno ma la domanda è un’altra: cosa ne è dei figli?Quel che conta forse non è tanto la forma che assume la famiglia ma che i figli &nbsp;crescano comunque nell’amore e nel rispetto: si sa che quando c’è una crisi, quelli che pagano il prezzo più alto sono loro. 
[1] “Come cambiano le forme familiari”, ricerca Istat pubblicata il 15 settembre 2011]]></description>  </item>  <item>
    <title>Le più belle coppie di mamma e papà</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mamma]]></category><category><![CDATA[ papà]]></category><category><![CDATA[ genitori]]></category><category><![CDATA[ famosi]]></category><ame:pubDate>Gio, 29 Dic 2011 15:49:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/maternita-e-lavoro2/mamma-e-papa-belli-e-famosi/kim-rossi-stuart-e-ilaria-spada/67525213-1-ita-IT/Kim-Rossi-Stuart-e-Ilaria-Spada_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Ecco la top six delle nostre più belle coppie “mamma e papà” 2011.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Sai dire “no” al tuo capo?</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[maternità]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><category><![CDATA[ psicologia]]></category><ame:pubDate>Mar, 20 Dic 2011 21:34:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />A chi non è mai capitato? Ad ogni lavoratrice mamma, o anche solo lavoratrice, sarà capitato ad un certo punto lo sgradevole incidente: non sapere come dire “no” al proprio capo. Anche quando vi chiede qualcosa che proprio non potete fare, anche se avevate già programmato di partire per le ferie quella settimana, anche se quel compito lì, che vi viene chiesto, spetta al vostro collega che poi all’ultimo si tira sempre indietro. Anche se, magari, voi dovevate passare il pomeriggio con i vostri bambini.Il Professor Roberto Pani, psicologo clinico e psicoanalista a Bologna, ci ha spiegato perché “dire no” al proprio capo è spesso difficile e come si può fare, per imparare.Professor Pani, perché è così difficile dire di “no” al proprio capo? Qual è il “meccanismo” sottostante?Bisogna riferirsi alle rappresentazioni interne della donna che corrispondono ai suoi vissuti, quelli che riguardano le figure autorevoli. Se, nell’antica situazione della famiglia di origine, il padre era stato vissuto con grande reverenza - ed in particolare dalla madre che lo valorizzava, ma anche temeva di non accontentare il marito - la figlia può aver mantenuto questa dinamica materna che si traspone in figure che nel mondo del lavoro sono considerate autorevoli e a volte autoritarie.Le donne che non sanno dire di no al proprio capo, hanno più difficoltà in genere a dire di “no”, al partner o ai figli?Si, tale tendenza di quel tipo di donna a sentirsi dipendente dalle figure autoritarie maschili e timorosa di deluderle, può essere spostata anche sui partners e altre figure che ricordano, con il loro atteggiamento, l’autorità maschile. Meno sui figli, ma qualche volta, anche su di loro.Perché, spesso, è più difficile dire di “no” per le donne che per gli uomini? Penso che dipenda da un’antica cultura che oggi noi chiameremmo: maschilista, o omocistica. Gli uomini, in buona fede, spesso si sentono eredi di un potere che privilegia la competitività e al limite, la sfida, molto poco la sottomissione. Succede però che questi atteggiamenti dell’uomo, spesso trionfanti, nascondano, tuttavia, un’angoscia di castrazione, quella di cui parla Signumd Freud. Tale angoscia riguarda particolarmente l’uomo che teme di essere umiliato nel suo orgoglio maschile: qualche volta molti giovani tremano quindi davanti alle figure autoritarie. Complessivamente sono più le donne che proiettano i loro vissuti di fragilità, con rassegnazione, verso l’autorità del capo, ma anche gli uomini, pur essendo in numero inferiore, non sono da trascurare circa la paura di dire di no all’autorità.Professor Pani, si può imparare a dire di no? Cosa può consigliare ad una donna che non sa dire di “no” al suo capo? Di tener conto che non sarebbe in atto una sfida, ma l’espressione di un proprio desiderio legittimo che non prevede rivalità, ma si tenterebbe solo di esprimere onestà. Se non me la sento, nessuno può obbligarmi a mentire, prima a me stessa. Si tratta quindi di distinguere il mio desiderio dal suo, quello del capo. &nbsp;L’onestà verso me stessa è in primo piano e così imparo a volermi bene. Penso naturalmente che questo no, implichi la considerazione secondo la quale, sul piano del lavoro, ci sia lo spazio per esprimere la propria preferenza. Non è insomma un “no” capriccioso oppure una risposta negativa reattiva alle imposizioni subite nel passato.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Dalla parte dei papà</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[maternità]]></category><category><![CDATA[ paternità]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Ven, 18 Nov 2011 17:17:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Abbiamo parlato dei diritti delle mamme che tornano al lavoro dopo una gravidanza. Oggi pensiamo ai neo-papà, che hanno voglia di occuparsi dei loro figli e di aiutare e sostenere le loro compagne nella ripresa del lavoro. I loro diritti sono quasi sostanzialmente equiparati a quelli delle neo-mamme. Per capire qualcosa di più, ci siamo rivolti all’Avvocato Stefano Canali de Rossi, esperto in diritto del lavoro e della previdenza sociale.Avvocato, che diritti hanno in Italia i neo-papà? Quali sono, in cosa consistono?Con riferimento all'astensione obbligatoria di cui é destinataria naturale la madre - e che é l'astensione per 5 mesi &quot;a cavallo del parto&quot;, solitamente due mesi prima e tre dopo il parto ovvero un mese prima e quattro dopo la nascita se lo richiede la madre - e se vengono attestate le sue buone condizioni di salute pre-parto - , il neo-papà può beneficiare di detta &nbsp;astensione obbligatoria in tutto o nella residua parte non goduta dalla madre soltanto quando (tassativamente) si verifichi una delle seguenti ipotesi: a) morte o grave infermità della madre; b) abbandono del bambino da parte della madre; c) affidamento del bambino al padre in via esclusiva. Durante detto periodo di astensione obbligatoria il padre lavoratore, percepisce un'indennità corrisposta dall'INPS e pari all'80% circa del trattamento economico normalmente percepito in corso di rapporto. In alcuni specifici settori , inoltre, i contratti collettivi di lavoro prevedono che il datore di lavoro debba integrare quanto erogato dall'INPS, fino a concorrenza di quanto spettante per l'intera retribuzione mensile. Esiste poi il diritto all'astensione facoltativa (altresì chiamata &quot;congedo parentale&quot;) che spetta ad entrambi i genitori , indistintamente e quindi anche al padre lavoratore.Al padre lavoratore spetta, nei primi tre anni di vita del bambino, per 6 mesi se non esercita il diritto la madre; detto termine é infatti da intendersi complessivo per entrambi i genitori, i quali possono liberamente chi tra i due usufruirà dell'astensione facoltativa, ovvero di utilizzarla entrambi nel limite massimo complessivo di 6 mesi, ovvero di non utilizzarla affatto. Durante questo periodo il genitore che ne usufruisce percepisce un'indennità dall'INPS pari al 30% della retribuzione giornaliera.Esiste anche per il papà un equivalente al permesso per allattamento di cui può beneficiare una neo-mamma? Il diritto ai riposi &quot;per allattamento&quot; di cui abbiamo parlato per le mamme poi al lavoratore-padre solo in questi casi:- il figlio é affidato solo a lui.