Negozi aperti a mezzanotte: a chi piacciono?
di Adriano Lovera - 13/01/2012
Adesso potremo andare al supermercato o in giro per vetrine fino a mezzanotte. E nove italiani su dieci sono soddisfatti. Secondo
i commercianti, però, è tutt’altro che un affare. Tu cosa ne pensi? VOTA IL NOSTRO SONDAGGIO qui
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Ansa
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C’è da scommettere che la protagonista della serie di romanzi I love shopping si trasferirebbe subito da New York a Roma. Dalla scorsa settimana, in base alla liberalizzazione voluta dal governo Monti, i nostri negozi possono restare aperti fino a mezzanotte, anche nei giorni festivi. Regioni e Comuni devono ora decidere se e come adeguarsi alla legge.
E gli italiani che ne pensano?
Sono bastate due ore nel centralissimo corso Vittorio Emanuele a Milano per raccogliere consensi schiaccianti: su 100 intervistati, 89 si sono detti favorevoli («è un aiuto per chi lavora fino a tardi») e solo 11 contrari («almeno i giorni di festa vanno rispettati»). Ma i commercianti protestano. «Viviamo un periodo in cui la gente non spende» dice Valter Giammaria, presidente della Confesercenti di Roma e Lazio. «Allungare l’orario farà salire i costi: solo i centri commerciali potranno permetterselo. Per i piccoli negozi, che in Italia sono il 95 per cento, sarà un massacro. A Roma si può già stare aperti dalle 7 alle 22. Mi pare sufficiente, no?». Per le associazioni dei consumatori, invece, «ci guadagneranno tutti: i cittadini per la comodità, i commercianti per le maggiori possibilità di incasso e i lavoratori, perché i negozi assumeranno qualcuno in più» dice Primo Mastrantoni, presidente dell’Aduc. «Sono i negozi che devono adeguarsi alle esigenze dei clienti, non il contrario. E poi restare aperti non è un obbligo. Chi vuole chiudere alle 19.30 è libero di farlo».
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