Una vasca con piante fluttuanti e il via vai di pesciolini dai colori sgargianti è uno spettacolo affascinante per grandi e bambini. Ma l'idea di un acquario a volte sembra troppo impegnativa. Soprattutto perché si sa poco sulle cure davvero necessarie.
«La prima volta l'ideale è allevare specie tropicali di acqua dolce» spiega Marco Rosetti, esperto di acquariofilia (www.acquaportal.it e www.neogea.it). «Nei negozi specializzati si possono trovare circa un migliaio di varietà. Una scelta vasta che permette a chiunque di acquistare i pesci che piacciono, per grandezza o tonalità». Ma non si può iniziare senza prima capire il funzionamento di quel mondo un po' speciale che è l'acquario. Per partire con il piede giusto, e non scoraggiarsi, ecco quali sono le cose da fare e quali da evitare.
L'acqua va cambiata spesso? Sì. Il filtro non smaltisce tutti i rifiuti organici lasciati nella vasca dai pesci. Per questo l'acqua va sostituita almeno una volta alla settimana. Ma non completamente: basta solo il 10-15 per cento del totale. Questa operazione va fatta più spesso se l'acquario è piccolo: se l'acqua è poca, infatti, si deteriora più velocemente.
È meglio usare le piante finte? No. Di regola bisogna scegliere quelle vere. Sono molto importanti per mantenere l'equilibrio chimico dell'acquario perché assorbono i nitrati, sostanze che indeboliscono i pesciolini. Inoltre combattono l'inquinamento dell'habitat. Anche tra i pesci ci sono specie vegetariane a cui piace mangiare le foglie degli arbusti. In questo caso, per non rifare frequentemente l'arredo della vasca, si mettono piante di plastica.
La vasca ha bisogno di luce? No. La luce solare contribuisce ad aumentare le alghe che si formano sui vetri dell'acquario appena l'acqua è un po' sporca. Per questo è meglio sistemare la vasca in un angolo della casa dove non può essere colpito, e scaldato, dai raggi diretti del sole.
La convivenza è difficile? Sì. Esistono delle specie aggressive e litigiose, per esempio il Betta Splendens chiamato anche “pesce combattente”. Ecco perché la scelta non deve essere casuale e basata solo sull'aspetto e il colore dei pesci. Prima dell'acquisto, quindi, è bene chiedere al negoziante quali sono i pesci che convivono pacificamente. Altrimenti c'è il rischio di ritrovarsene qualcuno con una pinna morsicata o addirittura morto.
Serve molto mangime? No. Il troppo cibo è proprio una delle principali cause di moria dei pesci d'acquario. Il mangime va dato una o al massimo due volte al giorno e deve essere consumato subito. Se sta a lungo a mollo nell'acqua, la sporca e l'inquinamento provoca le malattie. Perciò, nel caso in cui rimangano degli avanzi dopo il pasto, è sempre meglio toglierli immediatamente con una paletta. Affinché l'alimentazione sia il più equilibrata possibile, il classico cibo per pesci (si compra anche al supermercato) va integrato con altri tipi di mangime vivo (per esempio, larve di zanzara). Alle specie che si nutrono di vegetali, si può dare anche qualche pezzetto di zucchina sbollentata, insalata o un po' di frutta. Ma senza esagerare. |