- La madre non se ne avvale per scelta o perché é lavoratrice a cui non spettano (e cioè non spettano solo alla lavoratrice domestica o alla lavoratrice a domicilio).- La madre non é lavoratrice dipendente.- In caso di morte o di grave infermità della lavoratrice madre.Un papà, sotto un profilo rigorosamente giuridico, potrebbe quindi sostituirsi interamente ad una mamma nell’accudimento dei figli, beneficiando al suo posto di permessi e congedi?Si, il padre può effettivamente sostituirsi in toto alla lavoratrice madre, ma solo se ricorrono particolari condizioni, di cui ho detto rispondendo alla prima domanda, per quanto concerne l'astensione dei primissimi mesi ed i riposi.Dal quarto mese di vita del bambino  diciamo che un padre lavoratore potrebbe essere molto più vicino al bambino di quanto non sia la stessa madre, nel pieno rispetto del D.Lgs.vo 151/2001 (che non a caso si chiama &quot;Testo Unico delle disposizioni legislative di sostegno della maternità e paternità&quot;). &nbsp;]]></description>  </item>  <item>
    <title>Mamme e carriera, un binomio inconciliabile?</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[lavoro]]></category><category><![CDATA[ carriera]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Lun, 14 Nov 2011 14:02:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Quali sono i diritti di una mamma lavoratrice? Congedo di maternità, permessi per malattie dei bambini, allattamento…Come funziona? Cerchiamo di capirne qualcosa di più con l’aiuto del nostro esperto.Sono storie frequenti e purtroppo non isolate, quelle di mamme che rientrano al lavoro dopo la nascita di un figlio e subiscono una riduzione delle loro mansioni o pressioni di vario genere.Abbiamo chiesto all’avvocato Stefano Canali de Rossi, specializzato in diritto del lavoro e della previdenza sociale, di spiegarci qualcosa di più sui diritti delle mamme che rientrano al lavoro dopo la gravidanza .Avvocato Canali, una mamma che rientra al suo posto di lavoro dopo una gravidanza, ha diritto a “ritrovare” esattamente il posto che aveva prima di assentarsi?La mamma che rientra al lavoro dovrebbe a norma di legge (art. 56 D.Lgs. 151/2001) riacquisire il posto di lavoro che occupava prima dell'assenza fatta registrare per l'intervenuta maternità o comunque dovrebbe conservare mansioni sostanzialmente equivalenti a quelle svolte prima dell'evento che la ha tenuta assente dal posto di lavoro. Di fatto questa norma é sovente non osservata, anche se con riferimento alle piccole aziende é talvolta comprensibile da un punto di vista operativo che si vada a modificare una struttura per un'assenza di 8 o 9 mesi e che a seguito del nuovo assetto una volta rientrata la mamma, non sia comunque semplice restituire le medesime mansioni alla lavoratrice che ritorna al lavoro.Se però l'attribuzione di mansioni inferiori é manifesto, la lavoratrice potrà rivolgersi al Giudice del Lavoro, per riottenere o il medesimo posto di lavoro occupato in precedenza o un posto di lavoro presente nell'organico aziendale ed individuato pur sempre dal datore di lavoro e non direttamente dal Giudice, compatibile con la professionalità e quindi con lo sviluppo delle conoscenze di lavoro della lavoratrice stessa, oltreché richiedere un risarcimento del danno proporzionato alla durata del demansionamento stesso.Le mamme hanno diritto ad un congedo di maternità di 5 mesi, ma poi? Che strumenti ha una mamma a disposizione per restare più a lungo con i figli senza perdere il posto di lavoro? Dopo i 5 mesi di astensione obbligatoria, la neo mamma ha diritto all'astensione facoltativa (altresì chiamata &quot;congedo parentale&quot;) che spetta ad entrambi i genitori, indistintamente .Questo &nbsp;diritto spetta nei primi tre anni di vita del bambino, per 6 mesi complessivamente ad entrambi i genitori; (detto termine é infatti da intendersi complessivo per tutti e due i genitori, i quali possono liberamente scegliere chi tra i due usufruirà dell'astensione facoltativa, ovvero possono scegliere di utilizzarla entrambi nel limite massimo complessivo di 6 mesi, ovvero possono scegliere di non utilizzarla affatto.) Durante questo periodo temporale la mamma, o comunque il genitore che ne usufruisce, percepisce un'indennità dall'INPS pari al 30% della retribuzione giornaliera.Fino agli otto anni di vita del bambino, inoltre, e’ possibile usufruire di altri periodi di astensione facoltativa con alcune limitazioniAttenzione però, i mesi di astensione facoltativa usufruiti a partire dal quarto anno di vita del bambino (fino ovviamente all'ottavo anno, oltre non é possibile usufruirne ) danno diritto all'indennità economica del 30% della retribuzione giornaliera che viene percepita dall'INPS solo in presenza di limiti di redditi &nbsp;bassi specificati nella normativa.Esistono permessi di cui poter usufruire durante il periodo dell’allattamento?  Si, la lavoratrice-madre durante il primo anno di vita del bambino ha diritto ad usufruire di una o due ore di riposi al giorno (a seconda dell’orario di lavoro) - c.d. &quot;per allattamento&quot;: permessi che vengono retribuiti con un'indennità a carico dell'INPS.A rigor di diritto, “mamme e carriera” è un binomio inconciliabile? Mamme e carriera non può e non deve essere un binomio inconciliabile.Certo, carriere di vertice in aziende estremamente competitive che richiedono l'impegno del Manager per molte ore al giorno ed in via continuativa per quasi tutti i giorni della settimana sono certamente conciliabili &nbsp;con le essenziali funzioni della lavoratrice madre, sempreché quest'ultima sia una persona particolarmente determinata e dotata di un sistema nervoso di prim'ordine e di un'organizzazione familiare e personale che le consenta un rientro a pieno ritmo sul posto di lavoro senza che vi siano particolari contraccolpi psicologici sia per la mamma che per il bebè. Va pure aggiunto che non tutti siamo uguali e non tutte le lavoratrici madri sono disposte ad affrettare i tempi per un pronto rientro a pieno ritmo nella struttura aziendale, preferendo dedicare quanto più tempo possibile al &quot;mestiere più bello del mondo&quot; (quello appunto di mamma).]]></description>  </item>  <item>
