Guida alle vaccinazioni 

Quelle obbligatorie e quelle facoltative, quelle per i bambini e per gli adolescenti. Ma anche quelle consigliate per chi viaggia e le risposte ai dubbi più frequenti. Qui una guida per orientare le tue scelte e quelle della tua famiglia

di Lidia Pregnolato
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In Italia la somministrazione dei vaccini, sia per bambini sia per adulti, è regolata dagli accordi Stato-Regioni, secondo il titolo V della Costituzione, in materia di tutela della salute. Il Piano Nazionale Vaccini e tutte le documentazioni relative alle singole vaccinazioni devono essere approvate dalla Conferenza Stato-Regioni in base anche all’accordo sui Livelli Essenziali di Assistenza.

I vaccini, prima di essere introdotti nel sistema sanitario nazionale, vengono validati in base alle caratteristiche di sicurezza ed efficacia, e si dividono in obbligatori e raccomandati (cioè consigliati, ma non obbligatori).

I vaccini obbligatori comprendono quelli per: l’epatite B, il tetano, la poliomelite e la difterite.

Nel secondo gruppo invece sono compresi tutti gli altri, anche quelli di più recente acquisizione come il vaccino per il papilloma virus e per la varicella.

Dalla loro scoperta i vaccini rappresentano per la Sanità pubblica uno strumento di prevenzione di massa: se oggi non esistono più alcune malattie (per esempio il vaiolo) è anche grazie alla diffusione delle vaccinazioni che, interrompendo la catena epidemiologica, hanno interrotto la proliferazione dei virus ad oggi debellati.

Da parte sua l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aggiorna periodicamente le raccomandazioni per le vaccinazioni e i loro tempi di somministrazione e di richiamo.

Come agiscono

Il termine vaccino deriva dal primo scoperto dal medico inglese Edward Jenner, lo scienziato responsabile di un esperimento per l’epoca (siamo alla fine del '700) decisamente azzardato: prese del pus proveniente da un’infezione di vaiolo bovino e lo inoculò in un bambino di 8 anni per poi infettarlo sei settimane più tardi col virus umano. Il bambino risultò immune al vaiolo umano.

Il principio su cui si basano tutti i vaccini è quello secondo il quale introducendo nell’organismo una piccola quantità di sostanze infettive inattivate o indebolite, si stimola l’attivazione del sistema immunitario e la conseguente produzione di anticorpi specifici. Una volta che il sistema immunitario è stato attivato contro un preciso agente patogeno è in grado di memorizzare la propria risposta di difesa e quindi di proteggere l’organismo in modo immediato nell’eventualità di un altro attacco da parte dello stesso virus, anche a distanza di lungo tempo. La durata varia a seconda del vaccino, per cui sono pianificati richiami in tempi diversi.

Vaccini raccomandati

In Italia, per i nuovi nati, vengono raccomandati i seguenti vaccini:

- morbillo, parotite e rosolia (vaccino MPR);

- Haemophilus influenzae (vaccino Hib);

- pertosse;

- meningite C;

- pneumococco;

- varicella;

- papilloma virus.

Il vaccino combinato MPR è utilizzato dai primi anni novanta e viene somministrato in una prima dose verso il 15° mese di età ed è possibile anche farlo in concomitanza alla terza dose prevista per gli altri vaccini obbligatori. Un richiamo poi viene effettuato ai 5/6 anni. La vaccinazione in particolare contro il morbillo e la rosolia veniva raccomandata già negli anni settanta, quando molti studi e casi avevano già evidenziato la pericolosità di queste malattie nelle donne incinte: queste infezioni, se trasmesse al feto nei primi mesi di gestazione, possono portare a gravi malformazioni cardiache, a ritardo mentale e motorio o ad altre complicanze.

Il vaccino MPR è stato oggetto di forte polemica, da quando nel 1998 il suo uso è stato relazionato a dodici casi di autismo conclamato; in questo caso le evidenze scientifiche mostrano chiaramente l’infondatezza dei timori.

ll vaccino Haemophilus influenzae B o Hib è efficace nella prevenzione delle infezioni più gravi come la meningite e riduce al contempo il numero dei portatori sani che ospitano il batterio nelle cavità nasali. Esiste sia il vaccino monovalente che quello esavalente, quest’ultimo usato sui nuovi nati e somministrato in tre dosi insieme ai vaccini obbligatori.

Anche il vaccino antipertosse è inserito di norma nel vaccino esavalente e viene somministrato in tre dosi durante il primo anno di vita; richiede due richiami, uno ai 5/6 anni ed uno agli 11/15 anni.

Il vaccino antimeningococco di tipo C è consigliato sempre nel primo anno di età, il periodo più a rischio per contrarre questo tipo di infezioni. I meningococchi popolano naturalmente il naso e la gola, ma solo in particolari condizioni possono attivarsi e causare infezioni gravi con un’alta percentuale di mortalità. Per i bambini al di sotto dell’anno di età si somministra in due dosi, mentre per quelli più grandi e per gli adulti viene somministrato in un’unica dose.

