Quest’anno addio a starnuti e occhi rossi 

Per tenere sotto controllo i sintomi delle allergie i farmaci non sempre bastano. Ecco una guida alle strategie vincenti

di Cinzia Testa  - 02 Marzo 2006

Il mese della prevenzione

Donna Moderna dedica marzo alla prevenzione delle allergie con

la Liamar, Lega italiana contro le malattie allergiche. Telefona ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 14 alle 17, al 3936772223.

Per chi soffre di allergie ora la vita è un po’ più facile. C’è un nuovo test che permette di sapere in soli 20 minuti quali sostanze scatenano raffreddore, bruciore agli occhi e difficoltà a respirare. «Si chiama ImmunoCap Rapid e funziona anche sui bambini molto piccoli» spiega Stefano Centanni, direttore della II clinica di malattie dell’apparato respiratorio dell’Università degli studi di Milano e specialista della Liamar, la Lega italiana contro le malattie allergiche. «Lo fa il pediatra nel suo studio prelevando un paio di gocce di sangue dal dito. A chi invece già sa di soffrire di allergie, gli specialisti consigliano di non fermarsi ai medicinali. «Ci sono, sì, farmaci efficaci per superare le crisi e rendere l’organismo meno reattivo nei confronti degli allergeni» spiega il professor Centanni. «Ma bisogna anche mettere in pratica alcuni accorgimenti che funzionano come vere terapie». Vediamoli, caso per caso, con la guida del nostro esperto.

Se il problema sono i pollini

In casa:

stendere il bucato in appartamento  e non fuori: il polline si può attaccare alla trama del tessuto e scatenare le crisi allergiche.

Per tenere fuori i pollini mettere alle finestre le zanzariere a trama fitta.

Non tenere in casa fiori recisi: possono causare starnuti, congiuntiviti o addirittura attacchi di asma.

La sera è bene fare una doccia o sciacquarsi i capelli, per eliminare i pollini che altrimenti finirebbero sul cuscino pronti per essere respirati.

Ci vuole attenzione anche a tavola: le sostanze presenti in certi pollini sono simili a quelle che si trovano in alcuni cibi e possono scatenare prurito, gonfiore alle labbra o alla gola. Ecco quali evitare in base alle piante a cui si è allergici: parietaria, basilico, melone, ciliegie; graminacee, pomodori, kiwi, agrumi, melone, anguria, pesche, ciliegie, prugne, mandorle e cereali; composite, cicoria, banane, sedano, prezzemolo, carote e finocchi; betulle, mele, pere, pesche, ciliegie, prugne, mandorle e lamponi.

All’aperto

Controllare regolarmente i filtri dei condizionatori d’aria dell’auto: se sono sporchi, invece di trattenere i pollini, li buttano all’interno.

Se è possibile, è meglio non uscire per un paio d’ore dopo che è piovuto. L’acqua sbriciola il polline in microscopiche particelle che entrano con più facilità nelle vie respiratorie.

Nei periodi critici trascorrere più tempo possibile in montagna a 800, 1.000 metri di quota: lì le piante liberano i pollini circa un mese più tardi. Perfette anche le passeggiate in riva al mare, dove l’aria è quasi del tutto priva di pollini: i sintomi si attenuano o spariscono.

Il momento migliore per le passeggiate è il mattino presto. Quasi tutte le piante, tranne l’olivo, diffondono al massimo i pollini nel pomeriggio.

Se il problema sono gli acari

In casa

L’aspirapolvere ideale è quello con i filtri Hepa: trattiene anche i granelli più piccoli e riduce così di dieci volte la concentrazione di acari.

I mobili vanno spolverati a giorni alterni, meglio se con un panno a carica elettrostatica: cattura la polvere come se fosse nastro adesivo, senza lasciarla disperdere nell’aria.

È importante lavare lenzuola, federe, cuscini, copricuscini e coprimaterassi una volta alla settimana. Attenzione alla temperatura: un lavaggio a 50 gradi riduce la concentrazione di acari di cento volte.

È bene evitare cuscini, poltrone, materassi imbottiti con materiali di origine animale e vegetale come kapok, canapa, crine vegetale, lana, piuma, cotone, iuta. Scegliere imbottiture in gommapiuma o poliuretano oppure ricoprirli con fodere antiacaro.

A tavola, niente lumache, gamberi e molluschi come le patelle: contengono alcune proteine degli acari e possono dare reazioni allergiche.

All’aperto

Se non si vuole rinunciare a una vacanza in albergo, basta cercare sul sito www.bioallergen.com: c’è l’elenco di hotel e bed&breakfast che hanno stanze a prova di acari. Cioè che vengono pulite ogni giorno con gli appositi aspirapolvere e hanno arredamenti e biancheria per allergici.

In automobile bisogna passare l’aspirapolvere sul fondo e sui sedili, insistendo lungo le cuciture, dove si concentrano di più gli acari. Pulire poi il cruscotto con un panno imbevuto di  un mix di alcol e acqua tiepida.

Se il problema sono le muffe

In casa

In cucina, una volta alla settimana, bisogna lavare bene la zona dietro i mobili. I vapori delle pentole formano sui muri una condensa che diventa il terreno ideale per le muffe.

Ogni sette giorni pulire il frigorifero con un panno usa e getta e una miscela di acqua tiepida, bicarbonato e aceto: si eliminano le tracce di muffa.

Ricordarsi di buttare regolarmente i cibi scaduti o cucinati da almeno due giorni: sono a rischio di muffe. Se il frigorifero è autosbrinante, svuotare ogni 10 giorni la vaschetta dell’acqua.

Per eliminare le muffe, pulire la casa con prodotti come il lisoformio o con detergenti a base di ipoclorito di sodio, come la candeggina.

Attenzione a non mangiare funghi, formaggi stagionati e frutta secca: contengono per natura le muffe.

All’aperto

Se si ha una casa per le vacanze o i fine settimana, appena si arriva è bene arieggiare tutte le stanze: il ricambio d’aria asciuga le pareti ed evita la formazione di muffe. Se è stata chiusa a lungo, pulire, con un panno leggermente inumidito in acqua e lisoformio, gli angoli delle pareti e del pavimento di bagno e cucina.

Alcune muffe si disperdono nell’aria nelle giornate secche e ventose, altre mentre piove. Per questo motivo è meglio fare una doccia quando si rientra da una passeggiata: così si eliminano le spore accumulate sui capelli.

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