Nove cose importanti da sapere sul testamento biologico 

A Silvia Veronesi, avvocato, abbiamo chiesto di spiegare il modello di testamento biologico messo a punto dalla Fondazione. Per capirne meglio gli aspetti più importanti e i problemi che solleva

di Paola Fiorio  - 03 Maggio 2007

A Silvia Veronesi, avvocato, abbiamo chiesto di spiegare il modello messo a punto dalla Fondazione. Per capirne meglio gli aspetti più importanti e i problemi che solleva.

Chi può sottoscriverlo

Le persone che hanno compiuto i 18 anni d'età e che sono in possesso delle proprie facoltà mentali.

Come va compilato

La stesura, secondo questo modello, va fatta di proprio pugno e deve riportare firma, dati anagrafici e numero della carta d'identità del dichiarante.

Quante volte si può modificare

Il testamento biologico è modificabile e revocabile in qualsiasi momento, come tutti i testamenti. Deve esserlo, perché uno dei problemi più rilevanti che pone questo tipo di documento è quello dell'attualità delle volontà rispetto al momento in cui queste devono essere fatte valere. Io, infatti, le esprimo in un momento in cui sono perfettamente sano, e in pieno possesso delle facoltà mentali, ma saranno rese note in un momento in cui non lo sarò più. Quindi, la questione che alcuni si pongono è se si possono considerare vincolanti. Pertanto, la modificabilità e la revocabilità delle dichiarazioni in qualsiasi momento è una garanzia in più per la persona che redige il documento, libera di cambiare idea sulle sue volontà.

A quali trattamenti dire di no

Nel testamento si stabilisce che "nel pieno delle facoltà mentali e in totale libertà" chi lo sottoscrive chiede di non essere sottoposto ad alcuna terapia in caso di "malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante" e "malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscono una normale vita di relazione". Per fare un esempio, si dice no a terapie come la ventilazione e l'alimentazione artificiale, che non sono curative, ma che servono a mantenere in vita una persona in stato vegetativo.

Il ruolo del fiduciario

È necessario nominare un fiduciario. Può essere un parente, convivente, amico, medico curante, sacerdote o qualsiasi altra persona considerata di fiducia. Il suo compito sarà quello di informare i medici dell'esistenza della dichiarazione anticipata. E controllare che vengano rispettati i desideri del paziente.

A chi va affidato

Per ora, può essere custodito presso un notaio o un legale di fiducia. La Fondazione suggerisce di redigerlo in due copie: una da tenere e una da consegnare al proprio fiduciario. Ed eventualmente una terza copia da consegnare a un notaio o a un avvocato.

Tre problemi aperti

Cosa scriverà chi, invece, è a favore di tutte le terapie?

In genere, l'orientamento di chi stila un testamento biologico è quello di chi non vuole essere sottoposto ad accanimento terapeutico quando non ha prospettive di miglioramento o gli si impone una condizione di vita che ha una qualità che per lui non ha senso. Il Comitato nazionale di bioetica ha suggerito un modello di testamento biologico che serva sia per rifiutare sia per confermare la propria volontà di essere sottoposti a tutti i trattamenti necessari. Anche se questi si configurassero come "il mantenimento in uno stato di incoscienza permanente e privo di possibilità di recupero, o il mantenimento in uno stato di demenza avanzata non suscettibile di recupero".

Sarà possibile esprimere altre volontà?

Fra le proposte di legge ora in discussione, alcune chiedono di ampliare il testamento biologico e di poterlo usare anche per esprimersi sulla donazione degli organi (il modello della Fondazione lo prevede) e le disposizioni circa la sepoltura.

Il medico si deve adeguare alle volontà del malato?

Dipenderà dal tipo di legge che verrà approvata. Ad oggi, secondo alcuni il medico dovrebbe sentirsi sostanzialmente vincolato, secondo altri è indispensabile che il medico possa tener conto:

di eventuali progressi della medicina rispetto al momento in cui la dichiarazione è stata fatta;

di variabili che il paziente non aveva considerato;

di valutare se si tratti di un caso che non corrisponda pienamente a quello prospettato dal paziente.

Il Codice di deontologia medica italiano afferma, già oggi, che il medico deve considerare le volontà espresse dal paziente, ma sottolinea che "anche su richiesta del malato, non deve effettuare o favorire trattamenti diretti a provocarne la morte". Secondo Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, "in presenza di testamento biologico contrario alle proprie idee, il medico può esprimere una clausola di coscienza e sciogliere la relazione con quel paziente".

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