L’introduzione del vaccino per la varicella è molto recente pertanto anche le modalità di somministrazione e le tempistiche possono variare da regione a regione.

La vaccinazione contro il papilloma virus, HPV, è anch'essa un’acquisizione piuttosto recente (2008) ed è stata inserita nel calendario vaccinale per le bambine dodicenni. La scelta di questa precisa fascia di età dei 12 anni è data da uno studio sui rischi e benefici che ha indicato in questa fascia un’ottima risposta del sistema immunitario.

Ricordiamo infine i vaccini antinfluenzali: in Italia ne sono stati autorizzati solo alcuni, tra cui i vaccini split che sono costituiti da proteine provenienti dalla superficie cellulare del virus e da parti disgregate del virus stesso. Questi vaccini sono di norma ben tollerati, mancano tuttavia ancora molti dati relativi all’efficacia del vaccino nei bambini, dovuta anche al fatto della elevata mutabilità dei ceppi di anno in anno.

Altri vaccini

Le vaccinazioni rappresentano un efficace metodo preventivo di molte delle malattie che si possono contrarre durante i viaggi, soprattutto in paesi lontani.

Prima di partire, quindi, è bene controllare innanzitutto di essere in regola con le vaccinazioni previste dal programma nazionale e, a seconda poi della meta del viaggio, saranno consigliati dei vaccini o delle profilassi specifici contro determinate malattie (colera, epatite A, febbre tifoide, rabbia, encefalite da zecche, encefalite giapponese, febbre gialla, meningite meningococcica).

Oggi i soli certificati che vengono richiesti nei viaggi internazionali, limitatamente ad alcune mete, sono quelli contro la febbre gialla, la meningite e la poliomielite. Per quanto riguarda la malaria, per ogni paese situato in zone endemiche, è raccomandata una chemioprofilassi specifica, in base alle specie e al livello di farmacoresistenza dei parassiti presenti.

Malgrado la loro efficacia preventiva, è bene ricordare che i vaccini raramente conferiscono una protezione del 100 per cento. Il viaggiatore vaccinato non deve ritenere che sia azzerato il rischio di contrarre la malattia contro la quale viene vaccinato. Devono pertanto essere seguite scrupolosamente tutte le misure preventive addizionali contro le infezioni indipendentemente dal fatto che siano stati somministrati vaccini o altri farmaci.

Informazioni dettagliate sulle vaccinazioni obbligatorie o consigliate per visitare le diverse zone del mondo e sulle più opportune misure di prevenzione vengono fornite dagli Ambulatori per viaggiatori internazionali e si possono trovare su numerosi siti istituzionali, tra cui quello del Ministero della Salute.

Effetti collaterali

La somministrazione dei vaccini può dar luogo ad alcuni effetti collaterali: i più ricorrenti e i meno pericolosi sono quelli che si presentano nell’arco di poche ore dalla somministrazione del vaccino e possono comportare qualche linea di febbre, dolore e gonfiore nel punto dell’iniezione, malessere generale, torpore.

Esistono poi delle reazioni avverse che si possono manifestare da poco dopo l’iniezione fino a distanza di giorni. Le prime sono reazioni di tipo allergico, e possono manifestarsi come orticaria, angioedema, e più raramente come congestione nasale, vomito, diarrea, tosse, spasmi respiratori e dolore addominale. Le reazioni invece che si manifestano dopo molte ore o giorni sono legate alla formazione di complessi immuni e che provocano sfoghi cutanei.

L’incidenza di reazioni allergiche è statisticamente molto bassa, si parla di 1 caso su cinquantamila per il vaccino DTP (difterite, tetano e polio) ed 1 caso su cinquecentomila/un milione per tutti gli altri vaccini.

Controindicazioni: vere o false?

Esistono controindicazioni temporanee che riguardano lo stato di salute del bambino, ad esempio le vaccinazioni sono sconsigliate in caso di malattie acute con febbre alta, in caso di terapia in corso con farmaci che vanno ad agire sul sistema immunitario o con corticosteroidi ad alte dosi.

Vi sono poi le cosiddette false controindicazioni che riguardano presunte allergie già presenti nel bambino, come l’allergia all’uovo, alle carni, ad alcuni farmaci (esclusi i componenti del vaccino).

Altre false controindicazioni sono la dermatite atopica, la familiarità alle allergie, le convulsioni febbrili pregresse, il diabete mellito, la fibrosi cistica, le malattie neurologiche stabilizzate, la malnutrizione, la terapia antibiotica in corso, la reazione febbrile o di malessere alla vaccinazione precedente.

Esistono infine le controindicazioni vere e proprie in cui la somministrazione del vaccino arrecherebbe più danno che beneficio. Queste comprendono: malattie neurologiche evolutive, allergia conclamata ad antibiotici contenuti in alcuni vaccini come la streptomicina e in caso di immunodeficienza primaria.

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