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<title>Donna Moderna - Salute</title>		<link>http://www.donnamoderna.com/salute</link>
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	<title>Donna Moderna - Salute</title>
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    <title>Perchè il primo amore non si scorda mai?</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[primo amore]]></category><category><![CDATA[ amore]]></category><category><![CDATA[ psicologia]]></category><ame:pubDate>Mer, 08 Feb 2012 15:28:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/primo-amore/67703557-2-ita-IT/primo-amore_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />Il primo amore non si scorda mai. Già, ma sarà vero? O è solo una leggenda romantica? E soprattutto quanto può influenzare il primo amore – o il vissuto dello stesso – sui rapporti sentimentali futuri? Abbiamo rivolto queste domande apparentemente leggere ad uno psicoanalista di professione che di pazienti sul lettino deve averne visti tanti.Prof. Roberto Pani, perché il primo amore non si scorda mai? E’ realmente così?In realtà, quando si tratta di sentimenti non è tutto così automatico e deterministico.Scordare il primo amore dipende molto dall’esperienza che si è avuta. Sarei più preciso: dipende dal colore emotivo dell’incontro che ha dato luogo ad una storia d’amore.
Giovani adolescenti, sia ragazze che ragazzi, possono avere avuto un primo incontro molto sognante e piacevole, e che quindi ha prospettato loro un mondo nuovo, un mondo affettivo che rispecchia molto i racconti di amici più grandi – quando non addirittura dei genitori. &nbsp;Un mondo che i giovanissimi sognavano di imitare. 
E al livello psicologico cosa accade durante il primo incontro d’amore? L’amore rappresenta una situazione tanto nuova quanto piacevole che si imprime nella mente: si può accostare simbolicamente ad un piano teatrale della mente, spesso caricato da idealizzazione. Durante il primo incontro d’amore accade una scena che non verrà mai dimenticata. In altri termini è qualcosa di simile a ciò che C. Lorenz in L’anello di Re Salomone descrive a proposito della vita degli animali, l’imprinting .E’ sempre così, professor Pani?No, purtroppo, il sogno a volte può trasformarsi in incubo.Per esempio una giovane e ingenua ragazza di sedici anni, alla ricerca di un sogno, di un principe azzurro, potrebbe incontrare un ragazzo, più grande di età, e avere il primo rapporto sessuale, in condizioni pessime.Si tratterebbe in tal caso di un rapporto senza affetto, senza reale conoscenza che si consuma alla meglio in un luogo triste e squallido, in modo piuttosto frettoloso, per non dire violento e, per il bisogno impellente di un giovane insensibile che deve dimostrare a se stesso e ad altri che riesce a far sesso.All’improvviso il sogno della ragazza crolla. Lei non ha saputo dire di no, a causa della sua debolezza psichica che rappresenta un fatto normale data la giovanissima età, a causa della sua inesperienza e della scarsa conoscenza che ha del genere maschile. Spesso i ragazzi hanno bisogno di sedurre le ragazze come se fossero prede per vantarsi davanti ad altri compagni, per esprimere il loro potere nel più stupido dei modi.Che cosa scatta in questi ragazzi che distruggono il sogno d’amore di una ragazza, per dirla eufemisticamente?Il comportamento violento (perché si tratta di una vera e propria violenza) spesso ha a che fare con il fenomeno del bullismo: alcuni giovani maschi hanno imparato da una cultura retrograda a far sentire la loro importanza attraverso l’ipersessualità, una compulsione che li avvalora stupidamente nel senso che questo illude di essere importanti, padroni e tale comportamento selvaggio alimenta un circolo vizioso, che assomiglia alla vecchia caccia dei bisonti. Rispetto e amore vengono svalorizzati: quel che conta è essere forti e capaci di sottomettere.E’ uno degli argomenti che tratto nel mio libro sulla sessualità, La compulsione nella sessualità. Aspetti clinici ed educativi, scritto in collaborazione con la psicologa clinica Samantha Sagliaschi.A questo punto, il ricordo del primo amore è definitivamente distrutto?  L’evento si ricorda, ma molto negativamente. Qualche volta condiziona negativamente la vita di una donna che può assumere in futuro un atteggiamento opposto: o rifiuta il sesso o, al contrario &nbsp;lo fa con &nbsp;tutti e con grande facilità e superficialità. Al di là dei giudizi morali, questo potrebbe ledere in qualche modo la sua autostima e il rispetto che ha di se stessa e del suo corpo.Cosa si può fare per superare il primo incontro negativo?Cercare di prendere distanze da esso, cercare di isolarlo dalla tonalità emotiva che ha avuto. So che è difficile ma con una buona capacità di autoascolto ce la si può fare. E soprattutto parlarne e aprirsi con le persone che hanno vissuto esperienze simili e che son riuscite ad avere poi una vita sentimentale felice. Suggerimenti da dare ai genitori? In genere i genitori dovrebbero essere meno pudici e saper trasmettere certi messaggi con delicatezza, comunicare valori sul sesso e far loro capire che la configurazione delle storie d’amore sono più complesse rispetto ai film e alla fiction televisiva. Anche la scuola dovrebbe essere più attiva e giovarsi di aiuto professionale per informare e sensibilizzare i giovani.Si ringrazia la gentile collaborazione del Professore Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica all'Università di Bologna.***E tu ricordi il primo amore? Parlane nel forum di DonnaModerna.com]]></description>  </item>  <item>
    <title>Mangiare bene in tempo di crisi si può</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[MANUELA SORESSI ]]></ame:author><category><![CDATA[alimentazione]]></category><category><![CDATA[ spesa]]></category><category><![CDATA[ risparmiare]]></category><category><![CDATA[ mangiare sano]]></category><ame:pubDate>Mer, 08 Feb 2012 10:31:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/starbene/pdf-well-3/la-crisi-economica/67699849-1-ita-IT/LA-CRISI-ECONOMICA_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />I nostri esperti ci spiegano i trucchi per risparmiare senza rinunciare agli alimenti wellness e di qualità. Provare costa davvero poco]]></description>  </item>  <item>
    <title>Influenza: miti e leggende</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[influenza]]></category><category><![CDATA[ raffreddore]]></category><category><![CDATA[ inverno]]></category><ame:pubDate>Mar, 07 Feb 2012 16:14:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/influenza4/67698205-2-ita-IT/influenza_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />
La stagione invernale è nel pieno del suo splendore con nebbia, neve, pioggia e giornate gelide. E porta con sè anche la odiosa influenza. 
L'argomento non è particolarmente innovativo, ci riconosciamo la scoperta dell'acqua calda :), ma è sempre attuale e può essere affrontato sotto molteplici aspetti. Speriamo che quello che abbiamo scelto sia uno dei meno noti. Parleremo dei &quot;miti&quot; più comuni, e da sfatare, legati all'influenza.
1. Si può prendere l'influenza uscendo al freddo senza essere coperti in modo adeguato, o con i capelli bagnati, o stando in mezzo alla corrente:
La risposta è no: l'unico modo per prenderla è essendo esposti al virus dell'influenza. L'altra informazione è che non esiste una correlazione tra freddo e influenza, anche se generalmente la stagione delle influenze coincide con il clima più freddo. 
2. Bere molti liquidi caldi o mangiare zuppe/brodi aiuta a combattere l'influenza:
Le bevande calde possono aiutare ad alleviare i sintomi, ad esempio il mal di gola, ma non hanno proprietà specifiche che curano l'influenza. Forniscono però quei fludi in più di cui il corpo ha bisogno quando è afflitto da influenza/raffreddore e febbre.
3. Serve l'antibiotico se si ha influenza e febbre alta che dura più di un paio di giorni:Ni. Gli antibiotici servono a combattere i batteri, mentre sono inefficaci contro le infezioni virali quale è l'influenza. Ciò detto, è possibile che infezioni batteriche emergano come complicazioni dell'inflouenza, per cui se i sintomi proseguono o addirittura peggiorano è suggeribile farsi controllare e prescrivere una terapia adeguata se necessaria.
4. Si prende l'influenza dal vaccino:No: il vaccino è fatto da un virus disattivato che non può trasmettere infezione e ci voglino anche due settimane prima che si attivi la protezione. &nbsp;
5. Le persone sane non hanno bisogno di vaccinarsi: Ni. La vaccinazione contro l'influenza è raccomandata per chi soffre di malattie croniche ma chiunque può trarre benefici dall'essere vaccinati. Negli Stati Uniti, ad esempio, le linee guida suggeriscono di vaccinare le persone tra i 6 mesi e i 19 anni, le donne incinte e gli over-49. Ad essi si aggiungono alcune categorie di lavoratori che possono diffondere l'infezione a persone particolarmente fragili, ad esempio chi lavora nel sistema sanitario. 
6. Il vaccino è tutto ciò di cui si ha bisogno per proteggersi dall'influenza:Non proprio. E' certamente un passo utile, ma non è tutto. E' suggeribile evitare il contatto con persone che hanno l'influenza, lavarsi le mani regolarmente e prendere medicinali anti-virali (per i quali bisogna sempre consultare il medico).
7. Una volta fatto il vaccino, sono a posto per la vita:
No: il virus dell'influenza mita ogni anno per cui per essere protetti contro i ceppi più comuni è necessario ripetere la vaccinazione ogni anno.
8. L'influenza è solo un raffreddore particolarmente virulento:
No: l'influenza può causare i sintomi del raffreddore ma non è un raffreddore. 
9. Se uno si sente bene, non può diffondere l'influenza:No: i dati parlano chiaro - tra il 20% e il 30% dei portatori del virus dell'influenza non hanno sintomi.
10. Una volta passata la febbre, si può tornare subito al lavoro?No, è meglio aspettare almeno 3 giorni di riposo assoluto, per evitare complicazioni.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Insonnia: sintomi, cause e cure</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[insonnia]]></category><category><![CDATA[ cure]]></category><category><![CDATA[ dormire]]></category><ame:pubDate>Mar, 07 Feb 2012 15:42:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/insonnia/67698109-1-ita-IT/insonnia_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />In Italia oltre un terzo della popolazione soffre d'insonnia (dati Policlinico Gemelli).
A differenza di quello che si potrebbe immaginare il termine insonnia non equivale a non dormire ma include forme diverse di disturbi del sonno tra cui le più comuni sono la difficoltà ad addormentarsi, i risvegli continui nel corso della notte e il sonno irregolare - quello che potremmo definire volgarmente sonno difficile, caratterizzato da conseguenze sulla vita diurna, in particolare fiacca e sonnolenza, spesso accompagnate da irritabilità, ansia e difficoltà di concentrazione. 
Uno dei modi più comuni per classificare l'insonnia è riferendosi alla durata dei sintomi: 
- si definisce transitoria quella che dura meno di un mese:
- a breve temine se dura per 1-6 mesi;
- e cronica se dura oltre i sei mesi.
 
Le cause dei primi due tipi sono generalmente evidenti, o comunque ricostruibili, da chi ne soffre e sono tipicamente la perdita di una persona amata, nervosismo legato a situazioni specifiche, jet-leg, o malessere legato a problemi fisici (malattie, ferite, etc). 
L'insonnia cronica invece spesso diviene tale a seguito di condizionamenti mentali - dopo alcune notti con sonno difficile si inizia ad associare il letto con lo stare svegli e si dà vita ad un circolo vizioso da cui diventa molto difficile uscire. Il persistere dell'insonnia poi genera ansia sulla incapacità di dormire e a sua volta ne diventa la causa primaria. &nbsp;
L'intervento esterno diventa necessario quando l'insonnia ha effetti negativi sulla capacità di funzionare nel corso della giornata o addirittura sulla salute della persona. 
La American Academy of Sleep Medicine e il National Institutes of Health raccomandano di ricorrere alla terapia comportamentista (CBT) che, è emerso, se anche nell'immediato è più lenta, nel breve periodo ha la stessa efficacia delle medicine nel generare risultati e nel lungo termine è addirittura migliore. Chi tratta l'insonnia con le sole medicine tende infatti a ricadere nel problema appena smette di prenderle.
La CBT - che ha come unico aspetto negativo il richiedere un grosso impegno da parte del paziente che deve andare a tutte le sessioni e deve praticare ciò che è richiesto dalla terapia per migliorare la propria condizione - quando è usata per trattare l'insonnia aiuta i pazienti a trasformare in positivi i pensieri negativi che rendono il sonno una preoccupazione, preoccupazione che rende il rilassamento e l'addormentamento praticamente impossibili. 
