Dalla redazione di Donna Moderna

Il tacco 12 fa bene all'autostima 

... all'autostima. Tu cosa ne pensi?

di Antonella Boralevi - 13 Dicembre 2012

Giorni fa, camminavo per via Montenapoleone a Milano, era notte, tutti i negozi erano chiusi. Di colpo, dall’altro lato del marciapiede, vengo folgorata da una scarpa. Vernice nera, punta bombata, stiletto in metallo dorato. Tacco 12. Attraverso la strada come in trance, mi fiondo dalla scarpa incantatrice. E sbam! Sbatto la testa sulla controvetrina. La nuova boutique di Giuseppe Zanotti non era ancora ufficialmente aperta. Ora sulla controvetrina brilla il logo e, nemmeno sotto l’effetto della più seduttiva delle décolletées, ci sbatterei di nuovo. L’esperienza ha avuto due conseguenze. Una privata (ho acquistato le scarpe e praticamente metto solo quelle). Una che vi riguarda. Perché, mentre mi massaggiavo con il ghiaccio il bernoccolo sulla fronte, ho cominciato a riflettere sul tacco 12. Sul suo meraviglioso potere. Sulle conseguenze che questo potere causa nelle nostre vite.

Guardatevi intorno. Anche in metropolitana, anche in tram, anche in periferia. Ma tenete lo sguardo raso terra. Ad altezza scarpe. Quanti tacchi 12 vedete? Tanti. Provate e mi darete ragione. Tacchi 12 alle 8 del mattino per andare in ufficio. Tacchi 12 a mezzogiorno e mezzo per prendere il bambino a scuola. Tacchi 12 alle cinque del pomeriggio per fare la spesa. E una invasione di tacchi 12 dalle sette di sera in poi. Dovunque. Per l’aperitivo ma anche al cinema, al ristorante ma anche alla cenetta in quattro amici. Camminare sul tacco 12 non è uno scherzo e noi donne non siamo sconsiderate. Una ragione deve esserci. Questa, secondo me. Il tacco 12 ha fatto per le donne più di Gloria Steinem, teorica e paladina storica del femminismo. Il tacco 12 ha regalato alle donne l’autostima.

Diceva Gloria Steinem che non è «mai troppo tardi per una infanzia felice». Intendeva che, poiché l’autostima si forma nell’infanzia e la maggioranza di noi proprio nell’infanzia l’ha persa, ciascuna può liberarsi delle umiliazioni causate dall’educazione che ci è stata impartita, creandosi un nuovo inizio consapevole di sé. Il tacco 12 fa esattamente questo. Ci fa rinascere. Belle, autorevoli, affascinanti, sicure. Guardate una donna, una qualsiasi, mentre cammina sui suoi tacchi 12. Ondeggia leggermente, tiene la testa alta e guarda orgogliosa il mondo. Lo fa perché si sente bella. E, dato che si sente bella, diventa bella. Il tacco 12 regala una andatura seducente a qualunque gamba, non importa se è storta, diritta, lunga, corta. Col tacco 12, ogni gamba diventa quel meraviglioso attributo che il mio adorato François Truffaut, il regista de La signora della porta accanto, che del genere femminile era innamorato, definiva “il compasso che misura il mondo”.

Benedetto tacco 12. Va detto che nulla ha a che fare con il vecchio tacco a spillo altezza 6-8-10 centimetri. Il tacco a spillo è il caposaldo di una femminilità subalterna e sottomessa. Seduce, certo, ma nel modo sbagliato. Indossarlo significa dare all’uomo il seguente messaggio: «Inseguimi! Io non posso correre e dunque mi prenderai». Invece il tacco 12 ti porta in alto. Così in alto che nessun uomo ce la fa a starti alla pari. E così sei tu che, se vuoi, decidi benevola di piegarti verso di lui e di tirarlo su in Paradiso. Da te. Perciò gli uomini di questi nuovi anni per loro così incerti adorano il tacco 12. Perché toglie loro l’ansia da prestazione. Una donna col tacco 12 è una dea. Non si aspetta nulla. Non ha bisogno di nulla. Ipnotizzato, l’uomo la segue come un cagnolino devoto. E, una volta in camera, liberato dalla angoscia di dover dimostrare quanto è uomo, fa sesso magnificamente.

Vi siete mai sfilate un tacco 12 davanti a un uomo, senza che lui vi saltasse addosso arrapato? Non uso mai questo termine, ma qui non ha sinonimi. Il tacco 12 aiuta anche nella vita quotidiana. Ho fatto da cavia. Dunque vi prego di prendermi sul serio. E di provare anche voi. Attraversate la strada, una strada piena di traffico, col tacco 12. Le macchine inchiodano. Chi le guida, se è un uomo, vi sorride. Se è una donna, vi sorride lo stesso, ma da complice. Andate dal macellaio col tacco 12. Chiedete una fettina morbida. Lui vi guarderà inebetito e poi vi darà la migliore con lo sconto. Fate una fila col tacco 12. Gli uomini si scosteranno per farvi passare. E ora, rifate le stesse cose, ma con ai piedi le ballerine. Se attraversate fuori dalle strisce, rischierete la vita perché nessuno si fermerà. Anche sulle strisce rischierete, perché sarete invisibili. Dal macellaio vi passeranno avanti quelle col tacco 12 e la fettina migliore ve la scordate. In fila, prenderete gomitate e basta.

Certo, camminare col tacco 12 non è uno scherzo, lo ripeto. Condivido con voi alcuni trucchi: ginocchia leggermente flesse, passo a falcata appoggiando prima la punta, piedi in dentro, baricentro dove lo metteva la modern dance di Martha Graham: nell’utero. Fanno così le modelle in passerella e le attrici sul red carpet. L’unico luogo dove il tacco 12 mi indigna è in Parlamento. Ma questo è un altro discorso e spero che di cretine col tacco 12 in Parlamento non ne arrivino più.

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