La dieta Montignac 

Michel Montignac era un ex bambino obeso (figlio di genitori obesi) che nell'86 faceva il dirigente in una multinazionale farmaceutica. Per non ingrassare ancora di più con i pranzi di lavoro, volle mettere in pratica certe informazioni scientifiche trovate in azienda sui cibi che causano l'innalzamento della glicemia nel sangue. In questo modo, riuscì a perdere 15 chili in tre mesi

di Roberta Marioni  - 01 Giugno 2006

In cosa consiste:

In questo regime si evitano del tutto gli zuccheri "cattivi" che provocano picchi glicemici (come il pane bianco, il riso brillato e lo zucchero). E bisogna evitare di assumere grassi e carboidrati nello stesso pasto, per non formare scorte adipose. La giornata tipo comincia con pane integrale e marmellata senza zucchero o yogurt magro. A mezzogiorno insalata di cetrioli, pesce azzurro, spinaci e yogurt. A cena, infine, una zuppa di verdure, formaggio magro, insalata verde e spinaci. Le quantità sono libere, ma, naturalmente, non bisogna esagerare.

Per chi è adatta:

È ottima per chi ha problemi metabolici con sospetti di diabete del tipo II. Ma prima bisogna sentire il parere del medico.

Quali sono i suoi punti di forza:

Dà risultati rapidi anche a chi non fa movimento: da buon ex bambino obeso, Montignac è convinto che non serva.

Quali sono i suoi punti deboli:

È una dieta molto rigida: non si può per esempio bere ai pasti e bisogna assolutamente attendere almeno sei ore prima di passare da un pasto con carni grasse e olio a uno ricco di carboidrati. Infine, a seconda del metabolismo  personale, non dà sempre buoni risultati.

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