Ci sono poi alcuni comportamenti che possono essere adottati per migliorare il proprio sonno, sia da soli sia eventualmente in combinazione con la terapia comportamentista. - Stabilire un numero rigido di ore che si passano a letto: chi soffre di insonnia tende a starci molto sperando così di riuscire a dormire ma in realtà è bene che la mente associ il letto con il sonno per cui un modo per abituarla è imponendo di starci solo il tempo effettivamente passato dormendo. Spieghiamo meglio: se si riesce a dormire in media 5 ore per notte sidovrà stare a letto solo cinque ore il che vuol dire che si dovrà mettere la sveglia ad una certa ora e si dovrà andare a letto solo cinque ore prima dell'ora fissata per la sveglia, indipendentemente dalla sonnolenza. Nel momento in cui quelle cinque ore sono diventate di sonno buono, si può allungare di 15 minuti, e così via fino ad un orario più &quot;normale&quot;.
Questa tecnica aiuta perchè permette alle persone di associare la camera da letto con il sonno invece che con la veglia e la frustrazione.Ci sono poi alcune regole di &quot;igiene del sonno&quot; che aiutano a combattere l'insonnia, tra queste le migliori sono:
&gt; usare il letto solo per dormire
&gt; andare a letto solo se assonnati. Se poi non si riesce a prendere sonno, alzarsi e andare in un'altra stanza e fare qualcosa di rilassante. Rimanere alzati fino a che non torna la sonnolenza e poi tornare a letto. Se il sonno non arriva rapidamente, alzarsi di nuovo. 
Alcune tecniche di rilassamento possono alleviare l'insonnia derivante da preoccupazioni, tensioni della mente o del corpo. Tra queste, la meditazione, esercizi di respirazione, esercizi per il rilassamento dei muscoli e la visualizzazione di contesti tranquilli sono quell che maggiormente aiutano a calmare la mente e rilassare il corpo tanto da portare al sonno. 
L'insonnia infine può essere trattata con le medicine - decisione che richiede obbligatoriamente il coinvolgimento dello specialista. 
Le più comuni sono: 
- le Benzodiazepine, che hanno il difetto di avere numerosi effetti collaterali; 
- le Nonbenzodiazepine, che per alcuni non sono forti abbastanza e hanno comunuque effetti collaterali fastidiosi come stimolare l'insonnia, mal di testa, nausea, vertigini;
- gli antidepressivi - secondi alcuni medici hanno effetti collaterali minori e sul lungo termine sono più sicuri delle Benzodiazepines - generalmente riducono i sogni ma impattano poco sul sonno profondo e hanno comunque come effetti collaterali comuni le vertigini, mal di pancia, aumento del peso e disfunzioni sessuali. Alcune persone sono più nervose o inquiete quando prendono gli antidepressivi per cui in quei casi l'insonnia potrebbe esserne favorita;- la Melatonina: aiuta a controllare il ciclo cicardiano del sonno e della veglia ]]></description>  </item>  <item>
    <title>&quot;Ho smesso di piangere&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[depressione]]></category><category><![CDATA[ veronica pivetti]]></category><category><![CDATA[ libri]]></category><category><![CDATA[ psicologia]]></category><category><![CDATA[ piangere]]></category><ame:pubDate>Mar, 07 Feb 2012 12:16:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />“Ho smesso di piangere” è il titolo del libro fresco di stampa (pubblicato da Mondadori il 6 Febbraio 2012), in cui Veronica Pivetti racconta come è uscita dalla depressione. Una confessione che spiazza. Un racconto che avvicina un’attrice al suo pubblico. Come dire: anche i famosi piangono e….hanno il coraggio di dichiararlo.Perché il problema della depressione è che non può essere raccontata. Ancor oggi, nel 2012 dopo Cristo, ci si vergogna di dire di essere depressi, per paura di non essere creduti. Soprattutto se magari si è belli, intelligenti e con discrete possibilità economiche. “Che motivo hai di essere depresso/a?” è la domanda (retorica) che si sentono rivolgere i depressi di tutto il mondo che apparentemente stanno bene. E così mascherano il loro malessere fino a farlo implodere dentro di sé.Ma dalla depressione non si scappa, come dichiara l’attrice. Puoi nasconderla agli altri, ma non a te stesso. E’ un male oscuro che ti obbliga a restare a letto, ti succhia la forza vitale necessaria persino per fare le operazioni più semplici (vestirsi, pettinarsi, prepararsi da mangiare); per non parlare di lavorare e avere una vita sociale normale.
Diventa difficilissimo comunicare il dolore e il vuoto che si ha dentro, che ti trascina in un buco nero fatto di angoscia e odio verso la vita. Parole che suonerebbero nefaste e miscredenti a chi ha avuto la fortuna di non conoscere la depressione o anche – e qui siamo volutamente un po’ forti – a chi ha problemi più gravi tanto da ‘deridere’ i depressi, senza comprenderne il dramma. Veronica Pivetti racconta che “se mi fossi rotta tutto il corpo sicuramente una schiera di parenti sarebbero venuti a trovarmi in ospedale, ma se ti rompi dentro, nessuno ci crede”. E lo racconta con la sua verve di sempre, perché ha compreso bene che, una volta usciti dalla malattia, si possono descrivere alcuni episodi dolorosi con comicità. Del resto lei è un’attrice comica, amata anche per la sua autoironia, oltre che per la sua bravura.Tutto è iniziato nel 2002 a causa di una diagnosi sul malfunzionamento della tiroide. Con questo, non invitiamo assolutamente i lettori a trovare delle correlazioni tra tiroide e tutti i tipi di depressione. Ogni depressione è un caso a sé: va affrontata, analizzata, studiata, curata. Con tutti i metodi specifici. C’è chi ha bisogno dei farmaci e chi ‘solo’ della psicoterapia e chi del metodo combinato, cioè antidepressivi e terapia di ascolto.Veronica Pivetti in “Ho smesso di piangere” ha scelto di raccontare il ‘suo’ modo di uscire dalla depressione. Un messaggio di speranza per tutti coloro che soffrono in silenzio. E ci piace perché a lanciarlo è un personaggio del grande pubblico: una testimonianza che forse vale più del grande trattato psicoanalitico che, se sei troppo depresso, non riesci nemmeno a leggere e a comprendere.Leggi anche l’intervista ad un grande psicoanalista, Professore Roberto Pani, Docente di Psicologia Clinica all’Università di Bologna: “Si può guarire dalla depressione”? che invece ci porta le testimonianze (positive) dei tantissimi pazienti curati sul lettino.
***E tu cosa ne pensi? Racconta la tua esperienza nel Forum di DonnaModerna.com: Depressione: un male oscuro]]></description>  </item>  <item>
    <title>Spiedini, che soddisfazione!</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[CATERINA CARISTO E FRANCINE RECULEZ ]]></ame:author><category><![CDATA[benessere]]></category><category><![CDATA[ alimentazione]]></category><category><![CDATA[ pesce]]></category><ame:pubDate>Mar, 07 Feb 2012 11:42:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Per Laura Letrari, campionessa di nuoto, il pasto più importante è la colazione, ricca di ogni ben di Dio: cereali, un uovo alla coque, 2 panini con la nutella, una spremuta e uno yogurt. Agli spuntini, un frutto o una barretta e a pranzo un primo di cereali integrali, bresaola e verdure. Dopo una giornata di allenamenti (in questo momento intensissimi, visto che a marzo cominceranno gli Europei), la sera punta soprattutto sulle proteine, che nutrono la muscolatura. E dovendo scegliere tra carne o pesce, Laura non ha dubbi, preferisce quest’ultimo. «Lo adoro è un alimento che mi fa stare davvero bene» ci ha detto.«Non è difficile capire perché» commenta Daniela Morandi, nutrizionista e autrice di un nuovissimo audiolibro sulla dieta Zona. «Quelle del pesce sono proteine estremamente biodisponibili e facili da digerire, perfette di sera. Laura si regola bene anche nella prima parte della giornata: non a caso consuma gli alimenti più energetici entro mezzogiorno, quando bruciarli non è un problema. Aggiungerei solo un pezzetto di grana agli spuntini, in modo che le proteine non manchino nemmeno a merenda».SALMONEContiene omega 3 (ancora di più se è selvaggio), acidi grassi essenziali che aiutano a proteggere il sistema cardiovascolare e favoriscono la concentrazione.2,8 g di omega 3 in 100 g ROMBOContiene pochi grassi, prevalentemente insaturi (buoni), che aiutano a tenere sotto controllo colesterolo e trigliceridi. Le sue carni, delicate e compatte, si digeriscono molto facilmente. È ricco di sali minerali, in particolare calcio e fosforo.264 mg di fosforo in 100 g (corrispondono al 33% della Rda*) GAMBERI Sono una buona fonte di proteine e acidi grassi buoni (polinsaturi, che in parte compensano la presenza di colesterolo), di molte vitamine del gruppo B, di fosforo, potassio e sodio.110 mg di calcio in 100 g (corrispondono al 14% della Rda*) PORRIContengono fi bre, vitamina C (che purtroppo si riduce con la cottura) e minerali quali sodio, magnesio e zolfo. Aiutano ad abbassare il colesterolo. Hanno un effetto diuretico.30 g di fi bre in 100 g (corrispondono al 10% della Rda*)Ricetta Spiedini di PesceIngredienti per 1 persona (3 spiedini): 70 g di filetto di rombo senza pelle, 70 g di fi letto di salmone senza pelle, 3 gamberi sgusciati. Per le verdure: 1 piccolo porro, 1/2 zucchina, 1 carota piccola, 1 cucchiaio d’olio d’oliva, sale.Preparazione: preparate gli spiedini alternando su ogni bastoncino il pesce tagliato a cubetti e infilando un gamberone per ciascuno. Tagliate la parte bianca del porro a fettine e la zucchina e la carota a bastoncini. Fate saltare le verdure in padella con l’olio a fuoco vivo, per 10 minuti circa, mettetele da parte e cuocete al loro posto gli spiedini, 3 o 4 minuti per parte. Salate, togliete il pesce dalla padella e sistematelo sopra le verdure. Bagnate il fondo di cottura con 3 cucchiai di acqua, versate questo liquido su spiedini e verdure e servite.Puoi farli anche con questi ingredienti70 g di tonno70 g di pesce spada1 peperone a falde1 seppia a tocchetti 1 melanzana a dadini]]></description>  </item>  <item>
    <title>Tacchi alti? Occhio alla salute dei piedi</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[tacchi alti]]></category><category><![CDATA[ piedi]]></category><category><![CDATA[ gambe]]></category><category><![CDATA[ muscoli]]></category><ame:pubDate>Mer, 01 Feb 2012 15:23:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Un recentissimo (e innovativo) studio di alcuni ricercatori australiani si è occupato di come l'uso regolare dei tacchi abbia ripercussioni sulla biomeccanica ed il rischio di lesioni. La prima scoperta è che chi usa i tacchi cammina in modo diverso, anche quando non li ha ai piedi, di chi non li usa o li usa poco, e la seconda, più importante, che il piede di chi usa regolarmente i tacchi assume una posizione contratta e con le dita più sollevate, posizione che rimane anche quando la persona è senza scarpe o con scarpe piatte.La conseguenza è che le donne abituate ai tacchi alti si muovono sempre con passi più corti e più decisi, il che si traduce in un accorciamento delle fibre dei muscoli del polpaccio e in uno sforzo molto maggiore per quei muscoli.Cerchiamo di spiegare meglio: per le donne che usano scarpe piatte, camminare è un esercizio che riguarda prevalentemente i tendini (principalmente quello di Achille), per quelle che usano i tacchi, invece, è un esercizio che coinvolge i muscoli.La distinzione biomeccanica è importante perchè, spiegano i ricercatori, numerosi studi hanno mostrato che l'efficienza ottimale muscoli-tendini si ottiene quando la lunghezza del muscolo rimane approssimativamente invariata ed è invece il tendine ad allungarsi e ciò perchè i tendini sono &quot;molle&quot; molto più efficaci dei muscoli.Rispetto a chi usa le scarpe piatte, quindi, quando camminano, le donne che usano regolarmente i tacchi, sia che li abbiano sia che non li abbiano ai piedi in quel momento, si ritrovano a sforzare i muscoli ed avere bisogno di più energia per percorrere la medesima distanza.Ok, ma tutto questo vale il privarsi della gioia di sfoggiare un paio di Jimmy Choo?A nostro giudizio si, nel senso che a parte stressare le gambe più del necessario in condizioni normali, ci si espone maggiormente al rischio di traumi quando si fa esercizio fisico, in palestra all'aperto o ovunque si sceglie di farlo, e questo perchè come abbiamo visto, il piede e i muscoli dei polpacci rimangono in &quot;posizione tacco&quot; anche quando in realtà le scarpe ai piedi sono piatte come quelle da ginnastica.
