Tempo di allergie 

I bambini sensibili ai pollini in questo periodo non smettono di tossire e starnutire. È una pena vederli così. Ma oggi questo disturbo si può vincere. E qui ti diciamo come

di Rossana Cavaglieri  - 02 Aprile 2008

Gli alberi fioriscono, i morbidi pappi invadono le strade e molti bambini devono chiudersi in casa, rinunciando allo spettacolo. Neppure loro, infatti, sfuggono alle allergie ai pollini.  Anzi, il picco di starnuti, asma e occhi gonfi si ha proprio nell'infanzia e fino all'adolescenza. "Le allergie sono in continuo aumento fra i piccoli: negli anni Cinquanta ne soffriva un bimbo su 10, ora il numero è triplicato" sottolinea Giorgio Longo, responsabile del Servizio di allergologia pediatrica all'Ospedale Burlo Garofolo di Trieste. Ci sono famiglie dove le allergie sono di casa: un bambino, infatti, ha l'80 per cento di probabilità di diventare allergico se entrambi i genitori lo sono (il 50 per cento se lo è soltanto uno, in particolare la madre).

Caccia al colpevole

Le vere vittime dei pollini, però, sono i ragazzini dagli 8-10 anni in su. "Prima di quell'età il sistema immunitario non è ancora sviluppato, e si sensibilizza solo verso le sostanze presenti in modo costante nell'ambiente, come gli acari e gli epiteli degli animali domestici" continua l'esperto. Che fare quando un bimbo inizia a starnutire a raffica o ha quella tosse da togliere il respiro che spaventa tanto i genitori? La prima cosa è scoprire se è davvero allergico, e a quali tipi di polline. Il medico prescriverà due esami semplici e non dolorosi: il prick test, dove piccolissime dosi degli allergeni più comuni vengono messe a contatto con la pelle. E il Rast, un prelievo del sangue che serve per dosare gli anticorpi contro i pollini.

Vaccini & co.

Si tratti di asma o di raffreddore da fieno, i farmaci sono quelli classici: cortisonici e antistaminici. "Questi medicinali sono molto migliorati, e non bisogna avere timore di usarli" tranquillizza Longo. "Gli antistaminici di seconda generazione non danno più gli effetti collaterali di un tempo, come sonnolenza o aumento di appetito. Mentre i cortisonici locali agiscono solo sulla mucosa e non entrano in circolo nell'organismo". Un'altra possibilità è data dal vaccino, che oggi si può prescrivere sotto forma di iniezione o nella versione sublinguale. Vale a dire, si somministrano sotto la lingua estratti in gocce diluiti dell'allergene, in dosi crescenti, in modo che l'organismo si faccia amico il polline poco alla volta. Funzionano queste cure? Secondo gli esperti sì, ma non in modo definitivo.

Dolci rimedi

Se ben curata, un'allergia può anche scomparire durante la pubertà. Lo sostiene l'omeopatia, che propone una serie di rimedi preventivi e curativi. "La tendenza allergica si può correggere con formule personalizzate che vanno prescritte dal medico dopo una visita accurata" dice Gianfranco Trapani, pediatra omeopata e autore del nuovo libro "Il pediatra nel cassetto" (Giunti). "I bambini hanno grandi capacità di guarigione e, se si interviene presto reagiscono bene alle cure omeopatiche che riequilibrano le difese immunitarie".

Tra le diverse possibilità c'è il vaccino omeopatico, fatto preparare dal pediatra in farmacia in base al polline responsabile dell'allergia e poi somministrato in dosi infinitesimali (ne esistono anche già pronti a base di un mix di pollini). Invece, un rimedio adatto a tutti come prevenzione è il gemmoderivato di Ribes nigrum MG1DH. Se ne prendono 15-40 gocce due volte al giorno in un po' d'acqua, per due-tre mesi, prima della stagione dei pollini. Tra le terapie per la rinite, l'omeopata consiglia Allium Cepa 6CH, per naso che cola con bruciore e starnuti;  Arsenicum Album 6CH quando c'è forte infiammazione; Euphrasia 6CH se è presente anche lacrimazione, in dosi di 3 granuli 3-4 volte al giorno. Infine, in caso di crisi d'asma, si dà Histaminum 9CH, 3-4 granuli diverse volte al giorno. "Ma, se l'omeopatia non è sufficiente, è prudente avere a portata di mano i farmaci per non correre rischi" avverte Trapani.

COSE DA FARE E DA NON FARE

SÌ - Allattare al seno. Con il latte materno passano sostanze che rafforzano il sistema immunitario.

SÌ - Tenere animali. Secondo gli studi, i bambini che vivono con cani o gatti hanno meno allergie.

SÌ - Evitare questi cibi allergizzanti in gravidanza e introdurli gradualmente allo svezzamento: uova, pesce, fragole, kiwi, pomodoro, cioccolato.

NO - Utilizzare per le pulizie di casa detergenti che contengono sostanze disinfettanti troppo potenti.

NO - Fumare vicino a un bambino. Se è ipersensibile, le allergie respiratorie sono assicurate.

NO - Non dare al piccolo prodotti con coloranti e conservanti. Queste sostanze, infatti, aumentano i rischi di allergia.

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