Anche i divi piangono (sarà allergia?) 

È la stagione degli starnuti, delle lacrime, del bruciore agli occhi. Ma davvero bisogna ripararsi sotto una campana di vetro e rinunciare al jogging, alla partita di tennis o alla scampagnata con gli amici?

di Irene Claudia Riccardi  - 02 Maggio 2006

Colpa dei pollini, dello smog, di alcuni alimenti, degli animali che vivono con noi e dei minuscoli ma tenaci acari, che prolificano nella polvere dei nostri appartamenti. Sono loro che provocano starnuti, lacrimazione, prurito, difficoltà respiratorie, orticaria.

«Attenzione, non sempre questi sono i sintomi di un’allergia» spiega Attilio Speciani, allergologo. «Se però persistono a lungo o si ripresentano solo in certi periodi, conviene sottoporsi al test, che è veloce e indolore. Individuando il fattore scatenante si può decidere la cura per alleviare i sintomi.

Nell’80 per cento dei casi l’omeopatia cura definitivamente le allergie di qualsiasi tipo nell’arco di 1-3 anni». Ma cosa si può fare per non farsi limitare l’esistenza? «Riequilibrare il sistema immunitario, stimolando le capacità naturali di autoguarigione» conclude il dottor Speciani. Nella pagina seguente trovate lo schema per riconoscere e curare le varie forme.

Difenditi dalle cinque grandi allergie

La causa

Da piante

A primavera esplode la natura e la voglia di stare all’aperto, di andare in bici, a cavallo, a giocare a golf, a calcio. Peccato che sottrarsi alla pioggia di polline sia impossibile, a meno di non chiudersi in casa.

Il sintomo

Il naso cola

Starnuti a ripetizione. Ma anche tosse, congiuntivite, asma, riniti acute. Può essere colpa delle graminacee, della parietaria, dell’olivo, del nocciolo, della betulla. Ma anche del cipresso.

La cura

Cerca il polline

La Rete italiana di monitoraggio degli aeroallergenici (tel. 0516399575, www.rima.it) fornisce un calendario settimanale dei pollini, zona per zona. Meglio saperlo per evitare la concentrazione.

La causa

Da polvere

Noi non possiamo vederli ma loro, gli acari, ci sono e si annidano a miliardi nella polvere, nei tappeti, nelle tende, nei materassi, nei peluche. A casa, a scuola, in ufficio, causano l’asma bronchiale.

Il sintomo

Persistente

Tosse insistente, prurito alla gola, raffiche di starnuti, lacrimazione, asma, difficoltà respiratorie, che colpiscono maggiormente chi vive in città e, nelle fasi acute, impediscono una vita normale.

La cura

Caccia la polvere

Fondamentale è la pulizia: aspirare, spolverare spesso e areare. Come terapia, l’omeopata consiglia il Ribes Nigrum che stimola la produzione naturale di cortisone delle ghiandole surrenali.

La causa

Da cibo

Latte, soia, uova, arachidi e noci, pesce, frutta (banana, kiwi, avocado), pomodori,  possono dare allergie. Le proteine del latte, l'uovo e le arachidi, si trovano  anche in biscotti, pasta, scatolame, salsicce.

Il sintomo

Quasi immediato

Prurito al cavo orale, comparsa di vescicole nella mucosa, gonfiore delle labbra. Orticaria, dissenteria e vomito, che scompaiono nel giro di 24 ore. Piuttosto raramente, compare asma e rinite.

La cura

Ecco il colpevole

Soprattutto se la reazione è stata importante, bisogna eliminare dalla dieta il cibo scatenante. Come vaccino vengono somministrate diluzioni omeopatiche dell’alimento a cui si è allergici.

La causa

Da animali

Attenzione al cane e al gatto, ma anche al cavallo, al coniglio, al topo, agli insetti. Anche se si crede che siano solo i peli a provocare la reazione, ci sono  altri “derivati animali“ che vengono inalati.

Il sintomo

La pelle brucia

Asma, starnuti, prurito alla gola e al naso. Ma anche fastidiose dermatiti ed eruzioni cutanee. Se avete sia il micio che il cane, non esitate: conviene fare il test per conoscere il colpevole.

La cura

Riduci il rischio

Allontanando l’animale si risolve il problema. Ma c’è un altro rimedio che ha dato buoni risultati: lavate cani e gatti una volta al mese. Dopo un anno gli agenti allergici saranno ridotti di dieci volte.

La causa

Da smog

Chi vive in campagna soffre meno di raffreddore allergico. L’inquinamento dell’aria e il traffico intenso delle grandi metropoli, irritando le mucose delle vie respiratorie, peggiorano i sintomi allergici.

Il sintomo

Manca il respiro

Dopo qualche giorno al mare o in montagna si avverte il tanfo in cui siamo immersi ogni giorno in città. Prende il naso, la gola, pizzica e brucia. Provoca tosse, lacrimazione e senso di affanno.

La cura

Via dal traffico

Non dimenticate la mascherina quando andate in bici. Fate jogging nei parchi più lontani dal traffico e nelle ore meno congestionate. Se i sintomi sono rilevanti, il medico prescriverà un antistaminico.

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