Un dato significativo che è emerso è che bastano pochi anni di tacchi alti perchè il piede e la gamba si trasformino, per cui è bene fare attenzione fin da giovani.Arriviamo alla conclusione: se si ama portare i tacchi alti e allo stesso tempo si ha interesse per la salute dei muscoli e delle articolazioni delle gambe, è bene cercare di alternarli alle scarpe piatte (privilegiando queste ultime) e se proprio non si sa resistere, bisognerebbe cercare di togliere i tacchi quanto più possibile (ad esempio quando si è seduti alla scrivania).]]></description>  </item>  <item>
    <title>La verità, vi prego, sull'Helicobacter pylori</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gastrite]]></category><category><![CDATA[ ulcera]]></category><category><![CDATA[ stomaco]]></category><category><![CDATA[ medicina]]></category><category><![CDATA[ salute]]></category><ame:pubDate>Mer, 01 Feb 2012 11:27:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/helicobacter-vaira/67688253-2-ita-IT/helicobacter-vaira_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />
Gastrite, ulcere e cattiva digestione: ecco come prevenire e curare un disturbo che interessa 25 milioni di Italiani. E' il sottotilo del libro, edito da Aliberti che il Prof Dino Vaira ha scritto insieme al Dottor Gargiulo (il medico della trasmissione TV 'Elisir'), per rispondere alle domande più comuni che tutti i pazienti sofferenti di mal di stomaco non smettono mai di fare (e a ragione). &quot;Helicobacter Pylori, Benedetto il giorno che ti ho incontrato&quot;, con la prefazione di Daniele Luttazzi, curato dal Prof Vaira, e un'intervista di Gigi Marzullo, è scritto in un linguaggio agile e scorrevole, per il grande pubblico.
Nel Policlinico Sant'Orsola di Bologna, abbiamo conversato con il medico, specialista di Medicina Interna che ha messo a punto la terapia contro l'Helicobacter pylori, e che anni fa ha collaborato con gli scienziati che hanno scoperto il batterio. 
Gentile Prof. Vaira, che cos’è l’Helicobacter pylori?E’ il batterio responsabile dell’ulcera gastrica e della gastrite (la gastrite è l’infiammazione dello stomaco, l’ulcera è una patologia più grave che presenta lesioni ndr). E’ stato scoperto dai medici australiani Barry J Marshall e J. Robin Warren che, grazie a tale innovativa scoperta, hanno vinto il premio Nobel nel 2005.
Mi ha parlato di innovazione: perché?Perché l’individuazione di tale batterio ha rivoluzionato il modo di curare i problemi di stomaco. Fino a pochi anni fa si pensava che la gastrite e l’ulcera fossero unicamente causati dallo stress. E questo faceva sì che i pazienti, affetti da tali patologie, fossero curati a vita con farmaci ‘gastroprotettori’, che il più delle volte risultavano parzialmente efficaci. I pazienti dunque continuavano a soffrire di problemi di stomaco in modo ciclico. Non dimentichiamo che digerire bene migliora la qualità della vita. Pensi cosa può succedere se uno digerisce male 5 giorni su 7!
E adesso invece, grazie alla scoperta dell’Helicobacter, cosa è cambiato?E’ cambiato il modo di curare le affezioni dello stomaco, dicevo. Una volta eradicato il batterio, si guarisce da ulcera e gastrite per tutta la vita. Vale a dire che il batterio non torna più a danneggiare lo stomaco (e la salute del paziente).
Molto interessante, ma come si fa a scoprire se si ha l’Helicobacter pylori?Attraverso il breath test, un test a respiro. Se si lamentano sintomi fastidiosi quali dolore, difficoltà digestive, bruciore, nausea, senso di pesantezza allo stomaco, sonnolenza post-prandiale, reflusso gastro-esofageo, meteorismo &nbsp;e rumori in pancia, vale la pena indagare se è presente l’Helicobacter pylori. La novità è che oggi non occorre più un esame invasivo, qual è la gastroscopia, ma un semplice test sul respiro o sulle feci.Le linee guida europee hanno sancito che il medico di base non deve mai prescrivere la gastroscopia nei soggetti di età inferiore a 50 anni, per la bassissima incidenza di tumore allo stomaco, ma prescrivere il test a respiro. &nbsp;
E una volta risultati positivi? Qual è la terapia?La terapia è a base di un cocktail di antibiotici. Si effettua per 10 giorni, motivo per cui è detta sequenziale. Per i primi 5 giorni si assume l’amoxicillina e per i successivi 5 giorni si cambia tipo di antibiotici: la claritromicina e il tinidazolo. In entrambi i casi si associa l’assunzione di gastroprotettore che protegge, cioè, la mucosa gastrica.
Questa terapia è in grado di debellare il batterio nel 94% dei casi. Una volta eradicato il batterio, abbiamo la certezza che l’ulcera da helicobacter, e quindi il rischio esponenziale al cancro allo stomaco, non torneranno mai più. &nbsp;Il linfoma allo stomaco è l’unico tumore maligno che curiamo con la terapia antibiotica.Tale terapia, tutta made in Italy, è stata riconosciuta dalla FDA (Food and Drug Administration), l’organo più importante della Sanità USA, come la più efficace.
Non c’è bisogno di terapia di mantenimento, dunque?
Assolutamente no. Le lesioni si curano da sole grazie alla capacità di recupero del corpo umano. Chiariamo inoltre che il 95% delle gastrite e delle ulcere è causato da questo batterio e non da un virus, come erroneamente si dice nel linguaggio popolare. 
Tornando all’Helicobacter, come si prende?
La trasmissione è per via materna, cioè attraverso il contatto simbiotico con la mamma nei primi 12 mesi di vita del neonato. E’ brutto da dire, ma un gesto d’amore come l’appoggiare la lingua per sentire la temperatura della pappa, diventa la fonte del contagio.Quindi non si trasmette per via sessuale né attraverso il bacio (da adulti) e nemmeno nei viaggi, a meno che una persona non sosti mesi o anni in luoghi a rischio, che spesso sono identificati dai Paesi igienicamente meno sviluppati, come Asia, Africa, America Latina.
Se la via del contagio è così diffusa, come mai però ne soffrono ‘solo’ 25 milioni di Italiani e non la totalità?
Fortunatamente il contagio non è matematico: su 100 mamme che vivono a stretto contatto con il bebè in presenza di infezione da Helicobacter, 40 lo trasmettono e 60 no. Dipende dal sistema immunitario. Pertanto l’infezione avviene in età infantile, resta asintomatica nel 60% dei casi per almeno 20 anni. 
Entra nel nostro sistema immunitario e cresce con esso, fino a succhiare i nostri anticorpi ogni anno di più.Ecco perché consiglio alle mamme di bambini piccoli di effettuare il test a respiro, o anche a chi è in gravidanza.
Dato che è latente, quando si manifesta?In occasione di un’infezione che mette a dura prova il sistema immunitario. Lo stress invece può rendere manifesto il sintomo di mal di stomaco in tempi più brevi rispetto ad una persona che, in presenza di helicobacter conduce una vita relativamente tranquilla, e quindi non ha paradossalmente occasione di soffrire di mal di stomaco. Ma prima o poi l’Helicobacter si fa sentire.
Si tratta di un batterio pericoloso?Assolutamente sì. E’ un cancerogeno di classe prima, cioè con la pericolosità paragonabile a quella che ha il fumo per il cancro ai polmoni. Questo batterio insidioso, subdolo e traumatico porta nell’arco di 10-20 anni non solo ai sintomi, non soltanto a gastrite e ulcera, ma espone in modo importante all’insorgenza del cancro allo stomaco.
Quindi, effettuando il test a respiro si può prevenire il cancro?
Certo! Se effettuato di norma come screening, è in grado di prevenire il cancro, alla stessa stregua della mammografia per la diagnosi del cancro alla mammella dai 45 anni in su e del tumore alla cervice dell’utero attraverso il pap-test. La prevenzione del cancro allo stomaco è il vero traguardo a cui tendere.Una volta eradicato, guariamo la gastrite e i rischi connessi per 100 anni. Si tratta di un vero miracolo del progresso della scienza.
E’ responsabile solo di ulcera e gastrite o anche di altre patologie?Sì, in particolare di: cefalea, problemi cardiaci tra cui l’angina, l’artrite, l’infertilità, la psoriasi.
Anche del colon irritabile?No
E della tiroide?Nemmeno. E’ stato scoperto però che in caso di assunzione dell’eutirox e contemporanea presenza dellHelicobacter pylori, il batterio inficia la terapia per curare la tiroide. Nel senso che ‘mangia’ gradualmente la dose di eutirox, per cui il paziente è costretto ad assumerne sempre di più.Si ringrazia il Professore Dino Vaira, professore di Medicina Interna presso l'Università di Bologna. ]]></description>  </item>  <item>
    <title>Pillole di nuova generazione</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[pillola]]></category><category><![CDATA[ contraccettivi]]></category><category><![CDATA[ anticoncezionali]]></category><category><![CDATA[ salute femminile]]></category><category><![CDATA[ ginecologa]]></category><ame:pubDate>Mar, 31 Gen 2012 16:37:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/pillola/67686389-2-ita-IT/PILLOLA_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />Le nuove pillole di ultima generazione, introdotte a partire dal 2009, possono essere definite anticoncezionali innovativi perché sono formulate con un basso dosaggio di estrogeni, che riduce i fastidi legati alle pillole tradizionali, senza perdere in efficacia contraccettiva.Una volta assumere la pillola comportava: ritenzione idrica, possibile cefalea, calo della libido e, il più pericoloso di tutti, esposizione maggiore al rischio di trombosi.Oggi tutti questi effetti negativi sono stati in gran parte risolti dalla composizione delle nuove pillole contraccettive che contengono un drosperinone (DRSP), un ormone progestinico, e una concentrazione di estrogeni corrispondente a 20 mg, contro i 60 circa delle pillole degli anni ’70.Dal 1960 (l’anno in cui è stata inventata la pillola) le dosi di estrogeno sono state notevolmente abbassate, con il risultato di migliorare la qualità della vita delle donne che assumono la pillola, e soprattutto la loro salute, in relazione ai disturbi associati sia all'assunzione di contraccettivi orali sia alle fasi del ciclo mestruale.
Oggi la ricerca in campo farmaceutico ha reso possibile la realizzazione di pillole che hanno hanno effetti benefici sul corpo delle donne.Partendo dai disturbi meno gravi, l'ormone progestinico Drosperinone, contenuto nelle nuove pillole, produce l’effetto di ridurre la ritenzione idrica. E questa è una rivoluzione per tutte le donne che temono di gonfiarsi.Per ridurre ancora di più la ritenzione idrica, è importante curare &nbsp;molto l’alimentazione – spiega la Dottoressa Graciela Cognigni, specialista in Ginecologia e Ostetricia, del Centro Gynepro di Bologna. Quando si &nbsp;assume la pillola contraccettiva bisogna ridurre (ma non eliminare) l’assunzione di carboidrati e lieviti, soprattutto nella seconda fase del ciclo mestruale&quot;.
A partire dal 14° giorno, la ritenzione idrica nel corpo femminile diventa &nbsp;naturalmente più marcata: proprio per questo, la donna che assume la &nbsp;pillola, deve aiutarsi con la dieta a basso consumo di alcol, lieviti e &nbsp;carboidrati. Le farine infatti richiamano liquidi. &quot;La pillola non è sinonimo di cellulite&quot;, rassicura la Dottoressa Cognigni alle donne che, &quot;temendo di ingrassare, si espongono al rischio di gravidanze &nbsp;indesiderate&quot;. Il meccanismo della cellulite è qualcosa di più &nbsp;complesso rispetto all’assunzione di un contraccettivo.
Per evitare la ritenzione è meglio inoltre consumare molte fibre, aumentare l’introito di liquidi e ridurre al minimo l’alcol.Con questo tipo di contraccettivo - detto combinato (COC) - non si rischia inoltre emicrania o mal di testa, come una volta. &quot;Il motivo dipende dal fatto che le nuove pillole sono &nbsp;assunte in modo continuativo, senza interruzione tra una scatola e l'altra – prosegue la ginecologa - proprio perché sono composte da una dose bassa di estrogeni che &nbsp;diminuisce anche i disturbi della sindrome premestruale&quot;.