    <title>Controcorrente: le mamme che hanno scelto di dedicarsi alla famiglia</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[carriera]]></category><category><![CDATA[ donna]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><category><![CDATA[ casalinga]]></category><ame:pubDate>Ven, 11 Nov 2011 15:25:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />E’ un dato ormai noto, che non suscita più nemmeno troppo clamore: dopo la nascita di un bimbo, e ancora più frequentemente, dopo la nascita del secondo figlio, molte mamme italiane smettono di lavorare. Le cifre parlano addirittura di una mamma italiana su dieci. Le cause, si sa, sono svariate: insufficienza degli asili nidi; assenza di strutture di sostegno e supporti necessari alle mamme lavoratrici; mobbing sul posto di lavoro e via dicendo.Oggi vogliamo parlare di tutte quelle mamme che invece, pur continuando a lavorare, hanno scelto di rinunciare alla loro carriera per dedicarsi ad un lavoro forse meno retribuito, forse meno affascinante, ma che gli permette di passare molto, ma molto più, tempo con i loro bambini.Abbiamo parlato con alcune di loro e quel che è emerso è che si tratta sempre di donne, istruite e preparate, che ritengono che lavorare debba essere un diritto per tutte: perché è necessario per l’economia della famiglia e perché è necessario per il loro equilibrio psico-fisico. Dichiarano però - senza remore - di voler fare le mamme, fino in fondo. Fare le mamme per loro significa avere del tempo per stare con i propri figli, riuscire a prenderli all’uscita di scuola e poi accompagnarli a fare lo sport, aiutarli nei compiti, insomma passare con loro il tempo che serve per stargli accanto, per crescerli, per non perderseli per strada.Se ci sono donne che hanno scelto liberamente di non avere figli anche per dedicarsi al lavoro, con la stessa intensità con cui ci si dedica ad una famiglia,ce ne sono altre che hanno deciso di rinunciare alla loro carriera per non perdere il loro femminile.Ci piacciono entrambe.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Sono anche una donna, non solo una mamma</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/mamme/maternita-e-lavoro]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[maternità]]></category><category><![CDATA[ mamma]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Gio, 27 Ott 2011 16:53:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Sono anche una donna: spesso me lo ricordo quando mi guardo al mattino, allo specchio, appena alzata, in quei cinque minuti di silenzio prima che cominci la corsa per uscire, vestire i bambini, fare colazione, andare a scuola e al lavoro.Mi guardo, mi trovo ancora bella ma…vedo la ricrescita! Orrore, mi ricordo così che ormai sono quasi 45, si, quarantacinque giorni, che non vado più dal parrucchiere e non ho preso nemmeno l’appuntamento dall’estetista. Che non faccio la pedicure da agosto, prima di partire per le vacanze, e non mi compro un paio di scarpe dai saldi di gennaio scorso. Per non parlare delle amiche. Non riusciamo a passare un po’ di tempo insieme da almeno un anno. &nbsp;Niente di drammatico, mi dico, basta riprendersi un po’ di tempo, almeno ogni tanto.Così mi sono programmata un week end tutto speciale, sapete perché speciale? Perché dedicato a me!La prima cosa che ho fatto è stato affidare le mie creature a mani, non sicure, ma sicurissime. Ovvero, li ho affidati contemporaneamente a mia mamma, alla tata, a mio marito. Ok, forse ho un po’ esagerato.. .ho anche pre-allertato il pediatra che sarei partita e avevo fornito il suo telefono alla nonna in caso di emergenze.Comunque, detto fatto, mi sono organizzata il mio week end, coinvolto la mia amica ancora senza figli e l’altra, già incinta del terzo e via… verso la libertà!Ci abbiamo messo dentro tutto quello che sognavamo da tempo: le terme, il parrucchiere, l’estetista, i massaggi, cene con vino rosso a ridere insieme e un (piccolo) giro di shopping.Abbiamo scelto una spa in Toscana, un posticino da sogno, in cui ci si sente coccolati da quando si entra a quando si esce. La vacanza è cominciata già dal viaggio: abbiamo attraversato le dolci e romantiche colline toscane e abbiamo fatto una sosta culinaria in un borgo. Guidava la nostra amica senza figli, ci ha portate con la sua decapottabile grigia metallizzata, mi sentivo un po’ come una bond girl tutta speciale…Poi, una volta arrivate a destinazione giù con i massaggi rilassanti, la pedicure, la manicure, i bagni termali, un vero sogno. &nbsp;Insomma, è stato solo un week end, non abbiamo fatto del male a nessuno, ma &nbsp;soprattutto, sapete quale è stato il risultato? Sono tornata a casa allegra, contenta e piena di energia. Ho avuto una pazienza super con i miei bimbi (gli ho letto cinque favole della buona notte). Mio marito, forse spaventato per la mia assenza, mi ha fatto trovare una cena a base di scampi che abbiamo consumato a lume di candela, io mi sentivo super sexy (ci credo dopo parrucchiere, massaggi, estetista e aperitivi…) e la giornata è finita meglio di come era cominciata.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Come faccio a fare tutto?</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[lavoro]]></category><category><![CDATA[ gravidanza]]></category><category><![CDATA[ maternità]]></category><ame:pubDate>Ven, 21 Ott 2011 13:41:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Un suggerimento per tutte le mamme che arrivano a fine giornata e non sanno come hanno fatto a farcela: trovare due ore libere (ahahahah!) e vedere “Ma come fa a far tutto?”