E la psoriasi non c’è più 

Un farmaco rivoluzionario migliora le chiazze della pelle anche nei casi gravi. E bastano due settimane per vedere i risultati

di Cinzia Testa  - 13 Aprile 2006

Un nuovo farmaco spazza via la psoriasi in soli 15 giorni: è l’Infliximab (il nome commerciale è Ramicade).  Già usato per altre malattie croniche come il morbo di Crohn e l’artrite reumatoide, ora ha avuto l’approvazione dell’Emea, l’ente europeo che vigila sui farmaci, anche per curare questa malattia della pelle.

Un ampio studio, infatti, ha dimostrato che il nuovo medicinale permette di ottenere un netto miglioramento delle chiazze tipiche della psoriasi, persino quando è in forma grave. «L’Infliximab fa parte della famiglia dei farmaci biologici: i principi attivi che, grazie all’ingegneria genetica, hanno rivoluzionato anche la terapia della psoriasi» spiega Sergio Chimenti, direttore della clinica dermatologica dell’università Tor Vergata di Roma. In più, agisce molto più velocemente. Vediamo qual è il suo meccanismo d’azione e in quali casi viene prescritto.

Come agisce

Il farmaco mira alle cause della malattia, intervenendo direttamente sul sistema immunitario, che nei malati di psoriasi non funziona bene. Le cellule impazzite, infatti, riconoscono come nemici i tessuti sani dell’organismo e li aggrediscono. Si crea così uno stato di infiammazione che si manifesta con le caratteristiche macchie: spesse, arrossate e screpolate che, nei casi più gravi, ricoprono vaste zone del corpo. «Bene, il nuovo farmaco ha due azioni molto mirate» spiega il professor Sergio Chimenti. «La prima neutralizza l’attività del Tnf-alfa, una proteina responsabile dell’infiammazione. La seconda individua le cellule malate, le colpisce e le annienta». Tutto questo avviene in maniera rapida perché il farmaco viene iniettato, a differenza degli altri farmaci biologici, per via endovenosa. Una rapidità che rende questo medicinale anche più potente. Tanti benefici e pochi effetti collaterali: al massimo un leggero mal di testa che passa senza nemmeno avere bisogno di un antidolorifico. Un bel vantaggio rispetto alle cure tradizionali a base di immunosoppressori, usate finora nella psoriasi, che agiscono sul sistema immunitario ma non sanno distinguere le cellule malate da quelle sane.

A chi fa bene
Il nuovo farmaco è indicato per le forme di psoriasi medie e gravi, quando gli immunosoppressori non funzionano più oppure danno effetti collaterali. Infatti questi medicinali talvolta provocano problemi al fegato e ai reni. Da qui la necessità di sospendere la terapia o di ridurne le dosi, con un inevitabile peggioramento della malattia. Come tutti i farmaci biologici, l’Infliximab non può essere acquistato in farmacia, ma viene prescritto dal dermatologo e somministrato, come abbiamo detto, per via endovenosa in ospedale.
«Una modalità che può spaventare, perché si pensa di non riuscire più a condurre una vita normale» spiega il professor Sergio Chimenti. «Ma non è assolutamente così. Dopo la prima iniezione, per quella successiva si aspettano due settimane, poi altre sei. Quindi scatta la terapia di mantenimento che prevede una seduta ogni otto settimane».
Per saperne di più sulla nuova cura, è sufficiente chiamare la clinica dermatologica dell’universià Tor Vergata (www.dermatologica.it) allo 0620902743 oppure inviare un’e-mail a: info@dermatologica.it.

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