Arriva la dieta antiage 

Con l'età, il corpo accumula sostanze acide. E va incontro a tanti guai, dai reumatismi all'osteoporosi. La cura giusta è in tavola

di Rossana Cavaglieri  - 24 Ottobre 2007

C'è chi dice che le donne, invecchiando, diventano acide. La battuta è cattiva solo fino a un certo punto perché è un fatto che, con il passar degli anni, tutti, non solo le donne, tendono all'acidosi, cioè all'accumulo di acidità nell'organismo. Un problema, secondo la nuova medicina antiage, all'origine di molti disturbi. Ma che si può combattere con la dieta giusta.

Cosa succede

"I prodotti di scarto del metabolismo sono tutti acidi, cioè con un pH inferiore a 7" spiega Damiano Galimberti, specialista in scienza dell'alimentazione e presidente dell'Associazione medici italiani antiaging. "Si pensi all'acido lattico che si deposita nei muscoli dopo uno sforzo, oppure a quello urico che deriva dalle proteine. Gli acidi vengono eliminati normalmente attraverso le urine, ma se ne fabbrichiamo troppi o se i meccanismi di escrezione sono poco efficienti questi ristagnano nei tessuti, ne intralciano il funzionamento e provocano infiammazioni".

Qualche esempio? I dolori alle giunture: vengono perché nelle articolazioni si sono accumulati cristalli di acido urico. O la cellulite, che è dovuta all'intasamento del tessuto connettivo con scorie acide. Ma è in menopausa che avvengono i guai peggiori. "Per reagire all'acidosi il corpo attacca le riserve di minerali alcalini presenti soprattutto nello scheletro" racconta il ginecologo Massimo Destro. "In pratica preleva calcio dalle ossa e le espone così al rischio di osteoporosi".

Come correre ai ripari

L'alimentazione è lo strumento fondamentale per combattere l'acidosi. "Bisogna seguire una dieta molto ricca di frutta e verdura" consiglia Damiano Galimberti. "Perché, grazie ai sali e alle vitamine, neutralizzano gli acidi prodotti dal metabolismo". A grandi linee, sono acidificanti, e vanno perciò limitati, i cibi proteici, i cereali raffinati, i formaggi stagionati, il caffè, le bevande gassate e i prodotti industriali ricchi di sale, mentre alcalinizzanti sono frutta, verdura, latte, tisane.

"Non bisogna, però, rinunciare a nessun alimento, tanto meno alle proteine che sono indispensabili" dice Damiano Galimberti. In pratica, l'obiettivo è raggiungere un equilibrio tra gli alimenti acidi e quelli alcalini sia all'interno di ogni pasto (basta accompagnare una bistecca con un contorno abbondante di verdura cruda) sia nella giornata. Quando si esagera con la carne, per esempio, si può correre ai ripari al pasto successivo con una razione doppia di verdura.

Accorgimenti ancora più importanti in menopausa: "Mangiare troppi formaggi con l'idea di far incetta di calcio è controproducente, perché questi cibi sono anche molto acidificanti" dice Destro. "L'ideale è tenere basso l'apporto proteico e incrementare la verdura, magari quella più ricca di calcio come i cavoli".

A volte la dieta non basta per correggere l'acidità. Per scoprirlo, in farmacia ci sono test fai-da-te sulle urine con le apposite strisce reattive: se il pH è inferiore a 7, è meglio ricorrere agli appositi integratori in polvere per l'equilibrio acido base: contengono sali alcalinizzanti di calcio e altri minerali e se ne prende un cucchiaino la sera.

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