La confezione delle pillole di ultima generaziona di solito comprende infatti sia pillole a basso dosaggio ormonale che altre con effetto placebo, proprio per suggerire la continuità dell'assunzione del contraccettivo.Sono indicate per tutte le donne, sia per coloro che hanno avuto gravidanze che per coloro che non hanno avuto figli.Come si asssumePer iniziare il primo ciclo di assunzione della pillola combinata, la dottoressa Cognigni suggerisce di assumere la prima pillola tre giorni dopo la comparsa delle &nbsp;mestruazioni, per evitare la comparsa del fenomeno di spotting (piccole &nbsp;perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra). E poi di proseguire l'assunzione tutti i giorni alla stessa ora. E passare alla successiva confezione senza interruzioni.
Vantaggi della pillola contraccettiva combinata, ovvero la pillola anticoncezionale di ultima generazione
- Allevia i fastidiosi disturbi associati alla mestruazione (dolori, irregolarità, sanguinamento abbondante con aumentato rischio di anemia)
- Migliora i segni dell’iperandrogenismo (acne, irsutismo)
- Allevia i sintomi della Sindrome Pre-Mestruale, in virtù del fatto &nbsp;che la dose di estrogeni è minore rispetto alla dose che si ha &nbsp;normalmente in un ciclo regolare in assenza di assunzione della pillola.
- Riduce l’incidenza delle ciste ovariche
- Riduce il rischio di tumori dell’endometrio (la mucosa che riveste l’utero. &nbsp;E’ stato osservato che le donne che la assumono per 5 anni riducono la probabilità di ammalarsi di tumore alle ovaie., 
- Riduce il rischio di malattie benigne al seno, il mioma uterino, endometriosi ed episodi acuti di malattie infiammatorie pelviche.- Può ridurre l’incidenza di artrite reumatoide e di alcune malattie della tiroide
Preserva la fertilità perché mette a riposo l’ovaio, evita la formazione di cisti ovariche, riduce malattie infiammatorie pelviche.E’ vero che la libido cala con l’assunzione della pillola? Anche in questo caso la dottoressa Cognigni sfata una leggenda metropolitana. Una volta la pillola era responsabile del calo del desiderio, oggi non si corre più questo rischio.
Novità assolua: l'impianto ormonale sottocutaneoUn capitolo a parte merita l’introduzione di un nuovo sistema anticoncezionale che in Italia si sta adottando dall’estate 2011: si tratta dell’impianto ormonale sottocutaneo di contraccettivi a base solo di progesterone e non di estrogeni.E’ un metodo assolutamente sicuro che per 3 anni rilascia solo ormone progestinico. Può essere utilizzato durante l’allattamento ma anche da parte di donne che non hanno avuto gravidanze. E’ indicato soprattutto per le donne che soffrono di metrorragie (sanguinamento eccessivo e abbondante durante la fase mestruale).Non presenta effetti collaterali, e viene consigliato anche alle giovanissime. In più elimina del tutto il rischio di dimenticarsi di assumere la pillola o di annullarne gli effetti in caso di vomito o diarrea severi.In Italia bisogna avere il patentino riconosciuto dal Ministero della Sanità per somministrare il metodo anticoncezionale sottocutaneo. Il centro Gynepro di Bologna è uno dei pochi in cui si effettua.
(Si ringrazia la Dottoressa Graciela Cognigni, medico chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia in Argentina con indirizzo Fisiopatologia della riproduzione. Lavora presso il Centro Gynepro di Bologna, specializzato in cura dell’infertilità e fecondazione assistica, e si occupa di Ricerca nella Medicina Riproduttiva con il Professore Marco Filicori, Sant’Orsola di Bologna)]]></description>  </item>  <item>
    <title>Cistite ricorrente? Previenila con il mirtillo rosso</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[infezioni urinarie]]></category><category><![CDATA[ mirtillo rosso]]></category><category><![CDATA[ cistite]]></category><category><![CDATA[ rimedi naturali]]></category><ame:pubDate>Dom, 08 Gen 2012 16:49:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />L'uso del cranberry (Vaccinium macrocarpon) o mirtillo rosso faceva parte dei costumi dei Nativi d'America, che chiamavano il frutto dalle bacche rosse Imbi o Atoka.
Il cranberry aggiungeva sapore e vitamine al pemmican (piatto tipico della tradizione pellerossa, composto da un miscuglio di carne essiccata e di grassi), fungeva da rimedio molto efficace sulle ferite, se applicato sotto forma di impacco, tingeva infine i tessuti per tappeti e vestiti. Furono proprio i Pellerossa a far conoscere il mirtillo rosso, ricco in composti fitochimici, ai primi coloni e ai navigatori transatlantici che lo utilizzarono come trattamento preventivo contro lo scorbuto (malattia dovuta a carenza di vitamina C) per almeno 2 secoli.
L'antibatterico urinario
Nel 1923, molto prima della scoperta degli antibiotici, alcuni medici americani prescrivevano già il cranberry per diminuire la ricorrenza delle infezioni urinarie.
Si pensava che gli effetti benefici del mirtillo rosso sulle cistiti derivassero dall'acidificazione dell'urina, determinata dalla forte acidità del succo della pianta.
Questa ipotesi fu confutata alla fine degli anni '50, ma si sarebbe dovuto attendere il 1984 perchè gli effetti della bacca rossa trovassero una spiegazione scientifica, e fossero così reimpiegati nella prevenzione delle cistiti ricorrenti. 
Perchè il mirtillo rosso è efficace contro le cistiti
In realtà, l'assunzione del cranberry modifica la composizione chimica dell'urina in modo da inibire l'aderenza dei batteri, in particolare dell'Escherichia coli, alle pareti della vescica.Quest'azione sembra dovuta alla presenza nella pianta di diverse sostanze ed in particolare delle proantocianidine (tannini condensati) ad elevato peso molecolare.Poichè l'azione delle sostanze del cranberry non è battericida, il mirtillo rosso non induce fenomeni di resistenza ai batteri responsabili della cistite. Pertanto rappresenta una valida alternativa ai trattamenti antibiotici e costituisce un nuovo approccio strategico, soprattutto nella profilassi delle infezioni urinarie recidivanti.Studi clinici recenti dimostrano che l'uso del cranberry permette di ridurre il numero di cistiti in un'incidenza che va dal 20 al 50% all'anno.In commercio il cranberry mirtillo rosso si trova sotto forma di integratori. Si suggerisce di assumerli in cicli periodici nel caso in cui si soffra di cistiti recidivanti e di ripetere l'assunzione subito dopo un attacco di cistite.Per dubbi consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Rallentare l'invecchiamento? Mangia 'rosso'</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[invecchiamento]]></category><category><![CDATA[ anti ossidanti]]></category><category><![CDATA[ cibi]]></category><category><![CDATA[ alimentazione]]></category><ame:pubDate>Dom, 08 Gen 2012 16:09:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />La Nutrigenomica studia la nutrizione legata alla genetica ovvero come il cibo sia in grado di fornire informazioni ai nostri geni.
Il cibo è fortemente correlato con lo stato di salute generale del corpo e in generale con le più diffuse malattie dell'era moderna. Il cibo informa i nostri geni e previene l'invecchiamento. Alcune sostanze in particolare agiscono efficacemente sul processo di invecchiamento, intervenendo sui singoli organi, dato che i danni ossidativi si accumulano su tutto l'organismo.Vediamo le sostanze antiossidanti più importanti:- Una delle sostanze maggiormente studiate è un polifenolo, la curcumina, il pigmento che dà il colore al curry. Sono note da anni le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, e la ricerca ha evidenziato le sue capacità neuroprotettive. La curcumina rappresenta una buona strategia di supplementazione per aiutare a combattere l'invecchiamento cerebrale, oltre che una valida protezione del sistema osteo-articolare.- Il licoperne, estratto dal pomodoro, si concentra naturalmente nella pelle. La ricerca scientifica ha dimostrato il potere del licopene di proteggere la pelle dalla formazione di eritemi solari dovuti all'esposizione di raggi UV. In ultima analisi, dunque, il licopene protegge la pelle dal photoaging.- L'astaxantina è un pigmento rosso presente in natura in numerosi organismi viventi, come i salmoni, ed ha come principale fonte estrattiva la microalga unicellulare Haematococcus pluvialis. Questo pigmento protegge le cellule e i tessuti da danni indotti dai radicali liberi e in primis dall'ossigeno.
- Dall'uva e da molte altre piante si estrae il resveratrolo, che aiuta a ridonare tono e luminosità alla pelleE' inoltre noto per essere un naturale protettore del sistema cardiovascolare, fra le altre azioni protegge cuore e vasi dal colesterolo cattivo.- Dal lievito si estraggono i nucleotidi che vengono aggiunti a molti latti artificiali per lattanti in quanto è stato dimostrato che favoriscono la crescita dei bifido batteri. Si ritiene quindi che un apporto integrativo di nucleotidi possa favorire la duplicazione cellulare delle cellule della difesa immunitaria.Queste sostanze, oltre che nella normale alimentazione, possono essere assunte in forma altamente biodisponibile e concentrata in integratori alimentari a forte azione antiossidante ed antinvecchiamento globale.Scopri gli altri alimenti per restare giovani]]></description>  </item>  <item>
    <title>Quando l'igiene diventa una mania</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[mania]]></category><category><![CDATA[ psicologia]]></category><category><![CDATA[ igiene]]></category><category><![CDATA[ lavarsi]]></category><ame:pubDate>Sab, 07 Gen 2012 11:21:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />A tutti noi è capitato di conoscere persone vivono quasi pensando solo all’igiene: puliscono la casa in modo maniacale, si lavano continuamente le mani, sono terrorizzate dall'idea di contaminarsi con germi e batteri. Cosa significa l'eccesso di igiene?Secondo il Prof. Roberto Pani, Docente di Psicologia Clinica all'Università di Bologna, &quot;queste persone spesso sono molto attente anche con i cibi e sono molto igieniste. La parola chiave che sottende questo discorso sembra essere l’ipercontrollo che, nel caso del lavarsi continuamente, lo sporco è individuato come il nemico che compare continuamente e deve essere debellato&quot;. Diamo per scontato che in questi casi lo 'sporco' non esiste realmente se non come 'forma maniacale' di sterilizzazione assoluta.Perché tale rigore d'igiene?&quot;Gli interlocutori interiorizzati che consultano l’Ego (equivalente psichico del Sistema Nervoso Centrale), cioè il regista che dirige la nostra vita verso i normali desideri, sono molto severi e rigidi, e disturbano il vissuto dell’Ego - prosegue Pani - &nbsp;E’ come se sgridassero il soggetto di non essere a posto, di avere un corpo imperfetto, inadeguato, difettoso e percepiscono lo sporco come il caprio espiatorio che non li fa sentire a posto con se stessi&quot;. Queste persone debbono correggersi ossessivamente e compulsivamente, e quindi non si sentono tranquilli se non si lavano continuamente. Spesso danneggiano la loro pelle che non fa in tempo a riprendere il normale equilibrio. Nei casi peggiori, la pelle, a furia di essere strofinata, si secca e si rovina, si desquama e spesso si graffia,anche producendo ezcemi da contatto, ulcerazioni e infiammazioni da strofinamento meccanico.
Naturalmente queste personenon risolvono niente ?&quot;No, anzi alimentano un circolo vizioso che non termina mai, perché il soggetto non si sente mai a posto e si laverebbe sempre di più.Una volta un colloquio clinico con un paziente - della durata di circa un’ora - si è interrotto per ben sei volte per andare in bagno, per lavarsi le mani. Si sentiva in colpa per la morte della madre che era scomparsa a causa di un incidente stradale all’improvviso. Il suo attaccamento a lei gli impediva di accettarne la perdita e negava l’accaduto percependo la sua colpa, per altro ingiustificata sul piano della realtà, dato che lui non era coinvolto in alcun modo nel luogo dell’incidente.
Una possibile cura in questo caso?
Nel contesto analitico, cioè la relazione tra l'analista e il paziente, una possibile cura consiste nell'avere molta pazienza nell’ascoltare il dolore di tali pazienti qualunque esso sia e cercare gradatamente di intervenire con molto affetto e comprensione, &quot;intercettando&quot; a se stessi come psicoterapeuti quel che manca al paziente, ovvero cogliere il bisogno affettivo che il paziente trasferisce sull'analista. Poi, sempre dal punto di vista dello psicoterapeuta, si tratta delicatamente di riportare il paziente alla realtà che sta vivendo nella propria situazione.
