Metti nel piatto gli Omega3 

I medici esortano a mangiare pesce, ricco di grassi buoni, ma il pericolo dell'inquinamento marino è alto. Facciamo subito chiarezza

di Alessandro Pellizzari  - 26 Aprile 2007

Con la bella stagione si ha più voglia di mangiare pesce, spinti anche dai  benefici degli Omega3 contenuti in abbondanza in questo alimento. Tutti i medici ormai consigliano di fare il pieno dei grassi buoni, come sono chiamati gli acidi grassi polinsaturi, gli spazzini del sangue che prevengono ictus e infarto. È di questi giorni, però, l'allarme inquinamento dei nostri mari. Lo ha denunciato il Wwf, che ha scoperto la presenza di 15 tipi di sostanze tossiche (come il Ddt) in 29 campioni di pesce spada. E si è aggiunto anche l'appello di 1.150 scienziati di tutto il mondo, che chiede attenzione, soprattutto alle donne in gravidanza, nel consumo dei grandi pesci oceanici, più ricchi di mercurio. Con l'aiuto di due esperti, vediamo come si fa scorta di Omega3 senza rischi.

Vincono i benefici

"In effetti, i dosaggi di metalli pesanti scoperti nel pesce inquinato diventano sempre più alti" spiega il professor Benvenuto Cestaro, direttore della Scuola di specializzazione in scienza dell'alimentazione dell'Università di Milano. "Allora, se si consumano molte porzioni di pesce contaminato alla settimana, può esserci un rischio per la salute. Queste sostanze infatti bloccano l'attività di molti enzimi e proteine, interferendo con il nostro metabolismo: così le cellule e l'organismo invecchiano prima". Non c'è, però, motivo di preoccuparsi. "In Italia abbiamo una legislazione abbastanza rigida in questo campo e controlli severi: possiamo quindi continuare a mangiare pesce con tranquillità, soprattutto se adottiamo qualche semplice precauzione" dice Marisa Porrini, docente di alimentazione e nutrizione umana all'Università di Milano.

Un aiuto in gravidanza

E le donne in attesa di un bambino come devono regolarsi? Se fare il pieno di Omega3 è importante per tutti, in gravidanza lo diventa ancora di più. Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica in glese The Lancet, gli acidi grassi contenuti nel pesce sono di grande aiuto per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Durante l'attesa, non bisognerebbe quindi privarsene. Per non correre rischi, basta seguire le precauzioni consigliate. "E preferire i pesci piccoli rispetto a quelli grossi, come il tonno e il pesce spada, che assorbono più facilmente il mercurio" ricorda la dottoressa Marisa Porrini.

L'alternativa verde

Ci sono noci, nocciole e frutta secca, che sono una buona fonte di acidi grassi della stessa famiglia degli Omega3. Il consiglio è di consumare tre o quattro noci due volte alla settimana.

Sono energetiche: una contiene 34 calorie.

Le buone regole

Salmone, sgombro, merluzzo, sardine, aringhe e acciughe: è tutto pesce azzurro, il più ricco di grassi buoni. L'ideale è mangiarlo due o tre volte alla settimana, scegliendo quello non allevato (non sempre si cibano di alghe, la fonte di Omega3), consumandolo in giornata (i grassi si ossidano in fretta). Infine, mai cuocerlo troppo (non deve diventare asciutto o stopposo) o conservarlo a lungo in freezer (tre, quattro mesi al massimo). Per limitare il rischio di inquinanti bisogna poi variare ogni volta il tipo e preferire quelli di taglia piccola.

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