. A parte gli scherzi, trovare il tempo è difficile ma il film vale la pena. Contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, non è la protagonista Kate (una frizzante e sempre affascinante Sarah Jessica-Parker) a chiedersi come sia possibile fare tutto ma quelli che hanno a che fare con lei e muoiono di invidia. Ovvero: la suocera, il collega rivale che vorrebbe vederla stesa a tappeto e, soprattutto, le altre mamme &nbsp;che non lavorano e si sentono molto ma molto migliori di tutte le altre ...Arriviamo quindi al dunque: perché Kate ce la fa? Quali sono gli ingredienti del suo successo? Possiamo riuscirci anche noi?Il segreto di un bravo giocoliere (come si autodefinisce), dice Kate è il lancio, non la presa. E quindi, prima di tutto essere positivi, non scoraggiarsi, andare alle riunioni come si riesce (nel suo caso, con i pidocchi e una patacca sul bavero della giacca…) e rimanere sicure di sé. Kate, poi, riconosce che non potrebbe vivere senza lavorare ma che – allo stesso tempo - ama tantissimo i figli e il marito e vuole, quindi, riuscire a fare tutto.Last but not least, è vero che Kate è straordinaria ma non è da sola: ha un fantastico, e dico fantastico, marito che non solo la ama e la sostiene, ma c’è, è calmo e paziente, si occupa dei bambini quando lei non può farlo, ed è fiero di lei.Questo film fa bene perché affronta proprio tutti i pensieri che, in un momento o nell’altro, assalgono noi mamme stravolte. Primo, tra tutti, il pensiero di lasciare il lavoro perché alla frutta, poi tutti quei pensieri che si trovano ad affrontare le donne che vogliono una carriera: in primis non formare una famiglia, perché sconvolge la vita. Questo film fa bene perché ci dice di “non mollare” e ci aiuta a ricordare che, anche se è dura, ce la possiamo fare.Un’ultima cosa. Kate non solo ce la fa, ma riesce anche meglio dei suoi colleghi maschi perché non cerca di essere un uomo - “cercare di essere un uomo è come sprecare una donna” - ma porta il suo femminile anche al lavoro.]]></description>  </item>  <item>
    <title>I benefici fiscali per le mamme </title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mamme]]></category><category><![CDATA[ tasse]]></category><category><![CDATA[ fisco]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><ame:pubDate>Lun, 10 Ott 2011 11:13:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />La nostra esperta commercialista, la dottoressa Teresa Alessi, ci ha già spiegato qualcosa dei benefici fiscali che spettano alle mamme lavoratrici ma il discorso è lungo. Continuiamo con le nostre domande e le sue risposte.  Le spese per babysitter e colf sono detraibili?La deduzione massima per i contributi previdenziali e assistenziali versati per babysitter e colf è di 1.549,37 euro.E le spese mediche, in che misura possono essere detratte?La detrazione è pari al 19% con una franchigia di 129,11 euro. In pratica se vengono dichiarate spese per mille euro, la detrazione del 19% è calcolata su 870,89 euro. Si ricordi che le spese sanitarie devono essere documentate mediante fattura o scontrino “parlante”, in cui devono essere specificate la natura, la quantità dei prodotti e il codice fiscale del soggetto che intende usufruire dello sconto. Nelle spese sanitarie rientrano: spese per prestazioni chirurgiche, specialistiche, analisi, indagini radioscopiche, attrezzature sanitarie come l’apparecchio per l’aerosol, protesi, prestazioni rese da un medico generico, visite e cure omeopatiche, ricoveri, ticket sanitari, acquisto di medicinali, assistenza infermieristica, riabilitativa e prestazioni rese da personale qualificato come addetto all’assistenza di base.Per i ragazzi che frequentano l’università, si possono detrarre le tasse universitarie?Si possono detrarre le spese sostenute (anche per i familiari a carico) per la frequenza a corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e di specializzazione universitaria, tenuti presso istituti o università italiane o straniere, pubbliche o private. Detraibili anche le tasse universitarie pagate per i fuori corso.
E per gli studenti fuori sede?  Per gli studenti universitari fuori sede è possibile fruire della detrazione del 19% (su un importo massimo di 2.633 euro) sui canoni di locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari, enti senza fini di lucro e coop. Per godere dello sconto fiscale è necessario essere iscritti a una università situata ad almeno 100 chilometri dal comune di residenza e comunque in una provincia diversa. Nessuno sconto per gli studenti che fanno esperienza all’estero.]]></description>  </item>  <item>
    <title>I benefici fiscali per le mamme</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mamme]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><category><![CDATA[ fisco]]></category><category><![CDATA[ tasse]]></category><ame:pubDate>Gio, 06 Ott 2011 12:39:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />La dottoressa Teresa Alessi, commercialista, ci spiega in due puntate tante cose da sapere sui benefici fiscali per le mamme che lavorano. &nbsp;Spesso infatti le mamme non sanno che una volta rientrate al lavoro possono godere di alcuni sgravi fiscali. Vediamo insieme quali.Dottoressa Alessi, in cosa consistono gli sgravi fiscali per le mamme lavoratrici, libere professioniste e dipendenti (private e pubbliche)? Con il termine sgravio fiscale si intende &nbsp;la concessione di un contributo che genera un credito d’imposta. Contrariamente al “bonus fiscale”, può essere monetizzato solo in sede di dichiarazione dei redditi. In particolare, per le mamme lavoratrici, libere professioniste e dipendenti (private o pubbliche) sono detraibili alcune spese sostenute nel corso di ciascun anno e documentate.La frequenza agli asili nidi può essere in qualche modo, “scaricata” dalle imposte?Si, il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido (sia comunali che privati) può essere in qualche modo detratto dalle imposte. Potranno beneficiare della detrazione solo i genitori, per ogni figlio naturale od adottato, affiliato o affidato, di bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. Il meccanismo è lo stesso dello scorso anno (l'agevolazione è stata prorogata), ovvero La detrazione si applica in sede di dichiarazione dei redditi dell'anno per una quota del 19% delle spese per un massimo di 632 euro annui per ogni figlio (quota detraibile 120 euro). Spesso spendiamo molto anche per l’attività sportiva dei nostri figli, si può dedurre qualcosa?Sono detraibili le spese sostenute per l'iscrizione annuale e abbonamento di ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. La detrazione è del 19% delle spese per un importo non superiore a 210 EURO per figlio.Ci sono detrazioni per i figli a carico?Per i figli a carico la detrazione è di € 800 per ogni figlio (€ 900 per i figli di età inferiore a 3 anni), con aumento di € 220, nel caso di figli portatori di handicap, e aumento fino a € 200 per ogni figlio, nel caso in cui il numero dei figli sia superiore a tre.La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra € 95.000 diminuito del reddito complessivo ed € 95.000. Nel caso di figli superiori ad uno, per ogni figlio l’importo di € 95.000 è aumentato di € 15.000 per ogni figlio successivo al primo. (es. con un reddito di € 20.000 e due figli di cui uno inferiore a tre anni. Il rapporto è € 110.000-€20.000 / € 110.000, cioè 0,8181. Avremo la detrazione del figlio con età superiore a tre anni pari a € 654, che sarebbe € 800 per 0,8181, e la detrazione del figlio con età inferiore a 3 anni &nbsp;pari a € 736, che sarebbe € 900 per 0,8181. Detrazione totale per figli a carico € 1.390)]]></description>  </item>  <item>
