Difendersi dal tumore al polmone 

Per combattere questa malattia, in aumento tra le donne, ci sono tante armi. E la prevenzione è necessaria

di Cinzia Testa  - 09 Novembre 2006

Gli esperti lanciano un allarme e si rivolgono alle donne. Sì, perché il tumore del polmone non è più un problema "per soli uomini". Le cifre, purtroppo, parlano chiaro: la malattia sta colpendo soprattutto le donne tra i 45 e i 50 anni, se ne calcolano circa 6 mila all'anno. E gli studi inglesi dicono di più. Secondo le previsioni, se non si corre ai ripari, nel 2010 i casi femminili di tumore al polmone potrebbero superare quelli di cancro al seno. Eppure per proteggersi pare che basti davvero poco. Infatti, al di là del vivere in città inquinate e al di là della familiarità, il nemico principale da combattere è la sigaretta. Che, quindi, andrebbe spenta definitivamente. «Il fumo è responsabile dell'80 per cento dei casi di questo tumore» spiega Silvia Novello, oncologo e presidente dell’associazione Women against lung cancer in Europe (Donne contro il cancro del polmone in Europa).

Il mese della prevenzione

Donna Moderna dedica novembre alla prevenzione del tumore del polmone con gli specialisti italiani dell’associazione

Women against lung cancer in Europe. Telefona ogni martedì, giovedì e sabato,  dalle 16 alle 19, al numero 3357829104, oppure invia un'e-mail a: silvia.novello@unito.it

«Le sostanze contenute nella carta e quelle che si liberano dalla sigaretta, infatti, contribuiscono alla trasformazione della cellula da sana in tumorale». Per chi smette, il pericolo si allontana poco alla volta e dopo 15-20 anni il fisico viene ripulito completamente. E prima lo si fa, meglio è: chi ha avuto il vizio per pochi anni recupera più rapidamente rispetto a un’accanita fumatrice di vecchia data. «A differenza di quello che molte donne ancora pensano, ora si può guarire» aggiunge la specialista. «Oggi, infatti, abbiamo a disposizione sia esami raffinati, che permettono una diagnosi precoce, sia armi molto efficaci per curarlo. Purché il tumore venga scoperto quando ha una dimensione inferiore ai tre centimetri». Purtroppo, però, questo non è sempre facile, perché nella maggior parte dei casi la sua comparsa non dà sintomi. Ci sono comunque dei campanelli d’allarme che possono mettere in allerta chi fuma oppure ha avuto in famiglia dei casi di tumore. Capire questi segnali è fondamentale: i nostri esperti spiegano qui sotto.

I campanelli d’allarme:

Il dolore al torace

Il primo segno che qualcosa non va è il dolore al torace. È simile a una fitta intercostale ma, a volte, è così lieve che non dà fastidio. Spesso durante la giornata non si avverte neanche. «Ci si accorge di averlo solo quando si fa mente locale» dice Silvia Novello, oncologo. «Ma la vera differenza è che rispetto ad altri tipi di dolori intercostali, questo non passa mai. E non si risolve neppure quando si prendono gli antinfiammatori».

La tosse secca

Il secondo campanello d’allarme è una tosse continua e fastidiosa. Di solito inizia senza ragione, non è legata ad alcuna forma allergica né alle solite influenze stagionali. Inoltre, resiste a qualsiasi tipo di farmaco. «A volte, soprattutto in chi soffre già di bronchite cronica da anni, può trasformarsi in tosse molto secca» spiega la dottoressa Novello.

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