Aiuto, ho il terrore di uscire 

Quando si soffre di agorafobia la paura di andare in giro può diventare paralizzante. Ma si supera bene. Con i consigli degli esperti

di Laura D'Orsi  - 10 Gennaio 2007

Si è barricata in casa per mesi, terrorizzata alla sola idea di allontanarsi dalle mura domestiche. Kim Basinger, una delle attrici più famose di Hollywood, ha raccontato che per un lungo periodo ha sofferto di agorafobia. Un termine difficile, che significa paura degli spazi aperti, ma in realtà si riferisce al terrore di stare in generale fuori di casa. «Questo disturbo, che oggi colpisce circa tre persone su 100, è sempre più diffuso, soprattutto tra le donne e nelle città» spiega Tonino Cantelmi, docente di psichiatria all'università Gregoriana di Roma e autore di vari libri su ansia e fobie.

«Le metropoli, infatti, con i loro grandi spazi, i labirinti di strade, i luoghi affollati, scatenano la malattia. Chi ne soffre, quando si trova in una piazza, in metropolitana o al supermercato viene assalito da crisi di tachicardia, vertigini, sudorazione, fino a perdere il senso della realtà». Vediamo, insieme all'esperto, come si vince l'agorafobia.

Il bisogno di protezione

Che a scatenare l'ansia sia viaggiare in autostrada o fare la fila in posta non importa: perché ciò che accomuna le persone con questo disagio è il fatto di sentirsi davvero al sicuro solo in casa. «Così, si arriva al punto di evitare il più possibile di uscire» dice lo psichiatra. «E anche quando si è costretti a farlo, si chiede aiuto a un familiare, spesso al partner, che diventa l'accompagnatore prescelto, l'unico in grado di trasmettere un po' di tranquillità. Il bisogno di avere qualcuno a cui appoggiarsi è tipico di chi soffre di agorafobia» osserva Cantelmi. «Spesso, infatti, è una persona che si sente inadeguata, ha scarsa fiducia in se stessa. E perciò ha bisogno di essere protetta». Questa necessità, però, innesca un circolo vizioso: abituarsi ad avere qualcuno vicino non fa altro che confermare la dipendenza dagli altri. Così come evitare certi luoghi aumenta l'ansia.

Le strategie vincenti

Il modo per uscire da questa trappola c'è: occorre guardare in faccia la paura e affrontarla a poco a poco. Prima si fa un ciclo di psicoterapia per capire i motivi profondi che scatenano il disturbo e ridimensionarli. Poi si passa alla parte pratica. «Una delle tecniche più efficaci è quella dell'esposizione graduale. Che, come tappa finale, prevede, per esempio, di andare in una piazza e allontanarsi dall'accompagnatore finché non si inizia a sentire paura. Ascoltando, poi, le proprie emozioni e scrivendole su un taccuino, si impara a superarla» racconta l'esperto. Nelle forme più serie di agorafobia, oltre alla psicoterapia, si prescrivono dei farmaci, che nel giro di uno o due mesi riducono l'ansia.

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