    <title>Il rientro al lavoro dopo la maternità</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[ maternità]]></category><category><![CDATA[ rientro al lavoro]]></category><ame:pubDate>Ven, 30 Set 2011 17:09:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Il rientro al lavoro dopo la gravidanza è sempre un momento difficile per una mamma. Sia che abbiate passato solo tre mesi in simbiosi con il vostro piccolo, sia che abbiate usufruito di un congedo di maternità più lungo e di altri permessi, il rientro al lavoro è sempre un momento faticoso ed impegnativo.C’è la difficoltà, tutta nuova, di doversi staccare dalla propria creatura, dopo un periodo di grande simbiosi e di imparare a conciliare il nuovo, doppio, ruolo di mamma e di donna che lavora.Accanto a questo, c’è un mondo del lavoro che, come è ben noto, in genere non tende le braccia ad una mamma lavoratrice. &nbsp;Non è una novità, infatti, che le donne, una volta rientrate al lavoro, siano spesso un po’ marginalizzate, private di fatto di alcune mansioni a favore di colleghe o colleghi ritenuti più disponibili e via dicendo.Gli esperti, però, consigliano di assumere un atteggiamento positivo ed il più possibile costruttivo.Una prima cosa da fare è “tener duro”, non mollare, avvalendosi dell’aiuto e del sostegno anche psicologico della vostra famiglia, di amici e di donne in condizioni simili alla vostra, anche confrontandosi nella community di Donna Moderna. Troverete sicuramente moltissime mamme che hanno vissuto, o vivono, una situazione molto simile alla vostra e sapranno confortarvi e sostenervi. Ad una richiesta di aiuto seguiranno consigli, confronti e conforti.Se è necessario poi, è bene anche rivolgersi ad un esperto per capire esattamente quale sono i vostri diritti e farli valere. Spesso, sapere esattamente a cosa abbiamo diritto ci aiuta anche a tenere la testa alta, a non scoraggiarci e ad ottenere ottimi risultati.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Come scegliere la tata “giusta”</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[donna moderna]]></category><category><![CDATA[ tata]]></category><category><![CDATA[ figli]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><ame:pubDate>Sab, 17 Set 2011 19:37:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/come-scegliere-la-tata/madre-lingua-itliana-o-straniera/66855715-2-ita-IT/Madre-lingua-itliana-o-straniera_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Scegliere una tata è sempre difficile per una mamma. Presupposto indiscutibile è che sia seria ed affidabile, ma poi? Come individuare quella “giusta” per voi? Armatevi di carta e penna e individuate, con noi, i “must have” della vostra tata!]]></description>  </item>  <item>
    <title>Mamme in trasferta </title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[lavoro]]></category><category><![CDATA[ viaggio]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Ven, 09 Set 2011 22:38:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/mamme-in-trasferta/la-nonna/66731507-2-ita-IT/La-nonna_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Sempre di corsa, divise tra mille impegni, le mamme spesso devono affrontare anche le trasferte di lavoro. Come fare, come vivere al meglio questo momento, spesso un po’ difficile?]]></description>  </item>  <item>
    <title>Ricominciare, con dolcezza</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[donnamoderna]]></category><category><![CDATA[ rientro]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><category><![CDATA[ famiglia/figli]]></category><ame:pubDate>Mar, 06 Set 2011 16:33:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/il-rientro-dolce/dolcezza/66681383-2-ita-IT/Dolcezza_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Le vacanze sono finite. Per molte mamme ricomincia il tran-tran quotidiano. Sempre di corsa tra lavoro, impegni dei figli, gestione della casa, come iniziare al meglio il nuovo anno ( ... scolastico!) senza perdere i benefici delle vacanze?]]></description>  </item>  <item>
    <title>Genitori e insegnanti, alleati o nemici?</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[genitori]]></category><category><![CDATA[ insegnanti]]></category><category><![CDATA[ compiti]]></category><category><![CDATA[ scuola]]></category><ame:pubDate>Mer, 31 Ago 2011 10:59:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Spesso tra genitori ed insegnanti dei figli si instaura un ottimo clima di fiducia e stima che si riflette in modo positivo sull’educazione e sulla crescita personale e culturale dei nostri ragazzi. Purtroppo, però, accade anche il contrario. Spesso genitori ed insegnanti si pongono su fronti opposti e chi ne paga le spese sono proprio i ragazzi. Pensiamo a problemi frequenti e molto comuni, come – ad esempio - ai troppi (a detta dei genitori) compiti assegnati ai bambini nel corso delle vacanze estive, o a particolari situazioni familiari o personali di alcuni bambini, che richiederebbero una particolare attenzione e cura da parte degli insegnanti ma non la ricevono.Che i vostri figli siano alle scuole elementari, alle medie o al liceo, la situazione non cambia di molto. Abbiamo raccolto tante opinioni diverse e quel che è emerso è per un verso che, spesso, l’insegnante non è più considerato – come accadeva un tempo - una figura di riferimento nell’ambiente familiare ma è visto solo come una “tappa” nella crescita dei figli. Una figura insomma, che per diverse ragioni è un po’ sminuita. Per un altro verso, spesso, i papà e le mamme, mediamente molto più colti di alcuni anni fa, assumono un istintivo atteggiamento di protezione nei confronti dei loro figli e leggono ogni segnalazione da parte degli insegnanti come una critica all’intelligenza dei loro bambini o peggio, come una critica a loro stessi impedendo ogni dialogo. C’è da dire anche che purtroppo, ogni tanto, gli insegnanti hanno poco tempo a disposizione per dialogare con i genitori e non sono sempre abili comunicatori. Alcune volte, esprimere le cose con maggior tatto potrebbe essere già un punto di partenza.Il risultato finale comunque, e quel che si lamenta da più parti, è che di fatto si è un po’ perso l’obiettivo di fondo che dovrebbe essere comune a genitori e ad insegnanti: l’educazione e la formazione dei ragazzi.Abbiamo parlato di questo delicato argomento con alcune insegnanti che sono anche mamme di figli che frequentano la scuola. Queste mamme-insegnanti ci hanno dato un suggerimento prezioso: un invito alla comunicazione ed all’ascolto reciproco. Sembra poca cosa, e forse banale, ma non lo è. Insegnanti e genitori dovrebbero assomigliare ad una squadra che collabora per la formazione ed il benessere dei bambini e dei ragazzi, più che a due diverse squadre concorrenti…Voi come la vedete ? Cosa ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza sul nostro forum]]></description>  </item>  <item>
