Un’estate a gambe leggere 

Quei problemi di circolazione che gonfiano piedi e polpacci riguardano tante donne. Ecco come evitare che con il caldo peggiorino

di Cinzia Testa  - 01 Agosto 2007

La sensazione di avere le gambe pesanti è il sintomo più classico dell'insufficienza venosa, disturbo che riguarda circa 16 milioni di donne. Ma oggi per una diagnosi sicura c'è un segnale inconfondibile: il gonfiore, ai piedi, alle caviglie o alle gambe. A dimostrarlo è un nuovo studio americano che è stato condotto all'università di San Diego, in California. "L'insufficienza venosa, infatti, è causata da un rallentamento della circolazione nelle vene delle gambe. La lentezza del sangue provoca una fuoriuscita dei liquidi presenti nelle cellule. In pratica, è come se nel suo cammino il sangue abbandonasse in parte ciò che è più pesante. I liquidi così si depositano sottopelle e formano il gonfiore" spiega Pierantonio Bacci, docente di flebologia e chirurgia estetica e presidente dell'Accademia italiana di Flebologia. Vediamo insieme a lui quali cure prevengono e risolvono il problema.

Il mese della prevenzione

Donna Moderna dedica agosto alla prevenzione dell'insufficienza venosa con gli specialisti dell'Accademia italiana di Flebologia. Si può telefonare ogni lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 allo 0575401993 o inviare un'e-mail a: info@baccipa.it

I farmaci e le calze per la cura d'urto

L'edema ha caratteristiche ben precise. È più lieve la mattina e accentuato la sera. Nella zona gonfia la pelle sembra tesa, ma è molle se la si prova a schiacciare delicatamente con un dito. E, dopo aver premuto, rimane una fossetta per qualche istante. Per spazzare via ogni disturbo servono farmaci della famiglia dei bioflavonoidi, che migliorano la circolazione rinforzando le pareti delle vene. Il più veloce nel ridurre il gonfiore è l'Oxerutina. Un principio attivo particolarmente indicato nella terapia d'urto perché può essere preso alla dose di due grammi al giorno (il doppio rispetto agli altri bioflavonoidi) senza problemi per la salute. Poi servono le calze elastiche. Contengono molto a livello della caviglia e sempre meno verso l'inguine così da permettere al sangue di risalire in modo fluido. Le calze di ultima generazione sono di fibra elastica, Lycra, rivestita da un nuovo filato chiamato multibava che le rende fresche perché facilita la dispersione del calore e morbide. Queste caratteristiche si rivelano un vantaggio nel trattamento, tanto che nell'arco di due mesi i disturbi migliorano in otto casi su 10. Le calze vanno prescritte dallo specialista che, dopo aver preso le misure della circonferenza di caviglie, polpacci e cosce, e in base alla gravità della malattia, indica la taglia e la classe di compressione più indicata.

Le pillole prima di partire

A differenza di quanto si pensa comunemente, non solo l'aereo fa male alla circolazione. A dare problemi, infatti, non è il mezzo di trasporto, ma l'immobilità. Per avere un'idea: bastano 45 minuti fermi nella stessa posizione a rallentare la circolazione del sangue, con conseguenze anche pericolose. Nelle vene si possono formare uno o più trombi, cioè grumi, e ostruire il flusso sanguigno. Nella maggior parte dei casi i trombi si sciolgono da soli. Ma può succedere che uno si stacchi, arrivi fino a un'arteria polmonare e provochi un'embolia. È un evento raro, ma da non sottovalutare. Chi ha problemi di circolazione alle gambe quindi deve giocare d'anticipo. Una settimana prima della partenza è bene assumere due compresse al giorno di un farmaco ai bioflavonoidi. La cura va continuata fino al giorno dopo l'arrivo nella località di vacanza. Durante il viaggio si devono indossare le calze elastiche (va bene anche il modello a gambaletto preventivo che non ha bisogno della prescrizione del medico) con una compressione lieve. Infine bisogna sempre ricordare la buona vecchia regola di non tenere per più di 10 minuti le gambe accavallate perché in questa posizione le vene seguono un percorso simile a quello delle montagne russe, con difficoltà facili da immaginare per il flusso del sangue.

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