Donne, autenticità e sesso a 60 anni

A Donna Moderna Beauty Experience abbiamo parlato di autenticità, di bellezza autentica, di vita autentica. Rossella Boriosi, scrittrice e blogger, ha affrontato la questione dal punto di vista del sesso. Chi è che dice che dopo i sessanta non sia più possibile avere un'autentica vita sessuale?

A Donna Moderna Beauty Experience abbiamo parlato di autenticità, di bellezza autentica, di vita autentica. Rossella Boriosi, scrittrice e blogger, ha affrontato la questione dal punto di vista del sesso. Chi è che dice che dopo i sessanta non sia più possibile avere un'autentica vita sessuale?

C’è un pregiudizio legato all’età in cui cadiamo un po’ tutti, ed è l’idea che persone non più giovani possano avere una vita sessuale piena e appagante - un pensiero che nel migliore dei casi provoca stupore, nel peggiore perplessità, ilarità e scherno.

Non è colpa nostra, ci hanno educati così: il sesso mostrato nei film e raccontato dai media sembra essere prerogativa di gente giovane, tonica, snella, agile e pronta all’uso. È un sesso scenografico e performante, praticarlo richiede doti atletiche, fantasia, impegno e concentrazione.

Prendete l’orgasmo, ad esempio. A leggere la stampa specializzata pare non debba limitarsi ad arrivare ma che debba anche essere vaginale (ché quello clitorideo è facile e vale meno) simultaneo, misto, trattenuto, multiplo. È dunque normale che un’attività tanto dispendiosa sia da attribuirsi a gente nel pieno delle forze, è fisiologico trovare belli e attraenti corpi le cui caratteristiche fisiche esprimano vitalità, ormoni in circolo e appartenenza all’età fertile.

Di contro, lo scambio di effusioni tra persone di mezza età - anzi: nei due terzi d’età - crea disagio e lo si accetta solo se casto, meglio ancora se se i protagonisti sono così avanti negli anni da evocare tenerezza e niente più.


Questo pregiudizio viene generalmente indicato come ageism - cioè la discriminazione fatta sulle persone in base alla loro età - e io non ero immune, anzi, l’avevo così estremizzato da convincermi che a una certa età fosse opportuno smetterla con la fisima di voler far sesso: mi ero anche convinta che, laddove non fosse arrivata la volontà, ci avrebbe pensato il corpo a frenare gli ardori. È stato un fascinosissimo utrasessantenne a smantellare le mie convinzioni.

“Parla per te, sorella” ha riso quando ho avuto sufficiente confidenza da esporgli le mie teorie “io e la mia compagna facciamo l’amore con gioia e soddisfazione reciproci, e se non la amassi così tanto ci proverei anche con te!”

Se in un primo momento la sua mi era sembrata l’eccezione che conferma la regola, è bastato affrontare l’argomento con donne in età da pensione per vedere una realtà diversa da quella che mi ero figurata.

“Il sesso dopo i sessanta diventa leggero e giocoso, ha perso da tempo la sua componente riproduttiva con tutte le ansie che ne conseguono e quello che rimane è puro divertimento. Solitamente a questa età sappiamo quello che ci piace ricevere e non abbiamo paura a chiederlo senza remore né pudori. Superati i disagi della menopausa, quello che resta è una certa disinibizione e una maggiore voglia di osare: col partner c’è la complicità che deriva dall’essere sopravvissuti alle turbolenze dell’età matura e lo si accetta anche nei suoi aspetti più prosaici. Questo consente un abbandono che raramente ci permettiamo negli amori passionali di gioventù. Insomma, hai presente gli amanti raffigurati nei quadri di Riccardo Mannelli? Corpi imperfetti, scomposti, sudati e appagati. Quella per me è la migliore rappresentazione del sesso dopo i sessant’anni.” Chiosa Gabriella, ragazza da almeno quaranta.

Ma è davvero così facile avere una sessualità piena a questa età? Davvero non ci sono problemi?

“Ce ne sono eccome” - precisa Fabiana Taddei, ginecologa - “Solitamente chi parla con orgoglio della propria sessualità non ha dovuto affrontarli, ma la mia professione mi espone anche alle tante criticità. Ad esempio, è facile che si incorra in difficoltà dovute alla mancata accettazione di sé e dei cambiamenti del proprio corpo o in veri e propri problemi fisici quali l’atrofia vulvo-vaginale o la lubrificazione insufficiente: tutti fattori che influiscono negativamente sulla sfera sessuale. Sminuire questi problemi o fingere che non esistano significa dare una rappresentazione edulcorata di questa età, facendo sentire ancora più sole le donne che devono affrontarli.” 

Cosa si può fare quindi per continuare a divertirsi? “Al di là delle soluzioni mediche, il mio consiglio è di vedere come si comporta il partner. Quando il gioco si fa duro, un partner attento e sensibile può fare la differenza. Dovremmo sempre ricordare che il sesso è relazione e che le responsabilità vanno condivise. Insomma, almeno un po’ deresponsabilizziamoci!”

E questo, signore, è un parere professionale.

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