La dieta del gruppo sanguigno 

Si chiama anche emodieta. L'ha messa a punto, agli inizi degli anni '90, un naturopata italo-americano, Peter d'Adamo, partendo da certi studi giapponesi sulle intolleranze alimentari. La sua tesi è che, per evitarle (e dimagrire), basta scegliere i cibi in base al proprio gruppo sanguigno. Ma, finora, la scienza
medica ufficiale non si è ancora pronunciata

di Roberta Marioni  - 01 Giugno 2006

In cosa consiste:

Il principio base è che ciascuno dei quattro gruppi sanguigni (0, A, B e AB) risponde in modo diverso al cibo. Per esempio, il gruppo 0 tollera la carne meglio del gruppo A, ma deve evitare le farine di frumento, le lenticchie, i cavolfiori, le fragole e alcuni pesci. Invece il gruppo A deve evitare latticini, crostacei e peperoncino. Il lungo elenco degli abbinamenti si trova nei manuali dedicati all'argomento, per esempio Dimagrire con la dieta secondo il gruppo sanguigno(di A. Hebmann-Kosaris, edizione Tecniche Nuove, 11,90 euro).

Per chi è adatta:

Per chi ha problemi digestivi e metabolici che non è riuscito finora a risolvere con la medicina ufficiale.

Quali sono i suoi punti di forza:

Gli alimenti tollerati dai diversi gruppi sono moltissimi: quindi si può seguire una buona dieta, varia, leggera e completa.

Quali sono i suoi punti deboli:

Non si tratta di una dieta a breve termine ma "per la vita". Nel senso che dovrebbe diventare uno stile alimentare naturale. Che fa sì dimagrire ma molto, molto lentamente.

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