Quel nemico nascosto nella pasta 

Basta un boccone di pane o un biscotto per stare male. È la celiachia. Un disturbo sempre più diffuso, ma difficile da scoprire

di Cinzia Testa  - 30 Maggio 2007

La celiachia è una malattia strana. Ne soffrono ufficialmente 70 mila persone, ma potrebbero essere otto volte di più. Le ragioni? Molti sono malati senza saperlo perché le conoscenze su questo disturbo sono scarse, come ha provato un'indagine dell'Associazione italiana celiachia. E poi il problema non è sempre facile da riconoscere. "È un'intolleranza al glutine, contenuto nei cereali come grano, avena, orzo e segale" spiega il dottor Umberto Volta, presidente dei consulenti scientifici dell'Associazione italiana celiachia. "In genere si manifesta da bambini, ma può scatenarsi a qualsiasi età". Vediamo, allora, qui a destra, quali sono i sintomi nei piccoli e negli adulti.

Il mese della prevenzione

Donna Moderna dedica il mese di giugno alla prevenzione della celiachia con l'Associazione italiana celiachia del Centro S.Orsola-Malpighi di Bologna. Telefonare lunedì, mercoledì e venerdì dalle 13.30 alle 16.30 al 335333428 oppure inviare un'e-mail a: uvolt@yahoo.com.

I campanelli d'allarme

Nei bambini

I primi sintomi in genere iniziano a manifestarsi tra i sei e gli otto mesi, cioè durante lo svezzamento e non lasciano spazio a dubbi.

Mancanza di appetito

Il piccolo non ha fame e, anche se è sempre stato un "mangione", bastano due cucchiaiate di pappa per saziarlo. Non sono capricci perché il disturbo non migliora neppure se gli si propongono i suoi piatti preferiti. Calo di peso. Il bimbo mangia come sempre, ma non ingrassa, anzi: continua a perdere qualche etto alla settimana.

Mal di pancia e diarrea

I dolori di pancia sono frequenti, soprattutto durante le crisi di diarrea e si scatenano indipendentemente dall'alimentazione. Le feci, però, non sono liquide, ma pastose e abbondanti. In più,  il pancino è gonfio e duro.

Crisi di vomito. È il disturbo meno frequente. L'attacco può capitare sia subito dopo mangiato, anche se il bimbo ha gradito la pappa e sta bene, oppure a qualche ora di distanza dal pasto.

Negli adulti

I disturbi possono scatenarsi a qualsiasi età, persino a 60 anni. Rispetto ai bambini, però, i sintomi sono molto più lievi.

Anemia

I valori del ferro nel sangue restano bassi nonostante le cure per alzarli.

Dimagrimento

Il calo di peso è graduale e non brusco, come se si facesse una dieta. Anche se non è cambiato nulla nella propria

alimentazione e si sta bene. n Diarrea e pancia gonfia. Viene spesso confusa con la sindrome dell'intestino

irritabile. Con la differenza che la diarrea non viene solo nei momenti di stress, ma pressoché sempre. Le feci, come per i bimbi, sono pastose e abbondanti.

Difficoltà ad avere figli

Non si riesce a restare incinte e gli esami per l'infertilità sono tutti negativi, compresi quelli che vengono fatti

al partner. Il problema, però, si risolve da solo nel giro di un anno da quando si inizia la dieta senza glutine.

Tutte le novità che aiutano

Il test fai-da-te. Il primo dubbio si può risolvere subito in farmacia con un test casalingo. Si chiama Xeliac e costa circa 30 euro. Basta aggiungere in una provetta una goccia di sangue a una speciale soluzione, agitare bene e inserire la striscia reagente. Se cambia colore, indica che c'è un'intolleranza al glutine. Questo test, però, non manda in soffitta gli altri esami. Che sia positivo o negativo, il passo successivo è un'analisi del sangue per  ricercare due particolari anticorpi, chiamati antiendomisio e antitransglutaminasi. Come conferma finale ci vuole, comunque, la biopsia intestinale, cioè il prelievo di un piccolo frammento di tessuto da analizzare. Questo esame è fondamentale per sapere esattamente qual è la gravità della celiachia. Una volta fatta la diagnosi, anche i parenti di primo grado, cioè genitori e fratelli, devono sottoporsi agli stessi controlli. Perché la celiachia nell'8, 10 per cento dei casi è ereditaria.

I prodotti dietetici li passa la mutua

I celiaci devono seguire una dieta a base di alimenti naturalmente privi di glutine, cioè carne, pesce, verdura, frutta, mais, riso, grano saraceno, miglio, soia. Ma anche di prodotti dietetici specifici che si trovano in alcuni supermercati e in farmacia. E sono molto cari (per dare un'idea, la pasta senza glutine costa circa 6 euro al kg). Il Servizio sanitario nazionale, però, aiuta a coprire questa spesa, garantendo a ogni celiaco una cifra mensile. Diversa a seconda dell'età e del sesso. Le donne dopo i 14 anni hanno diritto, per esempio, a 99 euro al mese. Per avere più informazioni, comunque, basta sentire l'associazione celiachia della propria zona. Anche perché ogni Regione ha le sue regole. In alcune, la Asl consegna un vero e proprio buono, mentre in altre è sufficiente presentare in farmacia la ricetta del medico dove viene ogni volta aggiunto lo scontrino fino al raggiungimento del tetto massimo di spesa.

La rete nazionale di ristoranti e gelaterie

La maggior parte dei gelati artigianali è a rischio perché composta da una "base" già pronta che può essere stata preparata con derivati da un cereale vietato. Proprio per questo è nato il Progetto Ristorazione Aic. È un elenco di ristoranti e gelaterie "a prova di glutine" disponibile nelle sedi delle Associazioni celiachia. Chi ne fa parte ha seguito un corso per imparare a cucinare con gli ingredienti corretti. In più, vengono insegnate le regole per evitare la contaminazione da glutine dal processo di lavorazione dell'alimento fino al servizio a tavola del piatto pronto. Il pericolo di stare male, infatti, è legato anche agli ingredienti per così dire invisibili. Un cibo senza glutine si può contaminare se viene cucinato nella stessa pentola utilizzata per gli altri.

4I farmaci da evitare

Bisogna stare attenti anche ai medicinali: tra gli ingredienti ci può essere l'amido. Che a volte deriva proprio da uno dei cereali pericolosi, come il frumento. Tuttavia, la percentuale di glutine che viene usata è molto bassa, pari al massimo a 0,15 mg per compressa. E l'organismo di chi soffre di celiachia può sopportarne 10 mg al giorno. Ecco perché se il farmaco è indispensabile, i medici lo prescrivono ugualmente. A patto di seguire con rigore le indicazioni dello specialista. E per quanto riguarda i farmaci di automedicazione? Meglio controllare sotto la voce "eccipienti". E tenere in casa solo i medicinali a prova di rischio. Per esempio, il paracetamolo che va bene come antidolorifico e antifebbrile.

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