Radiografie: nessun pericolo 

Uno degli errori più diffusi è quello di interrompere i controlli con il passare degli anni. In realtà, fra le donne over 50 il tumore più frequente è proprio quello al seno. E la metà dei casi si verifica dopo i 65 anni. Per questo è importante non abbandonare l'abitudine di sottoporsi, anche a questa età, alla mammografia. Si calcola che, se tutte le donne italiane di oltre 50 anni la  eseguissero ogni due anni, sarebbe possibile salvare 1.600 vite all'anno. Oltre a sottoporsi di routine agli esami, però, è fondamentale anche tenere sotto controllo alcuni fattori di rischio specifici della Terza età. Vediamo quali

di Gaia Cimoli  - 29 Aprile 2005

Tempo fa è scattato l'allarme: le radiografie alla schiena possono essere un fattore di rischio per il tumore del seno. Sottoporsi a dosi anche basse di radiazioni dà sempre qualche preoccupazione. Ma è una paura giustificata? Molte donne, per patologie legate all'età (come l'osteoporosi, per esempio), devono eseguire ripetutamente esami radiologici o Tac. C'è il rischio, in questo caso, di aumentare le probabilità di un tumore al seno?

"No" rassicura Andrea Decensi, direttore dell'unità di Oncologia medica e preventiva degli ospedali Galliera di Genova e del reparto di Farmacoprevenzione dell'Istituto europeo di oncologia di Milano. "Oggi le dosi di radiazioni emesse dalle apparecchiature sono molto inferiori a un tempo.

Inoltre, il rischio radiazioni nella genesi di neoplasie può essere significativo nei bambini e nella pubertà, quando le ghiandole mammarie sono in formazione e non sono per così dire ancora specializzate, ma non nella terza età. Con gli anni, infatti, i tessuti del seno diventano meno ricettivi nei confronti di fattori come le radiazioni, che potrebbero agevolare lo sviluppo del cancro".

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