Che fortuna, sono in ansia 

Non c'è solo quella che paralizza e fa stare male. Esiste anche la tensione positiva. Impariamo a riconoscerla e a usarla al meglio

di Laura D'Orsi  - 21 Novembre 2007

Un problema di lavoro, un cambiamento in vista, l'attesa di una notizia. Sono tante le situazioni nella vita di tutti i giorni che ci possono fare sentire  pronti a scattare come un centometrista. Ma è proprio questo stato d'animo che, in condizioni normali, dà la giusta carica per affrontare gli ostacoli. È come una tensione positiva che ci regala la grinta necessaria per trovare le soluzioni migliori ai problemi. Tanto che è stata ribattezzata da uno psichiatra “ombra dell'intelligenza”. «Solo quando si supera il livello di guardia,  può diventare un'ansia negativa, un’emozione che paralizza» spiega Mario Farné docente di Psicologia medica all'Università di Bologna. Ma come incanalare le nostre energie nella direzione giusta? Ecco cinque strategie vincenti.

Cambiare il punto di vista
L'ansia, quando è costruttiva, spinge a pensare con ottimismo al futuro. Il trucco per potenziare questo atteggiamento è concentrarsi sempre sui lati positivi quando si deve affrontare una prova. Pensando, per esempio, quanto sarà interessante quel nuovo incarico di lavoro o quanta stima si riceverà nel portarlo a termine. Una strategia che tiene lontano lo spettro del fallimento e dà la carica.

Apprezzarsi di più
Ogni volta che si affronta una sfida, le probabilità di successo dipendono dal modo in cui si investono le proprie energie. È molto utile, per esempio, rafforzare i pensieri positivi con frasi tipo: «Ho fatto molte cose belle nella vita. Riuscirò anche questa volta». Così si genera altra energia positiva, come una pila che si autoricarica.

Rompere la routine
L'ansia “buona” permette di mantenere una mente flessibile, capace di adattarsi agli imprevisti. Se ci si esercita al cambiamento si affrontano le nuove situazioni con meno fatica e più grinta. Un modo semplice e sicuro per allenare queste facoltà? Rompere la routine. Basta cominciare dalle abitudini quotidiane: trovare un nuovo percorso dalla casa al lavoro, fare la spesa in un altro supermercato, frequentare persone diverse.

Prendersi delle pause
In certi ambiti dove serve essere efficienti, come nel lavoro, sentirsi sempre sulla corda può essere un vantaggio. Ma in altre situazioni occorre imparare a lasciarsi andare, evitare di programmare tutto e fare delle pause. Così si risparmia la carica per quando ce n'è davvero bisogno.

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