Dolci? Quando sì e quando no 

Lo sai che gli zuccheri sono come una droga? Se ne abusi, diventa difficile farne a meno. Allora, scopri quando è il momento di un sugar break

di Roberta Raviolo  - 29 Novembre 2008

A Hollywood e dintorni si registra una nuova, dolcissima, dipendenza: quella dagli zuccheri. Le vittime più celebri? Katie Holmes, stregata dal cioccolato fondente, Julia Roberts, innamorata dei pancake, e la cantante Beyoncé: dove c'è una torta arriva lei, sussurrano i maligni. Noi italiani non siamo da meno. Secondo Eurostat (l'Ufficio statistico della Comunità europea), ogni anno consumiamo 24 chili di zucchero a testa, che equivalgono a 65 grammi al giorno (più o meno tre cucchiai). Comunque meno rispetto alla media europea, che tocca i 32,7 chili annui.

"Facciamo bene a limitarci" dice Angela Moneta, specialista in Scienza dell'alimentazione. "Lo zucchero, soprattutto se aggiunto alle bevande e ai dolci, è un di più, che ingrassa e favorisce l'insorgere della carie. Ma quello che non si sa è che più ne introduciamo, più spendiamo energie per mantenere la glicemia bassa. Alla lunga, dunque, un eccessivo consumo di questa sostanza fiacca l'organismo".

Il trabocchetto è che gli zuccheri non si trovano solo nella polverina che accompagna caffè e tè. "Per cominciare, pasta, riso e cereali sono carboidrati complessi, cioè più molecole di zuccheri semplici messe insieme" dice l'esperta. "Senza contare la frutta (una mela ne ha un cucchiaino), le bevande (una lattina di aranciata ne contiene dieci) e i cibi salati come il ketchup, i crostacei e i formaggi. Pochi lo direbbero, ma una mozzarella da 100 g ne ha quasi 9 di lattosio, un altro tipo di zucchero. Non sono da meno i vegetali, soprattutto carote, pomodori e carciofi".

Sapete qual è il momento giusto per un dolce break?

Prima dello sport

Da un punto di vista chimico, gli zuccheri sono molecole semplici. Cosa significa? Che una volta ingeriti, in pochi minuti si trasformano in "benzina" per i muscoli. Se prima della palestra vi sentite giù, sì a una caramella, un cucchiaino di miele o marmellata.

Prima di una riunione

Per fare bella figura con i capi, serve una mente sprint. Le sinapsi, cioè i collegamenti tra le cellule nervose, funzionano meglio in presenza di glucosio. A pranzo, mangiate un piatto di pasta (poco condita). E prima del meeting un caffè ben zuccherato.

Prima del ciclo

Giornata storta? Mangiate una fetta di torta. Nel cervello, il dolce favorisce la produzione di oppiacei naturali, che contrastano l'ansia. Perfetti il cioccolato, ricco di serotonina, e il latte, fonte di triptofano: due sostanze che stabilizzano l'umore.

 

NO

Dopo il pasto

Se avete mangiato un piatto di pasta o di riso, magari seguito da una porzione di frutta, il fabbisogno di zuccheri è già stato soddisfatto. Quello che vi concedete in più (attenzione, basta anche un budino) viene convertito in accumuli di grasso nei punti critici.

Dopo la palestra

Lo sforzo vi ha messo appetito? Meglio una bistecca o del formaggio magro. I muscoli hanno bisogno di proteine per ritemprarsi ed eliminare l'acido lattico. Con il riposo, poi, il metabolismo tende a scendere. Meglio limitare le calorie.

Prima del sonno

I biscotti davanti alla tv, la sera tardi, sono spesso il preludio di una notte in bianco. Il picco di energia che deriva dagli zuccheri, infatti, può attivare l'organismo. Se non potete farne a meno, mangiateli almeno un'ora prima di spegnere la luce.

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