Basta con le diete che fanno ingrassare 

Se sono troppo restrittive, si sa, non funzionano. I chili persi si riprendono tutti, rapidamente e con gli interessi. L'unica è evitare i regimi alimentari "scorciatoia" e cambiare radicalmente il proprio stile di vita. Come suggerisce il neurobiologo e nutrizionista Yann Rougier con il "metodo slim-data", frutto di 25 anni di ricerca scientifica coordinata tra le università di Francia, USA e Giappone.

di Cristiana Gentileschi  - 24 Agosto 2008

Perché la maggior parte delle diete sono destinate al fallimento?

«Perché  hanno come unico scopo il dimagrimento (sono più di 17.000 quelli registrati su internet) imponendo all'organismo privazioni o frustrazioni che non può sopportare (come quelli ipocalorici) o cambiamenti del metabolismo verso squilibri (regimi dissociati o iper-proteici)», dice il neurobiologo Yann Rougier.

Non dipende dalla mancanza di volontà?

«La dieta aumenta il livello di stress, anche nei giorni che precedono l'inizio. La forza di volontà richiesta è enorme, perché bisogna privarsi volontariamente di moltissimi alimenti. O, addirittura, soffrire la fame. Non può durare a lungo. Prima o poi (magari al raggiungimento del peso forma), la volontà cede e si riprende il peso perso».

Perché il metodo Slim Data è diverso dagli altri?

«Perché riequilibra i messaggi tra il sistema digestivo e quelli di controllo del cervello (centro di sazietà). Il dimagrimento è solo una conseguenza di questo riequilibrio e non lo scopo primario. In più, non ci sono privazioni e divieti, di conseguenza non bisogna far leva sulla volontà per raggiungere l'obiettivo. È questo che spiega l'effetto duraturo della perdita di peso ottenuta.

Su cosa si basa esattamente?

«Abbiamo sviluppato un nuovo indice alimentare che misura il potere di "stockaggio" degli alimenti e permette di definire l'impatto che i diversi cibi hanno sul metabolismo. È calcolato su tre parametri: enzimatico (misura quello che digeriamo), glicemico (misura quello che assimiliamo) e calorico (misura quello che mangiamo, è il meno importante). Il valore che ne deriva definisce la potenzialità dimagrante (o meno) di un alimento: minore è il suo valore, tanto più un cibo favorisce il dimagrimento e il controllo del peso sul lungo periodo».

Come si calcola l'indice di stockaggio?

«In realtà il metodo è semplicissimo da seguire. Infatti, le migliaia di calcoli fatti per calcolare l'indice di stockaggio di tutti i prodotti alimentari sono presentati sotto forma di tabelle colorate: i prodotti alimentari raggruppati nella tabella verde hanno un indice metabolico molto basso, medio in quella arancione e molto elevato nella rossa».

Nel dettaglio, quali sono le regole base di questo regime alimentare?

«Prima di tutto, nessun alimento è vietato. Tutti i cibi della zona rossa sono permessi a condizione di associarli (in quantità uguale) quelli della zona verde, cosa che permette di dimezzare l'indice metabolico (come se si fosse mangiato un alimento della tabella arancione). Questo permette un riequilibrio progressivo di tutto il sistema digestivo e dei centri di controllo a livello neurologico. Le istruzioni per l'uso sono molto semplici: si segue un'associazione di colori per comporre i propri pasti. È veramente un gioco da bambini!».

Nella foto: la copertina del libro di Yann Rougier "Il metodo slim-data. Dimagrire naturalmente dimenticando dosi e calorie" (Rizzoli).

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