Non crollare, chiedi aiuto 

La stanchezza e lo stress sono lì lì per sommergerti. E il Natale
è alle porte... Se pensi: «Basta uno zic e verrò travolta»
non rimandare. Alza bandiera bianca e concediti una tregua

di Vera Forte  - 19 Dicembre 2005

Pensate al Natale e lo vivete come la goccia che farà traboccare il vaso della vostra stanchezza? Siete già stressate solo all'idea dei regali dell'ultimo minuto, degli inviti, delle telefonate, delle suocere e dei parenti per casa? Fermatevi un momento. La soluzione è semplice: chiedete una mano.

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qualcuno lo capterà Non c'è bisogno di sparare un razzo luminoso. Non siete una velista in solitaria. Basta riconoscere che non potete arrivare a tutto e che non c'è nulla di male ad appoggiarsi agli altri. «Noi donne tendiamo a caricarci tutto il peso sulle spalle. Non solo per quello che riguarda la casa e la spesa. Seguiamo con apprensione i figli, i loro studi, ci preoccupiamo per il marito se è nervoso o se i rapporti con lui sono freddini. E ci diamo da fare per aggiustare tutto da sole, senza delegare mai nulla, dimenticandoci di noi stesse», afferma Roberta Rossi, psicologa e sessuologa dell'Istituto di Psicosessuologia Clinica di Roma. «Quindi, il primo passo è fermarsi, fare un bel respiro e decidere che possiamo anche farci aiutare, nella pratica quotidiana e nella sfera psicologica».

Ogni tanto bisogna mollare le redini

È il periodo delle ricorrenze in famiglia ed è bellissimo ritrovarsi con le persone care. Nessuno lo sa meglio di voi che ogni anno preparate il pranzo tradizionale con tutte le attenzioni possibili. Solo che stavolta lavorerete fino alla vigilia e non sapete come fare. «Vi sentite in trappola, perché pensate di "deludere" le aspettative dell'intera famiglia ma, ancora una volta, il problema nasce dal desiderio di tenere tutto sotto controllo, di sentirvi indispensabili e di superare, attraverso questo ennesimo "sacrificio", il senso di colpa di donne lavoratrici» spiega la dottoressa Rossi. «Interrogatevi sinceramente su cosa vorreste fare. E fatelo. Spezzate pure la consuetudine, qualcun altro cucinerà e voi scoprirete che, nonostante tutto, continuerete a rimanere persone insostituibili per i vostri cari».

Chi trova un'amica, trova un tesoro

I bambini sono a casa da scuola e sono felicissimi. Per loro è vacanza, per voi un po' meno. Vanno organizzati e controllati e invece voi, da sole, proprio non ce la fate. Ed ecco che spunta il senso di colpa. Prima di farvi divorare da questo sentimento tanto sterile quanto inevitabile, provate a organizzare una rete di mutuo soccorso, chiedete a scuola se qualche mamma ha più tempo di voi e può aiutarvi, tenendo vostro figlio per qualche pomeriggio. Al primo weekend disponibile, ricambierete la cortesia. Tra compagni di scuola, i ragazzi staranno benissimo e faranno anche i compiti con meno fatica. «Io, di mamme ne vedo molte», racconta Ana Lia Setton, psicopedagogista e dirigente di scuole d'infanzia. «Si dividono tra figli e lavoro senza  mai risparmiarsi. Però, alcune sono riuscite ad organizzarsi bene, creando una rete di solidarietà. A giorni fissi ritirano da scuola i figli dell'amica e viceversa e, in questo modo, riescono a respirare e a vivere meglio».

È successo, ma tutto può ancora cambiare

Se ci sono problemi sentimentali o preoccupazioni legate ai figli, oltre alla stanchezza, subentrano la malinconia e il disorientamento. «Attente, la depressione è dietro l'angolo» dice decisa la psicologa. «Qualunque sia il vostro problema, sappiate che c'è qualcuno in grado di aiutarvi. Se, davanti alle luminarie, vi sciogliete in lacrime perché la vostra storia d'amore è finita, ricorrete agli amici. Vi consoleranno, vi inviteranno e vi "sopporteranno". Potrebbe essere l'occasione per riscoprire che, ritrovarvi libere, non è poi così male», suggerisce la dottoressa. «Già, il Natale evidenzia il senso di solitudine. È il caso delle donne appena separate, in ansia per i figli, che non reggono la tensione di quei giorni», racconta Patrizia Righi, medico di base. «A tutte do dei consigli di buon senso. Le spingo a non isolarsi dagli altri. Ma, se dietro alle lacrime intravedo i sintomi di una vera e propria depressione, convinco la paziente a farsi sostenere da uno psicologo».

«All'ora d'aria. Ce l'hanno persino i carcerati. Concedetevela anche voi. Se non tutti i giorni, almeno ogni tanto. Uno spazio tutto vostro in cui fare ciò che volete», dice la psicologa Roberta Rossi.

No «Alla lamentela continua. Se resta tale è inutile, non porta a nulla e rischia di allontanare anche le persone che vorrebbero aiutarvi. Meglio chiedere aiuto esplicitamente e spiegare bene di cosa avete bisogno» consiglia l'esperta.

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