Sai quanto bevi (e quando fermarti)? 

Sono sempre di più le donne che tra un aperitivo e una birra non si accorgono di esagerare con l'alcol. Vediamo come godersi il piacere di un buon bicchiere di vino senza correre rischi

di Cinzia Testa  - 03 Gennaio 2006

Abbiamo un primato che non ci fa onore: il battesimo con l’alcol da noi avviene tra gli 11 e i 12 anni, contro i 14 del resto d’Europa. E i dati dell’Istituto superiore della sanità dicono che il consumo di alcolici è in aumento soprattutto tra le donne. «Dire a una donna di bere meno, è spesso scambiata per un’affermazione maschilista» dice il dottor Emanuele Scafato, responsabile dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità. «Eppure è un consiglio che andrebbe dato senza falsi timori. E la ragione c’è: l’organo bersaglio dell’alcol è il fegato. Ed è scientificamente provato che quello della donna ha una capacità decisamente inferiore di metabolizzare l’alcol rispetto al fegato di un uomo. La conseguenza è che rimane più in circolo, mandando in tilt alcuni organi tra i quali il fegato».

Quel calice che non fa male
Sia chiaro, non tutto l’alcol vien per nuocere. L’importante è bere con testa, ovvero con moderazione. «Un paio di bicchieri di vino al giorno, a pranzo e a cena, tanto per intenderci, non fanno male» dice il dottor Scafato. «Lo stesso vale se ci si concede un aperitivo dopo il lavoro oppure una lattina di birra al pub con gli amici». In questo caso, l’alcol diventa un momento di convivialità, un modo per stare in allegra compagnia. «I problemi sorgono quando si superano queste quantità. E i bicchieri di vino da due diventano tre, quattro. Gli aperitivi un paio, le birre due boccali. Le cose poi peggiorano se questo avviene tutti i giorni, per vari mesi» spiega l’esperto. «A rimetterci è il fegato che, stimolato in continuazione, non ha il tempo per smaltire tutto l’alcol che è in circolo. Un lavoro estenuante che si ripercuote anche sugli altri organi, il cuore soprattutto».

Se aspetti un bambino
Un discorso a parte va fatto per le donne incinte: spesso temono che bere possa danneggiare il feto. Ma è proprio così? «In gravidanza bisogna senz’altro rinunciare ai superalcolici» dice il dottor Scafato «e non superare la dose di un bicchiere di vino o di una lattina di birra al giorno. Se si esagera bevendo non solo troppo ma anche tutti i giorni, si rischia la cosiddetta Fetal alcohol syndrome, cioè la sindrome feto-alcolica, che può dare problemi al cervello, al cuore o alla schiena. E ancora, rallentamento nella crescita, basso peso alla nascita fino a un ritardo mentale». Non dovresti esagerare con vino e birra nemmeno durante l’allattamento. Per stare tranquilla, però, evita di bere nelle due ore precedenti la poppata. Questo perché, anche se in piccole quantità, l’alcol può passare al bambino. E per il suo organismo così delicato, persino dosi bassissime possono far male al fegato. Hai alzato il gomito ma non sapevi ancora di essere incinta? Non preoccuparti. Uno studio americano, che ha tenuto sotto controllo un gruppo di neomamme che aveva bevuto qualche bicchiere di troppo, non ha riscontrato sui bambini alcun problema di salute.

Il mese della prevenzione

Se qualcuno in famiglia esagera con gli alcolici chiama il numero verde 800632000. Donna Moderna dedica gennaio alla prevenzione dei problemi legati all’alcol in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. Puoi telefonare sino

all’1 febbraio ogni lunedì , mercoledì e venerdì,

dalle 13 alle 16. O inviare un’e-mail a: scafato@iss.it

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