Bambini che mangiano male 

Uno su cinque è obeso. Colpa delle cattive abitudini alimentari. Eppure è facile: basta scegliere la frutta o lo yogurt al posto delle merendine. E preferire il pane e la pasta integrali

di Elle Bandit  - 09 Novembre 2006

Il ritratto dei bambini italiani a tavola non è confortante: poca frutta e ancora meno verdura. Di legumi e pesce non vogliono saperne. Il massimo, per loro, sono le lasagne con le sottilette filanti. Lo dice uno studio dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma presentato in occasione dell'Obesity day, la recente campagna dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. E il risultato di questa dieta è quasi ovvio: il 20 per cento dei piccoli fra i tre e i sei anni è obeso. Con gravi conseguenze sulla crescita. «Lasciare i bambini liberi di mangiare sempre e tutto è un grave errore. Perché significa spingerli verso problemi seri: il cuore e le ossa non crescono sani e il rischio di sviluppare il diabete è elevato» avverte Michela Barichella, dietologa e responsabile del Servizio dietetico presso gli Istituti clinici di perfezionamento di Milano. Come evitare tutto questo? «Non c’è altra via: bisogna educare i figli al cibo» risponde la dietologa. «Il movimento e l’attività fisica sono importanti, ma è l'alimentazione che fa la differenza».

Prima regola: mai a dieta. «Il bambino obeso non va punito con le diete, ma abituato con pazienza a uno stile alimentare sano» suggerisce Giuseppe Morino, dietologo dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In particolare, bisogna insistere sulla prima colazione: deve essere molto ricca e comprendere latticini, quindi latte o yogurt, e carboidrati, cioè fette biscottate e fiocchi. Pranzo e cena sempre completi: primo, secondo e contorno. Ma attenzione al pane, meglio limitarlo, soprattutto se si mangia la pasta. Se a tavola lascia il piatto vuoto, il bambino non ha fame durante la giornata e così evita di chiedere brioches troppo farcite, snack e bibite: è proprio con queste, infatti, che si assumono calorie inutili. «Senza contare che i piccoli spuntini tra pranzo e cena non permettono ai genitori di rendersi conto di quanto realmente mangia il figlio» ricorda la dietologa. «Certo, se va a scuola e fa attività sportiva ha bisogno anche di un boccone fuori pasto. Purché sia quello giusto: a metà mattina bastano 100-150 calorie che equivalgono a un frutto o a una merendina non farcita. Nel pomeriggio si può proporre uno yogurt. Oppure ricorrere alle vecchie e sane abitudini, come le classiche due.

I cibi buoni

I bambini amano la pasta? «Bene, è l’occasione giusta per cucinare sughi con verdure» dice la dietologa Michela Barichella. Saziano con poche calorie. Durante la crescita tutti gli alimenti servono. Anche i grassi, purché siano quelli buoni, come l'olio d'oliva, e  vengano consumati con moderazione. Strano, ma vero: il burro è permesso per condire. «Basta usarlo crudo e non più di una volta alla settimana» consiglia Michela Barichella. La frutta fa bene, purché non si esageri. Infatti, contiene, il fruttosio, che è uno zucchero. Ecco un'idea: si può alternare alla verdura. Che ha meno calorie. Abituare i bambini a mangiare il pane e la pasta integrali. A parità di calorie, saziano più di quelli bianchi, perché sono ricchi di fibre.

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