 |  | Proteste soffocate nel sangue Dal 10 marzo, anniversario della rivolta del 1959 contro l'occupazione cinese del 1950, i tibetani protestano chiedendo autonomia e più rispetto per la loro cultura. La risposta cinese è stata una repressione sanguinosa, che ha provocato oltre cento morti e migliaia di feriti e di arresti. Grazie a una colonizzazione massiccia, nel Paese oggi i cinesi sono 7 milioni, 6 i tibetani.
Una terra dove anche la voce è musica e le montagne insegnano a conoscere se stessi. Un popolo capace di piccoli grandi gesti, mite e dolcissimo, oggi vittima di una repressione feroce. Cinque voci ci raccontano il fascino e il dramma del Tetto del Mondo. Leggi in queste pagine le parole di Ettore Mo, giornalista e scrittore, Nives Meroi, alpinista, Paolo Longo, corrispondente della Rai da Pechino, Sabriye Tenberken, fondatrice di una scuola per ciechi a Lhasa, autrice di "Vedere con il cuore" (Corbaccio), Piero Verni, presidente di Italia-Tibet, autore di "Dalai Lama: biografia autorizzata" (Jaca Book).
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