L'acquario di casa ha un nuovo inquilino. Che non aspetta altro che di sguazzare in mezzo agli altri pesciolini. "Ma per salvaguardare la sua salute, dal trasporto all'inserimento nella vasca, occorre usare alcuni fondamentali accorgimenti" raccomanda Cristian Gelmuzzi, acquariofilo. Il motivo? Se il passaggio dal sacchetto di plastica, in cui è stato messo dal negoziante, all'acquario è troppo rapido, il pesciolino rischia uno shock termico. Il suo sistema immunitario indebolito, farebbe ammalare, se non morire, l'animale. Ecco allora le mosse giuste da fare per evitare qualsiasi problema.
Tragitto breve Il pesce viene consegnato in un sacchetto di plastica contenente dell'acqua e chiuso all'estremità da un nodo. Lì dentro il pesciolino ha tutta l'aria, e quindi l'ossigeno, che gli serve per vivere. "Massimo un paio d'ore, però. Se il tragitto dura di più, la sua salute ne risente" spiega l'esperto. Una regola che vale sempre, a maggior ragione se fuori fa freddo. Il motivo? Ancora una volta lo sbalzo termico: dall'acquario al sacchetto, all'esterno. Le conseguenze? Le stesse: l'animale potrebbe ammalarsi. "Perché tutto questo non accada, bisogna mettere il sacchetto con il pesce in una scatola in polistirolo espanso (quella per alimenti va più che bene). Anche una borsa termica da picnic può far al caso" consiglia l'esperto. "Con un'accortezza: mai scuotere il contenitore per evitare di sballottare l'animale".
Luci spente È il momento di mettere il nuovo arrivato nell'acquario. "Innanzitutto, bisogna spegnere i faretti: la loro luce intensa provocherebbe uno shock al pesciolino" spiega Gelmuzzi. "Poi, per evitare un brusco passaggio dal freddo al caldo, occorre immergere il pesce chiuso nel suo sacchetto". Così da permettere all'acqua racchiusa nella plastica di intiepidirsi poco per volta.
Passaggio dolce Dopo una ventina di minuti, si prende un bicchiere d'acqua dalla vasca e la si versa nel sacchetto. L'operazione va ripetuta per altre due volte, a distanza di 5 minuti. A questo punto, la temperatura dentro la busta e quella dell'acquario dovrebbero essere uguali. "Per maggiore sicurezza, conviene controllare con un termometro" suggerisce l'esperto.
Via libera Ora si può liberare il pesciolino dal sacchetto. Se esita, e resta rintanato sul fondo, non bisogna forzarlo, toccandolo con le mani. Il rischio è di procurargli sia delle microlesioni sulla pelle sia di togliergli lo strato protettivo di mucosa. Meglio aspettare invece che inizi a nuotare da solo.
Tempi lenti In genere il nuovo arrivato si rifugia in un angolo riparato dell'acquario. Meglio lasciarlo in pace. Cercare di attirare la sua attenzione battendo sul vetro è un errore: si spaventerebbe. Nessun timore poi se non mangia. Lo stress del viaggio potrebbe avergli tolto l'appetito. "Attenzione, però: il cibo avanzato va tolto dalla vasca perché, marcendo, inquina l'acqua. Ma è questione di pochi giorni. Trascorsi i quali, il pesciolino si sarà perfettamente ambientato" conclude Cristian Gelmuzzi. |