Quel flusso tanto, troppo doloroso 

Quando il ciclo fa molto male, spesso è colpa dell'endometriosi. Una malattia difficile da riconoscere, ma adesso semplice da curare

di Cinzia Testa  - 29 Novembre 2006

Possono trascorrere anni prima di sapere con certezza che le mestruazioni troppo abbondanti e quei dolori sempre così forti da togliere il fiato dipendono da una malattia ben precisa: l'endometriosi. Ne soffre circa una donna su 10, senza limiti di età. Ma, dicono gli esperti, potrebbero essere molte di più. «Per ora non sono del tutto chiare le cause del problema» spiega il professor Pietro Giulio Signorile, presidente dell'Associazione italiana endometriosi. «È certo, però, che a scatenarlo è la crescita innaturale, all’esterno dell’utero, di "isole" di tessuto simile a quello interno, l’endometrio appunto. Nei giorni dell'ovulazione queste isole si gonfiano, quindi si sfaldano e si uniscono alle mestruazioni normali. Rendendole, così, molto abbondanti».

La malattia, insomma, segue l'andamento del ciclo, per questo i disturbi si ripresentano tutti i mesi, senza tregua. E, tra le conseguenze sull'apparato riproduttivo, spesso c'è la difficoltà a restare incinta. Non si sa con certezza la causa, anche se alcuni studi ipotizzano che si verifichi una modificazione nell'utero, che non accetta l'embrione. «Per non perdere tempo prezioso e arrivare presto alla diagnosi, sta per iniziare una campagna di informazione» aggiunge il professor Signorile. Infatti, spesso i segnali vengono scambiati per un ciclo mestruale più forte del normale. Solo il ginecologo può diagnosticare chiaramente la malattia con una visita e una semplice ecografia. Anche se è possibile fare un primo autoesame da sole. Qui sotto, abbiamo identificato, con l'aiuto degli esperti, i sintomi spia dell'endometriosi. E quali sono le terapie migliori per vincerla.

Il mese della prevenzione

Donna Moderna dedica  dicembre alla prevenzione dell’endometriosi in collaborazione con l'Associazione italiana endometriosi. Telefona ogni martedì, giovedì e sabato, dalle 10 alle 13, allo 0636306066, oppure invia un'e-mail a: aie@endometriosi.it

Occhio a questi disturbi:

Il mal di pancia. Il dolore è quello tipico del ciclo, ma è così forte da costringere spesso a stare a letto. Continua per almeno i primi tre giorni del flusso e si attenua solo se si prendono degli antidolorifici. Quando si ripete puntualmente ogni mese, è importante fare attenzione ad altri malesseri.

L'emicrania. Sono attacchi di mal di testa molto forti, spesso accompagnati da nausea e vomito. Iniziano un paio di giorni prima delle mestruazioni e continuano per i due giorni successivi. Le crisi sono così intense che migliorano con gli antidolorifici, ma non si risolvono mai completamente.

Il dolore durante i rapporti sessuali. Ogni volta che si tenta di fare l’amore si prova un male intensissimo, soprattutto nel periodo dell’ovulazione e nei giorni precedenti alle mestruazioni. A volte anche dopo il rapporto resta un fastidio meno forte ma continuo, che si risolve da sé nell’arco di due, tre giorni.

La stanchezza. La malattia è così debilitante per il corpo e per la psiche che finisce per togliere le forze. Ci si sente stanche già alla mattina appena sveglie, anche se la notte si è dormito bene. La spossatezza aumenta gradualmente durante il giorno ed è così intensa che l'unico desiderio, in ogni momento della giornata, è di riuscire a sedersi anche solo per pochi istanti.

La terapia risolutiva

Il ginecologo, dopo aver accertato con l’ecografia che si tratta proprio di endometriosi consiglia sempre l'intervento chirurgico perché è l'unico rimedio risolutivo.

L'operazione. Si tratta di una tecnica nuova che permette una "pulizia" completa, senza toccare né le ovaie né l'utero. «L'intervento si fa in laparoscopia» aggiunge il professor Signorile. «Attraverso un forellino, vicino all'ombelico, il chirurgo inserisce un tubicino con una microtelecamera, per vedere tutte le isole di endometriosi, anche le più piccole. Che, quindi, con mini strumenti chirurgici, vengono tolte».

Quali vantaggi. L'operazione in laparoscopia permette di asportare, in maniera molto accurata, solo la parte malata, senza il rischio di ricadute, cioè che si riformi l'endometriosi. L'intervento non è doloroso e prevede l'anestesia generale. Di solito il ricovero in ospedale dura un paio di giorni, ma poi è importante stare a casa a riposo per una settimana ed evitare i rapporti sessuali per circa un mese.

Le cure alternative

L'intervento è senz'altro la soluzione più efficace, ma chi per motivi personali non vuole farlo subito, può prendere i farmaci, che almeno alleviano temporaneamente i disturbi.

La pillola. Il medicinale più usato è la pillola contraccettiva. «Questo farmaco blocca l'attività delle ovaie» spiega il professor Signorile. «Di conseguenza, evita uno dei momenti più dolorosi per chi soffre di endometriosi, cioè i giorni dell'ovulazione. In più riduce il flusso». Ce ne sono diverse, ma quelle con la formulazione molto leggera sono efficaci senza provocare problemi di ritenzione idrica e gonfiori.

Cerotto e anello. Chi preferisce il cerotto contraccettivo, che va cambiato soltanto una volta alla settimana, deve parlarne prima con il proprio medico perché, come ha dimostrato un recente studio americano, è meno efficace nel ridurre il flusso e il dolore. Lo stesso vale per l'anello vaginale, che si inserisce internamente e si sostituisce una volta al mese: prima di usarlo è meglio chiedere al ginecologo, perché se l'endometriosi è avanzata, potrebbe peggiorare l'infiammazione.

Una finta menopausa. Quando l'endometriosi è in fase molto avanzata, invece, vengono prescritti dei farmaci chiamati "analoghi del gnrh". «Bloccano nell'organismo la produzione degli ormoni estrogeni» spiega il professor Signorile. «E creano una specie di menopausa passeggera che diminuisce i sintomi dell'endometriosi, compreso il flusso abbondante». Questi medicinali, però, si possono prendere per non oltre otto mesi. Sono, infatti, molto forti e possono aumentare il rischio di indebolire le ossa.

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