    <title>I libri della tua estate </title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/maternita-e-lavoro/lavoro-libri-mamme-bambini</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[lavoro]]></category><category><![CDATA[ libri]]></category><category><![CDATA[ mamme]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><ame:pubDate>Sab, 13 Ago 2011 11:01:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />1.Seth Godin, “Tribù”, ed .Sperling &amp; KupferPer la mamma manager. Non c’è niente da fare, per te, il lavoro e la tua carriera sono molto importanti. Non è proprio facile dividerti tra famiglia e lavoro ma sei convinta che puoi farcela e...ce la farai! L’importante è organizzarti bene e, magari, leggere anche il libro del Prof. Bollea, “Le madri non sbagliano mai”…2.Bollea G., “Le madri non sbagliano mai”, ed. FeltrinelliLa “mamma è sempre la mamma” e il Prof. Bollea ce lo ricorda con un libro accessibile a tutti e ricco di preziosi consigli. Per mamme in crisi, sempre divise in quattro a far quadrare casa, famiglia, amici, lavoro e marito e hanno bisogno di ricordarsi quanto valgono!3.Soldini G., “Nel blu”, ed. TEAUn bellissimo libro dedicato da noi alle mamme più sportive e avventurose, forse amanti della vela, che desiderano navigare nell’ oceano a fianco di uno dei più grandi navigatori dei nostri tempi... almeno con la fantasia! Da leggere e poi raccontare ai nostri figli!4.Eco U., “Il nome della Rosa”, ed BompianiUn classico che non tramonta mai. Dedicato alle mamme più serie ed intellettuali che riescono a concentrarsi nella lettura nonostante le strilla dei più piccini e dei loro amici. Per mamme...coraggiose!5.Camilleri A., “Il Gioco degli specchi”, ed. SellerioCome resistere al fascino del Commissario Montalbano? Evasione allo stato puro per tutte le mamme innamorate della Sicilia e delle sarde a beccafico. E non solo...6.Rizzi L., “Fate i bravi!”, ed. BURLa Tata Lucia corre in aiuto di tutte le mamme in difficoltà, alle prese con i problemi dei figli. Consigli pratici, e molto concreti, per affrontare al meglio il difficile compito di fare genitori. Per bambini da 0 a 3 anni o per ragazzi dai 10 ai a15… La tata arriva giusta, giusta per darti man forte… Non mollare!]]></description>  </item>  <item>
    <title>&quot;Sei una Mamma Papera?&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mamma]]></category><category><![CDATA[ vacanza]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><ame:pubDate>Lun, 01 Ago 2011 09:43:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/in-vacanza-che-tipo-di-mamma-sei/mamma-papera/66510503-2-ita-IT/Mamma-papera_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Che mamma sei in vacanza? Lavoratrice indefessa nel corso dell’inverno, in vacanza ti trasformi in una seguace di Nonna Papera, o ti trasformi in una emula di Giovanni Soldini e porti i tuoi piccoli all’avventura? Sei profili di mamme moderne in vacanza, scopri in quale ti riconosci.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Finalmente le Vacanze!</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/maternita-e-lavoro/vacanze-mamma-famiglia</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mamma]]></category><category><![CDATA[ estate]]></category><category><![CDATA[ vacanza]]></category><ame:pubDate>Ven, 29 Lug 2011 13:33:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/mamme/finalmente-le-vacanze/mare/66504127-1-ita-IT/Mare_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Finalmente le vacanze! Dove hai deciso di portare i tuoi figli? Al mare, in montagna o in campagna? Dicci che mèta avete scelto per le vostre vacanze e ti diremo che famiglia siete!]]></description>  </item>  <item>
    <title>Tata, e la città non è così male</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[storie di mamma]]></category><category><![CDATA[ vacanze]]></category><category><![CDATA[ bambini]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><category><![CDATA[ caldo]]></category><ame:pubDate>Gio, 28 Lug 2011 11:39:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Oggi ci ha raccontato la sua storia Francesca, 38 anni, mamma di Chiara, una bellissima e scatenata bambina di due anni. Francesca fa l’avvocato presso un grande studio legale e si occupa di diritto societario. La nascita di Chiara le ha rivoluzionato la vita, imponendole di organizzare al meglio le sue giornate per occuparsi di sua figlia senza trascurare il lavoro (e viceversa!). Francesca svolge la sua attività come libera professionista e, se questo le impone spesso ritmi frenetici, allo stesso tempo le concede il vantaggio di prendersi un po’ di tempo libero appena può, tra un incarico e un altro, un’udienza in tribunale ed una riunione. In più, Francesca si è organizzata in modo da abitare molto vicina al posto in cui lavora, e questo le ha facilitato ulteriormente l’organizzazione delle giornate.Chiara non va ancora a scuola ma il caldo di luglio ha “colpito” anche lei.. La sua mamma moderna, non potendo contare sull’aiuto dei nonni, ha deciso di tenere la piccola Chiara vicino a sé anche nel mese di luglio, facendosi aiutare dalla sua fidata tata. Chiara passa tutte le mattine con la tata, andando al parco o giocando in terrazza, nel pomeriggio Francesca cerca di organizzarle attività divertenti e stimolanti, per intrattenerla e, soprattutto, farle incontrare altri bambini. Appena gli impegni di lavoro glielo permettono, Francesca scappa dalla città, prende la sua automobile e &nbsp;se ne va con Chiara al mare a fare dei lunghi week-end. Il marito la raggiunge appena può.Le vacanze per tutta la famiglia arriveranno soltanto a partire dal 10 agosto. &nbsp;Per un paio di settimane, insieme ad alcuni amici, mamma, papà e Chiara andranno in montagna, sperando di fare lunghe passeggiate. Chiara un po’ cammina e un po’ si gode il mondo dalle spalle dei genitori, nello zaino da passeggiata!]]></description>  </item>  <item>
