La pillola anticolesterolo 

È arrivato un farmaco che sa tenere a bada il pericoloso grasso. È un mix di due sostanze. Il medico ci spiega quando usarlo

di Cinzia Testa  - 19 Gennaio 2006

Scacco matto al colesterolo grazie a un’accoppiata vincente. Due principi attivi battezzati con i nomi di ezetimibe e simvastatina e racchiusi in un solo farmaco per tenere a bada l’acerrimo nemico del cuore. In farmacia si trovano come Vytorin e Inegy. Ma vediamo insieme al dottor Alberico Catalano, docente di farmacologia dell’Università degli studi di Milano, di che cosa si tratta.

Come funziona
«Il nuovo farmaco, grazie alla particolare abbinata, agisce su due fronti» spiega il professor Catalano. «La simvastatina, come tutte le statine, interviene sul fegato. L’ezetimibe, invece, riduce l’assorbimento a livello intestinale del colesterolo». E qui sta la novità. Ma per capirla dobbiamo fare marcia indietro e vedere come il colesterolo viene prodotto e trasformato nell’organismo. Quello contenuto nei cibi, quando arriva nell’intestino, viene catturato da particolari sostanze e trasportato nel fegato, dove viene eliminato. Ma anche il fegato, per aiutare la bile a digerire  i cibi, produce più o meno colesterolo. A volte, però, questo meccanismo di produzione si inceppa. Capita quando si segue una dieta ricca di alimenti grassi (formaggio, latte intero, carne rossa, dolci). O se il fegato, per ragioni ancora sconosciute, produce una quantità eccessiva di colesterolo. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: il livello del pericoloso grasso nel sangue si alza. E l’organismo, non riuscendo a eliminarlo, lo deposita nelle arterie: da qui il rischio di ictus e infarto. Il nuovo farmaco impedisce che tutto questo accada.

I vantaggi
«Mentre con i farmaci tradizionali, quelli solo a base di statine, per mantenere il colesterolo nei livelli di norma bisognava continuamente ricalibrarli, se non addirittura raddoppiare le dosi, il nuovo medicinale raggiunge lo stesso obiettivo perché agisce sia sul fegato sia sull’intestino. E tutto questo con una pastiglia al giorno» spiega il dottor Catalano. C’è di più: la nuova terapia non dà gli indesiderati effetti collaterali, come nausea, diarrea, disturbi al fegato, affaticamento, crampi, tipici delle statine prese ad alti dosaggi. Ecco perché è più sicura, oltre che efficace.

A chi fa bene
«Il nuovo cocktail di farmaci va bene per tutti» spiega l’esperto. «In particolare per chi ha il colesterolo molto alto non per colpa dell’alimentazione, ma per un’origine genetica. In questo caso si è visto che le sole statine non bastano e il nuovo farmaco, per le sue caratteristiche, è l’alternativa ideale. In generale, chi sta seguendo una cura a base di statine può passare alla nuova terapia senza problemi».

I costi
Tra tanti vantaggi qualche scotto da pagare c’è. Il nuovo farmaco è costoso, ma è in classe A. E quindi si può far prescrivere dal medico di base. In soldoni: si paga solo il ticket. A patto che l’ipercolesterolemia sia di origine famigliare, che le altre cure non abbiano dato frutti, o si abbia già avuto un infarto o, ancora, si corrano rischi cardiovascolari.

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