Iran, niente aereo per 71 donne malvelate
di Simona Santoni - 15/06/2010
Altre 3.500 hanno dovuto firmare un impegno scritto a vestirsi in futuro in modo più rispettoso. Stretta moraleggiante della polizia di Teheran
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Ansa
Persino Mahmoud Ahmadinejad dice di essere "fermamente contrario" alla mano dura moraleggiante della polizia iraniana, che ha rafforzato i controlli sul rispetto della sharia, la legge islamica. Ma si può credere a un presidente che si impone a forza di repressioni?
Ed ecco che da marzo, in meno di tre mesi, ben 71 donne si sono viste rifiutare il permesso di prendere l'aereo perché giudicate vestite "impropriamente" secondo i canoni vigenti nella Repubblica islamica. Altre 87mila 'malvelate' hanno ricevuto "un avvertimento", mentre 3.500 hanno dovuto firmare un "impegno scritto" a vestirsi in futuro in modo più rispettoso della morale islamica. Inoltre a Teheran e in altre città del Paese, vengono fermate le auto e interrogati i passeggeri, soprattutto giovani, per scoprire possibili relazioni extra-matrimoniali.
Dalla rivoluzione islamica del 1979 è obbligatorio per tutte le donne in Iran, comprese le straniere, di coprire il capo e il corpo, fino a sotto al ginocchio e ai polsi, con indumenti che non lascino intravedere le forme. Una regola rispettata in modo sempre più elastico. Con l'arrivo del caldo, poi, molte ragazze indossano il velo come uno scialle sulla nuca, lasciando scoperta buona parte dei capelli.
Eppure molte donne arabe trasferitesi in Occidente, se interrogate sul velo sostengono che non è questo il punto principale delle libertà femminili e dell'integrazione. Sicuramente non lo è, ma è il segnale più evidente di dove finisca la libertà individuale e dove inizi lo stra-potere dello Stato. -







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