E nella realtà, senza fare un'analisi, qual è una cura?E' importante ascoltarsi profondamente e cercare di capire da dove ha origine quel bisogno di lavarsi ossessivamente e di &quot;disinfettare&quot; qualsiasi cosa con cui si entri in contatto.Ringraziamo il prof. Roberto Pani, psicoanalista e psicologo clinico a Bologna]]></description>  </item>  <item>
    <title>Ritardatari cronici: perchè?</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/salute/ritardo-cronico-psicologia</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[ritardo]]></category><category><![CDATA[ inconscio]]></category><category><![CDATA[ psicologia]]></category><category><![CDATA[ dipendenza]]></category><ame:pubDate>Sab, 07 Gen 2012 10:48:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Alcune persone hanno la cattiva abitudine di essere cronicamente in ritardo. C'è una spiegazione psicologica? 
Lo abbiamo chiesto al Prof. Roberto Pani, psicoanalista a Bologna.&quot;In linea generale, il ritardo potrebbe dipendere da un bisogno di metter da parte un senso di soffocamento che deriva da un difficile rapporto con l’autorità
Si tratta ovviamente di un pensiero non cosciente, ma potrebbe riguardare un bisogno di esprimere disobbedienza, rivolto in modo specifico a qualcuno, per esempio ad un genitore, che rappresenta 'l'autorità’. Spesso però non ci sono motivi evidenti, nel senso che i genitori o altri appaiano come autoritari o sono vissuti come tali. Mi riferisco a persone che hanno avuto per esempio madri che non si sono comportate in modo severo ma che sono state vissute come troppo richiedenti, e che possono aver esercitato la loro funzione materna in modo eccessivo: per esempio, sono state iperprotettive.La persona ritardataria potrebbe aver percepito come costante una richiesta di non deludere le attese dell’altro. Così dalle figure più arcaiche, il soggetto trasferisce inconsciamente il suo senso di oppressione su altre persone che appaiono richiedenti, sia nei rapporti professionali che privati.In altre parole, il soggetto a un certo punto dell’io pnfanzia sviluppa interiormente un tipo di carattere che, per evitare la &nbsp;costrizione ad obbedire, (che ricorderebbe l’oppressione sperimentata in &nbsp;altre occasioni), lo porta a  contestare la puntualità, perché suonerebbe in lui come sottomissione.
La sottomissione va a braccetto con la dipendenza e la protesta diventando un tutt’uno con la disobbedienza automatica: questa sfocia quindi nel puntuale ritardo. Ecco la spiegazione psicologica del ritardo cronico, fino al punto di perdere treni o aerei.
 Possiamo attribuire altri motivi al ritardo?Un altro motivo che riguarda il costante ritardo - non trascurabile, dato che può invalidare importanti appuntamenti - riguarda il bisogno di sfida del ritardatario, il quale può mettere inconsciamente alla prova l’affetto della persona con cui ha appuntamento.
E’ come un bimbo che teme l’abbandono, percepito come una minaccia. Dunque è come se venendo puntuale (o in anticipo), temesse di rimanere solo perchè l''altro potrebbe non presentarsi all'appuntamento. E' come se volesse sempre farsi attendere in modo egocentrico: se tu mi aspetti, vuol dire che mi vuoi bene! Se vengo puntuale vuol dire che sono sottomesso e dipendente da te. Non saprò mai quanto valgo per te
Se questa abitudine compromette la normale vita di relazione c'è una soluzione? Si può correggere?
Il punto consiste nel fatto che tale comportamento è inconscio, quindi, anche se c’è la buona intenzione di giungere puntuale, automaticamente il soggetto arriva in ritardo. Si tratta, infatti, di un aspetto del carattere che si assume precocemente negli anni dell’infanzia, preadolescenza o adolescenza, e che offre sicurezza al ritardatario con la compensazione di aver fatto molte cose prima dell’appuntamento. Come possiamo ottenere maggiore rispetto dal ritardatario cronico?Evitare di fare un braccio di ferro con lui, far finta di niente, scherzarci su, non dargli soddisfazione per il suo egocentrismo, ma richiamarlo alla necessità di essere puntuale, pena la realistica perdita di un programma (che riguarda anche il ritardatario). Evitare di sfogare la nostra rabbia a causa della mancanza di rispetto nei nostri confronti.Alcuni pazienti giungono in seduta molto in ritardo per i motivi più disparati, ma - come ho accennato - il bisogno di protagonismo, egocentrismo, di sfida e di competizione, non si può 'battere' con commenti minacciosi. Personalmente mi limito a segnalare al paziente i minuti del suo ritardo. Quando dal punto di vista psicologico, il paziente è in grado di comprendere il senso del suo ritardo, affronto l'argomento. Solo allora il paziente può comprendere che il suo ritardo in seduta è stato trasferito sulla mia persona, come se fosse una sfida rivolta a qualcun altro del suo passato.Si ringrazia il Prof. Roberto Pani, psicoanalista e psicodrammatista a Bologna]]></description>  </item>  <item>
    <title>Rimedi contro la couperose</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
<link>http://www.donnamoderna.com/salute/rimedi-contro-couperose</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[pelle]]></category><category><![CDATA[ couperose]]></category><category><![CDATA[ rimedi naturali]]></category><category><![CDATA[ erbe]]></category><ame:pubDate>Ven, 06 Gen 2012 00:18:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
E' un disturbo prevalentemente femminile che si manifesta sotto forma di sottilissimi capillari (teleangectasie) sulle guance. La couperose si può accentuare quando fa particolarmente freddo o a causa dello stress. L'uso costante di particolari erbe può attenuare visibilmente il rossore e la sensazione di calore.
Le soluzioni esterneFondamentale è proteggere la pelle dal freddo e dai raggi solari con creme ad alto fattore di protezione solare sia d'estate che d'inverno. Le creme effetto scudo più efficaci sono a base di malva, vite rossa, ginkgo, camomilla, rusco o rosa mosqueta.
A livello topico, molto utili sono gli impacchi di foglie di malva e altea. Si preparano immergendole in acqua bollente. Una volta tiepide, si applicano per 20-30 minuti sulle zone interessate.
L'aiuto interno
Per rinforzare i capillari possono risultare utili i preparati a base di mirtillo, acquistabili sia sotto forma di capsule che di succo. Non devono però abusare di questi rimedi le persone che soffrono di stipsi, poichè il mirtillo svolge un'azione astringente.
Contro la couperose si suggerisce l'associazione di gemmoderivati di vita (Vitis vinifera M.G.1DH) e platano (Platanus orientalis M.G.1DH): 60 gocce del primo da prendere al mattino e 70 gocce del secondo da prendere prima di pranzo, sempre disciolte in poca acqua a stomaco vuoto.
Per ottenere risultanti molto soddisfacenti i gemmoderivati vanno presi per un lungo periodo: gli esperti consigliano di fare tre cicli di tre mesi, da alternare ad un mese di pausa.
Per schiarire il viso
L'Amamelide (Hamamelis virginiana) è una pianta originaria del Nord America di cui si utilizzano soltanto le foglie e i rametti. Ha molti impieghi estetici, ma la sua azione tonificante sui vasi sanguigni e schiarente la rende adatta anche alla cura della couperose. Si trova in molti preparati per la cura della couperose, ma si può usare anche il distillato di amamelide sotto forma di impacchi sulle parti da trattare.
I minerali utili
La couperose si combatte anche con l'utilizzo degli oligoelementi manganese-cobalto: tre dosi alla settimana per periodi prolungati nel tempo. La tradizione popolare consiglia inoltre molti impacchi di erbe dall'azione decongestionante e tonificante per i vasi sanguigni, come il rusco (Ruscus aculeatus) si applica tiepido con bende bene imbevute, da tenere almeno 20 minuti.Nello stesso modo si può utilizzare l'infuso di malva (Malva silvestris), o il decotto di ippocastano, preparato con i frutti privati della scorza]]></description>  </item>  <item>
    <title>Dieta ipocalorica? Cosa succede al corpo</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[dieta]]></category><category><![CDATA[ alimentazione]]></category><category><![CDATA[ corpo]]></category><category><![CDATA[ metabolismo]]></category><ame:pubDate>Gio, 05 Gen 2012 23:58:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/dieta-ipocalorica/67538922-2-ita-IT/dieta-ipocalorica_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />
Una dieta fortemente ipocalorica protratta per lunghi periodi, non adeguatamente formulata e controllata, può produrre una cospicua perdita di peso corporeo totale, di cui solo il 40% è rappresentato dalla perdita di tessuto adiposo. Quando una dieta può definirsi ipocalorica? Quando prevede un apporto giornaliero tra le 300 e le 600 calorie con un minimo di 35-60 g di proteine (fino a un massimo di 0,8 g per kg di peso desiderabile).
Se si segue una dieta ipocalorica per troppo tempo si può incorrere in notevoli squilibri nell'organismo, quali: riduzione della glicemia e del glicogeno (che si traduce in sensazione di stanchezza, fame, facile stancabilità), iperuricemia (l'accumulo patologico di acido urico nel sangue) e bilancio azotato negativo (indici di catabolismo proteico), squilibrio elettrolitico, riduzione del ferro nel sangue, anemia, ipotensione arteriosa e disidratazione.
Una conseguenza importante ai fini della salute è rappresentata dall'insufficienza cardiaca da atrofia cardiaca, che può portare ad aritmie (anche gravi, come segnalato in letteratura negli anni '80 in giovani donne sottoposte a diete restrittive con sola assunzione di proteine liquide!). Avviene contemporaneamente una riduzione parallela del metabolismo basale: in breve tempo il corpo si abitua a bruciare meno calorie e si adatta all'apporto calorico ridotto, rallenta il metabolismo, e brucia sempre meno. Il risultato? La perdita di peso si riduce rapidamente e infine si arresta.
 
Anche i programmi basati su una restrizione calorica meno drastica (riduzione di circa 500-1000 kcal al giorno come nei menu delle diete equilibrate) si associa a riduzione parziale di massa grassa e a riduzione del metabolismo basale.Solitamente, con questo tipo di dieta si riesce a perdere circa 1 kg di peso a settimana, di cui il 60-70% è rappresentato da tessuto adiposo, il resto da acqua e massa magra; per tale motivo è utile associare alla dieta l'esercizio fisico, che riduce nettamente la perdita di massa magra, anzi spesso provoca un aumento della massa muscolare, si oppone alla riduzione del colesterolo HDL (quello buono) e si oppone alla riduzione del metabolismo basale.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Dieta sbagliata? Scoprilo così</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<link>http://www.donnamoderna.com/salute/dieta-giusta</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[dieta]]></category><category><![CDATA[ mangiare]]></category><category><![CDATA[ alimentazione]]></category><ame:pubDate>Mer, 04 Gen 2012 21:08:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/dieta-sbagliata/67538827-2-ita-IT/dieta-sbagliata_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />Per evitare di incorrere in diete sbagliate, l'American Dietetic Association ha istituito un vademecum in grado di riconoscere le diete illusorie e dannose.Per capire se stai seguendo un regime dietetico sbagliato, che potrebbe rivelarsi addirittura dannoso per la tua salute, poniti alcune domande.
- La tua dieta è troppo punitiva? 
Per dimagrire ci vuole disciplina, ma una dieta restrittiva che riduce troppo le porzioni a danno della varietà di cibi ammessi non serve a nulla. Se puoi mangiare solo una categoria di alimento per una settimana è facile che ti venga la tentazione di mollare tutto. Le diete restrittive possono danneggiare alla lunga l'equilibrio psicofisico. E' molto più importante imparare a mangiare bene piuttosto che diminuire al massimo porzioni e varietà di cibi. Se da sola non ce la fai, puoi chiedere aiuto al diet coach.
- Elimina pasta e pane? 
Se la tua dieta prevede l'abolizione di interi gruppi alimentari o, peggio ancora, di nutrienti (come carboidrati o proteine), lascia perdere: il tuo corpo ha bisogno di tutti i nutrienti per funzionare. Basta dosare le proporzioni con equilibrio: 55% carboidrati, 30% grassi, 15% proteine. Mangiare di tutto, ma meno. Scopri i rischi di un regime iperproteico.
- La dieta ti chiede di modificare drasticamente le tue abitudini?
Se ad esempio sei abituata a fare una ricca colazione (buona abitudine) e la tua dieta ti impone di bere al mattino solo un succo di frutta, attenta: rischieresti di abbandonare in breve tempo il regime dimagrante è alto. Non puoi ribaltare le tue abitudini alimentari di punto in bianco: meglio cominciare per gradi come ad esempio ridurre le porzioni, diminuire i condimenti e rispettare le frequenze di consumo dei cibi, in particolare quelli ad alto contenuto di grassi saturi.
Inoltre se la dieta è drastica da subito, il corpo mette in atto un meccanismo di difesa e brucia sempre meno. Quindi, paradossalmente il risultato potrebbe essere 
l'opposto di quello desiderato. 
