Le crisi di panico in 4 domande 

In realtà gli attacchi non sono mai improvvisi. Per prevenirli ci sono dei campanelli di allarme che è importante saper riconoscere

di Laura D'Orsi  - 22 Marzo 2007

Contrordine: gli attacchi di panico non arrivano come un fulmine a ciel sereno. Secondo uno studio dell'Università di Padova ci sono condizioni ben precise che li scatenano. «Sono situazioni di vita e aspetti del carattere» spiega Massimo Biondi, direttore del Dipartimento di Scienze Psichiatriche dell'Università La Sapienza di Roma. Ma, allora, conoscere le situazioni e i tratti della personalità aiuta a prevenire le crisi di panico? «Su alcune cause non è possibile intervenire» chiarisce lo psichiatra.

«Ma sapere quali sono i propri punti deboli aiuta a rinforzarli. E poi si può imparare a fare attenzione ai campanelli d'allarme. Per esempio, se si ha già avuto il primo attacco, un periodo di stress più intenso del solito spesso scatena nuove crisi». Ecco le domande da farsi per capire se si è a rischio e vincere più facilmente il disturbo.

Nell'ultimo anno ho vissuto momenti particolarmente difficili?

Un divorzio, un lutto in famiglia, una malattia. Tutti eventi che mettono a dura prova l'equilibrio psichico e aprono la strada al panico. «Questi avvenimenti provocano nelle persone più fragili un grande senso di vuoto e di insicurezza, molto difficili da affrontare» commenta lo psichiatra. «L'angoscia profonda e la fatica ad accettare cambiamenti così grandi sfociano negli attacchi».

I miei genitori sono ansiosi?

Secondo le ricerche, se il padre o la madre soffre di panico, la probabilità di avere un attacco è otto volte maggiore. Ma non è solo una questione genetica. «Chi è nato e cresciuto in una famiglia di ansiosi, e ha quindi respirato l'apprensione, sarà più portato a provare paura, a vedere ovunque pericoli e minacce» spiega Biondi. Molto, però, dipende dalle esperienze successive: con il tempo si può imparare a tenere a bada l'ansia.

Ho poca fiducia in me?

Spesso le persone che soffrono di attacchi di panico non hanno una grande considerazione di sé. Cercano sempre l'approvazione altrui, non riescono a fare scelte autonome, così si adeguano a ciò che gli altri si aspettano da loro. Ma prima o poi quella parte di noi che soffochiamo si ribella. E attraverso gli attacchi di panico cerca di venire alla luce.

Sono molto sensibile?

Secondo gli ultimi studi, gli attacchi di panico colpiscono soprattutto chi è molto emotivo e assorbe tutte le sensazioni, positive o negative, dall'ambiente. È dimostrato che le persone ipersensibili provano più stress delle altre, a parità di situazioni difficili, e sono più vulnerabili al disturbo.

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