Dopo il dolore, la gioia 

Questo lettore ama una donna perennemente infelice. Lui non sa come aiutarla e soffre. Diego gli racconta una storia commovente

di Diego Dalla Palma  - 17 Gennaio 2007

"Vivo con una donna perennemente insoddisfatta e, nonostante l'ami immensamente, mi è sempre più difficile sopportare la sua negatività nei confronti di se stessa e del mondo. Vorrei farle capire che tutto questo astio e rancore serve solo a renderla più rabbiosa. Come mi dovrei comportare e da che cosa potrebbe nascere, secondo lei, questa sua mancanza di buonumore?". - Carlo

Non sono in grado di darle un'indicazione pratica per aiutarla. Posso solo raccontarle un fatto che ho vissuto recentemente e che potrebbe servirle da spunto di riflessione. Qualche giorno fa mi trovavo in ospedale per i consueti controlli annuali sulla mia salute. Ero in corsia ad aspettare che il medico mi ricevesse.

Davanti a una porta c'era, seduta su una carrozzella, una vecchia donna in attesa di chissà che cosa. Accanto a lei, una signora e un signore pensierosi: lei con lo sguardo assorto, lui con un'espressione preoccupata. Sono stato lì, muto e immobile a guardarli. Si percepiva, inequivocabilmente, che stavano attendendo notizie per loro importanti. Respiravo quel senso di dolore, impotenza e smarrimento tipico degli ospedali. Mi chiedevo quale male potesse avere, quella vecchia; mi interrogavo sul perché di quei due letti vuoti, in lontananza, con i materassi ripiegati; mi domandavo quanta sofferenza fosse passata dentro a quelle mura.

Riflettevo sulla precarietà della vita, sulla povertà di certe nostre ambizioni e sul valore effimero che hanno le illusioni di fronte a stanze e corridoi come questi. Leggevo negli occhi di quelle tre persone mute un senso di abbandono, disperazione e infelicità. Ero triste anch'io, in quel momento: il loro atteggiamento mi aveva trasmesso una profonda malinconia.

D'improvviso, è arrivato il medico che ha parlottato per qualche istante con l'uomo. Ho sentito, chiara, detta dal dottore, questa frase: "Oggi i nuovi esami sono leggermente migliorati, signora. Contenta?". "Sì, sì, sì" ha risposto l'anziana donna. L'ha ripetuto per tre volte. Gli occhi le luccicavano mentre quelli degli altri due si inumidivano.

Ecco: nonostante la carrozzella, l'inverosimile intubazione alla quale era sottoposta la malata e la chiara e precisa certezza di non avere molto da vivere, quella semplice frase è stato per quei tre un regalo ineguagliabile. In quel momento ho capito che la gioia arriva solo se è preceduta dal dolore.

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