    <title>Baby sitter e vacanze alternate</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[storie di mamma]]></category><category><![CDATA[ baby sitter]]></category><category><![CDATA[ vacanza]]></category><ame:pubDate>Lun, 25 Lug 2011 13:57:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Oggi ci ha raccontato la sua storia Elena, 38 anni, mamma di Francesca e Michele, due simpaticissimi bambini di 3 anni e ½ e sei anni. Elena fa l’anestesista presso i reparti di ostetricia e di ortopedia dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli, di Roma. Un mestiere impegnativo che le impone orari difficili ed un ritmo di lavoro intenso. Suo marito, anche lui medico, lavora a pieno ritmo, con orari difficili e spesso imprevedibili.Con la fine della scuola di Francesca e Michela, Elena ha deciso di affrontare il periodo estivo avvalendosi dell’aiuto della nonna, di due baby-sitter e delle ferie “alternate” con il marito.Ha portato i bambini al mare i primi di luglio con la nonna e due baby-sitter e, appena poteva, all’incirca ogni cinque giorni, correva da loro al mare.Per non lasciare troppo a lungo i bambini senza genitori, Elena ha anche deciso di sfalzare le ferie con il marito e passare, così, una settimana ciascuno con i propri figli. Certamente un piccolo sacrificio per la coppia ma anche un modo per far beneficiare i bambini più a lungo del mare ed avere la compagnia di, almeno, un genitore.Finalmente, poi, faranno le vacanze tutti insieme nella seconda metà di agosto, in montagna, senza nonni e senza tate. Sono ben consapevoli, infatti, della necessità di trovare uno spazio in cui la famiglia stia in vacanza tutta sola, riunita nella sua intimità, senza elementi esterni!]]></description>  </item>  <item>
    <title>Nonni e centro estivo</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[figli]]></category><category><![CDATA[ vacanza]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><category><![CDATA[ storie di mamma]]></category><ame:pubDate>Mar, 19 Lug 2011 20:00:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<br />Oggi ci ha raccontato la sua storia Margherita, 45 anni, mamma di Alessandro, un simpaticissimo bimbo di sei anni. Margherita è impiegata presso la pubblica amministrazione nella Provincia di Firenze e lavora trentasei ore a settimana. Suo marito fa l’ingegnere, lavora a tempo pieno e la sera - inutile dirlo - rientra tardi.Con la fine della scuola di Alessandro, Margherita si è organizzata brillantemente, “districandosi” &nbsp;tra l’aiuto della suocera e un ottimo centro estivo di Firenze. Potendo prendere le ferie con il marito soltanto a fine agosto, si è organizzata così: ha iscritto Alessandro per le prime due settimane di luglio ad un centro estivo a Firenze dalle 8 alle 17 tutti i giorni, poi lo ha portato dalla nonna al mare, la suocera, con cui ha un ottimo rapporto (perché la rispetta ed ha ottime capacità educative, lei stessa ha avuto tre figli maschi!). La nonna sarà assistita però da un baby – sitter, per stare al passo con Alessandro ci voleva un ragazzo energico! Poi torneranno tutti a Firenze e suo figlio andrà per altre due settimane al centro estivo.Finalmente, a metà agosto, tutti e tre insieme, papà, mamma e figlio, andranno a fare una vacanza “avventurosa” con un camper a quattro posti letto, in giro tra Austria e Slovenia! E’ un tipo di vacanza che piace moltissimo a tutti e tre: ogni giorno infatti possono fare una cosa diversa, andare al mare, in montagna, visitare città. E’ un tipo di vacanza che fanno da sempre e ha fatto benissimo ad Alessandro che ha imparato ad adattarsi ad ogni situazione, lo ha reso capace di stringere amicizie e aprirsi a nuove culture.]]></description>  </item>  <item>
    <title>All'asta per la scuola</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[RACHELE DE CATA ]]></ame:author><category><![CDATA[scuola elementare]]></category><category><![CDATA[ genitori]]></category><category><![CDATA[ asta]]></category><category><![CDATA[ news]]></category><ame:pubDate>Gio, 26 Mag 2011 14:34:00 +0200</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/asta-delle-promesse/66285913-1-ita-IT/asta-delle-promesse_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />
Come in tutte le aste che si rispettino, c'è il battitore ufficiale, la paletta per rilanciare e, soprattutto, i lotti in vendita. Ben 64 in questo caso, che comprendono di tutto un po': il ritratto di famiglia della mamma fotografa, la due giorni di ping pong e la casa in Sardegna per le vacanze. Gettonatissimi i corsi, dalla guida sicura alla riparazione di biciclette. Ma vanno alla grande anche la remise en forme (pulizia del viso, massaggi e lezioni di pilates) e gli inviti a cena, compreso lo chef a domicilio.
La fantasia e l'intraprendenza di un gruppo di genitori milanesi, della scuola elementare Stoppani, promette di raggiungere traguardi intressanti, e di dare un esempio da replicare (con un segnale alle istituzioni). Si tratta, in sostanza, di pagare per dei buoni lavoro che i genitori coinvolti hanno messo a disposizione.
Perché proprio l'idea di un'asta? &quot;Perché la scuola è in una zona residenziale, dove vivono motli professionisti con competenze differenti&quot;, racconta una delle mamme coinvolte. &quot;Al posto della solita torta di fine anno, abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso che ci riguardasse e ci mettesse in gioco in prima persona. Così è nata l'Asta delle Promesse&quot;. 
A cosa serviranno i soldi raccolti? &quot;A comprare la carta per disegnare, o a pagare quel corso di musica che altrimenti non ci sarebbe stato. Fino ad oggi, ogni genitore, a &nbsp;turno, provvedeva a fornire all'Istituto persino la carta igienica&quot;. 
Fare bene, e fare del bene, mette d'accordo tutti: da un lato il comitato genitori, che ha a cuore la &quot;vita sociale&quot; dei bambini, e dall'altro il comitato &nbsp;scolastico, che potrà contare su maggiori risorse a disposizione per il nuovo anno scolastico (insperate altrimenti). Il primo appuntamento è per la sera di giovedì 26 maggio, nel cortile della scuola, in zona Porta Venezia a Milano. Già venduti 150 biglietti d'ingresso.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Adozione, svolta della Cassazione: sì ai single</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[RACHELE DE CATA ]]></ame:author><category><![CDATA[cassazione]]></category><category><![CDATA[ sentenza]]></category><category><![CDATA[ adozioni]]></category><category><![CDATA[ single]]></category><category><![CDATA[ famiglia]]></category><ame:pubDate>Mar, 15 Feb 2011 14:00:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/adozione-single/8351011-1-ita-IT/adozione-single_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Svolta epocale per chi chiede da anni una maggiore libertà nelle adozioni: la Cassazione, con la sentenza 3572, chiede ufficialmente al Parlamento italiano di provvedere, nel concorso di particolari circostanze, ad un ampliamento dell'ambito di ammissibilità dell'adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell'adozione legittimante. Rivedere e ampliare l'attuale sistema, in parole povere.Tutto parte dal caso di una madre adottiva genovese, che dal 2005 ha in affido una ragazzina russa, della quale chiedeva la piena legittimazione allo status di figlia. Tuttavia, l'adozione legittimante è consentita solo a coniugi uniti in matrimonio. La Corte ha però convalidato, con la sentenza, un'adozione speciale, con alcuni vincoli legati ad esempio a questioni ereditarie. 
