Campiello, vince Michela Murgia
di Simona Santoni - 06/09/2010
Con il romanzo Accabadora. Sul palco la sua dedica a Sakineh. E dietro le quinte la polemica sui commenti di Vespa al décolleté della Avallone...
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Ansa
Al Campiello ultimamente piacciono le donne. E non solo al presentatore Vespa, che si lascia andare a un apprezzamento di troppo. Michela Murgia si è aggiudicata l'ambito Premio letterario con Accabadora, battendo una concorrenza soprattutto maschile (Gianrico Carofiglio, Gad Lerner, Laura Pariani, Antonio Pennacchi). E prima di lei nel 2009 aveva vinto Margaret Mazzantini, nel 2008 Benedetta Cibrario, nel 2007 Mariolina Venezia.
Anche il premio Opera prima va a una donna, a Silvia Avallone con Acciaio (che già era arrivata seconda allo Strega). Ma la premiazione della giovane e avvenente 26enne, in abito bianco lungo con una scollatura profonda, ha generato una piccola polemica. A Bruno Vespa è scappato un complimento di troppo sulle femminee grazie, rinforzato da un sorriso vagamente malizioso... E se la Avallone non ci ha fatto troppo caso, non ha fatto sconti invece la tosta Murgia, che ha commentato: "Quando c'è di mezzo una donna, si va sempre a parare sul corpo. Non importa la sua intelligenza, non importa se viene festeggiata, premiata, perché ha scritto un libro importante".
Michela Murgia, 38 anni, già fattasi notare con Il mondo deve sapere (il libro da cui è stato tratto il film di Virzì sui call center Tutta la vita davanti), con Accabadora, il romanzo ora vincitore, fa invece una riflessione sulla vita, la morte e la maternità nella Sardegna rurale, e nel nostro presente. Ecco la nostra recensione!
Tosta per tosta, sul palco la scrittrice di sarda ha rivolto il pensiero alla donna iraniana condannata alla lapidazione per un presunto adulterio: "Dedico il mio premio non alla Sardegna che in questo momento non ne ha bisogno, ma a Sakineh". E brava Michela. -







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