Cure dolci sì, ma dal medico 

Lo dice la Corte di Cassazione: solo i laureati in medicina possono prescrivere rimedi omeopatici. E gli altri esperti? Facciamo chiarezza

di Alessandro Pellizzari  - 11 Ottobre 2007

Non ci sono più dubbi: chi pratica l'omeopatia deve essere medico, non importa se lo Stato non riconosce i rimedi omeopatici come farmaci. Lo sentenzia la Corte di Cassazione che aggiunge che chiunque non lo sia, e prescriva tali prodotti, va incontro a una condanna penale per esercizio abusivo della professione medica. Secondo la Suprema Corte, non si evita la condanna nemmeno se il paziente sa che l'omeopata non è un medico.

"Si tratta di una sentenza ben documentata, e i giudici hanno fatto uno sforzo notevole nel valutare tutti i pro e i contro" commenta Elio Rossi, infettivologo e membro della Commissione regionale toscana per le medicine non convenzionali. "Così la diagnosi medica, indipendentemente da ciò che si usa come strumento, è ciò che qualifica la professione. E se una medicina non è ufficiale, a maggior ragione richiede come garanzia la presenza del medico". Dunque, si tratta di una vera rivoluzione per la più diffusa delle medicine alternative (l'omeopatia, secondo l'Istat, è utilizzata dal 7 per cento della popolazione, la fitoterapia quasi dal 4 per cento, su un totale di circa otto milioni di persone), che taglia fuori molte figure come i naturopati, ma anche quegli psicologi non medici che, fino a ieri, utilizzavano granuli e tinture madri. Confusione sugli esperti "dolci" e il loro raggio d'azione? Facciamo chiarezza.

Dal naturopata per studiare lo stile di vita. Per diventare naturopata non è necessaria nessuna laurea, anche se esistono dei corsi mirati che rilasciano degli attestati o dei diplomi. "In alcune Regioni, come la Toscana, è istituita per legge la figura dell'operatore di discipline bionaturali, un esperto non medico che può dare consigli di benessere esclusivamente a persone che stanno bene e vogliono mantenersi in buona salute" spiega Rossi.

"Si tratta di suggerimenti che riguardano l'alimentazione, lo stile di vita e l'attività fisica". Per questo il naturopata conosce a fondo il mondo degli integratori e tutti quei prodotti naturali che aiutano a mantenersi in forma ma che non sono farmaci. Questo professionista, però, non può fare diagnosi e prescrivere cure, comprese quelle omeopatiche.

Dall'erborista per scegliere le tisane. Questa figura antica (è stata istituita nel 1931) ha subito una rivoluzione con il decreto Bersani n. 114 del 1998, che ha liberalizzato la gestione delle erboristerie. "Così, oggi, per diventare erborista basta comprare la licenza commerciale e aprire un negozio: come titolo di studio è sufficiente la terza media" sottolinea Rossi. L'erborista può dunque dare consigli di salute con gli stessi vincoli del naturopata, ma anche vendere (e illustrare) le proprietà di prodotti erboristici, tisane e integratori naturali.

Sono esclusi quei prodotti che, per attività e dosaggio, sono qualificati come farmaci fitoterapici, che possono essere venduti solo dal farmacista. E per ogni consiglio c'è il farmacista. Per legge il farmacista è autorizzato a consigliare rimedi omeopatici fitoterapici o qualsiasi prodotto naturale. Quindi, è ancora possibile chiedergli qual è il preparato più adatto per il proprio problema. L'importante è non domandargli di azzardare una diagnosi sulla base dei disturbi di cui si soffre.

Dove trovare un omeopata

Ecco a chi rivolgersi per gli indirizzi di medici omeopati: Associazione italiana omeopatia, www.aionet.org, tel. 0651435234; Federazione italiana delle associazioni e medici omeopati, www.fiamo.it; Società italiana medicina omeopatica, www.omeomed.it; Società italiana omeopatia e medicina integrata, www.siomi.it, tel. 0556582270.

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