Nulla in contrario, ha fatto notare la Cassazione, è infatti previsto dalla Convenzione di Strasburgo sui fanciulli del 1967, che contiene le linee guida su questa delicata materia. Dal mondo politico e dal Vaticano reazioni contrastanti: da una parte si rivendica la necessità che a crescere un figlio siano una madre e un padre, per il bene del bambino, dall'altra si focalizza l'obiettivo sulla reale situazione di tanti piccoli senza famiglia, che potrebbero avere una vita migliore. Anche se, a garantirla, fosse un genitore single.E tu cosa ne pensi? Parliamone sul forum!]]></description>  </item>  <item>
    <title>MAMME FANNO IMPRESA</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[DONNAMODERNA.COM CONSIGLIA ]]></ame:author><ame:pubDate>Gio, 10 Feb 2011 16:17:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/adv/brums/ciack-si-gira/8128591-1-ita-IT/Ciack-si-gira_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Con MAMME FANNO IMPRESA, prima iniziativa di questo tipo in Italia promossa da un’azienda privata, Preca Brummel sostiene e supporta le donne che decidono di reinventarsi imprenditrici oltre all’esperienza sfidante di essere mamma. L’azienda sottolinea il suo rapporto speciale con le mamme affiancandole e incentivandole ad entrare nella sua rete commerciale e condividendo con loro il rischio imprenditoriale connesso all’apertura di un’attività in proprio, in un’ottica di vantaggio reciproco.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Al via MAMME FANNO IMPRESA, il progetto per le mamme aspiranti imprenditrici</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[DONNAMODERNA.COM CONSIGLIA ]]></ame:author><ame:pubDate>Gio, 10 Feb 2011 16:12:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/adv/brums/brums/8130011-1-ita-IT/brums_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />Con MAMME FANNO IMPRESA, Preca Brummel sostiene e supporta le donne che decidono di reinventarsi imprenditrici oltre all’esperienza sfidante di essere mamma. L’azienda sottolinea il suo rapporto speciale con le mamme affiancandole e incentivandole ad entrare nella sua rete commerciale e condividendo con loro il rischio imprenditoriale connesso all’apertura di un’attività in proprio, in un’ottica di vantaggio reciproco.MAMME FANNO IMPRESA è uno dei progetti principali dell’azienda per il 2011 volto ad aumentare i punti vendita in franchising dei marchi BRUMS (220 negozi monobrand e 600 multimarca ad oggi su tutto il territorio nazionale) e BIMBUS (100 negozi monobrand e 400 multimarca) sul territorio nazionale.L’idea di puntare sulle mamme è di Carola Prevosti, Direttore Generale del Gruppo Preca Brummel nonché mamma di due bimbi: “Già con la fortunata esperienza intrapresa con Gi Group nel progetto Moms@Work grazie alla quale stiamo inserendo numerose neo mamme nei nostri punti vendita direzionali, abbiamo capito che nella relazione di vendita con una mamma si instaura un legame speciale. L’addetta alle vendite-mamma riesce a comprendere immediatamente le esigenze di un’altra mamma o di un papà arrivando a creare con loro un legame basato sull’empatia e sulla fiducia, gli stessi valori che sono alla base dei nostri due brand Brums e Bimbus che partono da 0 mesi. Allora ci siamo detti: Perché non rafforzare ancora di più il legame tra l’azienda e le mamme?”.La scelta di Preca Brummel si basa anche sul rapporto diretto sviluppato e rafforzato in questi anni con le tante mamme che già fanno parte della sua rete commerciale e che sono oggi le migliori testimonial di MAMME FANNO IMPRESA.Sul sito del progetto www.mammefannoimpresa.it alcune delle mamme franchisee raccontano personalmente la loro esperienza di successo. Dalle loro testimonianze dirette emerge chiaramente come le mamme siano abituate da sempre a gestire contemporaneamente i figli, la casa e, negli anni più recenti, anche il lavoro. E’ per questo che possono mettere in campo plus fondamentali nella gestione di un’impresa, come la capacità di ottimizzare tempi e costi, la capacità di problem solving, una forte predisposizione alle relazioni umane, la capacità di sacrificio e, non ultima, una notevole resistenza fisica e allo stress.Preca Brummel considera MAMME FANNO IMPRESA una grande opportunità per mettere a frutto, in un’ottica di vantaggio e fiducia reciproci, quelle risorse e competenze femminili che sono attualmente ancora poco valorizzate.Approfondisci su www.mammefannoimpresa.it.....................................................................Guarda la gallery per saperne di più]]></description>  </item>  <item>
    <title>A Londra il papà ha gli stessi diritti della mamma</title><ame:section_name><![CDATA[Maternità e lavoro]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/mamme/maternita-e-lavoro/congedo-maternita-per-i-papa</link>
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<ame:author><![CDATA[RACHELE DE CATA ]]></ame:author><category><![CDATA[congedo di maternità]]></category><category><![CDATA[ papà]]></category><category><![CDATA[ maternità]]></category><category><![CDATA[ congedo obbligatorio]]></category><category><![CDATA[ lavoro]]></category><ame:pubDate>Lun, 17 Gen 2011 11:09:00 +0100</ame:pubDate>
                <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/congedo-maternita/6979361-1-ita-IT/congedo-maternita_dm4ar-v.jpg" alt="Maternità e lavoro" /><br />La notizia, rilanciata dal sito di un quotidiano, è di quelle che interessano tutti i genitori: il congedo obbligatorio, che dà diritto all'astensione dal lavoro per un periodo di cinque mesi, diventa questione di famiglia. Non in Italia, è bene dirlo subito, ma la strada, a livello europeo, pare segnata: in Inghilterra, terra da sempre sensibile alle necessità dei genitori, partirà ad aprile il nuovo piano famiglia, che prevede un'aspettativa di dieci mesi da usufruire in alternativa tra mamma e papà.
Sarà insomma la coppia a decidere chi deve occuparsi del bebè, e, se la mamma vuole tornare al lavoro subito dopo il parto, avrà dirittto di restare a casa il neo-padre. Rivoluzione culturale e sociale, che ha trovato consensi bipartisan, con un regime economico che promette di non ridurre sull'astrico le famiglie: retribuzione al 90 per cento nelle prime sei settimane, poi a scalare fino al decimo mese. E tu? Cosa ne pensi? Dì la tua sul forum ]]></description>  </item></channel>
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