Il massaggio ayurvedico 

Delicate pressioni, oli aromaterapici e suoni indiani in sottofondo. Una giornalista è andata a scoprire di persona questo antico rito di bellezza. E qui ci racconta com'è andata

di Paola Oriunno  - 18 Gennaio 2006

Tutto inizia al Centro Benessere Nyama di Milano, dove sono andata a provare un massaggio ayurvedico. Appena mi vede, la terapista mi squadra dalla testa ai piedi e sentenzia, in modo a me incomprensibile: «Tu devi essere Vata. Oppure Pitta». Cosa vuol dire? Chi sono? Non ho il tempo di capirlo che già il trattamento ha inizio.

Tra olio e musica

Il materassino occupa quasi tutta la stanza e la terapista è inginocchiata a terra, scalza. I movimenti partono dalla schiena, completamente ricoperta di olio. Sono energici e allo stesso tempo delicati. Non sento dolore, sono completamente abbandonata. Con gli occhi chiusi non riesco a vedere i suoi spostamenti. Ma la sensazione è davvero piacevole. L'ultima fase è la più bella. I movimenti si fanno più leggeri e l'olio da massaggio si insinua tra collo e capelli. Potrei addormentarmi. A un tratto non sento più le sue mani. Ma solo la sua voce, che mi culla con un canto dolcissimo in lingua indiana. E cantando, si allontana da me. No, non può finire così! Voglio saperne di più. Comprendere cosa significa Vata e Pitta.

Le tre forze primordiali

Chiamo immediatamente Marina Masotti della Scuola di Ayurveda Ananda Ashram di Milano. È lei a svelarmi i segreti di questo antico sistema di cura. La sua spiegazione è un viaggio tra i profumi, i colori e la cultura millenaria di India e Sri Lanka. «Secondo l'Ayurveda, la salute e la bellezza della pelle dipendono dall'equilibrio di tre forze dette "dosha". Si chiamano Vata, Pitta e Kapha e corrispondono a tre elementi primordiali: cioè aria, fuoco e terra-acqua, uniti insieme. Ognuno di noi ha un dosha che prevale e questo determina una serie di caratteristiche fisiche precise e dei disturbi specifici» mi spiega Marina. Io che dosha ho?

Un trattamento su misura

Il Vata è magro e ha la pelle secca e sensibile. Il Pitta ha corporatura regolare, ma ha molte macchie e un colorito spento e grigiastro. Il Kapha è un po' in sovrappeso, soffre di ritenzione idrica e ha la pelle grassa. Ecco svelata la mia nuova identità. Sono una donna Vata. E il massaggio che ho fatto mi ha aiutato a idratare la pelle, allentare le tensioni, aumentare la resistenza allo stress.

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