- La tua dieta ti richiede molto tempo in cucina?
Lascia perdere i menu che richiedono preparazioni lunghe e complicate o ingredienti difficili da reperire: ti stancherai subito. 
- La tua dieta prevede cibi pronti? 
Che dieta è se prevede cibi pronti o beveroni da ingurgitare al posto dei pasti? Ricordati che il fine ultimo della dieta è imparare a mangiare e a cucinare in modo sano. Diffida anche delle diete troppo 'semplici' che ti impongono per esempio di mangiare tutto crudo.
- La domanda delle domande: la dieta promette miracoli?
Se la dieta ti illude con la promessa di farti perdere 3 chili in una settimana, presta attenzione: perdere più di un chilo alla settimana è pericoloso e controproducente, perchè si riacquista tutto a prezzo maggiorato. 
Non dimenticare che per dimagrire e mantenersi in forma è essenziale fare attività fisicaComincia col fare le scale invece che prendere l'ascensore e con una passeggiata di mezz'ora al giorno.E ricorda la regola numero 1: la dieta deve essere equilibrata! Nel dubbio chiedi consiglio al tuo medico o dietologo.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Guida all'automedicazione ragionata</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[automedicazione]]></category><category><![CDATA[ farmaci]]></category><category><![CDATA[ consigli]]></category><ame:pubDate>Mar, 03 Gen 2012 20:50:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/automedicazione-ragionata/67538731-2-ita-IT/automedicazione-ragionata_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />Il fatto che si vendano senza ricetta non vuol dire che vadano assunti con leggerezza. Stiamo parlando dei farmaci da banco, la cui assunzione prevede alcune semplici regole, facili da imparare. E' un po' come nuotare: una volta appreso, è difficile che ci si dimentichi come si fa.
- Leggi il foglietto illustrativo e segui le istruzioni. Dimentica i vecchi foglietti incomprensibili di una volta: i farmaci sono sempre più corredati da foglietti leggibili anche dai non addetti ai lavori.
- Se qualcosa non dovesse essere chiaro, non esitare a chiedere al farmacista.
- Non superare mai la quantità massima consentita.
- Non usare un farmaco da banco per periodi prolungati: in caso di recidive o di inefficacia rivolgiti al medico curante o allo specialista.
- Non prendere insieme due farmaci con lo stesso principio attivo (ad esempio il moment e l'antalgil contro il mal di testa: entrambi sono composti da ibuprofune). Nel dubbio chiedi al medico se puoi assumere 2 compresse dello stesso farmaco, per aumentare la quantità di principio attivo.
- Esponi al farmacista il tuo stato di salute del momento: se hai un problema di salute o di allergie (anche se non sono necessariamente ai farmaci), stai prendendo altri farmaci o sei in gravidanza o allattamento.
- Prendi nota dei tuoi farmaci. Trascrivili su un block notes se ciò dovesse aiutarti a ricordarli più facilmente. Ti servirà per porre domande più precise al farmacista o al medico base in merito all'interazione fra farmaci.
- Non mischiare farmaci e bevande alcoliche: il mix può essere più pericoloso di quanto si pensi.
- Alcuni farmaci da banco come gli antistaminici possono dare sonnolenza: controlla nel foglietto illustrativo, soprattutto se devi metterti alla guida
- Non somministrare ai bambini un farmaco da banco senza chiedere il parere del pediatra.
- Controlla la data di scadenza ed elimina i farmaci scaduti nel contenitore per la raccolta differenziata dei farmaci che trovi all'ingresso o all'interno delle 
farmacie.Conserva i farmaci in un luogo fresco e asciutto e lontano dalla portata dei bambini]]></description>  </item>  <item>
    <title>Igiene alimentare: 10 cose da sapere</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[cibi]]></category><category><![CDATA[ alimentazione]]></category><category><![CDATA[ igiene]]></category><category><![CDATA[ salute]]></category><ame:pubDate>Mar, 03 Gen 2012 20:30:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/igiene-alimentare/67538635-1-ita-IT/igiene-alimentare_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />
Il vademecum di una sana condotta igienico-alimentare. Semplici regole di cui è sempre bene fare un rapido ripasso
1. Lavarsi sempre le mani prima di andare a tavola. Se non si dispone di acqua e sapone, fare uso dei pratici gel disinfettanti per le mani, da portare sempre con sè.2. Non ricongelare mai un prodotto scongelato: si rischierebbe di incorrere nel botulismo, la pericolosissima intossicazione dei cibi. Tale regola è valida anche per alcuni tipi di pane che si acquistano al supermercato: spesso si tratta di impasto precotto precedentemente surgelato e poi riscaldato in negozio. Controllare sempre l'etichetta.
3. Controllare la temperatura del frigorifero: non deve superare i 4°C, altrimenti c'è il rischio che si formino dei microbi che possono causare infezioni alimentari.
4. Pulire regolarmente il frigorifero con una spugna pulita e disinfettata oppure inumidita con un po' di aceto. Niente paura: l'odore evaporerà rapidamente.
5. Non dimenticare i cibi in frigorifero: ricordarsi di controllare regolarmente eventuali cibi che stanno marcendo...
6. Prima di consumarle, lavare frutta e verdura, per eliminare l'eventuale presenza di microbi e di residui come ad esempio i pesticidi. Per una maggiore sicurezza è bene utilizzare il bicarbonato disciolto nell'acqua del lavaggio degli ortaggi da consumare crudi.
7. Controllare la data di scadenza dei cibi, anche di quegli alimenti che non sono facilmente deperibili (come pasta, cereali, spezie...): il rischio è proprio quello 
di consumare cibi vecchi depositati in dispensa da tanto tempo.
8. Dopo la cottura, non lasciare i cibi per più di 2 ore a temperatura ambiente.
9. Proteggere i cibi consumati parzialmente o cotti in casa con la pellicola trasparente o metterli in contenitori ermetici per evitarne la contaminazione.10. Preferire la cottura a vapore che preserva meglio le qualità nutrizionali dei cibiE tu sai conservare i cibi?]]></description>  </item>  <item>
    <title>Se ci si ammala di influenza</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[influenza]]></category><category><![CDATA[ malattia]]></category><category><![CDATA[ trattamento]]></category><category><![CDATA[ consigli]]></category><ame:pubDate>Lun, 02 Gen 2012 15:27:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Trattamento dell'influenza
- Reintegrare i liquidi
Assumere in quantità maggiori del solito acqua, spremute, succhi di frutta e infusi caldi, preferibilmente non zuccherati.- Evitare di coprirsi troppo per non ostacolare la riduzione della temperatura corporea.
- E' consigliabile riposare durante la fase acuta della malattia e per 24/48 ore dopo la scomparsa della febbre. Alleviare i sintomiPer il trattamento sintomatico dell'influenza risultano efficaci molti medicinali di automedicazione, acquistabili senza ricetta medica, quali: antidolorofici, antipiretici, sedativi della tosse, antinfiammatori, mucolitici ed espettoranti, decongestionanti nasali o preparati a base di piante medicinali contenenti i principi attivi con le stesse proprietà.Per il controllo di febbre e dolori sono indicati gli antipiretici e gli antinfiammatori non steroidei (FANS), con alcune preferenze tra i vari prodotti disponibili in casi particolari: il paracetamolo e l'ibuprofene nei bambini (l'acido acetilsalicilico non va somministrato prima dei 12 anni e comunque su indicazione del medico curante); il paracetamolo in gravidanza.Secondo la Medicina complementare durante la fase acuta dell'influenza si può utilizzare un'associazione di oligoelementi quali manganese-rame-zinco-magnesio, mentre per il trattamento antiastenico post-influenzale si possono utilizzare rame-oro-argento.Nei processi infiammatori delle vie respiratorie possono essere un valido aiuto terapie inalanti, con l'utilizzo di aerosol e sostanza con proprietà vasodilatatrici per facilitare la respirazione.Terapia farmacologicaSebbene la vaccinazione antinfluenzale annuale rappresenti la migliore strategia per la prevenzione delle complicanze delle infezioni da virus influenzali, i farmaci antivirali possono essere considerati come ulteriore presidio per il trattamento e la chemioprofilassi dell'influenza.Degli antivirali attualmente in commercio in Italia sono autorizzati per l'uso profilattico: l'amantidina (inibitore M2) e l'oseltamivir (inibitore della neuraminidasi), mentre lo zanamivir (altro inibitore della neuraminidasi) è autorizzato al commercio con l'indicazione per il solo trattamento di soggetti di età maggiore ai 12 anni.E' stato descritto in letteratura che i virus dell'influenza possono acquisire resistenza agli antivirali, pertano l'utilizzo preventivo dei farmaci antivirali non è raccomandato di routine durante le epidemie stagionali d'influenza e, comunque, i farmaci antivirali non costituiscono un'alternativa alla vaccinazione, devono essere sempre assunti su prescrizione e sotto controllo medico. La loro efficacia dipende dalla tempestività dell'assunzione (non oltre 48 ore dall'esordio dei sintomi).
L'impiego degli antibiotici non è giustificato, poichè si tratta di una malattia di origine virale e non batterica. Solo nel caso in cui sopravvengano complicanze o superinfezioni, quali polmoniti o bronchiti batteriche, sarà il medico a valutare l'eventualità della loro somministrazione.Trattamenti specifici potranno essere effettuati nei singoli casi, sulla base delle valutazioni del medico curante.Scopri come aumentare le difese immunitarie in modo naturale.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Aumenta le difese</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[difese]]></category><category><![CDATA[ influenza]]></category><category><![CDATA[ fitoterapia]]></category><category><![CDATA[ oligoelementi]]></category><category><![CDATA[ vitamine]]></category><category><![CDATA[ sistema immunitario]]></category><ame:pubDate>Dom, 01 Gen 2012 19:14:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Dalla natura arrivano mille opportunità e risorse per mantenere il nostro organismo in salute e pronto a respingere gli attacchi della stagione invernale: dall'alimentazione ricca di frutta e verdure di stagione all'apporto di vitamina C naturale con gli estratti di Acerola e Rosa Canina.
Per ottenere una protezione maggiore dalla vaccinazione antinfluenzale si possono associare minerali e vitamine: Zinco, Selenio, Ferro e Vitamina C.
In fitoterapia tra le piante medicinali più utilizzate e studiate per rinforzare le difese possiamo ricordare l'Echinacea, l'Astragalo e l'Uncaria, ma anche gli antichissimi rimedi naturali a base di Aloe vera, Zenzero e Ginseng, ricchi di sostanze in grado di stimolare l'attività del sistema immunitario. Ognuna di queste piante medicinali presenta caratteristiche distinte e peculiari, possiede proprietà farmacologiche indicate per affrontare le diverse esigenze, può avere controindicazioni, deve pertanto essere assunta in modo mirato e competente.
Anche l'oligoterapia è una preziosa alleata per svolgere tutte le funzioni in modo equilibrato: gli oligoelementi sono infatti quegli 'elementi chimici presenti in piccolissime tracce', che svolgono un ruolo essenziale nell'equilibrio metabolico, agendo da stimolo (catalizzatori) di molti processi biologici. Per la prevenzione della sindrome influenzale dell'autunno e per tutta la stagione invernale si possono, quindi, utilizzare cicli di oligoelementi quali Manganese-Rame, oppure Rame-Oro-Argento, utili anche nell'età pediatrica.
Secondo la medicina e la farmacologia omeopotica, contro le malattie dell'inverno ci si può avvalere di cicli di rimedi a base di antigeni batterici autolisati, a dosi infinitesimali.Inoltre, ma non da ultimo, molto importante sarà l'apporto di microrganismi probiotici, ad esempio i lactobacilli, che aiutano a mantenere l'equilibrio della flora batterica intestinale e, in tale modo, agiscono rafforzando le difese immunitarie.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Occhio ai tappi di spumante</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[spumante]]></category><category><![CDATA[ occhi]]></category><category><![CDATA[ oculista]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 18:42:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Allo scoccare della mezzanotte del 31 attenti ai tappi di spumante che, se colpiscono l'occhio, possono procurare lesioni anche gravi. Secondo gli specialisti del Fatebenefratelli di Milano, più che i botti sono i tappi il vero pericolo per la salute degli occhi. Soprattutto per chi stappa le bottiglie, cioè in genere uomini fra i 30 e i 50 anni.
