Prova la tua maturità emotiva 

Quando entrano in gioco le emozioni, anche le persone più equilibrate
possono reagire in modo infantile. Scopri qui se è il tuo caso. E rifletti...

di Elena Buonanno  - 27 Luglio 2005

Ha il suo lavoro, è indipendente, si prende cura di figli e marito, organizza la casa e gestisce il budget familiare. Eppure, quando si trova in situazioni che mettono in gioco le emozioni, si comporta come una bambina: se le cose non vanno come vuole, si sente frustrata e depressa. Qualcuna di voi si riconosce? Sentiamo cosa dice la psicologa. «Succede a chi, proprio come gli adolescenti, non sa mediare tra i propri sentimenti e quelli degli altri» dice la psicologa Giuliana Proietti.

«Anche in una persona matura può capitare che, di fronte a sentimenti come la rabbia e il dolore, riemerga il lato infantile che condiziona i suoi atteggiamenti. Ovviamente nessuno agisce sempre da perfetto adulto. Uno scatto di collera è perdonabile, ma uno standard di atteggiamento negativo diventa un problema» spiega la specialista. E allora scoprite il livello della vostra maturità emozionale simulando una reazione di fronte a situazioni come queste.

Sai reggere i confronti?

Scenario

Dopo una dura giornata di lavoro, stanche morte, siete in coda al supermercato quando, con grande disinvoltura, venite scavalcate dall'ultimo arrivato.

Resazione infantile

Restate così male che non avete il coraggio di fiatare. Oppure aggredite il maleducato alzando subito la voce. «Sono entrambi reazioni poco equilibrate» spiega la dottoressa D'Urso. «Subire un torto senza dire nulla, specialmente quando dentro ribolle la rabbia, è un atteggiamento da immaturi. E reagire con violenza significa usare la stessa prepotenza di chi vi ha scavalcato».

Reazione matura

«Con gentilezza fategli presente che il suo posto è dietro di voi» consiglia Valentina D'Urso. «Affermare i propri diritti serve a non farsi mettere i piedi in testa. Non è detto, però, che chi vi ha superato l'abbia fatto di proposito. Accertatevene, mantenendo la pazienza e controllando le vostre emozioni».

Sai sopportare le critiche?

Scenario

Il vostro capo vi chiede un certo progetto, ma quando gli mostrate la bozza si irrita dicendovi che non avete centrato il problema.

Reazione infantile

Vi mortificate e vi mettete subito sulla difensiva. «Un'eccessiva sensibilità a una osservazione è tipica di chi, da piccolo, è stato duramente criticato dai genitori. Così qualsiasi giudizio, anche da adulti, viene vissuto con grande senso di colpa» spiega la dottoressa D'Urso. E questo comporta una perdita di autostima. «Neanche mettersi sulla difensiva e negare le motivazioni della critica serve» aggiunge Giuliana Proietti. «Perché è un comportamento che stimola l'aggressività e non aiuta a comprendere la situazione».

Reazione adulta

«A nessuno piace ricevere commenti poco lusinghieri. L'importante è andare oltre l'orgoglio ferito ed esaminare la critica in modo obiettivo» dice la dottoressa Proietti. «Se è infondata, conviene non tenerne conto: così fa chi è sicuro di sé. Se invece ha dei fondamenti, bisogna accettare di aver sbagliato». Anche circoscrivere gli argomenti della critica è importante. «È nei vostri diritti chiedere le motivazioni per capire cosa veramente non va e come dovrebbe essere» aggiunge la dottoressa D'Urso.

Sai accettare un rifiuto?

Scenario

Speravate che la vostra migliore amica vi aiutasse a organizzare la festa di vostra figlia, dandovi una mano a tenere a bada una trentina di amici. Invece si è defilata.

Reazione infantile

«Se mi vuole bene, ci ripenserà e mi aiuterà»: questo è la tipica reazione del bambino che conta sui genitori per risolvere ogni problema. «Pretendere troppo dagli altri è un atteggiamento infantile che tiene conto solo delle proprie esigenze e dà per scontato che chi ci ama debba assecondarci» spiega la dottoressa Proietti. «Agire come se foste il centro dell'universo finisce per allontanare le persone e renderle meno disponibili».

Reazione adulta

Che vi sentiate un po' deluse è normale, ma non dovete viverlo come un tradimento. «Forse avete preteso troppo dalla vostra amica» dice Valentina D'Urso, docente di psicologia generale a Padova. «Se vi sembra che sia così, prendetene atto: è l'occasione per rielaborare il rapporto in modo più equilibrato». Se, invece, non trovate una valida motivazione al suo no, ammettete che non era una vera amica. Sarà doloroso, ma necessario. Ricordate anche che se un adulto non riceve aiuto deve essere in grado di fare da sé. La prossima volta valutate se lo sforzo è alla vostra portata. E, nel caso, agite da sole.

Sai affrontare le difficoltà?

Scenario

Vostro marito torna a casa con una busta: non è lo stipendio, ma la lettera di licenziamento.

Reazione infantile

Chiedete ad alta voce che cosa è successo e perché lui ha lasciato che accadesse. Ma ciò non fa che accrescere l'insicurezza e rivelare il vostro lato egoistico. «Chi risponde alle avversità pensando solo a sé, senza considerare le emozioni del partner, è immaturo ed egocentrico» dice la dottoressa Proietti.

Reazione adulta

«Anche se siete preoccupate, mettete da parte le insicurezze e stategli vicino» consiglia l'esperta. «Questo è il momento di rimanere uniti per affrontare insieme la difficoltà». Non solo. «Ripetetegli all'infinito che la salute, gli affetti, la famiglia sono i punti di forza che vi aiuteranno a trovare la carica per risolvere ogni problema: è il modo migliore per trovare l'energia giusta per ricominciare» conclude l'esperta.

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