C’è un nuovo farmaco per l’obesità 

Almeno un italiano su tre ha seri problemi con la bilancia. Le cure? Tante e sempre più mirate. Come ci spiegano gli esperti

di Cinzia Testa  - 02 Maggio 2007

È in arrivo un nuovo farmaco che promette di far dimagrire chi ha messo su troppi chili. Secondo l'ultimo rapporto sull'obesità dell'Istituto Auxologico italiano solo nel nostro Paese 17 milioni di persone sono in sovrappeso e cinque addirittura obese. Numeri destinati ad aumentare se non si corre ai ripari. E il nuovo farmaco, il Rimonabant, è un'importante arma in più. Va ad aggiungersi agli altri due già in vendita da qualche anno: Sibutramina e Orlistat. "Hanno tre azioni diverse" spiega il professor Antonio Liuzzi, responsabile dell'Unità operativa di Medicina generale dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo a Verbania. "Orlistat ha un'azione solo meccanica. In pratica, quando arriva nello stomaco cattura circa il 30 per cento dei grassi e li elimina con le feci. Mentre Sibutramina e Rimonabant spengono nel cervello l'interruttore che regola l'appetito. Con una differenza: il primo accelera la sazietà, per cui ci si sente pieni anche se si mangia poco. Il nuovo farmaco invece toglie il desiderio dei cibi e in particolare di quelli grassi e di quelli dolci". Lo sviluppo di farmaci con effetti differenti è stato necessario perché si è scoperto che ci sono varie forme di obesità e meccanismi diversi che la scatenano.

Il mese della prevenzione

Donna Moderna dedica il mese di maggio alla prevenzione dell'obsità con gli specialisti dell'Istituto Auxologico Italiano. Telefonare ogni martedì, mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17 al numero 3316075170 oppure un'e-mail a pressoffice@auxologico.it

Le cause

"L'obesità è una malattia a tutti gli effetti" dice il professor Liuzzi. "La difficoltà a dimagrire, infatti, non dipende sempre e solo dalla mancanza di volontà. Ecco perché è  inutile colpevolizzare chi non riesce a perdere peso con la dieta e il movimento. Gli studi scientifici hanno dimostrato che gioca un ruolo importante, per esempio, l'alterazione dei meccanismi cerebrali che controllano la fame e il desiderio di cibo. Altre ricerche, invece, hanno provato che talvolta la causa è genetica. Ovvero, si nasce già con la predisposizione a ingrassare.

I rischi

Ma l'obesità è anche l'anticamera di altre gravi malattie. Qualche dato? Causa il 40 per cento di infarti e ictus e il 90 per cento delle forme di diabete di tipo 2, quello legato all'alimentazione. Per non parlare del carico sulla colonna vertebrale e sulle gambe che accelera l'artrosi. Pericoli che potrebbero essere prevenuti con cure mirate. Ma come si fa a capire quanto si è grassi e se si rischia davvero l'obesità? C'è una formula certificata dalle Società scientifiche internazionali: l'indice di massa corporea. Per conoscerlo, calcolalo qui.

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