''I danni che subisce un occhio centrato in pieno da un tappo di spumante possono essere gravissimi - ha spiegato Antonio Scialdone, direttore di Oculistica I dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico -. Se il colpo è diretto e da una distanza intorno al metro, il rischio di perdere la vista può arrivare a una percentuale pari al 90%. E comunque anche se si è più 'fortunati' è difficile che l'occhio possa tornare allo stato precedente l'infortunio''. Al pronto soccorso oculistico del Fatebenefratelli, dove la notte di Capodanno ci sarà un chirurgo reperibile, arrivano in media una ventina di questi incidenti gravi all'anno.Per questo Scialdone dà alcune raccomandazioni. La principale è non far volare i tappi ma svitarli. ''Si otterrà un effetto meno coreografico - ha concluso -, ma considerati i rischi è senz'altro meglio seguire il suggerimento''.(Fonte Ansa)]]></description>  </item>  <item>
    <title>Autotest diagnostici in farmacia</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[autotest]]></category><category><![CDATA[ glicemia]]></category><category><![CDATA[ prelievo]]></category><category><![CDATA[ farmacia]]></category><category><![CDATA[ esami]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 18:20:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Cosa sono gli autotest diagnostici?
Forniscono informazioni utili per salvaguardare il benessere del nostro organismo e tenere sotto controllo le diverse patologie.
Possono essere effettuati in pochi minuti, con assoluta praticità e con elevata precisione.
Le autoanalisi in farmacia consistono in un prelievo, tramite semplice puntura del polpastrello, di una goccia di sangue che, messa a contatto con specifici reagenti, viene poi analizzata con sistema automatico.
GLICEMIA
Cos'è
Si determina la concentrazione nel sangue del glucosio, uno zucchero di fondamentale importanza per l'equilibrio energetico dell'organismo.
A cosa serve 
Per evidenziare precocemente alterazioni del metabolismo degli zuccheri (diabete) o mantenere controllata la terapia generale del diabete.
COLESTEROLEMIA
Cos'è
E' un'esame che viene effettuato per determinare il valore del colesterolo, un insieme di grassi presenti nel sangue. Si possono ricercare i valori di colesterolo totale, colesterolo HDL (buono) e LDL (cattivo).
A cosa serve
Per valutare il rischio di aterosclerosi determinato dal deposito di grassi lungo le pareti interne delle arterie. Il test può essere utile anche per verificare l'efficacia di diete o di trattamenti farmacologici tesi ad abbassare il colesterolo.
TRIGLICERIDIMIA
Cos'è
I trigligeridi sono i costituenti principali dei grassi naturali e degli oli. Concentrazioni elevate nel sangue rappresentano un fattore di rischio per l'integrità delle pareti dei vasi. 
A cosa serve Il medico si avvale dei dati del colesterolo e dei trigliceridi per meglio identificare il grado di rischio di malattie cardiovascolari e per la valutazione ddella Sindrome Metabolica.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Pressione alta: 10 cose da sapere</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
<link>http://www.donnamoderna.com/salute/pressione-alta</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[pressione alta]]></category><category><![CDATA[ salute]]></category><category><![CDATA[ misure]]></category><ame:pubDate>Sab, 31 Dic 2011 17:08:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
1. La pressione alta non dà sintomi: bisogna perciò controllarla periodicamente.
2. La pressione varia durante il giorno. Per questo motivo eventuali valori elevati non sempre ne riflettono l'andamento abituale.
3. Le misurazioni vanno effettuate allo stesso orario in giorni diversi.
4. Quando la pressione NON deve essere misurata?
- dopo i pasti principali
- dopo uno sforzo fisico
- dopo aver assunto alcol o caffè
- dopo aver fumato
5. Solo il medico può decidere farmaci per abbassare la pressione. Non è utile chiedere al farmacista.
6. I farmaci vanno assunti regolarmente per mantenere la pressione entro i limiti di normalità
7. Non interrompere mai il trattamento di propria iniziativa
8. Avere sempre una scorta di farmaci adeguata
9. Alcuni farmaci possono interferire con i farmaci usati per il trattameno dell'ipertensione: chiedere al medico o al farmacista
10. Seguire sane abitudini di vita quali:
- ridurre il peso in eccesso
- ridurre l'apporto di sale
- fare esercizio fisico
- non fumare- limitare l'assunzione di alcol(Con la collaborazione del servizio di informazione e documentazione scientifica delle farmacie riunite di Reggio Emilia)]]></description>  </item>  <item>
    <title>Trapianti: elevata la qualità degli interventi italiani</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
<link>http://www.donnamoderna.com/salute/trapianti-qualita-interventi</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[trapianti]]></category><category><![CDATA[ rene]]></category><category><![CDATA[ sopravvivenza]]></category><category><![CDATA[ cuore]]></category><category><![CDATA[ fegato]]></category><ame:pubDate>Ven, 30 Dic 2011 20:28:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Buone notizie dal fronte trapianti: dai dati resi noti dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) emerge l'alta qualità dell'attività di trapianti di cuore, fegato e rene in Italia per il periodo 2000-2009. Tutti i Centri d'Italia si distinguono per efficienza ed efficacia.
Il trapianto di cuore ha raggiunto in media l'83,5% nella sopravvivenza dell’organo ad un anno dal trapianto e l'84,0% nella sopravvivenza del paziente ad un anno dall'intervento. Queste percentuali sono pari, rispettivamente, a 81,6% e 86,0% con riferimento al trapianto di fegato, mentre raggiungono ben il 91,9% e il 97,2% considerando i trapianti di rene.
Ottimi i risultati anche in termini di reinserimento nella normale vita sociale del paziente trapiantato. In particolare, la percentuale dei pazienti italiani sottoposti a trapianto che lavorano o sono nelle condizioni di farlo, e quindi sono stati pienamente reinseriti nella normale attività sociale, è pari al 90,3% per il trapianto di cuore, 78,2% per il trapianto di fegato e 89,8% per il trapianto di rene.
Misurare la qualità dei servizi sanitari nel campo dei trapianti rappresenta, ormai da qualche anno, uno dei mezzi principali per verificare l’efficienza e l’efficacia delle prestazioni erogate a tutti i cittadini in Italia. La pubblicazione dei dati sull’attività di trapianti svolta, sulla sopravvivenza del paziente e dell’organo dopo l’intervento e, più in generale, sulla qualità di vita del trapiantato costituiscono uno strumento utile per avvicinarsi alle nostre strutture assistenziali in modo trasparente e consapevole. 
Il mondo dei trapianti ha da sempre puntato sulla misurazione dell’efficienza delle procedure e l’efficacia degli interventi a breve e lungo termine; proprio per questo, il CNT aderì per primo nel 2002 ad un progetto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per valutare la qualità dell’assistenza sanitaria.
A questo punto non possiamo che ringraziare i chirurghi dei centri trapianto e tutto il personale addetto all’inserimento e all’elaborazione dei dati. (Fonti Ministero della Salute)]]></description>  </item>  <item>
    <title>Gatto in casa da adulti aumenta rischio di allergia</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[gatto]]></category><category><![CDATA[ ricerca]]></category><category><![CDATA[ allergie]]></category><ame:pubDate>Mer, 28 Dic 2011 18:54:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Stai pensando di prenderti un gatto? Se non lo hai mai avuto prima e soffri di altre allergie, ti invitiamo a lasciar perdere, anche se a malincuore. La probabilita' di sviluppare una reazione immunitaria al pelo del gatto, raddoppia o triplica addirittura, secondo quanto sostiene uno studio pubblicato sul 'Journal of Allergy and Clinical Immunology'. Starnuti, affanno, prurito agli occhi e orticaria sono i sintomi che si manifestano in caso di allergia.Se avere un gatto fin da bambini protegge da future allergie, possederlo in età adulta invece ne aumenta la probabilità. Nei soggetti con altre allergie, c'è un rischio maggiore di manifestare una reazione allergica a un felino in casa. E comunque, se proprio si vuole possederne uno, è bene tenerlo lontano dalla camera da letto. &quot;I nostri dati dimostrano che prendersi un gatto in età adulta raddoppia il rischio di sviluppare una 'sensibilita' verso l'animale - spiega il dottor Mario Olivieri, dell'Universita' di Verona - Perciò, gli adulti dovrebbero evitare di avere felini, specialmente se sono sensibili ad altri allergeni e hanno già altre allergie''.
Lo studio ha esaminato oltre 6mila persone nell'arco di nove anni, tramite campioni di sangue. Nessuno dei partecipanti presentava anticorpi ai gatti nel sangue all'inizio della ricerca, cioè non erano sensibili all'animale. Essere sensibili a un allergene non significa necessariamente avere dei sintomi, ma in molti casi può essere la spia che si è portatori di allergie molto forti. Circa il 3% delle persone che non aveva un gatto è diventato sensibile durante lo studio, contro il 5% di chi ha portato l'animale in casa. Quattro su 10 dei nuovi 'sensibilizzati' ha manifestato sintomi di allergia agli animali, 4 volte in più delle persone senza anticorpi ai gatti. Si è inoltre visto che sono diventate sensibili solo le persone che hanno lasciato l'animale in camera da letto.(Fonte Ansa)]]></description>  </item>  <item>
    <title>Abbuffate? Non fare questi errori</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[abbuffate]]></category><category><![CDATA[ cenone]]></category><category><![CDATA[ linea]]></category><category><![CDATA[ dieta]]></category><ame:pubDate>Mer, 28 Dic 2011 17:36:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
1) No ai digiuni
Non cercare di recuperare le calorie in eccesso, restando a digiuno il giorno dopo una grande abbuffate. Accumuleresti un appetito esagerato che sarà soddisfatto solo con un'altra grande abbuffata.
2) Sì alla colazione
Non saltare la colazione anche se la sera prima hai cenato abbondantemente. Limitati al massimo a the o caffè e latte con biscotti integrali.
3) No al menu liquio
Non cedere ai pasti a base di tisane o solo yogurt o solo frullati: mangia normalmente ma in quantità ridotte se ti senti ancora sazia dal giorno prima
4) No ai lassativiPensare di prendere lassativi per sgonfiarsi è un'errata convinzione. Meglio aumentare il consumo di fibre, anche sotto forma di cereali a colazione.
5) No ai farmaci diureticiSe proprio senti l'esigenza di sgonfiarti ricorri alle tisane drenanti, ma non assumere farmaci diuretici, che vanno presi solo sotto consiglio del medico
6) No al fitness selvaggio
Non ti costringere ad allenamenti estenuanti e lunghissimi: meglio 20 minuti al giorno per tutto il prossimo mese
7) No al vomito autoindotto
Anche se ha un connotato da bulimica, non potevamo non inserire questa non-regola nel nostro decalogo delle cose da non fare.  
8) No all'eccesso di cibi lightResistere alla tentazione di riempirsi di cibi light, bevande senza zucchero, caramelle dolcificate, perchè tanto 'sono light'
9) No ai pasti sostitutiviNon fanno miracoli e non inducendo il senso di sazietà, rischiano di aumentare l'introito calorico
10) Via le ossessioniLa bilancia non è l'unico sistema di misura dei danni post-abbuffatta. Ciò che conta sono i centimetri, lo specchio e...la prova jeans. Se per un po' non riesci ad entrare nel tuo amato paio di jeans, senza trattenere il respiro, rilassati, programma un piano di pronto intervento e perseguilo con tutta la tua buona volontà. Come detto sopra, basta ridurre le porzioni, fare movimento tutti i giorni per almeno 20 minuti e...per un po' dimenticare gli eccessi!]]></description>  </item>  <item>
    <title>Quando la malinconia è sintomo di creatività</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[creativita]]></category><category><![CDATA[ psicologia]]></category><category><![CDATA[ malinconia]]></category><category><![CDATA[ depressione]]></category><ame:pubDate>Mar, 27 Dic 2011 19:17:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />
Molti artisti contemporanei e del passato tra cantanti, (Fabrizio De Andrè), pittori (Van Gogh), poeti (Giacomo Leopardi), attori (Vittorio Gassman), filosofi (Arthur Schopenhauer), insomma, persone creative sono risultati distimici, ossia leggermente depressi, malinconici, bloccati nell’agire e nel vivere positivamente.Secondo il professore Roberto Pani, Psicologo Clinico a Bologna, alcune forme di distimia non sono vere e proprie depressioni in senso clinico, ma possono essere considerate come malinconie, stati d’animo melanconici e momenti 'down' della propria esistenza. Spesso questi periodi di vuoto appaiono dopo ripensamenti su eventi subiti o decisioni effettuate oppure dopo piccole vicende e ristrutturazioni della propria vita, stati di essere che immobilizzano, ma non fermano del tutto il movimento creativo nel suo processo globale.Questo significa che certi fantasmi, paragonabili cioè a elementi tossici - le tossine della mente - hanno la prevalenza sullo scorrere del pensiero, anche inconscio, quel pensiero che coincide con le fantasie della mente. Queste ultime assomigliano metaforicamente al plasma (la parte più liquida del tessuto sanguigno) che scorrendo normalmente, raggiunge nella persona sana i tessuti più distali e periferici con gli eritrociti che conducono ossigeno: il plasma trasporta vitamine e sostanze nutritive per mantenere in vita e in buona salute le cellule, per esempio combattendo i radicali liberi che logorano e invecchiano i tessuti per mezzo degli antiossidanti che purificano l’organismo.In altre parole, più fantasie scorrono in noi - come nei sogni - maggiori possibilità di essere creativi e di rinnovarci verso il cambiamento positivo avremo a disposizione per una vita sana. I fantasmi invece sono statici, rendono l’individuo inerte e inerme perché lo perseguitano. Occorre sciogliere questi tumori psichici o comunque non farli prevalere nella nostre psiche.
