Tutti i volti dello stress 

La tensione nervosa alla lunga fa ammalare. E ci sono dei segnali per capire se
è il caso di allarmarsi. Vediamoli insieme

di Laura D'Orsi  - 15 Dicembre 2005

Un cambiamento improvviso, un lavoro troppo impegnativo, un problema in famiglia. Vivere in modo stressante, oggi, è quasi la normalità. «Una certa dose di tensione è positiva e ci dà la carica per affrontare la vita. L'importante è che non superi i livelli di guardia. Il rischio? È quello di ammalarsi» spiega Mario Farné, docente di Psicologia medica all'Università di Bologna, che ha dedicato un libro all'argomento (Lo stress, Il Mulino). «Saperne ascoltare i campanelli d'allarme e tenerla sotto controllo è la strada da seguire». Vediamo, allora, insieme all'esperto quali sono i segnali da tenere d'occhio.

Le palpitazioni

Il cuore, stimolato dall'adrenalina (un neurotrasmettitore che si attiva in caso di ansia, paura), batte all'impazzata. Il respiro si fa corto e affannoso. Si suda molto e si tende a urinare in continuazione.

L'insonnia

Sotto stress, la quantità di serotonina, un ormone che regola l'umore, diminuisce: ci si sente giù e, soprattutto, si dorme male. Si fatica a prendere sonno e durante la notte ci si sveglia spesso.

n Il mal di pancia. La tensione si riflette anche sull'apparato digerente: coliti, gastriti, pesantezza dopo i pasti sono le manifestazioni più frequenti.

Il mal di testa

Un altro sintomo rilevatore è la cefalea, accompagnato da un senso di indolenzimento al collo e alle spalle causato dalla contrazione involontaria dei muscoli della parte alta della schiena.

La stanchezza

Ci sono poi i segnali più psicologici, come un grande senso di stanchezza che prende fin dal mattino e la difficoltà a concentrarsi. Tutta colpa della caduta a picco della noradrenalina, un neurotrasmettitore che regola i livelli di energia.

Le difese più basse

Altre sostanze invece si impennano: tra queste il cortisolo, un ormone che, se prodotto in eccesso, indebolisce le difese immunitarie, rendendo più vulnerabili a raffreddori e influenze.

Questi sono gli effetti dello stress a breve termine. Ma la tensione nervosa, a lungo andare, può dare ulcera, ipertensione, depressione. Cosa fare? «Bisogna interrompere il ritmo frenetico con delle semplici pause strategiche» consiglia il professor Farné. «Guardare distrattamente fuori dal finestrino mentre si è in autobus o concedersi durante il giorno del tempo tutto per sé, serve a distogliere la mente dallo stress e riportarla a uno stato di quiete. È stato dimostrato scientificamente». Di grande aiuto sono anche le tecniche di rilassamento: training autogeno, tai chi chuan oppure lo yoga, da praticare sotto la guida di un maestro.

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