Perché ci vuole una legge su misura? 

Le proposte oggi in Parlamento hanno l'obiettivo di regolamentare una materia che, se da un lato si basa su principi già riconosciuti dal nostro ordinamento, dall'altro non ha ancora ricevuto una disciplina uniforme

di Paola Fiorio  - 03 Maggio 2007

"Le proposte oggi in Parlamento hanno l'obiettivo di regolamentare una materia che, se da un lato si basa su principi già riconosciuti dal nostro ordinamento, dall'altro non ha ancora ricevuto una disciplina uniforme" spiega Silvia Veronesi, avvocato, figlia del famoso oncologo Umberto Veronesi e che, come il padre, si batte per il riconoscimento delle dichiarazioni anticipate. Vuol dire che, se anche il Parlamento non dovesse approvare una legge, un testamento biologico sarebbe valido? "Questo aspetto è oggetto di discussione" continua Silvia Veronesi. "Perché la dichiarazione anticipata crea problemi di tipo etico e religioso, che influenzano l'opinione di ciascuno non tanto sulla validità del documento, quanto sulla necessità o meno del medico di attenersi alle volontà in esso contenute". Vediamo, allora, quali sono le leggi che, oggi, garantiscono i diritti del malato:

articolo 32 della Costituzione

Riguarda il diritto alla salute. E stabilisce che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge", in sintonia con il principio fondamentale della inviolabilità della libertà personale;

obbligo del consenso informato

Secondo questa norma, qualunque trattamento sanitario, medico o infermieristico, necessita del preventivo consenso del paziente. "È il fondamento giuridico ed etico della moderna relazione di cura" afferma Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. "Giuridico, perché qualsiasi atto medico può essere una lesione, se non c'è il consenso del paziente. Ma anche etico, perché la relazione medico-paziente deve essere un costante dialogo per trovare la soluzione di cura";

articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Anche qui (Diritto all'integrità personale) viene sancito il diritto al consenso libero e informato del paziente;

Convenzione di Oviedo sui diritti umani

Firmata dagli Stati membri della Comunità europea nel 1997 e ratificata in Italia nel 2001, la Convenzione (articolo 9) stabilisce che "i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la propria volontà saranno tenuti in considerazione". Ma questa direttiva non attribuisce un valore giuridico vincolante al testamento biologico. Ecco perché si avverte l'esigenza di una legge specifica.

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