Ora il tumore si vince così 

L''aiuto di un''amica, la terapia su misura e, se necessario, la ricostruzione del seno. Qui tutte le risposte ai dubbi delle donne più diffusi

di Cinzia Testa  - 12 Ottobre 2006

È arrivata in Italia la mostra fotografica Breast friends, dedicata alle donne colpite da tumore al seno. La prima tappa è Milano, dove rimarrà fino al 16 ottobre, poi dal 25 al 31 toccherà a Roma. L'iniziativa è sostenuta da associazioni di pazienti di oltre 20 nazioni, tra cui l'italiana Salute donna onlus. Le fotografie ritraggono personaggi famosi in compagnia di un'amica o di un familiare con cui hanno condiviso il momento della diagnosi e delle cure.
«Attraverso le immagini si vuole ribadire l'importanza per le malate di avere accanto qualcuno che possa sostenerle» spiega Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna. Ma per farlo occorre avere le idee chiare. Chiediamo a Luca Gianni, responsabile del reparto di Oncologia medica dell'Istituto dei tumori di Milano, di rispondere alle domande più frequenti che le donne si fanno su questa malattia.

Si deve sempre operare?

Sì, il tumore va sempre tolto. I farmaci esistono, ma vengono dati solo dopo l'intervento per evitare che il cancro si riformi. A seconda della natura del male, il medico prescrive cure differenti. Se il tumore è di origine ormonale, di solito si combatte con i farmaci antiestrogeni, come il tamoxifene e l'anastrazolo, che bloccano la produzione di cellule tumorali. Se, invece, dipende da una cellula sana, la Her-2, che impazzisce, la soluzione è in un principio attivo chiamato trastuzumab.

Il seno va tolto del tutto?

Oggi la mastectomia, l'intervento che prevede l'asportazione completa del seno, viene fatta molto raramente. Nella maggior parte dei casi, infatti, si riesce a diagnosticare il tumore  quando ancora è più piccolo di due centimetri. E quindi il chirurgo può limitarsi a una quadrantectomia, cioè toglie soltanto la porzione di seno malata.

I seni saranno diversi?

No. Con la quadrantectomia il seno operato viene rimodellato e, se necessario, si interviene anche su quello sano, in modo da attenuare eventuali differenze. Invece, nel caso di una mastectomia, a fine intervento si inserisce una protesi provvisoria che dopo sei mesi, quando la ferita è guarita, viene sostituita con quella definitiva.

Bisogna fare la chemio per forza?
 In genere dopo un intervento non si fa la chemio se la “nocciolina” tumorale è inferiore al centimetro. Comunque si decide a operazione avvenuta, quando si può analizzare il tumore. È bene ricordare che ora la chemioterapia non è più pesante come un tempo e gli effetti collaterali sono notevolmente diminuiti.

Il tumore può tornare?

La ricomparsa della malattia è una paura comune a tutte le donne, ma oggi non è più fondata. Per curare il tumore, infatti, oggi ci sono molte terapie che, venendo personalizzate e adeguate alle esigenze di ogni paziente, permettono di sconfiggere radicalmente la malattia.

Si possono avere figli?

Durante le terapie successive all'intervento, come la chemioterapia, il rischio di aborto e di malformazioni è alto. Ma al termine della cura, sotto controllo medico, è possibile avere un bimbo in tutta serenità.

Qui trovi tutte le informazioni sulla prevenzione e la cura del tumore in una guida da sfogliare on line o da conservare sul tuo pc

Controlli Gratuiti
 Per combattere il tumore al seno l'arma migliore è la prevenzione. Per questo, fino al 31 ottobre, la Lega italiana lotta contro i tumori offre la possibilità a tutte le donne con più di 25 anni di fare una visita senologica gratuita. Per informazioni, basta chiamare il numero 800998877 o consultare il sito www.lilt.it.

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