Ombretta Colli, presidente della Provincia di Milano «L'idea mi lascia molto perplessa. Quand'ero assessore ai Servizi sociali, alcuni esponenti delle comunità africane mi hanno chiesto di poter fare l'infibulazione nei nostri ospedali, altrimenti avrebbero dovuto portare le figlie dai capi villaggio del loro Paese. Io ho sempre risposto che considero l'infibulazione un rito violento. E anche le mezze misure non mi fanno cambiare idea».
Rula Jebreal, giornalista «Ho conosciuto il ginecologo somalo Omar Abdulkadir. All'ospedale Careggi di Firenze ha aiutato molte donne infibulate a rimediare i terribili danni della sutura e della mutilazione dei genitali. Lui è sempre stato contrario a questo rito tribale che non c'entra nulla con la religione musulmana. Capisco e apprezzo la sua iniziativa, ma penso che gli stranieri che vivono in Italia debbano adeguarsi, cambiare mentalità».
Carlo Flamigni, medico «Da libero pensatore detesto i rituali, tanto più quando vengono imposti a innocenti che non possono decidere. Però, se questa puntura indolore proposta da un medico somalo risparmiasse a una bambina un'operazione devastante, che rende difficili e traumatici i rapporti sessuali, perché no? C'è da sperare, invece, che questa cultura arcaica da vampiri si accontenti di una semplice goccia di sangue».
Paola Ferrari, giornalista «Come madre di una bambina mi vengono i brividi: giudico l'infibulazione una usanza da megere medioevali. Tollerare che nel nostro Paese venga praticata anche in forma simbolica significa avallare questo costume barbaro. Bisogna pretendere che gli africani residenti in Italia si adeguino a regole più civili. Chi non lo fa va punito. Basterebbero controlli periodici sulle bambine per accertarsi che non abbiano subito la mutilazione dei genitali».
Livia Turco, ex ministro «Forse l'infibulazione simbolica può essere un modo per evitare il peggio. Stiamo parlando di un rito che appartiene ai sentimenti profondi di alcuni popoli. Se non riusciamo a far capire loro che è un'usanza barbara, i divieti non serviranno a nulla. La proposta del medico somalo Omar Abdulkadir va considerata una fase di passaggio verso il superamento di questi riti orribili e il rispetto per le donne».
Oliviero Toscani, fotografo «Ma scherziamo? Sono contrario all'infibulazione leggera, come a tutti i riti che violano i diritti e la libertà delle donne. Sia chiaro: trovo altrettanto aberrante la circoncisione. Non si può collaborare con le famiglie africane che credono in questa pratica, pensando che in fondo una punturina simbolica sul clitoride sia molto meglio della mutilazione dei genitali. Sono compromessi da società incivile». |