Guida al parto senza dolore 

Mettere al mondo un figlio con l'aiuto di una leggera anestesia, l'epidurale, che cancella ogni sofferenza. Adesso si può.
Tutto quello che devi sapere e fare prima del grande giorno

di Laura D'Orsi  - 07 Settembre 2006

Partorire senza dolore presto sarà possibile per tutte le donne. Il ministro della Salute Livia Turco ha da poco annunciato di voler promuovere la diffusione dell'analgesia epidurale in tutti gli ospedali del nostro Paese.

"Oggi solo 20 mamme su cento utilizzano questa tecnica. In altre nazioni, come in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, invece, lo fa la maggior parte delle donne" spiega Danilo Celleno, responsabile del servizio di anestesia e rianimazione all'Ospedale Fatebenefratelli di Roma. "L'epidurale in pochi minuti toglie il dolore lasciando inalterate tutte le altre sensibilità, compresa quella delle contrazioni. Che si continuano ad avvertire ma senza provare alcuna sofferenza".

Visita all'ottavo mese

L'ideale è prepararsi all'epidurale con anticipo, decidendolo insieme al proprio ginecologo nell'ultimo trimestre di gravidanza. Se non ci sono controindicazioni (come malattie emorragiche o terapie anticoagulanti), alla fine dell'ottavo mese si fa una visita dall'anestesista, che controlla gli esami e a volte richiede ulteriori test, come l'elettrocardiogramma. Al termine la futura mamma firma il consenso informato e riceve una cartella con tutti i suoi dati. Da consegnare al medico al momento del parto.

Comincia il travaglio

In molte strutture si può chiedere l'epidurale in qualsiasi momento, a condizione che il travaglio sia già iniziato. In questo caso la visita con il ginecologo e l'anestesista viene effettuata in quel momento. "Poi si inietta l'anestetico attraverso un tubicino inserito nella schiena" spiega Celleno.

La donna è libera di muoversi e, se lo desidera, di camminare durante il travaglio. Ed è assolutamente partecipe e piena di forza fino al momento del parto. "L'analgesia, infatti, non riduce la forza muscolare e permette di spingere adeguatamente quando serve" conferma Celleno. I rischi? Praticamente nulli. Se correttamente eseguita, è una tecnica sicura con pochi e rari effetti collaterali, come prurito e mal di testa.

Quanto si spende

Dal momento che in Italia l'epidurale è ancora poco diffusa (un centinaio di ospedali), è importante informarsi con anticipo sulla struttura in cui si intende partorire. Soprattutto per non avere sorprese al momento del pagamento. In alcune strutture pubbliche l'analgesia non costa niente.

In altre, invece, che non hanno l'anestesista in sala parto, si possono spendere circa 600 euro. Nei centri privati, poi, il costo può salire fino a 1.500 euro. È importante anche accertarsi che il servizio sia garantito 24 ore su 24. Nei centri con pochi medici anestesisti, infatti, l'epidurale si fa solo di giorno, quando è presente tutto il personale.

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