L’Italia al contrario. Ecco la sintesi perfetta della coppia Bisio-Siani. Il primo milanese e milanista ma pelandrone (e quindi molto napoletano). Il secondo napoletano e tifoso del Napoli ma gran lavoratore (e quindi molto milanese). Dopo i 30 milioni incassati da Benvenuti al Sud sono tornati al cinema con Benvenuti al Nord.
Li abbiamo messi uno di fronte all’altro per l’ultima volta, distraendo Claudio Bisio da Zelig, che ora sta conducendo, e Alessandro Siani dallo spettacolo teatrale Sono in zona show. E mettendo in scena una partita a due, fra battute e colpi a sorpresa. Perché né uno né l’altro riescono a restare seri per troppo tempo, anche se parliamo di governo Monti e di lotta all’evasione fiscale. Il risultato? Un’intervista doppia brillante, ironica, spensierata. Come il film di cui sono protagonisti.
Terminate questa frase: voi avete solo...
Bisio: «O’ mare, o’ sole, a’ pizz!».
Siani: «La nebbia? Non è vero: a Milano sta sparendo anche quella. Avete solo la Borsa, ecco. Però non sta vivendo buoni momenti».
Dateci la definizione corretta di spread.
B: «È inglese ma si coniuga in germanico, vuol dire che siamo tedesco-dipendenti».
S: «Significa che se continua così devo andare a dormire a casa di Angela Merkel».
Vediamo come siete messi con i dialetti. Bisio: qual è la sua parola preferita in napoletano?
B: «Jamme jà. Traduzione: andiamo va’ oppure non dire fesserie!».
S: «Hai ragione. Uno a zero per te. La mia preferita in napoletano è m’aggio arrecreato».
B: «Cosa sarebbe?».
S: «Che me la sono goduta proprio alla grande».
B: «Allora traduci se gh'é!».
S: «Vuol dire: non ho capito, oppure ma che vuoi?».
B: «No, due a uno per me. È semplicemente cosa c’è?».
S: «Vabbuò. Se la metti così dimmi cosa significa sfaccim?».
B: «Non fare il presuntuoso, lo sborone, ma temo che sia qualcosa di peggiore perché ogni volta che pronuncio questa parola arrossisci».
S: «Infatti non c’entra niente. È una cosa volgare, attinente alla sfera sessuale maschile. E secondo me il significato lo hai pure capito, ma continui a prendermi in giro».
Ok, due a due. A parte gli scherzi, quali sono le reali differenze fra voi due?
S: «Tante. Claudio, io ho 36 anni tu 54: a volte sembri il mio fratellone, altre il papà, altre ancora mio figlio».
B: «Che fai, il remake della canzone di Tiziano Ferro, La differenza fra me e te?».
S: «Più che di quella noi napoletani potremmo fare il remake di Rosso relativo, perché il rosso dei semafori da noi è sempre relativo...».
Meglio le donne campane o lombarde?
B: «Le bolognesi e le fiorentine».
S: «Che paraculo! In realtà nel nostro film lanciamo il messaggio che l’amore è la cosa più democratica del mondo».
Favorevoli o contrari al governo Monti?
B: «Lo appoggio. Ma lo giudicherò dai risultati».
S: «Aspettiamo. Intanto mi sono accorto che mangia poco. È così magro, poverino. Però è bravo: mantenersi in forma è importante».
Qual è il vostro presidente del Consiglio ideale?
B: «Prima facciamo una riforma che accetta il doppio premierato e poi ci candidiamo io e Siani in coppia».
S: «Se arriviamo a questo punto, vuol dire che la situazione è diventata veramente grave».
Favorevoli o contrari ai blitz della Finanza?
B: «Favorevolissimo».
S: «Sono anni che chiediamo un’Italia più equa e ora ci ritroviamo Equitalia. Giusto no?».
Non è che dopo Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord ci dobbiamo aspettare Benvenuti a Cortina?
B: «Be’, la rosa dei venti ha otto punti cardinali, quindi adesso possiamo pensare a Benvenuti al Nord ovest, poi a Nord est...».
S: «Non succederà. In realtà sarebbe bello recitare insieme in uno show teatrale».
B: «Ma chi sarebbe l’uomo nella coppia?».
S: «Il problema sarebbe chi fa la donna...».
Ultima sfida: cantate l’inno d’Italia.
B: «Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, dell’Elmo di Scipio s’è cinta la testa, dov’è la vittoria si porga la chioma che schiava di Roma iddio la creò...
E ora vediamo se Siani fa altrettanto».
S: «No, è che sto a teatro tutte le sere e non ho un filo di voce...».
Questa l’ha vinta Bisio: tre a due. Ma andate davvero così d’accordo?
B: «A essere sincero c’è una cosa di te che mi sta sulle palle: non mi telefoni mai».
S: «Anch’io c’ho una cosa che mi sta sulle palle: la mutanda!».
E allora offendetevi.
B: «Sfaccim!».
S: «Claudio, non solo sei del Nord ma sei anche un terrone! Questa è bella eh? Vale come pareggio?».
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