Accade così che alcune persone sono, per un certo periodo, seppur non troppo lungo, invasi e bloccati nel vivere quotidiano. Manifestano atteggiamenti depressivi con convinzione. In quei momenti non sono produttivi, ma passivi, abulici, tristi e a volte angosciati. Fortunatamente accade di frequente che vicende stimolanti o favorevoli situazioni affettive possono far ritornare la prevalenza di fantasie dinamiche e in movimento e conseguentemente tanto amore e passione per le cose del mondo. Queste persone, da malinconiche tornano ad essere creative quando non addirittura a volte geniali. E' come se tornasse la gioia di vivere dopo un periodo di lutto, che aveva comportato una scarsa convinzione di vivere.In questo senso, la malinconia assume una valenza creativa. Dove per creatività si intende anche capacità di risolvere problemi, e non solo l'espressività artistica. E' come se il soggetto si fermasse per un periodo e chiedesse inconsciamente di essere visto, guardato e amato. Si mette allora in movimento e recupera le proprie forze.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Buona Maestra Televisione...di salute</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[tv]]></category><category><![CDATA[ programma]]></category><category><![CDATA[ salute]]></category><category><![CDATA[ medicina]]></category><category><![CDATA[ prevenzione]]></category><ame:pubDate>Dom, 25 Dic 2011 18:41:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/televisione/67520735-2-ita-IT/televisione_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />
L'80 degli Italiani teme di non riuscire a coprire le spese di un'assistenza sanitaria adeguata. Farmaci ed esami costano sempre di più e così aumentano le visite al medico di famiglia, il vero punto di riferimento sulla salute per il 92% dei cittadini. E cresce l'attenzione per la prevenzione. Sono alcuni dei dati di un sondaggio web condotto dalla Simg (Società Italiana di Medicina Generale) e presentato in occasione del suo 28° Congresso nazionale, svoltosi a Firenze dal 24 al 26 novembre.
&quot;I nostri pazienti desiderano avere sempre di più informazioni qualificate e puntuali sugli stili di vita da seguire&quot; ha spiegato Claudio Cricelli, presidente della Simg, al Congresso nazionale di Firenze &quot;e il 42,9% li cerca in tv. Vogliono sapere come evitare le cosiddette &quot;patologie del benessere&quot;: basti dire che la sola obesità costa ogni anno 2 miliardi di euro, oltre a 75.000 vite&quot;. 
Per offrire risposte a un pubblico più ampio possibile, la Simg farà da supervisore su Rete 4 per un programma Tv che offrirà ogni giorno consigli pratici di salute.&quot;Sarà come entrare in uno dei nostri ambulatori&quot; ha spiegato Cricelli. Il programma, dal titolo &quot;Benessere - il ritratto della salute&quot;, prenderà il via dal 9 gennaio, alle 11, e proseguirà per 30 puntate più uno speciale di apertura in onda il 18 dicembre alle 14.30. La trasmissione, con la 'firma' della Simg, avrà inoltre una vetrina su internet dedicata alla medicina dei sani. &quot;Il valore soglia che separa chi può curarsi da chi non ce la fa&quot; ha ricordato il presidente della Simg &quot;può essere di soli 200 euro. Per le famiglie a basso reddito, fino a 1.800 euro al mese, il ticket su un esame o un farmaco può significare la non accessibilità alle terapie. Noi andremo nelle case degli italiani per spiegare come curarsi al meglio, per responsabilizzarli sul buon uso delle risorse&quot;. Fra le rubriche del programma un appuntamento fisso con il presidente dell'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) , Sergio Pecorelli, nel quale si insegnerà come utilizzare nella maniera più appropriata i farmaci&quot;.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Dalla natura un aiuto per il tuo girovita</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[pancia]]></category><category><![CDATA[ gonfiore]]></category><category><![CDATA[ rimedi naturali]]></category><category><![CDATA[ girovita]]></category><ame:pubDate>Dom, 25 Dic 2011 17:43:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<img src="http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/articoli-vari/girovita/67520613-2-ita-IT/girovita_dm4ar-v.jpg" alt="Salute" /><br />L'aumento del girovita, soprattutto dopo i pasti, non è un sempre un problema di sovrappeso o di accumulo di grassi, ma può avere diverse origini, come squilibri intestinali, difficoltà digestive, intolleranze alimentari, affaticamento epatico con conseguente ritenzione di liquidi.La sindrome della pancia gonfia è un disturbo molto diffuso, soprattutto nelle donne con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini. Rispetto a 15 anni fa, oggi le persone che soffrono di questo disturbo sono più del doppio; si stima, infatti, che oltre 1/3 della popolazione lamenti sintomi da colon irritabile almeno una volta nella vita.L'eccesso di gas intestinale causa spasmo &nbsp;e distensione dell'addome. Questo gonfiore può variare durante la giornata ed è molto sensibile al tipo e alla quantità di alimenti assunti con la dieta.La sensazione di pancia gonfia è associata a fastidio e talvolta a dolore. Le cause più comuni sono:
- Cattiva digestione
- Intolleranze alimentari come quella, diffusissima, al lattosio http://www.donnamoderna.com/salute/intolleranza-al-latte
- Scorretta associazione, nello stesso pasto, degli alimenti
- Assunzione di carboidrati e soprattutto dolci in eccesso
- Alterato assorbimento dei gas intestinali
- Stress, ansia- Sindrome del colon irritabilePer contrastare l'eccesso di gas intestinali ed i fastidi che spesso accompagnano la sensazione di pancia gonfia, può essere utile l'assunzione di alcuni estratti vegetali ed enzimi, sotto forma di integratori o supplementi alimentari.Per facilitare la funzione depurativa può essere utile l'assunzione delle foglie e dei fiori di Carciofo (Cynara scolymus L. folium e capitula), mentre una migliore funzione digestiva può essere facilitata dagli enzimi, della Lattasi e dall'attivazione di metabolismi diversi garantiti dalla presenza del fucus vesciculosus.La lattoferina gioca invece un ruolo importante nella risposta infiammatoria ed immunitaria, insieme ad una limitazione di crescita intestinale di batteri fermentativi,mentre il Melilotus officinalis garantisce un buon effetto drenante. Infine l'azione della Melissa officinalis agisce sulla muscolatura liscia dell'intestino come coadiuvante contro lo stress che si ripercuote a livello gastrointestinale. L'assunzione contemporanea di enzimi digestivi e della lattasi, unitamente ed estratti vegetali selezionati per favorire la funzione epatica e renale, costituiscono un valido aiuto per contrastare gonfiori e tensioni addominali.Scopri altri metodi per ridurre il gonfiore addominale.]]></description>  </item>  <item>
    <title>Il significato psicologico del regalo</title><ame:section_name><![CDATA[Salute]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://www.donnamoderna.com/salute]]></ame:section>
<link>http://www.donnamoderna.com/salute/regalo-significato-psicologico</link>
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<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[psicologia]]></category><category><![CDATA[ regali]]></category><category><![CDATA[ natale]]></category><category><![CDATA[ psiche]]></category><category><![CDATA[ contratto]]></category><ame:pubDate>Sab, 24 Dic 2011 19:24:00 +0100</ame:pubDate>
  <description><![CDATA[<br />Da un punto di vista psicologico, come possiamo intendere il regalo, professore?Il regalo come dono è uno degli atti più belli quando riflette un atto autentico: anticamente si regalava, ossia si donava agli Dei, da parte di tutte le civiltà antiche per placarne l'ira e per ricevere favori. Il regalo, nel senso più estensivo del termine, dovrebbe significare regalare se stessi, regalare amore.Il senso che è alla base del donare dovrebbe indicare un atto di dare senza ricevere nulla in cambio. Sembrerebbe un gesto fine a se stesso, assolutamente personale. In realtà qualcosa in cambio la si ottiene: oltre all'usanza di scambiarsi dei doni, in primo luogo chi fa un regalo riceve attenzione, spesso gratitudine si guadagna l’immagine di altruismo.Che significato assumere il regalo in questo articolare paricolare sociale e politico?la società mette in risalto spesso solo l'aspetto consumistico del regalo, l'acquisto.Oggi il regalo spesso assomiglia ad un rito, un qualcosa da ripetere più per dovere che per iniziativa personale. Si cerca qualcosa in fretta e non ci si identifica con il desiderio del destinatario, pertanto si regala a volte una cosa qualunque, senza tanti sentimenti guardando più alla spesa per l’acquisto che all’atto affettuoso in sé. Pensiamo al Natale: soddisfa l'atmosfera evocativa della festa e ci sembra di essere soli se non si riceve o non si regala nulla.Si tratta spesso di un sentimento che ha origine nella festa stessa, che appartiene a una tradizione culturale, dunque...Penso in realtà che il senso di un regalo dovrebbe evocare l’emozione di sentirsi più uniti, un atto che dovrebbe comunicare stima e affetto all'altro, che può sostituire le parole.Tale mezzo di comunicazione, il dono dovrebbe essere esclusivamente rivolto alla persona che lo riceve, dovrebbe interpretare il gusto, il desiderio, quasi indovinare ciò che nell’altro è ancora inconscio, non ancora espresso o confessato in precedenza. Cosa vogliamo comunicare con quel dono? Quali apprezzamenti per l’altro? Regalare può essere un momento di conoscenza profonda dell’altro e osservare le sincere reazioni dell’anima, non tanto formali, ma autentiche. Si tratta di interpretare gli interlocutori intrapsichici, quelle parti interiori cioè che il destinatario del regalo spesso nemmeno conosce.Lo scambio non dovrebbe essere un'operazione commerciale, non dovrebbe essere un contratto stipulato per secondi fini.Tuttavia purtroppo il regalo non è sempre così romantico...Nella nostra società dei consumi, il regalo può effettivamente equivalere a una mercanzia in potenza e lo scambio di regali, uno scambio tanto programmato a certi fini materiali quanto soppesato per un favore richiesto. Si tratta in questo caso di un baratto che diventa in tal modo l’essenza ultima del regalo. Si chiama regalo, ma non è più un dono: ti do questo perché più o meno indirettamente tu mi darai questo altro.Sotto tale aspetto il regalo potrebbe evocare una forma primitiva mascherata di mercanzia. La natura umana in questo caso poggerebbe sul concetto di mercato e di contratto.In realtà, il bambino quando nasce &quot;si aspetta&quot; dei doni dalla madre che si propone di nutrirlo con il proprio latte: questo mi sembra il dono per eccellenza. In seguito tutti i regali sono da considerarsi doni che mostrano l’amore e l’affetto sincero, almeno per il bambino che li riceve. Con il tempo il bambino dovrà convivere tra due ordine del reale: quella affettiva, il senso affettivo rappresentato dal dono e quella mercantile basata sull’interesse materiale ed economico dello scambio del profittoDovremmo per lo meno essere consapevoli di questi due ordini, separare i due raggruppamenti quello sociale, economico da quello fortemente connotato e sorretto dai sentimenti umani.L’ordine affettivo è più ideale, forse un po’ magico e incantato e radicato nella poesia dell’infanzia, nel secondo ordine la società mirerebbe a regolare i rapporti tra soggetti per mezzo del civile scambio tra aspetti di convenienza.
Mi sembra che sarebbe utile poter analizzare come il dono e il contratto siano entrambi espressioni umane nel senso che l’essere umano, proietta al di fuori del proprio Sè azioni che indicano che il soggetto entra in relazione con gli altri, cioè alimenta il legame e la forma sociale. Ogni soggetto esprime la propria interiorità dandosi una forma sociale quindi anche attraverso lo scambio di cui dispone. La relazione e la comunicazione, cioè lo scambio, rappresenta l'esteriorizzarsi umano e costituisce una importante caratteristica dell'uomo stesso.]]></description>  </item></channel>
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