Le novità salvaginocchio 

Chi cade sulle piste, nella metà dei casi, mette a rischio i legamenti delle gambe. Ma oggi ci sono tecniche per guarire bene. E in fretta

di Cinzia Testa  - 25 Gennaio 2007

Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità cinque persone su 10 che cadono sulle piste da sci si fanno male alle ginocchia. «In questi casi sempre meglio fermarsi per un quarto d’ora e mettere una manciata di neve sulla parte» spiega Marco Pozzolini, primario del servizio di ortopedia e di traumatologia, clinica Pio X di Milano. «Se così il dolore passa vuol dire che è stato un semplice colpo e si può riprendere a sciare. Se continua a essere forte, è meglio fermarsi e chiamare i soccorsi». Potrebbe trattarsi, infatti, di una distorsione oppure della rottura di uno o tutti e due i legamenti crociati, cioè quegli “elastici” a forma di X che danno stabilità al ginocchio.

Questi problemi oggi si possono curare più rapidamente di un tempo grazie a nuove soluzioni. Che vengono già utilizzate nei principali istituti ortopedici e negli ospedali con reparto di ortopedia. Vediamo, allora, insieme all'esperto quali sono e come funzionano.

Se c'è una distorsione

Quando il dolore è forte, ma  il ginocchio non è gonfio e non cede, probabilmente si tratta di una distorsione. Se è leggera, basta stare una settimana a riposo e portare una benda. Se è più grave, le settimane diventano tre e bisogna indossare un tutore. In entrambi i casi, per riprendersi prima e meglio, adesso c’è una nuova tecnica fisioterapica: la tecarterapia. Rispetto agli altri trattamenti ha una marcia in più perché accelera il naturale processo di autoriparazione dei tessuti.

Grazie a un particolare macchinario collegato a un elettrodo, "cattura" l'energia che viene prodotta dal corpo e la dirige nella zona malata. In questo modo agisce molto in profondità: aumenta l’afflusso di sangue al ginocchio e mette in moto la produzione di sostanze antinfiammatorie. Fin dalla prima seduta, infatti, il dolore diminuisce e ci si muove meglio. La terapia è adatta a tutti, non fa male e in media bastano otto sedute di 10 minuti, una volta al giorno.

Se c'è una rottura

La rottura del legamento crociato si distingue dalla semplice distorsione perché il dolore è subito intenso, la parte si gonfia molto e nel giro di un paio d'ore si prova un senso di tensione dentro al ginocchio. La cura è solo chirurgica. Ma con un nuovo intervento si può tornare a fare sport nel giro di cinque mesi e si evitano sia il gesso sia il tutore: si portano soltanto le stampelle per circa un mese. In più, la riabilitazione può iniziare il giorno dell'intervento. L'operazione è in artroscopia, cioè gli strumenti chirurgici vengono inseriti attraverso piccoli forellini. Il legamento rotto viene sostituito con un pezzetto di tendine prelevato dalla parte più interna del ginocchio e poi fissato con speciali viti e perni.

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