La dieta punti 

Da non confondere con il nuovo metodo a punti della moderna Weight Watchers, questa dieta è la versione italiana della Atkins. È stata creata nell'82 da un medico, Guido Razzoli, che l'ha adattata alle nostre esigenze dietetiche e semplificata con una formula a punti che l'ha resa popolare

di Roberta Marioni  - 01 Giugno 2006

In cosa consiste:

La dieta punti limita il consumo di zuccheri e carboidrati a favore dei grassi. E consiste in un lungo elenco di alimenti di cui non è necessario calcolare strettamente il peso, bensì il punteggio. Si va dagli 0 punti del pesce (anche se sott'olio, come il tonno) della carne e del caffè, ai 5 punti di una fetta di pane

a cassetta fino agli 11 di una pastasciutta con ragù e parmigiano e ai 27 di un frullato di latte e frutta. Per dimagrire, occorre andare da un minimo di 40 punti a un massimo di 60 al giorno.

Per chi è adatta:

La dieta punti è adatta alle più pigre e a quelle con poco tempo, che non vogliono dover ragionare su dosi, porzioni e quantità. Ma solo per perdere due o tre chili perché, se protratto oltre le due settimane, un regime senza carboidrati e senza zuccheri non è l'ideale per la salute del nostro corpo.

Quali sono i suoi punti di forza:

Permette di calare molto in fretta all'inizio (ma è anche merito dei molti liquidi persi). E la riduzione dell'insulina, grazie alla limitata assunzione di zuccheri, migliora la salute del pancreas.

Quali sono i suoi punti deboli:

La dieta punti non può diventare uno stile alimentare abituale, perché è troppo restrittiva e non perfettamente bilanciata. Per questo va seguita dietro parere del medico e, soprattutto, solo per brevi periodi.

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