Vincere l’osteoporosi 

Contro le ossa fragili sono arrivati farmaci più efficaci. Gli specialisti ci spiegano perché funzionano. E quali sono le strategie vincenti per evitare problemi dopo la menopausa

di Cinzia Testa  - 31 Agosto 2005

Buone notizie per chi soffre di osteoporosi. Sono arrivate tre nuove terapie che danno più forza alle ossa. Sono la vitamina D, già conosciuta, ma ora rivalutata, e due farmaci appena usciti: il ranelato di stronzio e la teraparatide. «È un grande passo avanti nella cura di questa malattia che non dà segni premonitori» dice Maria Luisa Bianchi, segretario della Lega nazionale osteoporosi. «Ma che, con il tempo, provoca una grave perdita di tessuto osseo e una fragilità dello scheletro, aumentando così il rischio di fratture». I farmaci, però, non bastano, avvertono i medici: chi soffre di osteoporosi, ma anche chi è a rischio, deve assolutamente curare l'alimentazione e praticare una regolare attività fisica.

Il movimento, infatti, stimola la produzione di osteoblasti, le cellule che generano nuovo tessuto osseo. Non solo, mantiene un buon tono muscolare: una garanzia in più per le ossa, che si mettono al riparo da possibili fratture. Buone regole di vita a parte, vediamo in dettaglio come funzionano le nuove cure e a chi fanno bene.

Quella buona vitamina D. La prima novità riguarda i farmaci a base di vitamina D, che aiuta a fissare il calcio nelle ossa. Medicinali già conosciuti, ma che adessso sono stati rivalutati. Due recenti studi internazionali, infatti, hanno scoperto che più della metà delle ultracinquantenni ha livelli insufficienti di vitamina D nell'organismo. Ed è proprio la carenza di questa sostanza uno dei fattori che accelera l'osteoporosi. Finora, però, si credeva che per garantirne al corpo una dose sufficiente bastasse prendere il sole. «È vero che i raggi solari stimolano la produzione di vitamina D» spiega la dottoressa Maria Luisa Bianchi.

«Ma gli abiti, lo smog, le nuvole riducono la capacità della pelle di utilizzarli. In più, dopo una certa età si tende a uscire meno di casa». I farmaci a base di vitamina D sono adatti sia alle donne con più di 60 anni sia a chi è appena entrata in menopausa, ed è a rischio. Per acquistarli ci vuole la ricetta del medico e la dose viene messa a punto dallo specialista.

Stop alle fratture. Il ranelato di stronzio (i nomi commerciali sono: Protelos e Osseor) sarà nelle farmacie quest'autunno e si acquisterà con la ricetta. «Al pari dei bifosfonati (i farmaci più usati contro l'osteoporosi), il ranelato di stronzio "spegne" l'attività degli osteoclasti, le cellule che indeboliscono l'osso» spiega Sergio Ortolani, presidente della Lega italiana osteoporosi. «Ma ha una marcia in più: quella di "vivacizzare" gli osteoblasti, che generano nuovo osso. E che in chi soffre di osteoporosi funzionano a rilento». A confermarne la validità del ranelato di stronzio è un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica New England journal of medicine condotto su 1.649 donne affette da osteoporosi e che hanno già subìto una frattura. Il risultato? A distanza di tre anni la densità minerale ossea, cioè la consistenza, è migliorata del 14,4 per cento nella schiena e dell'8,3  per cento al collo del femore.

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I nuovi farmaci a base di ranelato di stronzio funzionano per chi ha  l'osteoporosi. Va detto, però, che rispetto ai bifosfonati presentano uno svantaggio: vanno presi tutti i giorni e non una volta alla settimana come i loro "cugini". «Insomma perché la cura funzioni, ci vuole costanza» precisa il professor Ortolani. «Si è visto, infatti, che dopo qualche mese si tende a saltare le dosi». Ecco perché lo specialista li consiglia soprattutto alle donne abituate a prendere medicinali quotidianamente. Per esempio, a chi in passato ha usato la pillola anticoncezionale.

Un rimedio potente. L'ultimo farmaco salvaossa è il teraparatide (Forsteo), che ha un'azione completamente diversa rispetto agli altri. Il suo compito, infatti, è di rigenerare al massimo l'osso, agendo proprio sugli osteoblasti. Non a caso, è indicato a chi ha una forma di osteoporosi piuttosto grave. «La sperimentazione, però, è ancora in fase iniziale» puntualizza il professor Ortolani. «Ecco perché il nuovo medicinale viene prescritto al massimo per 18 mesi. Tuttavia un periodo sufficiente per permettere al tessuto osseo di rinforzarsi». La teraparatide ha anche altri svantaggi. È costosa: circa 600 euro al mese. È a carico del Servizio sanitario solo per chi ha avuto una frattura nonostante le terapie. Non è pratica: si fa un'iniezione al giorno nella coscia o nell'addome.

Il mese della prevenzione

Vuoi sapere come mantenere forti le tue ossa? Chiama il 3343970930. Donna Moderna dedica settembre alla prevenzione dell'Osteoporosi in collaborazione con la Lega italiana osteoporosi. Puoi telefonare fino al 28 settembre, ogni martedì, mercoledì e giovedì. Oppure puoi inviare un'e-mail all'indirizzo: boneunit@auxologico.it

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